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Vale ancora la pena fare il concorso per notaio?

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Qui si confonde fra innovazione tecnologica (e i notai sono stati al passo coi tempi, con adempimenti telematici, atto informatico, firma digitale, aste telematiche ecc.) e aspirazioni di una categoria professionale che vuole invadere il campo altrui alla ricerca di nuove forme di guadagno, avendo  a che fare con un numero abnorme di iscritti che devono in qualche modo  sopravvivere. E' un tentativo non nuovo, che va avanti con forza da almeno 10 anni (riforma Lulli, ricordate?) e che oggi ripresentano ogni volta, perché fiutano il vento e pensano di poter far breccia, prima o poi, coi nuovi governanti.

Non si tratta né di stare al passo coi tempi (che poi suppongo sarebbe quello di far aumentare le sedi notarili,in modo tale che ogni aspirante possa passare il concorso, salvo poi, una volta notaio, allinearsi subito, come sempre succede, per far sprangare "la porta" di accesso). Il notariato è così (numero chiuso, selettivo, fortino, accentratore, quello che vi pare) da decenni e proprio per questo "attrae", inutile fare gli ipocriti, perché assicura un "discreto benessere" e solo così lo può assicurare per tutti.

E infatti, si è visto, appena la situazione economica è di profitto è diventata critica .......... - 70% in pochi anni (oltre alla questione del limite delle tre consegne). E anche sei i notai fossero 10 mila o 20 mila (come chiedono alcuni e come prospettava Giugni una trentina di anni fa), gli avvocati  insisteranno sempre a chiedere la loro fetta di mercato, non gli interessa proprio del numero dei notai e del mondo che cambia (magari un giorno si potesse fare a meno anche di loro...).

Comunque, nessuno costringe a fare il notaio, se si teme per il futuro, o si va avanti perché questa professione la si ama veramente (e poi si vedrà), altrimenti ci sono tante bellissime professioni e tanti bei mestieri  là fuori nel mondo

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6 ore fa, ferrari f430 dice:

però per i porno meglio internet che i vecchi giornalini!

Lascia stare, che le pagine stropicciate dei vecchi TeleTutto non si dimenticano facilmente!

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On 14/2/2017 at 12:11, Crispolto di Perosopo dice:

La situazione del notariato non sarà delle migliori, ma mi sembra che le valutazioni dei notai - come spesso accade - non tengano conto di quello che succede al di là dello steccato (crisi economica, disoccupazione, precarietà professionale e personale che impedisce il formarsi di nuove famiglie e, quindi, preclude scelte di acquisto di case ed altri beni, fallimenti, delocalizzazione della produzione, ecc.).

In ogni caso, è evidente che le spese di studio, l'IVA, l'IRPEF, i contributi previdenziali, gli eventuali collaboratori. ecc., non siano un costo a carico dei soli notai, ma riguardino tutti coloro che svolgono una professione (e, più in generale, una attività di impresa, divenuta ormai antieconomica in Italia).

Quanto al fatto che i notai stipulino atti a 50 euro netti, la circostanza è inverosimile. I dati, riportati anche su questo sito, indicano redditi comunque più elevati di quelli di altre categorie (200.000 euro di media, 90.000 euro senza considerare l'effetto statistico della presenza in "classifica" di notai milionari) e, considerata la situazione generale del Paese, più che dignitosi. Oggi, poter guadagnare 45.000 euro netti (3.750 mensili, ma potremmo dire anche 3.000) è una condizione che in Italia compete a pochi (anche se qualificati) e, a prescindere dalle aspettative personali, consente senz'altro di sopravvivere.

Di certo, chi aveva sognato una vita da nababbo sarà rimasto deluso, ma occorre anche considerare che il mondo è cambiato e che la prestazione notarile, pur avendo una sua persistente importanza, ha - che lo si voglia o meno - un suo "valore di mercato", che non è più quello del 1913 o del 1990. Non è un caso che i notai che stipulano atti di grande complessità riescano ancora a ricevere compensi elevati per la prestazione erogata; il mero "copia e incolla" della minuta del mutuo inviata dalla banca, di contro, non può avere, neanche in un contesto a numero chiuso, un "valore" particolarmente elevato.

Guardando in Francia: gli avvocati sono trentamila e non hanno bisogno per lavorare delle competenze notarili.

