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Notaio a 29 anni: Mostro di bravura? «No, basta studiare»

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Pinturicchio, io credo che la storia della maggiore bravura correlata alla maggiore rapidità con cui si vince il concorso non sia un discorso da scuola elementare ma, più in generale, faccia emergere l'immarcescibile componente provinciale che aleggia in molti settori, compreso il concorso notarile. Ovviamente mi riferisco al meccanismo mentale che si attiva quasi sempre quando si parla di certi argomenti e non contesto di certo la bravura della ragazza in questione.

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I discorsi sull'età li ha sempre fatti un caro amico neo vincitore ed io l'ho sempre mandato bellamente a cagare! Perché chi dice che è più bravo chi vince a 25 anni di uno che vince a 45 semplicemen

Mamma mia come vi prendete sul serio. Qui di cenerentole non ce ne sono. Non leggete in quell'articolo quello che non c'è scritto. La cosa è molto più semplice di quello che immaginate, Massa non è un

...aggiungerei che e' pure figa. Scusami Manlio, non ce l'ho fatta. Ho provato con tutto me stesso a resistere.... Cerca di capirmi. Caso mai cancella. Ciauz Il big

I discorsi sull'età li ha sempre fatti un caro amico neo vincitore ed io l'ho sempre mandato bellamente a cagare! Perché chi dice che è più bravo chi vince a 25 anni di uno che vince a 45 semplicemente nn capisce un beato c...o!

Certo un bel pò di bravura ci sarà stata anche...ma il caso ed il caos (che per citare un grande film "è equo") ormai la fanno da padrone!!! Per cui tornando in topic la Beatrice Davini sarà stata sicuramente brava e fortunata, ma avrebbe potuto esserlo a 29 anni come a 49 anni...il punto nn deve essere l'etá ma la bravura!! E la bravura ce l'ha o la può avere sia il 20enne che il 50enne!!!

Altrimenti si fanno discorsi da 1a elementare...io sono più bravo di te che ho vinto prima etc..., e questo in un forum di gente come noi francamente mi farebbe ribrezzo!

Su questo sono assolutamente d'accordo.

Infatti conosco notai che pur avendo vinto il concorso in tarda età, hanno attualmente, grazie alla loro intelligenza, bravura, empatia, ecc, un repertorio di gran lunga superiore ad alcuni loro colleghi che lo hanno vinto 10\15 anni prima.

Cioè praticamente hanno recuperato alla grande.

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Infatti Vlad...i meccanismi mentali che si innescano quando si parla di certi argomenti sono sempre quelli! Condivido quanto dici! Ma il punto è che certi meccanismi mentali "hai vinto giovane, sei bravo....vinci vecchio, sei quasi uno sfigatello" vanno bene nella bottega del salumiere, non certo nel nostro ambiente tra noi che sappiamo ( rectius dovremmo tutti sapere) come sto concorso funziona!

Modificato da pinturicchio81
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E ci vuole pure un gran fondoschiena, sarebbe ipocrita non dirlo....( e lo dice uno che lo ha vinto a 30 anni, ma conosco chi lo ha vinto a 27, se volete faccio nome e cognome).

ps: Peppa complimenti per l'ottenuto trasferimento, ti avvicini alla tua Sicilia.

Che io sappia, il primato spetta al notaio Serpi junior di Milano. Ha vinto a 26 anni.

L'ho seguito in qualche sua lezione.

è l'esempio di bravura, educazione, dedizione, MODESTIA, ecc.

Sicuramente anche la fortuna lo ha assistito, poichè tutto ha coinciso a suo favore.

Io ho sembre guardato i notai di questo stampo con ammirazione, mentre avrei voluto fare una bella pernacchia ai palloni gonfiati.

Comunque, complimenti a tutti i meritevoli di oggi e di ieri.

Quando i meritevoli passano le sconfitte (per me) sono meno amare.

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Che io sappia, il primato spetta al notaio Serpi junior di Milano. Ha vinto a 26 anni.

L'ho seguito in qualche sua lezione.

è l'esempio di bravura, educazione, dedizione, MODESTIA, ecc.

Doti che probabilmente ha ereditato dal compianto padre, Notaio d'altri tempi, e che condivide con la sorella.

Infatti conosco notai che pur avendo vinto il concorso in tarda età, hanno attualmente, grazie alla loro intelligenza, bravura, empatia, ecc, un repertorio di gran lunga superiore ad alcuni loro colleghi che lo hanno vinto 10\15 anni prima.

