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Il concorso notarile che vogliamo


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Oggi è a rischio la selettività del concorso notarile Caro Webmaster, ti continuo a chiamare così perchè ritengo meritoria questa tua attività. Tutto il tuo intervento mi sembra vertire sostanzialment

Cari Utenti di Romoloromani, oggi è sotto attacco il criterio di selettività del concorso notarile: questo è il tema delicatissimo che ci vede coinvolti, io ritengo, su un fronte comune e senza distin

Il notaio è un pubblico ufficiale, perchè esercita un'attività delegatagli dallo Stato: usiamo chiamarla "pubblica funzione". La pubblica funzione, e il prodotto nel quale essa si manifesta - usiamo c

In prima battuta mi limito a chiedere: cosa si intende per selettività? perchè il merito e l'eccellenza sono una cosa e i numeri piccoli dei bandi a concorso o delle sedi proprio un'altra. Sono due entità ontologicamente diverse e perciò l'una non necessita dell'altra.

La prima non è legata al numero chiuso , ma alla serietà della selezione. Attualmente i numeri piccoli servono solo ad aumentare l'aleatorietà a livelli intollerabili e a perpretrare gravi violazioni del diritto tutelato dall'art. 2 della Costituzione.

Un concorso a 500 è senz'altro meno aleatorio e se certamente dà luogo a delle ingiustizie, almeno fa giustizia di altre cose (serve cioè ad arginare le patologie del concorso che ingiustamente tengono fuori alcuni o forse molti).

In secondo luogo: selettività è una cosa e concorso un'altra. Certo, il concorso è lo strumento più imparziale (forse), ma è attualmente un malato terminale. L'eliminazione delle tre consegne dovrebbe essere solo la prima di una serie di riforme dell'accesso in cui il concorso è solo la fine di un percorso e non una trappola per topi.

Infine, non è onorevole usare il concorso e i concorrenti che stanno fuori immeritatamente per difendere la propria cittadella. Non si può lasciarci fuori e poi chiamarci a raccolta quando serve un esercito ben armato.

Espelletemi pure dal forum..dal notariato sono già fuori.

Modificato da lct
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Oggi è a rischio la selettività del concorso notarile

Caro Webmaster,

ti continuo a chiamare così perchè ritengo meritoria questa tua attività.

Tutto il tuo intervento mi sembra vertire sostanzialmente sulla frase sopra riportata.

Con un po' di sano intento polemico (finchè è sano credo che ci possa stare) mi permetto di esprimere la mia opinione.

Tutte le novità a cui abbiamo assistito (ahimè) o sono state solo paventate e puntualmente rintuzzate (es. decreto Lulli) negli ultimi anni minavano nella sostanza l'attività notarile in quanto toglievano l'esclusiva notarile in determinati ambiti.

Mi riferisco alle cancellazioni di ipoteca Bersani, alle pratiche automobilistiche, alle cessioni quote, all'abolizione del limite repertoriale dei recapiti, abbattimento degli onorari notarili, ecc. ecc.

In questi anni i provvedimenti emanati dal legislatore (prevalentemente, ma non esclusivamente di centro sinistra) hanno eroso la funzione notarile ed hanno minato la certezza dei traffici giuridici.

La selettività del concorso notarile poi è stata minata in passato dall'introduzione della preselezione (adatta più a scimmie ammaestrate che a persone che hanno a che fare con il diritto vivo e quotidiano), dlla sua modifica, dalla moda dei ricorsi (per la prima volta introdotta dal figlio di un celeberrimo notaio) dai tempi che si sono dilatati sempre più negli ultimi anni, dall'introduzione delle tre consegne, dalla assoluta schifezza che si è verificata nell'ottobre 2010 e dall'impunità dei colpevoli, ecc.

Dove erano i notai quando sono state introdotte queste novità?

In base a cosa si può sostenere che l'attuale liberalizzazione mette a rischio la selettività del un concorso notarile?

