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Buon pomeriggio a tutti, 

Sono laureato in Giurisprudenza da un anno e mezzo e dottorando di ricerca da  uno. La mia intenzione sarebbe quella di intraprendere la pratica notarile ed affiancarla ad una scuola notarile. So che l'argomento è trito e ritrito, ci sono sondaggi e milioni di domande come la mia, ma - perdonatemi - torno a porvi il quesito, a voi che sicuramente siete anni luce più esperti di me.

Ci sono varie scuole che si contendono/vantano l'ereditarietà del metodo Capozziano, tuttavia, dopo aver passato al setaccio forum su forum, sembra che la migliore sia questa semi-nascosta e rivoluzionaria scuola del notaio Luca Palazzi, con 92 ammessi agli orali nell'ultimo concorso (ormai penultimo, credo). 

Ora , la mia domanda è: per coloro che l'hanno frequentata, secondo voi è una scuola che è opportuno affrontare dal primo anno o no? Sono due anni ormai che studio solo la materia del mio dottorato, Diritto Costituzionale dell'Unione Europea, quindi non vorrei iscrivermi ad una scuola di impronta "troppo" concorsualistica, essendo io carente magari della parte teorica e dunque delle basi per poter risolvere una traccia. 

Sarebbe meglio forse affrontare un anno di corso nella scuola Notai Domani del notaio Sabatelli di Napoli, con un corso annuale di Civile ed uno di Commerciale, o quella di Genghini forse, o Viggiani a Milano, per poi spostarsi dal secondo anno alla scuola Palazzi, o iniziare direttamente dalla Palazzi? 

Grazie infinitamente a chi si è letto tutto ed ancora di più a chi risponderà: il vostro aiuto è per me più che fondamentale.

 

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Benvenuto EMM e complimenti per Saul Goodman nell'avatar 😂😂😂!!! Mi permetto di risponderti perché veniamo entrambi da un percorso simile: anch'io, come te, sono dottorando in una materia pubblici

Devi fare solo una cosa, informarti bene sulle scuole e sui loro programmi e poi scegliere quel che fa per te. Queste cose le puoi fare da solo. Internet è più che sufficiente. Palazzi non ha sito, co

Io come comsiglio posso dirti il mio percorso: 1. Ho iniziato a studiare  a casa e contemporaneamente ho frequentato due anni di scuola notarile "tradizionale" presso un Consiglio Notarile 2

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2 ore fa, walle dice:

Domanda fondamentale, perché molti come mentalità sono rimasti a prima del 2010, intraprenderesti questa carriera per soldi o passione per il diritto? Se per soldi fai altro. 

 
 

Sinceramente non vedo il collegamento di questa risposta alla mia domanda, per la quale davvero ho bisogno di un chiarimento. 

Comunque sia, se non ci fosse stata passione, non avrei intrapreso la carriera giuridica 6 anni fa, ma, allo stesso modo, l'aspetto economico della professione notarile non è di secondaria importanza .

Modificato da EMM
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Devi fare solo una cosa, informarti bene sulle scuole e sui loro programmi e poi scegliere quel che fa per te. Queste cose le puoi fare da solo. Internet è più che sufficiente. Palazzi non ha sito, come saprai, lo potrai contattare per e-mail. Non esiste la scuola giusta in assoluto. Viggiani, Corrente , Palazzi, Genghini, La Porta. Tutte ottime se faranno per te.  Questo imparalo subito, così non ti farai aspettative eccessive. Per vincere il concorso, che poi è quello che interessa a tutti, ti diranno di bruciare  ( nel senso letterale )monografie, di lanciare dal balcone Gazzoni ( non tutti, Corrente so per certo che lo consiglia ) e di imparare solo quel che c'è da sapere su tutto. Studiando per due anni riassunti scritti appositamente per i praticanti notai. È un modo come un altro, ma prima poi occorrerà limitarsi a questo per aumentare le possibilità. La memoria è limitata, studiare la monografia di Bin sulla diseredazione potrà  farti sentire bene, ma ti avrà fatto perdere tempo da occupare in altre più redditizie attività: scrivere compiti e clausole. 