Cioè praticamente hanno recuperato alla grande.

Come non è indice di bravura aver vinto il concorso a 25 anni piuttosto che a 45, ti assicuro che non è indice di bravura (anzi, spesso la ragione risiede altrove...magari in quel "ecc..." del tuo post) neppure avere un repertorio triplo rispetto a quello di un collega.

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Come non è indice di bravura aver vinto il concorso a 25 anni piuttosto che a 45

non è un caso che nel concorso l'età sia solo l'ultimo criterio residuale per definire la graduatoria a parità di classifica. tra l'altro il massimo delle proprie capacità intellettive si raggiunge prima del momento in cui, anche bruciando le tappe, è tecnicamente possibile accedere al concorso. nel nostro settore quindi non ha proprio senso disquisire di precocità. vincere presto invece manifesta maturità e spirito di abnegazione nettamente superiori alla media degli altri coetanei italiani, e questo merita sicuramente di essere celebrato, perché mantiene viva e alimenta la speranza nei giovani (fermo restando che all'interno dei praticanti notai tutti fanno sacrifici e meritano pari dignità a prescindere dall'esito del concorso)

Modificato da Marottoli
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Come non è indice di bravura aver vinto il concorso a 25 anni piuttosto che a 45, ti assicuro che non è indice di bravura (anzi, spesso la ragione risiede altrove...magari in quel "ecc..." del tuo post) neppure avere un repertorio triplo rispetto a quello di un collega.

Secondo me bisogna distinguere tra un "bravo" redattore di un atto notarile da un "bravo" notaio.

Il concorso attualmente riesce a selezionare un bravo redattore ma sicuramente non riesce a selezionare un sicuro bravo notaio.

Questo perchè nell'esercizio dell'attività notarile sono necessarie, oltre alla grande preparazione giuridica, qualità di cui il concorso non tiene assolutamente conto.

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Questo perchè nell'esercizio dell'attività notarile sono necessarie, oltre alla grande preparazione giuridica, qualità di cui il concorso non tiene assolutamente conto.

Certo .... le mazzette, i pigiama party (non sto scherzando), far roteare la borsetta, le cravatte di Marinella in omaggio ad agenti immobiliari e direttori di banca, svilire il proprio lavoro regalando gli atti, ideare il calendario dello studio con gli impiegati in posa vestiti in modo ridicolo. Questo al concorso non lo insegnano, l'ambiente in cui si è cresciuti invece sì.

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Certo .... le mazzette, i pigiama party (non sto scherzando), far roteare la borsetta, le cravatte di Marinella in omaggio ad agenti immobiliari e direttori di banca, svilire il proprio lavoro regalando gli atti, ideare il calendario dello studio con gli impiegati in posa vestiti in modo ridicolo. Questo al concorso non lo insegnano, l'ambiente in cui si è cresciuti invece sì.

:laugh: Queste non sono qualità...

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Complimenti sei riuscita in un'impresa davvero ardua ma forse non impossibile.Spero che il tuo esempio riaccenda la speranza in tanti altri candidati ugualmente meritevoli e studiosi a dimostrazione del fatto che questo è un concorso durissimo ma tanto studio e un bel po' di fortuna forse possano ancora far sperare...

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Per noi che siamo addentro (io, invero, non tanto) al concorso, la preparazione, la dedizione, il risultato ottenuto in tempi brevi contano. Nella professione del notaio medio purtroppo oggi contano meno. Vi assicuro (ma forse il discorso riguarda Roma) che il 70 % delle richieste dell'intervento notarile sono precedute dalla richiesta del preventivo. Raramente si cerca il notaio bravo.

Conosco pochi studi a Roma (e distretti riuniti) che hanno fama di risolvere questioni complesse e a cui ci si rivolge per quel motivo. Diro' di piu' molti notai non svolgono nemmeno quell'attivita' prodromica della consultazione del cliente e "studio" della pratica, comparendo solo alle firme ed all'incasso. Godiamoci noi questa aspirazione continua ad essere bravi e preparati. Facciamo i complimenti a chi riesce, poi come tutte le cose (nel nostro paese) ci sono delle storture ed ingiustizie che non debbono essere dimenticate. Facciamo, poi, i complimenti a tutti quei notai che dedicano parte del loro tempo all'insegnamento, alla divulgazione del sapere. Poi ci sono quelli più amati e quelli meno ma senza dubbio sempre meglio di quelli che pensano soltanto a stipulare ed incassare in fretta.

