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QUARTA CONSEGNA IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

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Caro notaio Barone, stavolta mi pare che tu abbia un tantino esagerato. Vuoi davvero qualcuno che ti spieghi perchè un anno è fin troppo per avere gli esiti - peraltro dei soli scritti - di un concors

Caro Alberto, come ho detto più volte, io apprezzo molto i tuoi toni pacati ed equidistanti ed il tuo modo garbato di gestire il sito, senza mettere il bavaglio a nessuno. E' uno stile che apprezzo, s

Caro Barone, non sapevo che anche tu condividessi queste - invero assai ovvie e banali - proposte; ad ogni buon conto me ne rallegro. Non so neppure chi sia la mente illuminata che le ha giudicate ine

Tieni conto comunque che i commissari vanno pagati e i fondi non si trovano sugli alberi

Lasciamo perdere il discorso della mancanza di fondi....che non trova alcun riscontro nella realtà. Mi spiego meglio:

se veramente fosse questo il problema: come spieghi 2 concorsi in un anno per 350 posti complessivi (rectius: 250 se va bene), pagando 2 volte l'affitto dei locali, 2 commissioni anzichè una, più annessi e connessi?

Non sarebbe stato di gran lunga più economico un solo concorso a 350 posti (effettivi) eventualmente con numero di commissari raddoppiato?

Converrai con me che non occorra avere essere chissà quali cognizioni di economia per fare questo ragionamento: una brava casalinga con la terza elementare ci arriva in un nanosecondo!

Perchè le logiche dell'economia e del buon senso siano completamente estranee a questo concorso non lo so (magari spiegamelo tu) ma, per favore, non mi si venga a parlare di mancanza di fondi!

Sugli alberi i fondi forse li trovava il barone rampante....a me questa situazione ricorda piuttosto "il campo dei miracoli" di Pinocchio!

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Greis, una legge prevede il concorso annuale...

Il problema è che a fronte del limite delle tre possibilità quella legge non ha più senso, tenendo conto del fatto che si sono persino accavallati i concorsi.

Per non parlare del fatto che all'ultimo concorso da 200 posti, i 200 posti non sono stati "assegnati" tutti.

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Greis, una legge prevede il concorso annuale...

Il problema è che a fronte del limite delle tre possibilità quella legge non ha più senso, tenendo conto del fatto che si sono persino accavallati i concorsi.

Per non parlare del fatto che all'ultimo concorso da 200 posti, i 200 posti non sono stati "assegnati" tutti.

Perdonami ma non ho capito cosa mi contesti.

Sono daccordo con te ma il mio ragionamento era limitato alla sussistenza o meno dei fondi la cui mancanza viene, secondo me a torto, portata a giustificazione delle storture di questo concorso.

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I convegni, in effetti, servono a fare rappresentanza e politica di corporazione, con la scusa di sentire le eccellenze che relazionano. Costano, e di questi tempi detti costi risaltano per la loro sostanziale inutilità.

Se poi nemmeno i fondi per i convegni bastano per coprire i costi del concorso, si eliminino i notai dalle commissioni e si affidino le correzioni a funzionari ministeriali, con orario di lavoro e turnazione idonei a rispettare la tempistica prevista dalla legge. Ribadisco che si devono selezionare esattori delle imposte, e cioè novelli pubblicani di evangelica memoria, non galantuomini (come si legge in certe pubblicazioni di dubbia scientificità) o eccellenze di chissà cosa: esattori delle imposte che fanno un gran favore allo stato, e che vengono trattati con i guanti bianchi - rispetto a benzinai e tabaccai, che pure sono esattori delle imposte - solo per il gettito che garantiscono: non per altro. Le storie dei galantuomini, dei signori d'altri tempi, dei coltissimi conoscitori di ogni aspetto dello scibile umano, di coloro che, con la loro umanità, avrebbero trasmesso ai giovani virgulti del diritto l'amore per la professione e la tenacia nel raggiungerla stringendo i denti e versando lacrime e sangue, sono bufale fotoniche.

Qui siamo tutti novelli pubblicani o aspiranti tali, con buona pace di tutta la fuffa che circonda la realtà delle cose, e che ne offusca la sostanza.

Pertanto, per selezionare esattori delle imposte in salsa giuridica, uno staff di dipendenti del ministero va più che bene.

Così non si sottrae tempo ai professionisti, e non si limita o mortifica l'esercizio del loro imprescindibile munus pubblico, come ricorda instancabilmente Laurini nei suoi lucidissimi interventi.