Ribadisco, è importante tutto, ma solo scrivere compiti ti farà vincere. Ognuno ci arriva col suo tempo. Anche tu, se proseguirai, troverai il tuo sentiero. 

Il punto è che al concorso viene richiesto di sapere fare tutto in 8 ore, sebbene il programma non abbia limiti conosciuti. Proprio per questo ti diranno di studiare solo alcuni testi e non altri, in quanto paradossalmente più approfondisci e più corri il rischio di non sapere le cose basilari.

Buttati. 

Buona fortuna

 

 

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20 minuti fa, Agri dice:

Devi fare solo una cosa, informarti bene sulle scuole e sui loro programmi e poi scegliere quel che fa per te. Queste cose le puoi fare da solo. Internet è più che sufficiente. Palazzi non ha sito, come saprai, lo potrai contattare per e-mail. Non esiste la scuola giusta in assoluto. Viggiani, Corrente , Palazzi, Genghini, La Porta. Tutte ottime se faranno per te.  Questo imparalo subito, così non ti farai aspettative eccessive. Per vincere il concorso, che poi è quello che interessa a tutti, ti diranno di bruciare  ( nel senso letterale )monografie, di lanciare dal balcone Gazzoni ( non tutti, Corrente so per certo che lo consiglia ) e di imparare solo quel che c'è da sapere su tutto. Studiando per due anni riassunti scritti appositamente per i praticanti notai. È un modo come un altro, ma prima poi occorrerà limitarsi a questo per aumentare le possibilità. La memoria è limitata, studiare la monografia di Bin sulla diseredazione potrà  farti sentire bene, ma ti avrà fatto perdere tempo da occupare in altre più redditizie attività: scrivere compiti e clausole. 

Ribadisco, è importante tutto, ma solo scrivere compiti ti farà vincere. Ognuno ci arriva col suo tempo. Anche tu, se proseguirai, troverai il tuo sentiero. 

Il punto è che al concorso viene richiesto di sapere fare tutto in 8 ore, sebbene il programma non abbia limiti conosciuti. Proprio per questo ti diranno di studiare solo alcuni testi e non altri, in quanto paradossalmente più approfondisci e più corri il rischio di non sapere le cose basilari.

Buttati. 

Buona fortuna

 

 

 

Grazie mille Agri, apprezzo molto le tue parole ed il tuo tempo.

Non credi dunque che un percorso del genere (anche se ho capito che la preparazione di ogni candidato deve adattarsi alla sua forma mentis e modus operandi) come un primo anno alla Notai Domani di Sabatelli, con entrambi i corsi di Civile e Commerciale, per poi passare alla Palazzi dal secondo anno, più pratica e casistica, sia idoneo?

Grazie. 

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Palazzi non fa un corso base e il corso è esclusivamente casistico: ogni settimana ti arriva una traccia per email, la svolgi e la consegni (a lezione o per posta) e ti viene corretto il compito (se segui a distanza ti viene rispedito) e la lezione, di due ore, consiste nella “correzione” della traccia.

So che ci sono persone che hanno iniziato da neolaureati da Palazzi e ora sono notai, ma è tutto soggettivo e la maggioranza non la ritiene una scuola da seguire da neofita. Il vantaggio di frequentarla subito è di imparare fin dall’inizio a scrivere un atto snello. Però, se cerchi un corso base devi andare altrove: es., in ordine rigorosamente alfabetico, senza preferenze, non conoscendole, Corrente omnia, corsi base di Genghini o di Viggiani. Forse ci sono altri corsi base tra le scuole private ma non li conosco. 

A Roma c’è anche il corso di Baldassarra e Di Tillo, che so essere simile a Palazzi, ma pare che vi siano iscritte più persone all’inizio degli studi e quindi spiegano in modo più analitico.

P.S. Ma dove hai preso quei dati sul numero di ammessi, visto che il notaio non li ha mai  dati? Comunque, considera che i numeri non contano, perché molti frequentano contemporaneamente più corsi. Con questo non intendo sminuire Palazzi, visto che per me è il 🔝

Modificato da Clio
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2 minuti fa, EMM dice:

Grazie mille Agri, apprezzo molto le tue parole ed il tuo tempo.