Rimane in me l'immagine di un notaio del nord dove andai con mio padre nel secolo scorso per un acquisto. Il notato in questione aveva sulla scrivania una macchinetta conta soldi come quella delle banche (anzi forse all'epoca nemmeno in banca l'avevo vista). Si trattava di una questione molto complessa che dovetti risolvere io con l'aiuto del mio Prof di diritto civile (ancora ero all'universita), il notaro o non sapeva di cui parlavamo o non gli importava nulla. Apparve solo al momento delle firme ed all'attivazione della macchinetta. Quella e' l'immagine che bisogna cancellare se si vuol garantire un futuro a questa professione.

Chiudo con i complimenti ai bravi e con l'invito a rimanere tali.

Ps grazie anche a quei notai che si dedicano a siti per praticanti

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Rischiando di generalizzare,dico che vincere il concorso al primo tentativo,dopo soli due o tre anni di studio e senza nessuna idea di come funzioni l'ufficio di un notaio,difficilmente porta ad essere un buon professionista.

Non credo che in così poco tempo si riescano ad assorbire tutte le nozioni che servono per gestire uno studio con tranquillità.

Peraltro avere una simile responsabilità a 28-29 anni deve essere sì euforizzante ma non semplice.

Se si è figli d'arte si limitano i danni perchè ci saranno una struttura avviata e persone esperte a far da chioccia.

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Rischiando di generalizzare,dico che vincere il concorso al primo tentativo,dopo soli due o tre anni di studio e senza nessuna idea di come funzioni l'ufficio di un notaio,difficilmente porta ad essere un buon professionista.

Non credo che in così poco tempo si riescano ad assorbire tutte le nozioni che servono per gestire uno studio con tranquillità.

Peraltro avere una simile responsabilità a 28-29 anni deve essere sì euforizzante ma non semplice.

Se si è figli d'arte si limitano i danni perchè ci saranno una struttura avviata e persone esperte a far da chioccia.

bé nel caso che dici tu, dopo aver vinto bisogna avere molta umiltà nell'affrontare il coadiutorato completamente a digiuno di pratica vera (dove per pratica vera intendo fare un atto dalla redazione fino all'invio telematico). significa essere, anche se per un periodo di tempo limitato, ad un livello più basso di un impiegato. fermo restando che il digiuno totale è comunque qualcosa di difficile da credere. non posso pensare che qualcuno si presenti al concorso senza aver mai visto una nota di trascrizione o aver mai fatto una visura. un minimo di esperienza pregressa ci sarà sicuramente

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In linea di massima condivido le perplessità espresse da Mr. Wolf (scusa ti avevo confuso con massi), in effetti farcela in poco tempo vuol dire impegnarsi talmente tanto nello studio teorico o comunque dedicato esclusivamente alla vittoria del concorso, da dover tralasciare necessariamente l'aspetto più squisitamente pragmatico legato agli adempimenti, al fiscale, allo stesso rapporto coi clienti o le altre istituzione del notariato...però, anche quel vincitore che non sa nemmeno che cos'è un repertorio (cosa che può capitare anche al praticante "navigato" che nel frattempo ha preso a fare l'avvocato o il giudice...) dicevo, anche questo praticante inesperto ha un periodo di tirocinio obbligatorio che dovrebbe essere di qualche mese ma che ormai da alcuni anni è sempre superiore ad un anno...ma poi il lavoro (salvo eccezioni) è talmente lento all'inizio che uno ha davvero il tempo d'imparare...certo, bisogna avere anche la giusta umiltà e capire che non bisogna fare scelte azzardate...ma questo è nell'intelligenza dell'individuo e spesso (non sempre ma spesso!!) chi arriva al traguardo questa intelligenza ce l'ha...

sss

Modificato da silviosantosubito
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vabbè ragazzi, alla neo collega vanno i miei migliori auguri e tantissimi complimenti.....ma, allo stato, con la nomina in tasca, il più piccolo sono io.....27/12/1982.....

scherzi a parte complimenti alla collega....ma anche chi passa dopo 4 volte non è meno bravo di chi passa subito......

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Wolf con tutto il rispetto ma non bisogna per forza studiare 10 anni per superare il concorso notarile....

ps:lo dico in generale!!!

