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Atto valido?

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Poco fa ho stipulato un atto di vendita del mio appartamento.

L'atto è stato stipulato con l'intervento di un interprete, non conoscendo la parte acquirente la lingua italiana. Pertanto l'atto è stato tradotto nella lingua straniera, erano presenti due testimoni, uno di loro doveva sapere anche la lingua straniera. 

Avendo la parte acquirente contattato poco dopo la stipula dell'atto il notaio chiedendo di parlare con il dipendente (testimone) che doveva conoscere la lingua straniera, salta fuori che malapena si capivano, cioè detto testimone non sapeva bene la lingua straniera. Un'altra cosa mi è sembrata strana: l'altro testimone è uscito quando il notaio aveva finito di leggere l'atto in italiano, cioè non era presente durante la lettura della traduzione da parte dell'interprete. 

Un atto così è valido? Forse è importante specificare che le parti lasciate libere nella traduzione sono state compilate dal notaio a mano. L'interprete ha solo letto e firmato come gli altri. 

Grazie a chi risponde. 

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Atto perfettamente valido dal punto di vista formale ai sensi della legge notarile, la quale, in riferimento al tuo caso, richiede che solo uno dei testimoni conosca la lingua straniera (il fatto che quel testimone che non conosceva la lingua straniera fosse uscito alla lettura della traduzione non rileva perchè il suo compito si limitava a presenziare alla lettura dell'originale in lingua italiana). Quanto al testimone che conosceva la lingua straniera non rileva ai fini della validità dell'atto perchè il suo compito è limitato ad attestare la veridicità di quanto stipulato come parte terza.

E' l'interprete che svolge l'importante ruolo di tradurre sia le volontà dell'acquirente al notaio e sia di tradurre l'atto notarile originale in italiano nella lingua straniera o quanto meno attestare che la traduzione scritta corrisponda esattamente all'atto originale in italiano.

Ciao 👋

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  • 1 month later...

Ma se il testimone si è allontanato, come fa, con la propria sottoscrizione, a dichiarare e garantire che la lettura della traduzione da parte dell'interprete è stata data alle parti? Perché il testimone deve garantire pure questo aspetto dell'attività documentale!  Sarei curioso di vedere cosa ha scritto il notaio sul punto. La traduzione deve essere letta dall'interprete e questo è indiscutibile, stante l'obbligo di lettura genericamente sancito dal 51 comma 2, n. 8 L.N. ; obbligo che non sarebbe rispettato qualora il soggetto che che non conosce l'italiano non fosse messo nella condizione di comprendere quanto è scritto in atto. Ne consegue che, poiché la lettura deve essere fatta alla presenza dei testimoni, ove intervenuti (51 comma 2, n. 8 L.N), quest'ultimi non possono allontanarsi, pena la nullità ai sensi dell'art. 58 comma 1, n. 6. 

JhonDM dice che il compito del testimone si limita a presenziare alla lettura dell'originale, ma, sommessamente, non ne sono troppo convinto, atteso che la traduzione non è un allegato, bensì è un testo che, sebbene si ritenga essere secondario, compone comunque il documento notarile nella sua unitarietà e che deve essere sottoscritto da tutti ai sensi dell'art. 51 della L.N.

È vero che il 55 L.N. quando parla di "atto"lo fa con riguardo alla parte scritta in italiano, definita, poi, come originale, ma non è detto che le norme che impongono la lettura di ciò  che viene indicato come "atto" si debbano riferire solo alla parte di testo scritta in lingua italiana; anzi, interpretando la norma sull'obbligo di lettura in base alla sua ratio , ritengo che il significato della norma sia proprio quello di imporre la lettura alla presenza dei testimoni di tutto ciò che è contenuto nel documento notarile, ivi compresa la traduzione. 

Per altro, la presenza dei testimoni, almeno uno dei quali deve conoscere la lingua straniera, per chi la ritiene obbligatoria nell'art. 55 L. N., non avrebbe altro senso se non quello di garantire che l'operato dell'interprete corrisponde a verità, ivi compresa la rispondenza della traduzione al testo italiano.