Non credi dunque che un percorso del genere (anche se ho capito che la preparazione di ogni candidato deve adattarsi alla sua forma mentis e modus operandi) come un primo anno alla Notai Domani di Sabatelli, con entrambi i corsi di Civile e Commerciale, per poi passare alla Palazzi dal secondo anno, più pratica e casistica, sia idoneo?

Grazie. 

Come dicevo, potrebbero andare benissimo, ma non sono in grado di dirti altro. Se avessi altri consigli te li darei, ma sono solo un praticante che ancora lotta .

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Scusate la domanda stupida da "neofita" (anzi, neanche, visto che mi devo ancora laureare). Ma il metodo casistico e' davvero il metodo migliore? Voglio dire, leggendo le discussioni sui concorsi mi e' capitato raramente di leggere che qualcuno, data la vastita' delle 3 materie e le combinazioni infinite, abbia detto: "mi ricordo che la scuola/la traccia a casa mi abbia salvato".  

 

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Allora, all’inizio un corso che ti spieghi anche la teoria è sicuramente utile, fermo restando che nessun corso ti potrà mai spiegare tutto e che per la teoria ci sono i libri. 

Fare tracce su tracce è fondamentale, essendo l’unico allenamento per il concorso!

Modificato da Clio
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50 minuti fa, Ellis Island dice:

Scusate la domanda stupida da "neofita" (anzi, neanche, visto che mi devo ancora laureare). Ma il metodo casistico e' davvero il metodo migliore? Voglio dire, leggendo le discussioni sui concorsi mi e' capitato raramente di leggere che qualcuno, data la vastita' delle 3 materie e le combinazioni infinite, abbia detto: "mi ricordo che la scuola/la traccia a casa mi abbia salvato".  

 

Il metodo casistico é pessimo. É preferibile il metodo analitico, basato sui principi.

Taluni condonati - dopo gli orali - sono venuti i n studio e non sapevano rispondere alla mie domande perché non trattate nei casi del corso. Non hanno nemmeno tentato di sforzarsi, di ragionare in base ai principi.

Dopo 5 min. sono stato costretto a cacciarli dallo studio!!

Diffida dalle scuole con metodo casistico. L'aria sta cambiando: lo sta dimostrando la Commissione del concorso 2018.

Studia prima la teoria e poi fai casi. Tempo di preparazione stimato: 4-5 anni; ma sarai un signor notaio

Modificato da "Veri Notai"
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Ciao.

Ti esprimo la mia opinione:

per prima cosa non ascoltare Veri Notaio (alias porcus, io io io), è un utente iscrittosi da poco solo per fare polemica.

Per la mia modesta opinione devi riuscire a unire le due cose: teoria e casistica (anche perchè il notaio non è un professore universitario ma un professionista / artigiano che deve riuscire tradurre un diritto sempre più approssimativo in un contratto privo di difetti che tuteli entrambe le parti).

La teoria, come ti hanno scritto, puoi anche in parte studiartela da solo anche se un piccolo aiuto di una scuola sarebbe opportuno (io ho seguito una scuola notarile istituzionale che per me ha avuto il difetto di essere stata troppo teorica e poco pratica, per cui ho dovuto compensare tale lacuna e ho seguito sia Corrente che Trimarchi).

Ti suggerisco di prenderti tutti i libri della collana di capozzi anche se alcuni li puoi sostituire con quelli di genghini (poi sono opinioni e gusti personali: io ti consiglierei genghini per diritti reali e legge notarile, tutto il resto capozzi e poi il formulario del notaio carbone è bellissimo per unire teoria e atto pratico).

Di monografie non ne farei, mentre farei a memoria tutte le massime (milano, triveneto, napoli, firenze, roma).