Personalmente, consentimelo, l'attuale liberalizzazione non mi sembra comportare alcuna modifica alla selettività (anche solo per il fatto che non modifica assolutamente le modalità di svolgimento e di correzione del concorso).

Come ho già detto da altre parti non credo che un concorso da 500 posti, svolto tra due anni e mezzo ed i cui esiti saranno pubblicati tra altri due anni e mezzo, debba essere inteso come distruttivo della categoria.

Anche perchè nessuno impone che tutti i posti vengano poi coperti.

Condivido certo l'idea che spesso i giornalisti ed i politici abbiano doppi fini e siano dei veri o finti ignoranti (anche perchè la realtà del concorso notarile è spesso moltiforme).

Personalmente però rimango della mia idea e cioè che questa liberalizzazione di fatto non mi sembra aver creato grossi terremoti in ambito notarile.

L'abolizione della tariffa (ammesso che si applichi anche ai notai) è cosa nei fatti già applicata quotidianamente.

La copertura della pianta organica e l'eventuale aumento, se mai ci sarà, avverrà non prima di cinque/dieci anni (io ritengo più nei prossimi 10).

La funzione notarile nella sua essenza e nella sua esclusività non è stata minimamente intaccata.

La s.r.l. ad un euro mi sembra una cosa del tutto residuale e comunque irrilevante per i praticanti notai da non essere nemmeno degna di attenzione.

Del resto, ammettiamolo, se è verò che il legislatore quando ci mette mano spesso fa dei danni, è altrettanto vero che il CNN negli ultimi 10 anni non è che abbia brillato per lungimiranza o per una sostanziale autoriforma.

Temo che l'alternativa, per noi praticanti, sia quella tra l'immobilismo perenne del CNN e la riforma (spesso inconsulta) del legislatore.

Stiamo messi bene.

Tra le due però, visto che sono di qua della staccionata, forse preferisco un legislatore che prova ad immettere in pianta 500 notai (nei prossimi 5 anni) che un CNN che mi sembra da sempre sordo alle vere esigenze dei praticanti.

Che dire, anche io ho detto la mia (sicuramente soggettiva e probabilmente anche fallace).

Con assoluta ed immutata stima.

Un ex ex praticante notaio da sempre affezionatissimo al tuo sito.

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il limite delle tre consegne. Sappiamo bene che la selettività del concorso notarile è caratterizzata da un alto grado di aleatorietà, determinato da molteplici fattori, quali l’alto livello della preparazione dei candidati, la complessità delle tracce, la non omogeneità dei criteri di correzione connessa alla durata delle correzioni medesime, per citare quelli positivi

... positivi? Positivi per chi?

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Ultimamente non intervengo più sul forum, però vi leggo spesso.

Io non ho capito, e lo dico sinceramente, come sia sotto attacco il criterio di selettività. Forse nelle mie visite saltuarie al forum mi sono persa qualcosa, non so...Se ho ben capito l'intervento del webmaster, l'attacco proverrebbe dai bandi di circa 500 posti previsti di recente. Ma con i tempi di svolgimento che ci sono, l'aumento effettivo di 1000 unità avverrà forse tra una decina di anni o quasi, come giustamente dice Clubi..(E poi un bando a 500 posti non garantisce affatto che gli ammessi all'orale saranno 500..potrebbero continuare ad essere 200, se la commissione lo riterrà opportuno).

E cmq non capisco dove sia il problema: sappiamo tutti che tanti candidati preparati non superano il concorso se non allìennesimo tentativo...Può darsi che allargando un pochino le maglie, si riesca a rendere quest'attesa meno insopprtabile...