Per quanto riguarda l'effettiva conoscenza della lingua da parte dei testimoni, si ritiene che il notaio non abbia obblighi di accertamento e non è prescritto nessuna menzione da fare al riguardo. Secondo la prassi, però, sono i detti testimoni che dichiarano di conoscerla e assumono la conseguente responsabilità. In caso di dichiarazione falsa, però, l'atto rimane valido, non c'è nessuna norma da cui ricavare un'eventuale nullità. 

Detto ciò, starei tranquillo perché tanto non succederà nulla di fatto, ma fare allontanare un testimone durante la lettura della traduzione lo trovo al limite. 

 

Modificato da Nicostrato
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  • 2 weeks later...
On 14/5/2021 at 17:20, Nicostrato dice:

Ma se il testimone si è allontanato, come fa, con la propria sottoscrizione, a dichiarare e garantire che la lettura della traduzione da parte dell'interprete è stata data alle parti? Perché il testimone deve garantire pure questo aspetto dell'attività documentale!  Sarei curioso di vedere cosa ha scritto il notaio sul punto. La traduzione deve essere letta dall'interprete e questo è indiscutibile, stante l'obbligo di lettura genericamente sancito dal 51 comma 2, n. 8 L.N. ; obbligo che non sarebbe rispettato qualora il soggetto che che non conosce l'italiano non fosse messo nella condizione di comprendere quanto è scritto in atto. Ne consegue che, poiché la lettura deve essere fatta alla presenza dei testimoni, ove intervenuti (51 comma 2, n. 8 L.N), quest'ultimi non possono allontanarsi, pena la nullità ai sensi dell'art. 58 comma 1, n. 6. 

JhonDM dice che il compito del testimone si limita a presenziare alla lettura dell'originale, ma, sommessamente, non ne sono troppo convinto, atteso che la traduzione non è un allegato, bensì è un testo che, sebbene si ritenga essere secondario, compone comunque il documento notarile nella sua unitarietà e che deve essere sottoscritto da tutti ai sensi dell'art. 51 della L.N.

È vero che il 55 L.N. quando parla di "atto"lo fa con riguardo alla parte scritta in italiano, definita, poi, come originale, ma non è detto che le norme che impongono la lettura di ciò  che viene indicato come "atto" si debbano riferire solo alla parte di testo scritta in lingua italiana; anzi, interpretando la norma sull'obbligo di lettura in base alla sua ratio , ritengo che il significato della norma sia proprio quello di imporre la lettura alla presenza dei testimoni di tutto ciò che è contenuto nel documento notarile, ivi compresa la traduzione. 

Per altro, la presenza dei testimoni, almeno uno dei quali deve conoscere la lingua straniera, per chi la ritiene obbligatoria nell'art. 55 L. N., non avrebbe altro senso se non quello di garantire che l'operato dell'interprete corrisponde a verità, ivi compresa la rispondenza della traduzione al testo italiano.

Per quanto riguarda l'effettiva conoscenza della lingua da parte dei testimoni, si ritiene che il notaio non abbia obblighi di accertamento e non è prescritto nessuna menzione da fare al riguardo. Secondo la prassi, però, sono i detti testimoni che dichiarano di conoscerla e assumono la conseguente responsabilità. In caso di dichiarazione falsa, però, l'atto rimane valido, non c'è nessuna norma da cui ricavare un'eventuale nullità. 

Detto ciò, starei tranquillo perché tanto non succederà nulla di fatto, ma fare allontanare un testimone durante la lettura della traduzione lo trovo al limite. 

 

il notaio ha scritto questo:

"E' data lettura dell'atto e di quanto allegato ai comparenti, alla  presenza  dei  testimoni  e dell'interprete,  da  me  notaio quanto  all'originale  e  all'allegato  in  lingua  italiana,  e dall'interprete  quanto  alla  traduzione  in  lingua  francese dell'atto e dell’allegato."

Le parti "vuote" sono state compilate a mano dal notaio, sia nell'originale che nella traduzione. 

Grazie per aver risposto. 

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4 ore fa, clienteinsoddisfatto dice:

il notaio ha scritto questo:

"E' data lettura dell'atto e di quanto allegato ai comparenti, alla  presenza  dei  testimoni  e dell'interprete,  da  me  notaio quanto  all'originale  e  all'allegato  in  lingua  italiana,  e dall'interprete  quanto  alla  traduzione  in  lingua  francese dell'atto e dell’allegato."