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Lasciamo perdere il discorso della mancanza di fondi....che non trova alcun riscontro nella realtà. Mi spiego meglio:

se veramente fosse questo il problema: come spieghi 2 concorsi in un anno per 350 posti complessivi (rectius: 250 se va bene), pagando 2 volte l'affitto dei locali, 2 commissioni anzichè una, più annessi e connessi?

Non sarebbe stato di gran lunga più economico un solo concorso a 350 posti (effettivi) eventualmente con numero di commissari raddoppiato?

Converrai con me che non occorra avere essere chissà quali cognizioni di economia per fare questo ragionamento: una brava casalinga con la terza elementare ci arriva in un nanosecondo!

Perchè le logiche dell'economia e del buon senso siano completamente estranee a questo concorso non lo so (magari spiegamelo tu) ma, per favore, non mi si venga a parlare di mancanza di fondi!

Sugli alberi i fondi forse li trovava il barone rampante....a me questa situazione ricorda piuttosto "il campo dei miracoli" di Pinocchio!

Bisogna però avere un minimo di contatto con la realtà, altrimenti è inutile parlare.

I fondi per pagare il rimborso spese ai commissari si potrà anche trovare, ma capirai che in commissione non c'è solo gente stipendiata; ci sono anche i notai che non possono certo sopravvivere per un anno con un rimborso spese.

Forse si può sostenere la proposta fatta da qualcuno più sopra di togliere i notai dalle commissioni, tanto a cosa servono?

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potrebbe essere un'idea tassare tutti i notai d'italia in servizio attivo per reperire i fondi

con un modestissimo contributo

Per me non ci sarebbero problemi, tanto ci tassiamo per tutto.

Avevo però qualche settimana fa lanciato una provocazione a una persona: visto che occorre qualità nei commissari, perchè tutti i notai che gestiscono scuole o insegnano nelle scuole non rinunciano per qualche anno e si dedicano a fare da commissari per il concorso?

Non credo che si diventi notai solo se si frequentano quelle scuole e la loro preparazione può essere una garanzia per tutti per avere delle correzioni perfette.

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Caro Barone, non sapevo che anche tu condividessi queste - invero assai ovvie e banali - proposte; ad ogni buon conto me ne rallegro.

Non so neppure chi sia la mente illuminata che le ha giudicate inefficaci; per parte mia, io a suo tempo ne parlai in ambienti in alto loco del notariato e mi fu risposto che il problema veniva da ambienti ministeriali; a loro volta, questi ultimi, che ho sondato indirettamente tramite la mia solita fonte (che tante volte ha giovato a tutti su questo sito) mi dissero tutto il contrario, cioè che il notariato tira indietro per timore della troppa concorrenza...chi ha ragione? Non posso dare dettagli, ma mi furono, da parte ministeriale, fornite le prove certe che l'opposizione proveniva dal notariato.

Sarà un caso, ma quando a "Porta a Porta" il presidente Laurini fu ospite per discutere del decreto-legge 1/2012, che previde i 1000 posti da mettere a concorso, questi si disse contrario, dichiarando davanti a milioni di italiani che il motivo della sua contrarietà era proprio il fatto che ci sarebbe stato un eccesso di concorrenza in un periodo di fortissima crisi, che già aveva ridotto di molto i guadagni dei singoli notai.

A questo punto ti chiedo, caro Barone: chi è che "tira indietro" sulle riforme per favorire l'accesso alla professione?

L'argomento,poi, dei costi (i commissari in più andrebbero pagati) non tiene, per una ragione molto semplice: pagare 12-15 commissari per 4 anni non costa di meno che pagarne 30-35 per un solo anno. Detto in altre parole: se per correggere 3000 elaborati servono, in ipotesi, 300 sedute di commissione, quelle 300 sedute possono essere fatte da un'unica commissione, che impiegherà 20 mesi per farle; altrimenti, le stesse 300 sedute possono essere fatte in 4-6 mesi da 10 sotto-commissioni, a parità assoluta di costi.

La verità è che il ministero, per non turbare equilibri istituzionali consolidati, non metterà mai mano ad una riforma senza il preventivo assenso del notariato. D'altra parte, se il notariato volesse, otterrebbe questa ed altre riforme, proprio come a suo tempo ottenne l'introduzione della preselezione e 10 anni dopo ne ottenne l'abolizione. E se in questo caso il notariato non si muove, è solo perchè non ha alcun interesse a farlo, sulla base del vecchio e comprensibilissimo adagio "meno siamo meglio stiamo", specie con la crisi spaventosa e generalizzata che attanaglia pesantemente anche l'Italia, notai compresi.

