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Anche i notai (giovani) a rischio

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Dal Corriere della sera 12 giugno 2014:

PROFESSIONISTI? PER UNO SU CINQUE POSSIBILI MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO

Anche i notai (giovani) a rischio E la cassa

apre due paracadute

Premessa: la maggior parte di coloro (notai esclusi) che ha letto il titolo e il tema di questo pezzo avrà reagito con incredulità o fastidio. Comprensibile. Perché finora la categoria dei notai, nell?immaginario popolare, rappresenta i professionisti più facoltosi d?Italia. In realtà è ancora così per un numero sempre più esiguo di loro.I dati diramati dalla Cassa di previdenza notarile e da Federnotai ci dicono che il fatturato medio della categoria, dal 2006 a oggi, è sceso del 60% con una diffusione geografica pressoché omogenea su tutto il territorio nazionale. Ma c?è di più, nello stesso arco di tempo, gli atti hanno subito una riduzione del 65% per un doppio effetto combinato: un calo del 43% delle compravendite e un crollo del 55% dei mutui. «Ad influire sui risultati economici del settore ? spiega Rosaria Bono, vicepresidente di Federnotai ? è stata certamente la crisi del mercato immobiliare; gli atti relativi al trasferimento di proprietà di beni immobili e servizi connessi rappresentano infatti la metà circa dei compensi annotati a repertorio. Un dato che coincide con il calo dei mutui e degli atti societari». La crisi però non colpisce indiscriminatamente: a pagare lo scotto più alto sono i giovani e i residenti nelle regioni meridionali. C?è un altro dato che fornisce bene la dimensione del fenomeno: il 20% dei giovani notai avrebbe diritto all?assegno di integrazione da parte della Cassa di previdenza di categoria. Si tratta di un?integrazione che scatta quando un notaio non raggiunge il reddito minimo pari a 25 mila euro lordi l?anno. Nel 2012 erano stati 131 gli assegni erogati dalla Cassa mentre nel 2013 sono saliti a 167 con una crescita del 21%. «In realtà sarebbero molti di più se l?accesso a questi fondi non fosse così complesso ? precisa la vicepresidente di Federnotai ? infatti si tiene conto della residenza, di eventuali altri introiti e di altri fattori di reddito».Di tutt?altro tenore è la questione che riguarda il secondo «paracadute», quello che interviene nel caso di mancato versamento del sostituto d?imposta da parte di notai disonesti che (magari appellandosi alla crisi) non versano i soldi dei cittadini che effettuano regolare atto notarile. «Si tratta di un fenomeno del tutto marginale ? osserva Bono ? in quei casi a intervenire è il Fondo di garanzia istituito nel 2005 dal Consiglio notarile che risponde di eventuali danni civili. Quindi i cittadini vengono protetti anche nell?eventualità in cui qualche notaio disonesto non dovesse versare il sostituto d?imposta. A tal proposito la novità è che stiamo aspettando i decreti attuativi della finanziaria che prevede il deposito del prezzo e un conto segregato imposte comprese. In pratica si affida ai notai non solo il versamento delle imposte ma anche il prezzo pagato per l?immobile. Il tutto in un conto segregato che mette al sicuro da eventuali possibili manipolazioni. Segno evidente dell?immutato vincolo di fiducia tra Stato, cittadini e notariato». Uno dei pochi aspetti immutati di una professione che sta rapidamente cambiando pelle, ruolo e prospettive future.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Trovato Isidoro

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dati non certo confortanti. ad ogni modo penso che informazioni di questo tipo vadano valutate alle stregua di diversi fattori: primo, la crisi c'è per tutti. il fatto che ci siano meno compravendite e vengano accessi molti meno mutui non nuoce di certo solo ai notai (anzi). quindi il problema relativo al calo dei redditi è comune ad una larghissima fascia di popolazione. secondo, in effetti non immaginavo che addirittura il 20% dei notai avesse redditi sotto i 25 lordi l'anno; c'è da dire che non si può neanche pretendere che un giovane neo-notaio si veda orde di clienti pronte ad affidargli i propri affari, soprattutto se avvia uno studio autonomamente... ancora una volta, il problema non è solo dei notai: nessun professionista vedrà grandi lavori prima di aver fatto un po' di esperienza e aver acquisito un minimo di buona fama. terzo, fino a pochi anni fa (2012 mi sembra) i redditi medi dichiarati dai notai erano sopra i 300 l'anno. quindi, è vero che ci sono quelli che ne guadagnano 25, ma ci sono anche quelli che ne guadagnano 1 milione...

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L' articolo riportato da Zenobia mi fà rabbrividire!

Le considerazioni finali di Davide sono giuste!

Quindi bisogna usare la nostra materia grigia, per trovare la soluzione al mancato ricambio generazionale ed all' oligopolio di alcuni notai.

1- I notai devono andare in pensione prima è inutile avere ultra sessantacinquenni che riscaldano la poltrona!

2- Le varie: agenzie, mediatori, geometri, commercialisti, grandi avvocati, devono essere radiati dall' albo ove si accerti il rapporto di collaborazione con il notaio rogante, ovviamente anche al furbetto con la penna, gli togliamo il sigillo e per educazione lo mettiamo nella cassaforte del Consiglio Notarile.

3- Inventare un sorta di incentivo per i clienti a recarsi da un notaio fresco di nomina, ad esampio per i primi due anni di attività e rendere disponibile sù internet l' elenco delle nuove sedi.

4- I notai in esercizio con l' anzianità necessaria, devono far fare ai praticanti accettati, realmente la pratica e non rilasciare certificati di frequenza e dispensare consigli sulla scuola da frequentare, ovviamente la pena deve essere severa.

5-...................................................................... e tanto altro, che magari potrebbe venire fuori da critiche costruttive e non dai soliti discorsi del C...0, come abolire il limite dei cinquanta orari nel centro abitato, scekesper(è scritto in maniera errata ma, non me ne fotte proprio!), circa 500, fino a 500000000000000000000000, il figlio di un notaio è un avvantaggiato(credo più dall' eredità che non dalla possibilità di stare in studio).

P.s. Secondo mè, detto in dialetto Africano: "Stè scoppi ù pallam". :nuke::sick::angel:

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