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Azione di riduzione

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Buongiorno. Sono uno studente alle prese con l'esame di civile con argomento successioni. Chiedo scusa in anticipo se la mia domanda possa risultare banale. Volevo in particolare sapere: perché per l'azione di riduzione è necessario l'accettazione con beneficio di inventario del legittimario? E perché invece senza tale accettazione l'azione potrà essere rivolta solo verso i coeredi? Cioè qual è la ratio del 564 (far conoscere ai donatari e legatari non coeredi la composizione dell'asse) ma perché? 

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Mi accodo alla domanda con un ulteriore interrogativo.

Si dice (fonte: Genghini sulle successioni) che il coniuge che risulti essere stato leso nella legittima, in quanto il testatore abbia disposto in favore di altri dei diritti di uso e di abitazione ( sul presupposto, ovviamente, che si tratti di diritti di riserva) , non deve accettare con beneficio di inventario,  anche se intende esercitare l'azione di riduzione confronti del legatario cui sono stati assegnati i citati diritti.

Se peró si tiene anche conto che, nel caso in cui si astato comunque compensato del loro valore mediante l'attribuzione di altri diritti/beni/somme, non puó Esercitare l'azione in quanto mancherebbe un lesione "quantitativa" della legittima spettantegli, non ricorre anche in questo caso la medesima ratio che impone l accettazione col beneficio ?

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20 ore fa, Lukes dice:

Buongiorno. Sono uno studente alle prese con l'esame di civile con argomento successioni. Chiedo scusa in anticipo se la mia domanda possa risultare banale. Volevo in particolare sapere: perché per l'azione di riduzione è necessario l'accettazione con beneficio di inventario del legittimario? E perché invece senza tale accettazione l'azione potrà essere rivolta solo verso i coeredi? Cioè qual è la ratio del 564 (far conoscere ai donatari e legatari non coeredi la composizione dell'asse) ma perché? 

La ratio dell'accettazione con beneficio d'inventario è garantire i terzi legatari e i donatari contro i quali l'azione di riduzione viene proposta. 

L'obiettivo del legislatore  è stato predisporre uno strumento idoneo alla preventiva constatazione ufficiale dell'asse ereditario, in modo tale da evitare possibili abusi da parte del legittimario leso che agisce in riduzione il quale, senza inventario, potrebbe agire in riduzione anche nel caso in cui il relictum fosse capiente a soddisfare la quota di legittima spettantegli, a danno appunto dei terzi legatari e donatari (i quali, verosimilmente, non sono in grado di conoscere il valore dell'asse ereditario).

Questa esigenza di tutela (ossia porre il convenuto in grado di conoscere l'entità dell'asse ereditario) viene meno nel caso in cui l'azione di riduzione sia rivolta nei confronti di un altro coerede, in quanto si presume che quest'ultimo conosca o quanto meno possa comunque conoscere con più facilità la consistenza del relictum, a prescindere dalla redazione dell'inventario. 

Ciao

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