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Io credo che il nostro webmaster abbia voluto darci un altro messaggio. Al di là dei soliti e ben noti discorsi sulle molte storture del concorso, in questo momento il vero problema è fronteggiare la costante delegittimazione e denigrazione di un'intera categoria di professionisti alla quale noi tutti, credo, portiamo rispetto se abbiamo scelto di appartenervi. Su questo fronte una guerra intestina tra notai e aspiranti notai è sterile e controproducente. Così come lo è intraprendere iniziative di appello a esponenti politici che non aspettano altro che mettere ko il notariato. Non credo sia questo quello che vogliamo. Non credo che abbia senso denigrare la professione alla quale contemporaneamente si aspira. So benissimo che per chi sta ancora studiando il problema dell'accavallamento e dei tempi di correzione è ben più grave della srl semplificata. Ma basta cambiare un attimo prospettiva ed essere lungimiranti per capire che forse è esattamente il contrario.

Vi assicuro che la vostra amarezza in questo momento non è tanto diversa da quella che si respira sul forum orali nel quale, invece di gioire per l'approvazione della nostra graduatoria e l'inizio dell'attività, si discute con viva preoccupazione per il futuro della categoria. Personalmente ritengo che i professionisti, tutti, in questo momento dovrebbero far fronte comune per rivendicare l'autonomia rispetto a leggi di mercato che non gli appartengono, perchè la prestazione intellettuale non è un bene di consumo. Penso che il notariato in particolare debba e possa fare molto per colmare la grave cesura comunicativa che si è creata negli anni con gli utenti e i mezzi di informazione. Penso che il numero dei posti messi a concorso o la diminuzione del fatturato degli studi notarili siano problemi secondari rispetto al pericoloso messaggio che si vuole fare passare oggi: la legalità non è più percepiuta come un valore ma come un costo e un impaccio, del quale si fa volentieri a meno. Puntare sull'alto livello di preparazione dei notai, e dunque sul concorso, è importante per arginare altre figure professionali che "premono ai confini del regno", rivendicando competenze che non gli appartengono. E ciò non per una questione di casta o di privilegi, ma proprio di diversa formazione professionale. E' verissimo che non si è messa mano ai veri problemi di questo concorso, ma forse dati i tempi brevi di approvazione del decreto e il clima surriscaldato in cui si è concepito, non era il momento più opportuno per farlo.

Ritengo pertanto che in questo momento sia importante abbassare i toni e rasserenare gli animi per poi riprendere un dialogo pacato ma nello stesso tempo incisivo e costruttivo, con l'apporto di tutti noi.

Vi lascio con le parole di una splendida poesia di Kipling, che mio nonno mi recitava sempre da bambina, e alla quale penso spesso in questi giorni di tensione, convinta che saranno senz' altro più efficaci delle mie:

"Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti

intorno a te la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa;

se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,

mettendo in conto anche il loro dubitare;

se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,

se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,

o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,

senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il tuo padrone;

se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,

se riuscirai ad affrontare il Successo e l'Insuccesso

trattando quei due impostori allo stesso modo;

se riuscirai ad ascoltare la verità da te espressa

distorta da furfanti per ingannare gli ingenui,

o contemplare le cose a cui tu hai dedicato la vita, distrutte

e, umilmente, ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite

e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,

a perdere e a ricominciar tutto daccapo,

senza mai dire una parola sulla perdita;

se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,

benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,

e a tener duro quando niente più resta in te

tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro!";

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,

o a passeggiar coi Re e non perdere il contatto con la gente;

se né i nemici nè i cari amici riusciranno a colpirti,

se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;

se riuscirai a riempire il minuto inesorabile

e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,

il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,

e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!"

Modificato da Francesca Romana Sireci
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Oggi è a rischio la selettività del concorso notarile

Caro Webmaster,

ti continuo a chiamare così perchè ritengo meritoria questa tua attività.

Tutto il tuo intervento mi sembra vertire sostanzialmente sulla frase sopra riportata.

Con un po' di sano intento polemico (finchè è sano credo che ci possa stare) mi permetto di esprimere la mia opinione.

