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vendita di un immobile quando uno dei comproprietari è deceduto senza eredi

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Salve,

comproprietari di un immobile sono 5 fratelli. Uno di loro è deceduto, i suoi discendenti hanno rinunciato all'eredità e questa non può essere accettata nemmeno dai fratelli comproprietari, risalendo la morte ad oltre 10 anni fa.

Come possono gli altri 4 fratelli viventi vendere l'intero immobile, se non possono disporre della quota di 1/5 del fratello deceduto senza eredi?

 

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Avendo rinunciato i discendenti del fratello morto, la quota di 1/5 andrà ai fratelli comproprietari rimasti in proporzione tra loro (ex artt. 523-677cc), i quali divengono pieni proprietari pro quota. Pertanto, i fratelli potranno alienare congiuntamente la piena proprietà dell'immobile in oggetto.

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Grazie per la risposta.

Il fratello è morto da oltre 10 anni, quindi il gli altri fratelli comproprietari non possono più accettarne l'eredità, né si è verificata un'accettazione tacita in quanto essi non avevano il possesso dei beni ereditari, neppure dell'immobile di cui si discute, che è da sempre nel possesso di un terzo soggetto usufruttuario, solo da pochi giorni deceduto, così che l'attuale immissione nel possesso dell'immobile dei nudi proprietari, neo-divenuti pieni proprietari, è avvenuto oltre 10 anni dopo la morte del loro fratello. 

Forse una soluzione potrebbe essere quella di far finta di nulla e, contestualmente al rogito dell'intero immobile, accettare tacitamente la quota del fratello premorto?

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Si ormai il diritto di accettare l'eredità si è prescritto.

Ma durante la permanenza dell'usufruttuario, i nudi proprietari superstiti hanno mai dato qualche minimo contributo (ad es. sistemazione di luci, scale, solai spese condominiali,  o non so) in favore dell'usufruttuario? Seppur minima come spesa, ma tale da giustificare un'uscita di denaro dai nudi proprietari, perchè ciò sarebbe sufficiente per giustificare una accettazione tacita. 

Modificato da JhonDM
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Si, i nudi proprietari hanno dato all'usufruttuario qualche contributo per piccole opere di manutenzione, però mi chiedo se ciò sia sufficiente all'accettazione tacita della quota di eredità del nudo proprietario premorto, considerato che i contributi che un nudo proprietario (e chiamato all'eredità di altro nudo proprietario) dà liberamente all'usufruttuario non sono dovuti, quindi non mi sembra che si tratti del compimento di un atto "che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede" (come invece richiede l'art. 476 c.c. per l'accettazione dell'eredità).

Peraltro, chi ha contribuito alla piccola manutenzione in favore dell'usufruttuario era anch'esso nudo proprietario, quindi è verosimile che agisse in proprio (e non necessariamente come erede dell'altro nudo proprietario premorto). 

 

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  • 4 weeks later...

Consigliabile la trascrizione se accettazione tacita, almeno on termini pratici, in forza della vendita che faranno i fratelli ancora in vita.

In ogni caso, la prescrizione del diritto di accettare l'eredità andrebbe eccepita da qualcuno... 

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