Caro Barone, non sapevo che anche tu condividessi queste - invero assai ovvie e banali - proposte; ad ogni buon conto me ne rallegro.

Non so neppure chi sia la mente illuminata che le ha giudicate inefficaci; per parte mia, io a suo tempo ne parlai in ambienti in alto loco del notariato e mi fu risposto che il problema veniva da ambienti ministeriali; a loro volta, questi ultimi, che ho sondato indirettamente tramite la mia solita fonte (che tante volte ha giovato a tutti su questo sito) mi dissero tutto il contrario, cioè che il notariato tira indietro per timore della troppa concorrenza...chi ha ragione? Non posso dare dettagli, ma mi furono, da parte ministeriale, fornite le prove certe che l'opposizione proveniva dal notariato.

Sarà un caso, ma quando a "Porta a Porta" il presidente Laurini fu ospite per discutere del decreto-legge 1/2012, che previde i 1000 posti da mettere a concorso, questi si disse contrario, dichiarando davanti a milioni di italiani che il motivo della sua contrarietà era proprio il fatto che ci sarebbe stato un eccesso di concorrenza in un periodo di fortissima crisi, che già aveva ridotto di molto i guadagni dei singoli notai.

A questo punto ti chiedo, caro Barone: chi è che "tira indietro" sulle riforme per favorire l'accesso alla professione?

L'argomento,poi, dei costi (i commissari in più andrebbero pagati) non tiene, per una ragione molto semplice: pagare 12-15 commissari per 4 anni non costa di meno che pagarne 30-35 per un solo anno. Detto in altre parole: se per correggere 3000 elaborati servono, in ipotesi, 300 sedute di commissione, quelle 300 sedute possono essere fatte da un'unica commissione, che impiegherà 20 mesi per farle; altrimenti, le stesse 300 sedute possono essere fatte in 4-6 mesi da 10 sotto-commissioni, a parità assoluta di costi.

La verità è che il ministero, per non turbare equilibri istituzionali consolidati, non metterà mai mano ad una riforma senza il preventivo assenso del notariato. D'altra parte, se il notariato volesse, otterrebbe questa ed altre riforme, proprio come a suo tempo ottenne l'introduzione della preselezione e 10 anni dopo ne ottenne l'abolizione. E se in questo caso il notariato non si muove, è solo perchè non ha alcun interesse a farlo, sulla base del vecchio e comprensibilissimo adagio "meno siamo meglio stiamo", specie con la crisi spaventosa e generalizzata che attanaglia pesantemente anche l'Italia, notai compresi.

La verità dura e pura

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Veramente questa opposizione notai praticanti io la vedo solo su questo sito ed è nella testa di molti, quasi tutti quelli che scrivono qui dentro.

Sono d'accordo e sarebbe anche ora di finirla.

Ho già scritto più volte che questa convinzione di un disegno antipraticanti è frutto di una visione praticantecentrica del tutto scollata dalla realtà come del tutto scollato dalla realtà e figlio della stessa visione è pensare che il notariato sia in crisi ed in procinto di essere spazzato via (perchè guardate che ormai ci siamo, magno cum gaudio delle Cassandre varie) a causa dei soprusi perpetrati a danno dei Praticanti; me evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire. Poi ognuno è libero di credere ciò che vuole e di cantarsela e suonarsela come gli pare, se lo aiuta a sentirsi meglio.

Peraltro, come Amministratore del sito, non ho alcuna intenzione di mettere la mordacchia al Notaio Barone, come a qualsiasi altro Notaio che continua a voler scrivere qui dentro, nonostante ingiustificati attacchi che hanno già allontanato molti utenti Notai.

Se ad alcuni Utenti, per la verità un poco esauriti, irrita leggere il commento di uno che ce l'ha fatta ma che ha tutto il diritto di dire la sua, anche perchè non mi pare abbia offeso nessuno, basta non leggere.

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Sono d'accordo e sarebbe anche ora di finirla.