I notai hanno molte diverse responsabilità nelle transazioni immobiliari Francesi. Sono responsabili della ricerca dei titoli per i mutui, gli usufrutti, le restrizioni, la pianificazione, la suddivisione, e tutto quel che può concernere il valore e l'uso di una proprietà. Il notaio controllerà che non vi siano fattori di disturbo come piombo, amianto, termiti etc., verificare che tutti i diritti di prelazione siano stati rispettati, stabilire i costi di mantenimento dell'immobile ed i nuovi investimenti, tutto questo ricade nelle mansioni del Notaio Francese. E' sufficiente dire che questo esteso processo non è rapido, in realtà potrebbero essere necessari fino a tre mesi, prima che la transazione immobiliare possa essere completata.

L'aspetto finanziario della transazione immobiliare è gestito dal notaio. Qualsiasi mutuo sulla proprietà dev'essere pagato completamente ed è il notaio che contatta il finanziatore per stabilire la somma finale dovuta. I notai Francesi calcoleranno inoltre le tasse sul passaggio di proprietà. Gli onorari dovuti al notaio sono fissati da un decreto. Il giorno della stipula, il notaio funge da agente depositario ricevendo l'intera somma dall'acquirente e poi girandolo alle competenti autorità fiscali, finanziatori o altri venditori, e rimettendo al venditore qualsiasi provento residuo.

La documentazione necessaria al trasferimento di proprietà in Francia è preparata, registrata ed aggiornata dal notaio Francese. Il notaio preparerà l'atto e lo leggerà completamente il giorno della stipula sia al venditore che all'acquirente. Dopodichè, l'atto sarà registrato al Catasto e terrà l'originale indefinitamente. Una copia sarà fornita all'acquirente come certificazione di proprietà.

Il notaio Francese è parte integrante in ogni compravendita immobiliare, pertanto scegliete oculatamente il vostro notaio

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Non pensavo che la discussione fosse proseguita tanto a lungo.

A leggere i vostri ultimi interventi state delineando un quadro veramente inquietante per chi deve fare delle scelte.

Sia chiaro: non mi riferisco al solo aspetto economico, ma anche al fatto che in molti stiate mettendo fortemente a rischio il futuro della professione e l'esistenza stessa del notaio.

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On 1/3/2017 at 11:14, AllegraG dice:

Non pensavo che la discussione fosse proseguita tanto a lungo.

A leggere i vostri ultimi interventi state delineando un quadro veramente inquietante per chi deve fare delle scelte.

Sia chiaro: non mi riferisco al solo aspetto economico, ma anche al fatto che in molti stiate mettendo fortemente a rischio il futuro della professione e l'esistenza stessa del notaio.

Le funzioni notarili, quelle rimarrano sempre.

E' la figura del notaio che va evolvendosi.

Molto più tecnologico, che avrà meno impiegati e più concorrenza, in un bacino territoriale più ampio.

Forse verranno meno col tempo le integrazioni al reddito della cassa notarile.

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On 1 marzo 2017 at 11:14, AllegraG dice:

Non pensavo che la discussione fosse proseguita tanto a lungo.

A leggere i vostri ultimi interventi state delineando un quadro veramente inquietante per chi deve fare delle scelte.

Sia chiaro: non mi riferisco al solo aspetto economico, ma anche al fatto che in molti stiate mettendo fortemente a rischio il futuro della professione e l'esistenza stessa del notaio.

chiedi al papà notaio cosa fare! Lui ti saprà consigliare sicuramente meglio di quattro forumisti allo sbaraglio. 

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Si probabilmente saremo patetici, ma se la cosa non ti interessa e non hai la pazienza di leggere ....... dispensaci allora dalle tue "illuminazioni"

Allegra G ha esordito dicendo

"Tutte le persone con cui sino ad ora ho parlato sono ormai disilluse e non credono che la situazione possa riprendersi in futuro. Anzi.

Però c'è da dire che si tratta per lo più di "vecchi" notai  (e quindi anche il padre ndr) che vivono del confronto con i fasti del passato peccando forse di obbiettività di giudizio. Mi riferisco tanto alla situazione economica quanto alle condizioni di lavoro."

Quindi, chiedeva la nostra posizione, per quello che può valere, dopo -  chiaramente, "dopo"  - aver sentito il padre....  