Tutte le novità a cui abbiamo assistito (ahimè) o sono state solo paventate e puntualmente rintuzzate (es. decreto Lulli) negli ultimi anni minavano nella sostanza l'attività notarile in quanto toglievano l'esclusiva notarile in determinati ambiti.

Mi riferisco alle cancellazioni di ipoteca Bersani, alle pratiche automobilistiche, alle cessioni quote, all'abolizione del limite repertoriale dei recapiti, abbattimento degli onorari notarili, ecc. ecc.

In questi anni i provvedimenti emanati dal legislatore (prevalentemente, ma non esclusivamente di centro sinistra) hanno eroso la funzione notarile ed hanno minato la certezza dei traffici giuridici.

La selettività del concorso notarile poi è stata minata in passato dall'introduzione della preselezione (adatta più a scimmie ammaestrate che a persone che hanno a che fare con il diritto vivo e quotidiano), dlla sua modifica, dalla moda dei ricorsi (per la prima volta introdotta dal figlio di un celeberrimo notaio) dai tempi che si sono dilatati sempre più negli ultimi anni, dall'introduzione delle tre consegne, dalla assoluta schifezza che si è verificata nell'ottobre 2010 e dall'impunità dei colpevoli, ecc.

Dove erano i notai quando sono state introdotte queste novità?

In base a cosa si può sostenere che l'attuale liberalizzazione mette a rischio la selettività del un concorso notarile?

Personalmente, consentimelo, l'attuale liberalizzazione non mi sembra comportare alcuna modifica alla selettività (anche solo per il fatto che non modifica assolutamente le modalità di svolgimento e di correzione del concorso).

Come ho già detto da altre parti non credo che un concorso da 500 posti, svolto tra due anni e mezzo ed i cui esiti saranno pubblicati tra altri due anni e mezzo, debba essere inteso come distruttivo della categoria.

Anche perchè nessuno impone che tutti i posti vengano poi coperti.

Condivido certo l'idea che spesso i giornalisti ed i politici abbiano doppi fini e siano dei veri o finti ignoranti (anche perchè la realtà del concorso notarile è spesso moltiforme).

Personalmente però rimango della mia idea e cioè che questa liberalizzazione di fatto non mi sembra aver creato grossi terremoti in ambito notarile.

L'abolizione della tariffa (ammesso che si applichi anche ai notai) è cosa nei fatti già applicata quotidianamente.

La copertura della pianta organica e l'eventuale aumento, se mai ci sarà, avverrà non prima di cinque/dieci anni (io ritengo più nei prossimi 10).

La funzione notarile nella sua essenza e nella sua esclusività non è stata minimamente intaccata.

La s.r.l. ad un euro mi sembra una cosa del tutto residuale e comunque irrilevante per i praticanti notai da non essere nemmeno degna di attenzione.

Del resto, ammettiamolo, se è verò che il legislatore quando ci mette mano spesso fa dei danni, è altrettanto vero che il CNN negli ultimi 10 anni non è che abbia brillato per lungimiranza o per una sostanziale autoriforma.

Temo che l'alternativa, per noi praticanti, sia quella tra l'immobilismo perenne del CNN e la riforma (spesso inconsulta) del legislatore.

Stiamo messi bene.

Tra le due però, visto che sono di qua della staccionata, forse preferisco un legislatore che prova ad immettere in pianta 500 notai (nei prossimi 5 anni) che un CNN che mi sembra da sempre sordo alle vere esigenze dei praticanti.

Che dire, anche io ho detto la mia (sicuramente soggettiva e probabilmente anche fallace).

Con assoluta ed immutata stima.

Un ex ex praticante notaio da sempre affezionatissimo al tuo sito.