Ho già scritto più volte che questa convinzione di un disegno antipraticanti è frutto di una visione praticantecentrica del tutto scollata dalla realtà come del tutto scollato dalla realtà e figlio della stessa visione è pensare che il notariato sia in crisi ed in procinto di essere spazzato via (perchè guardate che ormai ci siamo, magno cum gaudio delle Cassandre varie) a causa dei soprusi perpetrati a danno dei Praticanti; me evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire. Poi ognuno è libero di credere ciò che vuole e di cantarsela e suonarsela come gli pare, se lo aiuta a sentirsi meglio.

Peraltro, come Amministratore del sito, non ho alcuna intenzione di mettere la mordacchia al Notaio Barone, come a qualsiasi altro Notaio che continua a voler scrivere qui dentro, nonostante ingiustificati attacchi che hanno già allontanato molti utenti Notai.

Se ad alcuni Utenti, per la verità un poco esauriti, irrita leggere il commento di uno che ce l'ha fatta ma che ha tutto il diritto di dire la sua, anche perchè non mi pare abbia offeso nessuno, basta non leggere.

Alberto credo che nessuno voglia far tacere il Notaio Barone, o altri Notai, e che nessun "aspirante" equilibrato pensi che ci sia una congiura del Notariato nei loro confronti.

Tuttavia è evidente, e su questo non temo smentite, che attualmente gli interessi economici delle due categorie sono configgenti per tutto quanto detto sopra e come evidenziato dallo stesso Presidente Laurini in modo lapalissiano...per cui credo che sul punto ci sia poco da aggiungere.

Quindi è da escludersi un impegno concreto da parte del Notariato per attuare a pieno la mini riforma del Governo Monti (vedi numero dei promossi nelle correzioni in corso....i concorsi possono anche essere a 500 posti ma se poi si promuovono 200 candidati...nulla cambia)

Posto questo, sicuramente irrita e dispiace sentire da un giovane rappresentante del Notariato affrontare l'argomento con i diretti interessati, e non su Lista Sigillo, con qualunquismo e, mi perdonerà la franchezza, una certa ipocrisia.

Io credo nella professione e credo alla onestà del concorso, ma credo anche che la categoria sia cieca e guardi solo al breve periodo: se non si risolve il problema della qualità dei commissari e delle correzioni, si rischia di creare una futura classe notarile non all'altezza del ruolo chiamato a svolgere.

Credo che sia sano ed estremamente positivo che almeno tra i giovani ci sia la voglia, la grinta e lo spirito di cambiare questo piccolo mondo dell'accesso alla professione. E credo, dal mio modesto punto di vista, che sarebbe più costruttivo che i Notai che volessero scrivere su Romolo Romani su questo specifico punto lo facessero con spirito costruttivo, considerando veramente che fino a poco tempo fa erano i primi a sperare in un concorso migliore, e non dimenticando lo spirito particolare che si respira a pochi giorni dagli scritti.

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Posto questo, sicuramente irrita e dispiace sentire da un giovane rappresentante del Notariato affrontare l'argomento con i diretti interessati, e non su Lista Sigillo, con qualunquismo e, mi perdonerà la franchezza, una certa ipocrisia.

Io credo nella professione e credo alla onestà del concorso, ma credo anche che la categoria sia cieca e guardi solo al breve periodo: se non si risolve il problema della qualità dei commissari e delle correzioni, si rischia di creare una futura classe notarile non all'altezza del ruolo chiamato a svolgere.

Lista sigillo è un circolo del thè; ormai la leggono in pochi, ci scrivono ancora meno e sempre gli stessi. Il problema Clod (e qui è di nuovo Alberto con il suo pessimismo cosmico....) è che io non credo esista una "classe notarile", magari esistesse; il notariato purtroppo ha dimostrato e sta dimostrando di essere un branco di cani sciolti (e in mezzo anche qualche bastardo) che non ha saputo nemmeno tutelate sè stesso dall'imminente implosione. Serve una guida forte e lucida, è vero, e probabilmente il Presidente Laurini lo è, ma una valida guida non basta se non vi è comunione di intenti e di interessi; troppi egoismi, troppa miopia. I Congressi nazionali degli ultimi anni ne sono una testimonianza: si sono rivelati buchi nell'acqua, inutili, talvolta addirittura dannosi, vernissage di facciata e i voti e le risoluzioni congressuali sono state costantemente ignorate e disattese. Figurati che speranze posso avere che la "classe notarile", inerme ed incapace di tutelare sè stessa, possa tutelare la classe dei Praticanti, peraltro molto più coesa. Non siete tutelati dalla classe notarile come non ne siete danneggiati, almeno non volontariamente o artatamente (tornando a quanto ho espresso sopra); siete semplicemente ignorati, come tante altre questioni di vitale importanza.

