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USI CIVICI

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i terreni gravati da usi civici sono alienabili? oppure gli usi civici devono essere  liquidati?

Ho sentito che c'è tesi secondo la quale l'art. 3, comma 3, Legge n. 168 del 2017 va interpretata nel senso che sono gli usi civici ad essere inalienabili e non il terreno, che da questi resta gravato. Problema è che non ho trovato da nessuna parte tale tesi.

Confermate? Grazie per l'aiuto!

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Prima della legge del 2017 che io sappia è certo che i beni privati gravato da uso civico erano alienabili con il gravame dell'uso stesso .

Quindi PIGEI sta dicendo che alla luce della nuova normativa i beni privati gravato da uso civico sono inalienabili senza preventiva affrancazione?

Attendo anche io delucidazioni in merito ...

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La domanda è : se foste notai che fareste ? rischiereste ? non mi porrei il minimo dubbio, no, soluzione rigorosa, che fra l'altro è quella necessariamente indicata da Pigei. 

Sul punto, qualche tempo fa è uscita una sentenza della Corte costituzionale che ha ribadito che la legislazione in materia è di  competenza esclusiva dello Stato

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1 ora fa, anton3 dice:

La domanda è : se foste notai che fareste ? rischiereste ? non mi porrei il minimo dubbio, no, soluzione rigorosa, che fra l'altro è quella necessariamente indicata da Pigei. 

Sul punto, qualche tempo fa è uscita una sentenza della Corte costituzionale che ha ribadito che la legislazione in materia è di  competenza esclusiva dello Stato

Sì, però il fatto è che quell'escamotage di cui parlavo (che poi viene declinato in tante versioni diverse) è stato inventato (e usato ampiamente) proprio dai notai! :D

Ora forse per una serie di ragioni, il fenomeno è in regresso e si tende più agevolmente a dire al cliente di affrancare l'uso civico.

Tra l'altro che dire degli atti con cui si dichiara usucapito il livello e se ne chiede la cancellazione dalla visura catastale? (la dizione è volutamente impropria)

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Scusate se insisto ... ma serve a me x capire ...

Ho trovato questo articolo :https://www.e-glossa.it/wiki/commerciabilità_dei_terreni_soggetti_ad_uso_civico.aspx#0

che conferma in sintesi la commerciabilità dei terreni privati .

è del 2016 , pertanto resterebbe solo da confermare se la legge del 2017 ha cambiato qualcosa o meno 

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Gli usi civici sono un istituto vecchio, desueto, inutile, in alcuni casi nato prima del regno d'italia; i notai hanno cercato di porvi un rimedio, è chiaro che qualche comune o università (di comune) - che prima rilascia le concessione a costruire -  e poi vuole incassare.

Ben venga se il notariato cerca rimedio a situazione paradossali e irragionevoli o quantomeno stimola il legislatore a risolvere i problemi che si creano ai cittadini per istituti vecchi e ridicoli

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48 minuti fa, chiariello dice:

Scusate se insisto ... ma serve a me x capire ...

Ho trovato questo articolo :https://www.e-glossa.it/wiki/commerciabilità_dei_terreni_soggetti_ad_uso_civico.aspx#0

che conferma in sintesi la commerciabilità dei terreni privati .

è del 2016 , pertanto resterebbe solo da confermare se la legge del 2017 ha cambiato qualcosa o meno 

Sui terreni privati gravati da uso civico, ok.

Ma sui terreni pubblici, ossia dove il Comune risulta concedente, occorre prima affrancare il livello.

8 minuti fa, anton3 dice:

Gli usi civici sono un istituto vecchio, desueto, inutile, in alcuni casi nato prima del regno d'italia; i notai hanno cercato di porvi un rimedio, è chiaro che qualche comune o università (di comune) - che prima rilascia le concessione a costruire -  e poi vuole incassare.

Ben venga se il notariato cerca rimedio a situazione paradossali e irragionevoli o quantomeno stimola il legislatore a risolvere i problemi che si creano ai cittadini per istituti vecchi e ridicoli

Sono d'accordo a metà.

Sul doppio gioco dei Comuni che fanno finta di non vedere o anche fanno costruire case, fino a quando non scoprono che possono incassare tanti bei soldini re-imponendo la riscossione dei canoni e inducendo la gente all'affrancazione... ok, concordo.