Ti straquoto, purtroppo Notai e Praticanti non vedranno mai la realtà allo stesso modo. Come sempre la virtù sta nel mezzo, forse però quella virtù non fa comodo a nessuno. Non fa comodo ai Notai che dovrebbero ammettere cose che adesso negano e non fa comodo ai praticanti che forse troppe volte si sono nascosti dietro a tutto quello che c'è di sbagliato dietro questo concorso. Quando penso al concorso penso comunque che ci sono persone normali che lo hanno vinto più di una volta con le mie stesse difficoltà pertanto posso farcela.

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Ultimamente non intervengo più sul forum, però vi leggo spesso.

Io non ho capito, e lo dico sinceramente, come sia sotto attacco il criterio di selettività. Forse nelle mie visite saltuarie al forum mi sono persa qualcosa, non so...Se ho ben capito l'intervento del webmaster, l'attacco proverrebbe dai bandi di circa 500 posti previsti di recente. Ma con i tempi di svolgimento che ci sono, l'aumento effettivo di 1000 unità avverrà forse tra una decina di anni o quasi, come giustamente dice Clubi..(E poi un bando a 500 posti non garantisce affatto che gli ammessi all'orale saranno 500..potrebbero continuare ad essere 200, se la commissione lo riterrà opportuno).

E cmq non capisco dove sia il problema: sappiamo tutti che tanti candidati preparati non superano il concorso se non allìennesimo tentativo...Può darsi che allargando un pochino le maglie, si riesca a rendere quest'attesa meno insopprtabile...

Ti ricordo che 500 o 1000 notai in più non significa certo liberalizzare o innovare dal momento che una legge di quasi 100 anni prevede che:

art 4 legge.notarile. : "Il numero e la residenza dei notai per ciascun dist

retto è determinato con decreto del Ministro della giustizia emanato, uditi i Consigli notarili e le Corti d’appello, tenendo conto della popolazione, della quantità degli affari, della estensione del territorio e dei mezzi di comunicazione, e procurando che di regola ad ogni posto notarile corrispondano una popolazione di almeno 7.000 abitanti ed un reddito annuo, determinato sulla media degli ultimi tre anni, di almeno 50.000 euro di onorari professionali repertoriali". I

notai dovrebbero essere circa 8600 a fronte dei 4650 oggi presenti.

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Io credo che il nostro webmaster abbia voluto darci un altro messaggio. Al di là dei soliti e ben noti discorsi sulle molte storture del concorso, in questo momento il vero problema è fronteggiare la costante delegittimazione e denigrazione di un'intera categoria di professionisti alla quale noi tutti, credo, portiamo rispetto se abbiamo scelto di appartenervi. Su questo fronte una guerra intestina tra notai e aspiranti notai è sterile e controproducente. Così come lo è intraprendere iniziative di appello a esponenti politici che non aspettano altro che mettere ko il notariato. Non credo sia questo quello che vogliamo. Non credo che abbia senso denigrare la professione alla quale contemporaneamente si aspira. So benissimo che per chi sta ancora studiando il problema dell'accavallamento e dei tempi di correzione è ben più grave della srl semplificata. Ma basta cambiare un attimo prospettiva ed essere lungimiranti per capire che forse è esattamente il contrario.

Vi assicuro che la vostra amarezza in questo momento non è tanto diversa da quella che si respira sul forum orali nel quale, invece di gioire per l'approvazione della nostra graduatoria e l'inizio dell'attività, si discute con viva preoccupazione per il futuro della categoria. Personalmente ritengo che i professionisti, tutti, in questo momento dovrebbero far fronte comune per rivendicare l'autonomia rispetto a leggi di mercato che non gli appartengono, perchè la prestazione intellettuale non è un bene di consumo. Penso che il notariato in particolare debba e possa fare molto per colmare la grave cesura comunicativa che si è creata negli anni con gli utenti e i mezzi di informazione. Penso che il numero dei posti messi a concorso o la diminuzione del fatturato degli studi notarili siano problemi secondari rispetto al pericoloso messaggio che si vuole fare passare oggi: la legalità non è più percepiuta come un valore ma come un costo e un impaccio, del quale si fa volentieri a meno. Puntare sull'alto livello di preparazione dei notai, e dunque sul concorso, è importante per arginare altre figure professionali che "premono ai confini del regno", rivendicando competenze che non gli appartengono. E ciò non per una questione di casta o di privilegi, ma proprio di diversa formazione professionale. E' verissimo che non si è messa mano ai veri problemi di questo concorso, ma forse dati i tempi brevi di approvazione del decreto e il clima surriscaldato in cui si è concepito, non era il momento più opportuno per farlo.