E poi compiti, compiti, compiti compiti; sia quelli delle scuole e sia quelli dei libri (anche perchè poi il concorso a roma è un compito, e in seconda battuta una parte teorica, per cui anche se sei il più grande giurista italiano ma non arrivi a fare la parte pratica correttamente sarai sicuramente bocciato)

Poi ti suggerisco di rileggerti "la teoria" in base al compito fatto di volta in volta; molte volte quando ti scrivono la traccia vogliono che tu la risolva in un modo o in un altro per vedere se sai le varie teorie sul singolo istituto giuridico anche se poi nella realtà la soluzione che ti vogliono far fare non sarà mai quella che nella realtà un notaio farebbe; ma questo serve per farti imparare e selezionare chi ha studiato da chi no.

Se ti servono altre opinioni (per quanto soggettive) scrivimi in privato che mi sa che tra poco anche questa discussione sarà infestata da commenti polemici e non costruttivi

Ciao

Modificato da Faden
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Io ti ho consigliato la strada per farti una solida preparazione.

Il concorso si passa anche con il solo metodo casistico affiancato dalla fortuna, ma sarai sempre di serie B.

Per me i classici del diritto vanno studiati: Mengoni in tema di successioni, Torrente in materia di donazione, Sacco in tema di contratto in generale, Mirabelli in materia di singoli contratti. I Trattati di Banca e Galgano vanno letti. In materia di trascizione c'è Gazzoni. In tema di Ipoteca ci sono Chianale e Ravazzoni. Da non dimenticare é la collana Ipsoa in materia di diritto societario.

Poi fai come credi ... Ma senza i classici rimarrai sempre un notaio di serie B.

I classici del diritto ti insegnano a dominare i principi, con i quali potrai risolvere qualunque caso.

Non c'è bisogno di "ricordare i casi": ci si arriva ragionando.

Proprio per questo la Commissione 2018 ha messo i candidati dinanzi a casi nuovi o comunque difficilmente affrontati nelle scuole: si vuole vedere come i candidati ragionano.

Modificato da "Veri Notai"
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La cosa triste é vedere che queste persone, passato il concorso (anche se con gravi errori come nel 2016), si credono di essere divenuti improvvisamente grandi giuristi.

Ma , in realtà, non sono niente: appena li si mette dinanzi a qualcosa che "non ricordano" (perché non presente nei casi da loro svolti) o di diverso (che si discosta anche di poco dai casi anzidetti), iniziano a dare i numeri ... E io mi faccio risate grasse

Modificato da "Veri Notai"
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12 minuti fa, Faden dice:

CVD

Come volevasi dimostrare una persone chiede consigliere e inizia la solita sterile polemica trita e ritrita

 

Non oso immaginare cosa debbano sopportare ogni giorno i poveri dipendenti di Porcus... Li faranno Santi quando andrá in pensione 😂😂😂😂😂

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7 ore fa, EMM dice:

Buon pomeriggio a tutti, 

Sono laureato in Giurisprudenza da un anno e mezzo e dottorando di ricerca da  uno. La mia intenzione sarebbe quella di intraprendere la pratica notarile ed affiancarla ad una scuola notarile. So che l'argomento è trito e ritrito, ci sono sondaggi e milioni di domande come la mia, ma - perdonatemi - torno a porvi il quesito, a voi che sicuramente siete anni luce più esperti di me.

Ci sono varie scuole che si contendono/vantano l'ereditarietà del metodo Capozziano, tuttavia, dopo aver passato al setaccio forum su forum, sembra che la migliore sia questa semi-nascosta e rivoluzionaria scuola del notaio Luca Palazzi, con 92 ammessi agli orali nell'ultimo concorso (ormai penultimo, credo). 

Ora , la mia domanda è: per coloro che l'hanno frequentata, secondo voi è una scuola che è opportuno affrontare dal primo anno o no? Sono due anni ormai che studio solo la materia del mio dottorato, Diritto Costituzionale dell'Unione Europea, quindi non vorrei iscrivermi ad una scuola di impronta "troppo" concorsualistica, essendo io carente magari della parte teorica e dunque delle basi per poter risolvere una traccia. 

Sarebbe meglio forse affrontare un anno di corso nella scuola Notai Domani del notaio Sabatelli di Napoli, con un corso annuale di Civile ed uno di Commerciale, o quella di Genghini forse, o Viggiani a Milano, per poi spostarsi dal secondo anno alla scuola Palazzi, o iniziare direttamente dalla Palazzi? 