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  • 2 weeks later...
  • 1 year later...
On 13/2/2017 at 11:06, LondonJ dice:

Guardate che un notaio oggi, a seguito, dell'eliminazione delle tariffe si mette in tasca pulite circa 200 euro ad atto. Ma lo sapete che tolto il 22% di iva circa 500 euro su ogni atto vanno versate ogni mese all'archivio ? E tolte quelle circa 500 euro dovete conteggiare visure, impiegati, assicurazione alta, spese di studio ,affitti e di quello che rimane l'anno dopo dovere togliere quello da pagare in sede di diachiarazione di redditi, quindi alla fine sull'atto che avete fatto l'anno prima ci avete guadagnato circa 200 euro. E non é neanche detto che stipulate perché oggi c'è sempre un notaio pronto a fare l'atto a 50 euro netti  pur di lavorare. Quindi oggi si lavora solo sulla quantità, il sistema sta implodendo, le spese ed i contributi sono quasi pari ai guadagni. Se pensate di fare i notai per guadagnare scappate finché potete. 

Pazzesco.

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  • 3 months later...
On 9/1/2017 at 17:17, AllegraG dice:

Chiedo gentilmente di dedicarmi un minuto del vostro tempo e darmi un vostro parere che, insieme ad altro, terrò in considerazioni per importanti decisioni che a breve sarò tenuta a prendere.

Sto per laurearmi in giurisprudenza e sarà tempo di scelte riguardo il mio futuro professionale e, di conseguenza, personale.

Immagino che l'argomento sia già stato trattato, ma ho bisogno di risposte chiare e dirette.

C'è l'idea di iscriversi alla pratica notarile, ma sono bombardata da notizie per lo più sconfortanti ed avvilenti riguardanti la situazione attuale della professione. Primi fra tutti mio padre che è notaio e cerca di farmi desistere e mio fratello che dopo la pratica ha cambiato strada. Anche su questo sito leggo che il clima non è diverso. 

Non so davvero cosa fare. Sono nel caos assoluto. Conosco le diaboliche dinamiche concorsuali, vorrei solo un vostro parere sulla professione.

Tutte le persone con cui sino ad ora ho parlato sono ormai disilluse e non credono che la situazione possa riprendersi in futuro. Anzi.

Però c'è da dire che si tratta per lo più di "vecchi" notai che vivono del confronto con i fasti del passato peccando forse di obbiettività di giudizio.

Mi riferisco tanto alla situazione economica quanto alle condizioni di lavoro.

Voi cosa ne pensate? Il vostro parere è per me molto importante.

Ringrazio sin da ora chi avrà voglia di rispondermi.

 

 

Se hai una buona raccomandazione e sei ricco allora ti consiglio di provare!

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  • 3 weeks later...
55 minuti fa, montisantomario dice:

Incoraggiante, veramente.

Ma la risposta è ovvia e l'hanno già data tutti i notai che bazzicavano Romolo Romani: non i candidati al concorso che non sanno cosa vuol dire fare il notaio in prima persona, con onori (sempre meno) e oneri (sempre di più).

La risposta univoca e unanime, che qualcuno tenta di fare passare come subdola strategia comunicativa (a che pro, poi??) è una soltanto: NO, non vale più la pena di fare il concorso per notaio.

E', del resto, una discussione surreale: l'esodo di massa (- 70% in alcuni distretti!!!) dei candidati e il crollo dei fatturati (quasi il 50%!!!) dimostrano che non vale più la pena affrontare un concorso lungo, aleatorio e - forse - nemmeno pulito al 100%., sacrificando anni e anni di tempo più utilmente dedicabili ad altro.

Soltanto nel minuscolo micro-cosmo, avulso dalla realtà di tutti i giorni, di Romolo Romani.it si può continuare a favoleggiare di decine e decine di milioni di euro fatturabili in pochi mesi di attività .................

Modificato da thomas
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Vale la pena per chi ama questa professione, del resto, dal di fuori, la si vede come categoria in crisi, screditata, piena di privilegi, arroccata, ecc., poi una volta dentro, la si apprezza, si combatte contro tutti i decreti concorrenza, contro le sedi in eccesso, i troppo posti messi a concorso, i troppi ammessi, ecc..  Magari, ci si lamenta solo di non guadagnare quanto si sperava (per alcuni), o di qualche collega che fa dumping.

La sensazione di miglior cura non la ha si ha mentre si prendono le medicine, ma solo quando si è  guariti e si guarisce dai brutti pensieri solo vincendo il concorso.

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