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Lista sigillo è un circolo del thè; ormai la leggono in pochi, ci scrivono ancora meno e sempre gli stessi. Il problema Clod (e qui è di nuovo Alberto con il suo pessimismo cosmico....) è che io non credo esista una "classe notarile", magari esistesse; il notariato purtroppo ha dimostrato e sta dimostrando di essere un branco di cani sciolti (e in mezzo anche qualche bastardo) che non ha saputo nemmeno tutelate sè stesso dall'imminente implosione. Serve una guida forte e lucida, è vero, e probabilmente il Presidente Laurini lo è, ma una valida guida non basta se non vi è comunione di intenti e di interessi; troppi egoismi, troppa miopia. I Congressi nazionali degli ultimi anni ne sono una testimonianza: si sono rivelati buchi nell'acqua, inutili, talvolta addirittura dannosi, vernissage di facciata e i voti e le risoluzioni congressuali sono state costantemente ignorate e disattese. Figurati che speranze posso avere che la "classe notarile", inerme ed incapace di tutelare sè stessa, possa tutelare la classe dei Praticanti, peraltro molto più coesa. Non siete tutelati dalla classe notarile come non ne siete danneggiati, almeno non volontariamente o artatamente (tornando a quanto ho espresso sopra); siete semplicemente ignorati, come tante altre questioni di vitale importanza.

COME DIREBBE PEPPINO A TOTO' : "HO DETTO TUTTO !!!"

QUOTO AL 100 % .... ED ANCHE DI PIU' !!!

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Lista sigillo è un circolo del thè; ormai la leggono in pochi, ci scrivono ancora meno e sempre gli stessi. Il problema Clod (e qui è di nuovo Alberto con il suo pessimismo cosmico....) è che io non credo esista una "classe notarile", magari esistesse; il notariato purtroppo ha dimostrato e sta dimostrando di essere un branco di cani sciolti (e in mezzo anche qualche bastardo) che non ha saputo nemmeno tutelate sè stesso dall'imminente implosione. Serve una guida forte e lucida, è vero, e probabilmente il Presidente Laurini lo è, ma una valida guida non basta se non vi è comunione di intenti e di interessi; troppi egoismi, troppa miopia. I Congressi nazionali degli ultimi anni ne sono una testimonianza: si sono rivelati buchi nell'acqua, inutili, talvolta addirittura dannosi, vernissage di facciata e i voti e le risoluzioni congressuali sono state costantemente ignorate e disattese. Figurati che speranze posso avere che la "classe notarile", inerme ed incapace di tutelare sè stessa, possa tutelare la classe dei Praticanti, peraltro molto più coesa. Non siete tutelati dalla classe notarile come non ne siete danneggiati, almeno non volontariamente o artatamente (tornando a quanto ho espresso sopra); siete semplicemente ignorati, come tante altre questioni di vitale importanza.

i praticanti, con il limite delle 3 consegne, più che danneggiati sono eliminati.

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Lista sigillo è un circolo del thè; ormai la leggono in pochi, ci scrivono ancora meno e sempre gli stessi. Il problema Clod (e qui è di nuovo Alberto con il suo pessimismo cosmico....) è che io non credo esista una "classe notarile", magari esistesse; il notariato purtroppo ha dimostrato e sta dimostrando di essere un branco di cani sciolti (e in mezzo anche qualche bastardo) che non ha saputo nemmeno tutelate sè stesso dall'imminente implosione. Serve una guida forte e lucida, è vero, e probabilmente il Presidente Laurini lo è, ma una valida guida non basta se non vi è comunione di intenti e di interessi; troppi egoismi, troppa miopia. I Congressi nazionali degli ultimi anni ne sono una testimonianza: si sono rivelati buchi nell'acqua, inutili, talvolta addirittura dannosi, vernissage di facciata e i voti e le risoluzioni congressuali sono state costantemente ignorate e disattese. Figurati che speranze posso avere che la "classe notarile", inerme ed incapace di tutelare sè stessa, possa tutelare la classe dei Praticanti, peraltro molto più coesa. Non siete tutelati dalla classe notarile come non ne siete danneggiati, almeno non volontariamente o artatamente (tornando a quanto ho espresso sopra); siete semplicemente ignorati, come tante altre questioni di vitale importanza.