Le parti "vuote" sono state compilate a mano dal notaio, sia nell'originale che nella traduzione. 

Grazie per aver risposto. 

Stai tranquillo che non succederà nulla, di fatto risulta tutto in regola, anche se la formula non la ritengo molto chiara nella parte relativa alla lettura dell'interprete, perché non viene specificato che la lettura del l'interprete è data alle parti in presenza dei testimoni e del notaio; ma va bè, dal testo si potrebbe pure sostenere diversamente. Il problema non è l'omessa menzione, che non è sanzionata con la nullità. Se si omette la menzione delle varie letture, l'atto non è nullo, c'è solo una sanzione disciplinare.   Il problema della nullità è se effettivamente, realmente, l'interprete ha dato lettura della traduzione alla presenza dei testimoni. Se realmente non lo ha fatto, per me l'atto è nullo e se interpreti la formula da te postata  nel senso che la lettura della traduzione è stata data dall'interprete, presenti i testimoni, si profila  pure un falso in atto pubblico insieme a tutti quelli che lo hanno sottoscritto.  Ma ripeto: stai tranquillo che non accadrà nulla. 

Modificato da Nicostrato
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Qui, a mio sommesso avviso, non è questione di conformità dell'originale alla traduzione e viceversa. È questione di un'attività -quella della lettura- che deve essere compiuta; e quando ci sono i testimoni, questi sono garanti del fatto che la lettura è stata fatta. È questo il motivo per cui se non sono presenti l'atto è nullo. Che garanzia danno se abbandonano il tavolo della stipula?! Come fanno a dire che la lettura è stata data se se ne vanno?

Modificato da Nicostrato
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On 29/5/2021 at 16:43, Nicostrato dice:

Qui, a mio sommesso avviso, non è questione di conformità dell'originale alla traduzione e viceversa. È questione di un'attività -quella della lettura- che deve essere compiuta; e quando ci sono i testimoni, questi sono garanti del fatto che la lettura è stata fatta. È questo il motivo per cui se non sono presenti l'atto è nullo. Che garanzia danno se abbandonano il tavolo della stipula?! Come fanno a dire che la lettura è stata data se se ne vanno?

ho letto l'articolo 58 della legge notarile che dice:

"Articolo 58.

L'atto notarile è nullo, salvo ciò che è disposto dall'art. 1316 del Codice civile: (1)

...

6) se non fu data lettura dell'atto alle parti, in presenza dei testimoni quando questi siano intervenuti."

Cosa viene considerato "atto"? Solo l'originale o anche la traduzione? Ricordo che il notaio ha compilato a mano le parti lasciate libere anche nella traduzione e non l'interprete. 

Veramente grazie mille per le risposte. 

 

 

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Di nulla, figurati. Tuttavia, vedo che la tua preoccupazione incalza e ti esorto nuovamente a stare tranquillo.

Come già scritto sopra, è orientamento pacifico che originale e traduzione sono parti dell'atto nella sua unitarietà. Atto significa documento notarile e del documento nella sua unitarietà c'è la parte scritta in italiano e la traduzione in lingua straniera, che insieme lo compongono.

Il notaio Santarcangelo, che è uno dei massimi studiosi in tema di forma e formalità negli atti notarili, scrive espressamente che la traduzione non è un allegato e che è pacifico che ad essa va applicata tutta la disciplina prevista per il testo scritto in italiano(originale), quindi -e soprattutto-  anche la norma sulla lettura in presenza dei testimoni.

 

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2 ore fa, Nicostrato dice:

Di nulla, figurati. Tuttavia, vedo che la tua preoccupazione incalza e ti esorto nuovamente a stare tranquillo.

Come già scritto sopra, è orientamento pacifico che originale e traduzione sono parti dell'atto nella sua unitarietà. Atto significa documento notarile e del documento nella sua unitarietà c'è la parte scritta in italiano e la traduzione in lingua straniera, che insieme lo compongono.