Grazie infinitamente a chi si è letto tutto ed ancora di più a chi risponderà: il vostro aiuto è per me più che fondamentale.

 

Io come comsiglio posso dirti il mio percorso:

1. Ho iniziato a studiare  a casa e contemporaneamente ho frequentato due anni di scuola notarile "tradizionale" presso un Consiglio Notarile

2. Ho iniziato a lavorare in uno studio notarile due giorni a settimana mentre continuavo a studiare la teoria

3. Ho frequentato un corso casistico (Palazzi) mentre continuavo a lavorare e a studiare 

Per superare il concorso secondo me serve il giusto mix tra studio teorico, lavoro sul campo e corso casistico; ovviamente non è l'unica strada, ma per me ha funzionato.

In bocca al lupo!

Modificato da beakiyo
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4 ore fa, EMM dice:

Sinceramente non vedo il collegamento di questa risposta alla mia domanda, per la quale davvero ho bisogno di un chiarimento. 

Comunque sia, se non ci fosse stata passione, non avrei intrapreso la carriera giuridica 6 anni fa, ma, allo stesso modo, l'aspetto economico della professione notarile non è di secondaria importanza .

Ecco se conta l'aspetto economico pondera bene.... Voglio dire se hai parenti notai, fai il notaio... Avrai già una clientela. Se non sei figlio di qualcuno pensala bene se non ti muove l'amore per il diritto perché l'80% dei notai, almeno cosi sembra di ricordare sta al di sotto dei 70.000 euro lordi l'anno. Quindi se l'aspetto economico fosse fondamentale pondera bene. Non sono io che lo dico, basta che fai una ricerca in internet. 

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1 ora fa, Faden dice:

CVD

Come volevasi dimostrare una persone chiede consigliere e inizia la solita sterile polemica trita e ritrita

 

😔

Infatti, non volevo più intervenire sul forum, per evitare di farmi di nuovo coinvolgere in polemiche inutili con “il solito noto”, ma EMM ha chiesto un’opinione a chi avesse frequentato Palazzi e mi è sembrato corretto rispondere.

O la smette lui o il sito può anche chiudere, perché non è possibile che infesti ogni discussione. 

Modificato da Clio
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10 ore fa, Clio dice:

😔

Infatti, non volevo più intervenire sul forum, per evitare di farmi di nuovo coinvolgere in polemiche inutili con “il solito noto”, ma EMM ha chiesto un’opinione a chi avesse frequentato Palazzi e mi è sembrato corretto rispondere.

O la smette lui o il sito può anche chiudere, perché non è possibile che infesti ogni discussione. 

Clio te sei stata molto corretta a rispondere, questa è la filosofia del sito, aiutarsi nei dubbi.

Purtroppo come in tutte le buone famiglie c'è sempre la mela marcia che non rispetta la filosofia della famiglia

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3 ore fa, "Veri Notai" dice:

 

Si vede che ne capisci molto poco. Capozzi si stará contorcendo nella tomba

Già, dimenticavo che qui l’unico che capisce qualcosa sei tu ... 

Ti informo solo che io scrivo solo con cognizione di causa. Li hai visti gli appunti di Capozzi? Io sì ed erano un embrione di quelli che sono diventati i libri della collana Giuffrè. Era un metodo definito casistico, perché si spiegava la teoria partendo dai casi. 

I corsi casistici attuali sono diversi, perché si assegnano vere tracce di concorso (quindi più lunghe rispetto ai casi di Capozzi) ma non sono altro che l’evoluzione di quel metodo.

Ti informo anche che i corsi casistici non pretendono di azzeccare le tracce che verranno assegnate al concorso, ma hanno il solo scopo di dare tracce al fine di fare  esercitare e di allenare il ragionamento partendo proprio dai principi generali, sul presupposto (ribadito sempre dal mio maestro) che al concorso non uscirà mai un caso identico a quello svolto a scuola e che basta una parolina diversa nella traccia per cambiare totalmente la soluzione.

Modificato da Clio
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