Ignorare i praticanti notai equivale a danneggiarli e mi pare che quello che dice Alberto corrisponde alla sensazione di tutti noi praticanti pur se con la sfumatura dell'esistenza o meno dell'elemento soggettivo (quello della volonta' del danneggiamento per intenderci).

Comunque il quadro generale e' sconfortante

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Provo ad esprimere in modo più pacata quello che avevo scritto nell'intervento di ieri sera, che ho editato perché era un po' troppo forte nelle forme, e sinceramente l'ultima cosa che voglio è una lite sterile con persone che stimo.

Quello che io sostengo è proprio che "ignorandoci" il notariato sta facendo del male a se stesso.

Con concorsi che non coprono più da anni il numero di notai andati in pensione o morti, il notariato ha scelto una lenta autoestinzione.

Se venisse chiesto con chiarezza un progressivo ma sostanzioso (ed effettivo!) aumento dei notai la politica non avrebbe difficoltà ad accettare. A quel punto sarebbe contraddittorio e assurdo che una categoria in espansione numerica venisse ridimensionata nelle competenze, e ci sarebbero buoni argomenti per battere il pugno sul tavolo.

Lo so benissimo che il notariato non è mosso dall'odio nei nostri confronti, ma solo dall'idea, erronea, di potersi momentaneamente salvare: il fatto è che a me pare un errore strategico clamoroso.

Modificato da rmx
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Caro Alberto, come ho detto più volte, io apprezzo molto i tuoi toni pacati ed equidistanti ed il tuo modo garbato di gestire il sito, senza mettere il bavaglio a nessuno.

E' uno stile che apprezzo, stimo, condivido e - per quanto possibile - cerco di imitare.

Credo, però, che alcune precisazioni vadano fatte.

Nessuno vuole mettere il bavaglio al notaio Barone, che è libero di dire quello che vuole. Io ho contestato - credo con educazione - il merito di alcune sue affermazioni, che non condivido.

Ne ho fatto una questione, oltre che di merito, di stile. Converrai con me che non è opportuno, (per non dire che è quanto meno irritante) per chi come me e come tanti suda da 10 o più anni dietro a questo concorso, sentirsi dire con un candore che difficilmente può essere considerato intellettualmente onesto, che lui non capisce perchè il concorso (rectius, la correzione dei soli scritti) dovrebbe durare meno di un anno. La libertà di parola, che nessuno mette in discussione, non esime dall'uso del buon senso, anche se si è già notai. Ed anche da una certa creanza verso la sensibilità degli altri utenti-lettori del forum.

Ribadisco che la difesa a spada tratta della pulizia e dell'eccellenza del concorso, quando proviene da un giovane notaio e viene sbandierata ad ogni piè sospinto, personalmente in me produce l'effetto della "excusatio non petita, accusatio manifesta". Sono certo che il notaio Barone, come tanti altri, sia diventato notaio esclusivamente per i propri meriti professionali e di studio: su questo non ci piove. Io, però, non ci metterei la mano sul fuoco riguardo a tutti indistintamente i giovani notai.

Bisogna essere ciechi o - peggio ancora - in malafede palese per non vedere le stridenti ingiustizie commesse nelle correzioni degli ultimi concorsi.

Allo stesso modo, bisogna essere ciechi o in malafede per fingere di non avere sentito le parole chiare del presidente Laurini a "Porta a Porta", il quale si è dichiarato CONTRARIO AD AUMENTARE IL NUMERO DEI POSTI MESSI A CONCORSO PERCHE' CIO' CREEREBBE TROPPA CONCORRENZA IN UN PERIODO DI CRISI CHE HA COLPITO I NOTAI GIA' IN ESERCIZIO. Lo ha detto espressamente, a chiare lettere ed in prima serata TV davanti a milioni di italiani: perchè ostinarsi a negare? Nessuno di voi - caro Alberto, scusami se mi permetto di dirtelo - ci fa una gran bella figura a negare l'evidenza. Dite piuttosto che vi dissociate e non condividete questi obiettivi palesi e dichiarati dei vertici del notariato italiano.

Con questo, io non sto dicendo che sia sempre stato così. Molto probabilmente, in anni passati (anni '80-'90), in tempi di forte espansione economica e di laute fortune per tutti i notai in esercizio, il notariato, già - e, a mio giudizio, giustamente - protetto da numero chiuso, non frapponeva ostacoli a facilitare l'accesso. Non che la cosa fosse di suo grande interesse, perchè anche allora non fece nulla in tal senso, ma probabilmente non avrebbe messo ostacoli alle riforme.