Il notaio Santarcangelo, che è uno dei massimi studiosi in tema di forma e formalità negli atti notarili, scrive espressamente che la traduzione non è un allegato e che è pacifico che ad essa va applicata tutta la disciplina prevista per il testo scritto in italiano(originale), quindi -e soprattutto-  anche la norma sulla lettura in presenza dei testimoni.

 

Quindi se ho capito bene la mia compravendita è nulla?! Cosa succede se la parte acquirente dovesse scoprire questo e dovesse fare valere la nullità? Grazie ancora. 

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1 ora fa, clienteinsoddisfatto dice:

Quindi se ho capito bene la mia compravendita è nulla?! Cosa succede se la parte acquirente dovesse scoprire questo e dovesse fare valere la nullità? Grazie ancora. 

Gli effetti rimangono: tu hai efficacemente venduto e lui ha efficacemente acquistato; solo che quell'atto non sarebbe coperto da pubblica fede e verrebbe convertito in scrittura privata, con l'efficacia probatoria propria di quest'ultima (art. 2701).  In sostanza, significa che l'acquirente, in teoria, potrebbe disconoscere la sua firma e dire che non ha sottoscritto nulla oppure potrebbe contestare la veridicità di parte del contenuto dell'atto; ma questo è evidentemente impossibile e fallimentare per la controparte, anche perché ha adempiuto i suoi obblighi contrattuali. Per altro, l'acquirente, quando contesta il discorso dei testimoni, altro non fa che dire che in quel giorno ha sottoscritto un atto, ma che quando l'interprete leggeva un testimone non ha presenziato. Ti rendi conto che il tutto è fuori gioco?! Poi, se proprio vogliamo andare ancora più in fondo, una volta accertato in sede giudiziale che l'atto è nullo, quindi non efficace come atto pubblico, si potrebbe pure ipotizzare il problema della idoneità di quell'atto ad essere titolo per la trascrizione nei pubblici registri immobiliari, ma questo sarebbe un problema per l'acquirente, non per te; e a dire il vero uno dei massimi studiosi della materia ritiene che in questo caso l'acquirente, insieme a tutti i successivi acquirenti, non dovrebbe temere nulla. 

Però capisci che, limitatamente al tuo caso, tutto questo è surreale. Come ti ho già detto: stai tranquillo, non pensarci più.

Modificato da Nicostrato
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1 ora fa, Nicostrato dice:

Gli effetti rimangono: tu hai efficacemente venduto e lui ha efficacemente acquistato; solo che quell'atto non sarebbe coperto da pubblica fede e verrebbe convertito in scrittura privata, con l'efficacia probatoria propria di quest'ultima (art. 2701).  In sostanza, significa che l'acquirente, in teoria, potrebbe disconoscere la sua firma e dire che non ha sottoscritto nulla oppure potrebbe contestare la veridicità di parte del contenuto dell'atto; ma questo è evidentemente impossibile e fallimentare per la controparte, anche perché ha adempiuto i suoi obblighi contrattuali. Per altro, l'acquirente, quando contesta il discorso dei testimoni, altro non fa che dire che in quel giorno ha sottoscritto un atto, ma che quando l'interprete leggeva un testimone non ha presenziato. Ti rendi conto che il tutto è fuori gioco?! Poi, se proprio vogliamo andare ancora più in fondo, una volta accertato in sede giudiziale che l'atto è nullo, quindi non efficace come atto pubblico, si potrebbe pure ipotizzare il problema della idoneità di quell'atto ad essere titolo per la trascrizione nei pubblici registri immobiliari, ma questo sarebbe un problema per l'acquirente, non per te; e a dire il vero uno dei massimi studiosi della materia ritiene che in questo caso l'acquirente, insieme a tutti i successivi acquirenti, non dovrebbe temere nulla. 

Però capisci che, limitatamente al tuo caso, tutto questo è surreale. Come ti ho già detto: stai tranquillo, non pensarci più.

grazie, sei stato di grande aiuto. 

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On 31/5/2021 at 21:17, Nicostrato dice:

Di nulla, figurati. Stai tranquillo! 

un'ultima domanda: e la questione dell'altro testimone che sinceramente non capisce bene la lingua francese? Non penso che possa garantire che quanto tradotto corrisponda a quanto scritto nell'originale.  

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