Ritengo pertanto che in questo momento sia importante abbassare i toni e rasserenare gli animi per poi riprendere un dialogo pacato ma nello stesso tempo incisivo e costruttivo, con l'apporto di tutti noi.

Vi lascio con le parole di una splendida poesia di Kipling, che mio nonno mi recitava sempre da bambina, e alla quale penso spesso in questi giorni di tensione, convinta che saranno senz' altro più efficaci delle mie:

Mi sento di sottoscrivere il presente messaggio.

Alle volte bisogna compiere lo sforzo, non sempre facile, di mutare prospettiva e guardare al notariato al di là dei problemi del concorso.

Noi ci siamo nella difesa strenua del notariato e della selettevità del concorso.

In riferimento alla "famosa" (rectius "famigerata") petizione e alle missive che l'hanno accompagnata si è sempre sottolineato un punto fondamentale: il concorso notarile deve rimanere altamente selettivo.

La selettevità del concorso è precondizione fondamentale per formare professionisti di altissima qualificazione.

Ed allora anche per questo noi praticanti chiediamo a voi notai di mutare prospettiva e considerare la limitazione delle tre consegne come un intralcio alla migliore selezione dei candidati. Le tre consegne potrebbero, a brevissimo, falcidiare molti fra i tanti praticanti notai altamente preparati. Sempre a breve potrebbero sostenersi concorsi con candidati meno preparati, cioè i nuovi, che entrerebbero a far parte del notariato senza un'adeguata formazione, anche di stampo non giuridico.

Il notariato vuole questo?

Ed allora, anche mutando prospettiva non vedo come non si possa compiere una battaglia comune in difesa del notariato; una battaglia che non può prescindere dalla migliore selezione dei candidati.

Quanto all'aumento del numero dei notai, secondo me questo non metterebbe a rischio la qualità dei candidati, nella misura in cui il numero di posti messi a concorso fosse ben "spalmato" nel tempo, con bandi fra i 200 e i 300 posti.

In ogni caso, personalmente sono al fianco del notariato, nella speranza, mai sopita, di poter un giorno poter svolgere con dedizione e amore questa splendida e fondamentale professione.

Modificato da Barney
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Forse il problema stà proprio dentro il Notariato più che nell'accesso. Rivolgo allora un invito ai Notai che scrivono di risolvere davvero i problemi a loro ben noti..di libero mercato..e sana concorrenza..forse allora non ci sarebbe bisogno di inalberarsi per 1000 notai in più o ridicolizzare la propria categoria con le 3 consegne. E poi..magari..sarebbe bello un po più di umiltà dato che è evidente la potenza dei commercialisti a fronte di un sempre più noioso "ah la preparazione dei Notai è unica!" ..vedete un pò voi..noi aspiranti facciamo del nostro meglio..

Ciao Ciao

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La selettività del concorso a notaio è fuori discorso, serve per garantire la preparazione dei professionisti di domani.

Ma asserire che l'aumento di 500 sedi spalmate su tutto il territorio nazionale e l'indizione di concorsi da 500 posti nei prossimi anni per coprire il numero sempre più ampio di sedi vacanti mini la selettività non mi sembra sia condivisibile.