Ora, però, le cose sono cambiate radicamente, a causa della crisi globale. Ed infatti, scusa se batto sempre lì, Laurini ha fatto ben di peggio, per noi praticanti, che limitarsi ad ostacolare le riforme necessarie per favorire l'accesso. E' giunto a dichiarare pubblicamente che si oppone addirittura ad un semplice concorso con un po' di posti in più rispetto ai precedenti, da gestire a normativa invariata, quindi senza alcuna riforma.

Questi, caro Alberto e caro Barone, sono fatti, non opinioni di praticanti in malafede e col dente avvelenato dalla frustrazione.

Forse è vero: in senso corporativo, una classe notarile oggi non esiste più; di certo, però, esiste una dirigenza dell'ordine che pensa in maniera miope solo ai propri immediati e contingenti interessi di bottega.

Questo non posso, non voglio e non debbo negarlo. E con me - credo - ogni persona di comune buon senso.

Grande stile. Credo non si possa non condividere quanto scritto da Giorgio.

:thumbsup: :thumbsup: :thumbsup:

Maveri

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esiste una dirigenza dell'ordine che pensa in maniera miope solo ai propri immediati e contingenti interessi di bottega.

... e disposta a barattare il futuro della categoria con il mantenimento temporaneo di qualche, sempre più limitata, rendita di posizione.

Praticamente un'impresa in liquidazione che cerca di piazzare gli ultimi colpacci.

Sottoscrivo in pieno l'intervento di Giorgio.

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A parte l'essere d'accordo con Alberto su molte cose, tra cui il fatto che lista sigillo sia di una noia invereconda, però Alberto omette di dire che li chi cerca supporto non lo trova. e non per mancanza di voglia, ma solo perché la solidarietà tra Notai se n'è andata a farsi benedire. Pochi sono quelli che danno consigli.

Il punto su cui però c'è concordia di idee è che c'è una miopia spaventosa, dovuta all'andare per ordine sparso e poi cercare solidarietà e sostegno di fronte ad attacchi pretestuosi, lo ammetto, come quello di Ainis (http://espresso.repu...liastri/2192811) che ha la capacità non indifferente di cavalcare luoghi comuni che sono uno spettro per la categoria.

Non è dei praticanti che bisogna avere paura. Non di quelli che nutrono passione, quella passione che si cerca di uccidere lentamente con stronzissimi (Luigi XIV cit.) cavilli, ma del populismo imperante di chi farà voti sulla testa dei notai.

Ma non dei praticanti. Punto.

Modificato da massigu
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A parte l'essere d'accordo con Alberto su molte cose, tra cui il fatto che lista sigillo sia di una noia invereconda, però Alberto omette di dire che li chi cerca supporto non lo trova. e non per mancanza di voglia, ma solo perché la solidarietà tra Notai se n'è andata a farsi benedire. Pochi sono quelli che danno consigli.

Il punto su cui però c'è concordia di idee è che c'è una miopia spaventosa, dovuta all'andare per ordine sparso e poi cercare solidarietà e sostegno di fronte ad attacchi pretestuosi, lo ammetto, come quello di Ainis (http://espresso.repu...liastri/2192811) che ha la capacità non indifferente di cavalcare luoghi comuni che sono uno spettro per la categoria.

Non è dei praticanti che bisogna avere paura. Non di quelli che nutrono passione, quella passione che si cerca di uccidere lentamente con stronzissimi (Luigi XIV cit.) cavilli, ma del populismo imperante di chi farà voti sulla testa dei notai.

Ma non dei praticanti. Punto.

Ma qualcuno ha paura dei praticanti?

Si è solo detto, ripetuto e confermato che questa battaglia praticanti-notai è una pura invenzione di qualcuno qui dentro e mette tanta tristezza.

Sono stato praticante fino a pochi anni fa e mai ho sentito ostilità da parte di un solo notaio nei miei confronti.

Cosa c'entra la paura dei praticanti?

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Diciamo che i praticanti non fanno paura a nessuno, purché restino praticanti...

Ma l'idea che la pianta organica venga integralmente coperta più che impaurire terrorizza!

E questo, lo ripeto fino allo sfinimento, è un colossale errore di prospettiva.

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