Certo che no.

Tuttavia le statistiche dicono che i più (bravi e fortunati) riescono al secondo-terzo tentativo.

Questo mi fa pensare che,salvo il concorso di variabili che possono allungarla o abbreviarla,la "stagionatura" media di un candidato idoneo è di 4-5 anni.

Modificato da Mr Wolf
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complimenti a Beatrice!!! che bella storia... dà la grinta anche a chi di anni ne ha una decina in più e, lavorando 8 ore al giorno tutta la settimana, non può passare molto tempo a studiare duramente per realizzare il proprio sogno... ma oggi è domenica, si manda il compagno a giocare a calcio o a tennis con gli amici, si fa finta di non vedere la polvere e le briciole che infestano la casa, e ci si dedica a una traccia, sperando prima o poi di vivere la stessa gioia..

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LaPucci ti capisco bene.

Io ho sempre lavorato, anche all'università.

Purtroppo è innegabile che se occorre lavorare,l'obiettivo puó allontanarsi un po'.

Non demordiamo.

Conosco tanti notai che ce l'hanno fatta così, quindi: tanto sacrificio e crederci sempre!!!

Seguiamo il loro esempio...

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...mammamia...quanta "scienza" da parte di chi ha vinto.....25 anni...forse 27 anni...26 anni ed undici mesi....."il caso non conta per nulla"....fiumi di ipocrisia...quando poi l'unica cosa giusta e saggia da parte di chi ha vinto, proprio perchè coscienti delle dinamiche di questo concorso, sarebbe un bel pò di sana UMILTA'....e poi quella pacchianata dell'articolo della cenerentola che ha vinto...vi prego, con il cuore vi prego.....ah, ovviamente io non ho ancora vinto, nonostante stia a quella stazione da sette anni, e forse l'unico motivo è che non sono abbastanza bravo........e pur essendo una schiappa al famoso concorso della casa mobile sono stato bocciato al terzo compito....ma, purtroppo, sono stato corretto per quarto nella prima seduta.......peccato SE SOLO FOSSI STATO UN PO' PIU' FORTUNATO....cmq complimenti a tutti i geni vincitori....

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Sentronic, di questo forum e delle mille interpretazioni di qualsiasi cosa davvero non ne posso più , pero' su questa Cosa un paio di parole voglio spenderle anche se ho già spiegato tutto più volte .

Quando dico "il caso non esiste" non voglio dire "chi vince é bravo e chi non vince è somaro"; ho già fatto riferimento prima alle tante componenti (extra preparazione). Aggiungo solo che ci sono ragioni imperscrutabili che non vediamo o non capiamo . Ti assicuro che io mi chiedo spessissimo "perché io si e un altro - Raul o qualche altro - no".

Ora ti sembri ipocrita o meno, tanto dovevo.

Ciao e ottime cose :)

Modificato da Carlo Carbone
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Sentronic, di questo forum e delle mille interpretazioni di qualsiasi cosa davvero non ne posso più , pero' su questa Cosa un paio di parole voglio spenderle anche se ho già spiegato tutto più volte .

Quando dico "il caso non esiste" non voglio dire "chi vince é bravo e chi non vince è somaro"; ho già fatto riferimento prima alle tante componenti (extra preparazione). Aggiungo solo che ci sono ragioni imperscrutabili che non vediamo o non capiamo . Ti assicuro che io mi chiedo spessissimo "perché io si e un altro - Raul o qualche altro - no".

Ora ti sembri ipocrita o meno, tanto dovevo.

Ciao e ottime cose :smile:

Devo dire che se questo è il tuo pensiero ti fa onore.

Purtoppo, da quello che ho letto si poteva evincere assolutamente il contrario.

Sembrava quasi di capire che chi passa deve essere non solo preparato (come è ovvio), ma anche una specie di superuomo, capace di andare al di là delle umane possibilità, dando prova di resistenza fisica, concentrazione ed attitudini da agente speciale della CIA, insensibile a qualsiasi destino avverso, inossidabile dalla sfortuna, al di sopra del caso e della sorte. Neanche una divinità olimpica.

Meno male che avevo capito male.

Che brutta figura avresti fatto, se veramente avessi pensato una fesseria del genere.

Deve essere stata colpa mia, non devo aver interpretato correttamente quello che ho letto.

Ad maiora.

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