Ma quanto al ruolo del notariato, non va dimenticato che la legge del 1927 che ha quotizzato le terre demaniali ex feudali, assegnandole ai contadini con il livello a favore del Comune, era chiara nel sancire che quei terreni non cadevano in successione e non potevano essere divisi o alienati. E invece le alienazioni ci sono state, per via notarile, con cessioni di enfiteusi/utile dominio/proprietà gravata da livello/... ecc. Escamotage, appunto.

Ma i nuovi proprietari erano occupanti abusivi. E infatti, quando la cosa è passata in mano alla neocostituite Regioni, qualcuno si è svegliato e ha promosso il censimento delle terre gravate da livello. Per poi addivenire con legge regionale alla "legittimazione degli occupanti abusivi" (chè tali erano). E quindi i Comuni (alcuni) hanno preso la palla al balzo reimponendo i (nuovi) canoni (rivalutati) a chi era in possesso delle terre e che dopo tanti decenni si riteneva addirittura pieno proprietario!

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21 ore fa, chiariello dice:

Prima della legge del 2017 che io sappia è certo che i beni privati gravato da uso civico erano alienabili con il gravame dell'uso stesso .

Quindi PIGEI sta dicendo che alla luce della nuova normativa i beni privati gravato da uso civico sono inalienabili senza preventiva affrancazione?

Attendo anche io delucidazioni in merito ...

Scusate ... ma era già stato detto ... a scanso di confusioni .... 

 

Sulla proprietà pubblica è necessaria tutta la procedura della legge . È chiaro 

Modificato da chiariello
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Preciso che gli usi civici in Italia a differenza della Francia, non sono proprietà comunali, soprattutto i grandi latifondi dal Lazio in giù, ma erano (e sono) di una impersonale collettività (gli aristocratici, offrivano le terre al popolino, ne avevano tante, per sfruttarle come pascolo, silvicoltura, ecc. come atto di magnanimità), di università (le università, in linguaggio medioevale erano i gruppi, associazioni di persone, di mestieri, ecc., non certo gli atenei).

Quindi i Comuni che non c'entrano nulla, perché i grandi latifondi meridionali sono di un'entità astratta che non coincide con il comune. E ripeto  neanche le regione non possono legiferare sulla loro liquidazione perché è di competenza statale (Corte Costituzionale). 

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Ottimo studio, come sempre quelli di Casu, ma è di un quarto di secolo fa; oggi il diritto procede a ritmi serrati; e, qualche conclusione (e ciò vale in alcuni studi CNN di qualche anno fa) , non sempre collima con quella poi assunta dalla giurisprudenza (ved. ad. sulle conseguenze della vendita di bene in edilizia agevolata)

Modificato da anton3
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55 minuti fa, anton3 dice:

Ottimo studio, come sempre quelli di Casu, ma è di un quarto di secolo fa; oggi il diritto procede a ritmi serrati; e, qualche conclusione (e ciò vale in alcuni studi CNN di qualche anno fa) , non sempre collima con quella poi assunta dalla giurisprudenza (ved. ad. sulle conseguenze della vendita di bene in edilizia agevolata)

Si ... ma da una lettura veloce l'articolo postato da me sembra in alcune parti una riproduzione di tale studio, seppur datato 2016 l'articolo .

Cmq a questo punto mi sembra che nulla sia cambiato a seguito della legge 2017. Correggetemi se sbaglio 

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  • 2 weeks later...

La prassi notarile è solita alienare i terreni privati gravati da uso civico trattando essi come un "peso". Banalmente: il bene circolerà cum onere suo, indi facendone menzione in atto ove si abbia positivo riscontro della sua esistenza.

La l. 168/2017 in vero appare assai ambigua e discussa. L'art. 3 comma 1. d) ricomprenderebbe tra i "beni collettivi" anche "Le terre di proprietà di soggetti [...] privati sulle quali i residenti del comune o della frazione eseritano usi civici non ancora liquidati" . Il successivo comma 3  definisce "inalienabili" tali beni. Alla luce di una iterpretazione strettamente letterale della legge, non c'è tanta via di fuga. La prassi notarile, ai fini di evitare che il mercato immobiliare possa essere paralizzato da una tale norma (Tenuto conto anche delle difficoltà di accertamento dell'esistenza di tali dirtitti collettivi) pone una interpretazione "funzionale", ritenendo che l'inalienabilità riguarda il diritto collettivo, non il bene gravato. Sostanzialmente il bene circolerà cum onere suo.

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