Riterrei più opportuno, per i Notai di oggi e di domani, effettuare proposte che pongano freno al malcostume degli attifici, piaga sempre più dilagante, magari accentuando i poteri ispettivi e di controllo di CO.RE.DI e Consigli Notarili (l'indicazione dell'ora di sottoscrizione va in tal senso), come pure arginare la piaga della sottotariffazione magari elevando l'onorario repertoriale al livello degli importi omnicomprensivi della tariffa, contemporaneamente si dovrebbero però ridurre le aliquote contributive per la Cassa e le competenze spettanti agli Archivi.

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Neanch'io trovo il nesso tra aumento della pianta organica e selettività delle prove concorsuali.

Anzi, proprio perchè ci troveremo a fare i conti, nei prossimi anni, con un paio di maxi-bandi, occorre predisporre tracce selettive ma non capziose, commissioni (si spera nutrite) che correggano con attenzione. Sempre per il fine di selezionare i migliori.

Spero che il Notariato, di cui aspiro a far parte, ponga l'accento sull'eccellenza della prestazione professionale (unica ragion d'essere, per come la vedo io, di qualsivoglia Ordine) piuttosto che sulla diminuzione dei redditi (che rimangono peraltro molto elevati come le dichiarazioni 2010, pubblicate dal Sole24Ore, mostrano: http://img14.imageshack.us/img14/6795/imagelvs.jpg ).

Non vorrei ritrovarmi a dover rinunciare al concorso per lo svuotamento delle competenze riservate ai notai... il reddito verrà (in particolare per quelli che come me non sono figli di giuristi) col duro lavoro. Come per tutti, del resto.

Modificato da Kamox
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L'introduzione della s.r.l. a irresponsabilità illimitata è un Mostro Orribile. E' un virus pericolosissimo che rischia di diffondersi a macchia d'olio.

I Pubblici Registri non sono più fonte di pubblica fede. Chiunque può iscrivere una società. Niente più controllo di legalità, niente più certezza della provenienza degli atti iscritti, niente più garanzia patrimoniale, seppur minima. Solo il nulla. Per accattivarsi i favori del "Consumatore" elettore. Il Consumatore. Quello che non capisce nulla di niente, che firma senza leggere, che è tutelato manco fosse un Panda in via di estinzione. Se vogliamo una società del merito è ora che i nostri governanti abbandonino il finto populismo asservito agli interessi dei grandi capitalisti e si dedichino ad una stagione di Riforme fondate sulla Cultura.

Per quanto riguarda il Notariato, l'abrogazione della tariffe avrà un unico effetto, come già dimostrato dalla esperienza olandese. Riduzione del personale degli Studi Notarili, abbassamento del reddito dei Notai e della qualità dell'attività professionale svolta. L'allargamento del Distretto favorirà l'aggregazione tra Notai. I piccoli perderanno la loro indipendenza per magari finire al soldo di Notai con maggiore capacità di investimento in grandi strutture.

E' questo il Notariato che ho sognato per anni??? Certamente no! Purtroppo la categoria è in mano a Vecchi Parrucconi che riescono ancora a farsi invitare da Vespa a pontificare. Parrucconi che ormai pensano a difendere solo il loro prossimo pensionamento piuttosto che il futuro dei propri figli.

Come molti, credo che l'ampliamento della pianta organica ed i futuri Bandi a 500 posti non siano un pericolo per la categoria. Non mi risulta che siano stati modificati i criteri di correzione e, dunque, di selezione.

Il concorso deve essere difeso perchè, nonostante la sua aleatorietà, rappresenta ancora il modo più democratico di selezione dei meritevoli.

Molti meritevoli purtroppo non lo vincono. E' del pari vero però che pochissimi sono i non meritevoli che riescono a vincerlo.

Lo sappiamo tutti prima di iniziare che è così e non credo sia corretto voler poi cambiare le regole in corsa.

Per quanto riguarda le tre consegne, ne sono stato sempre un sostenitore fin dalla loro prima introduzione. Nonostante fosse una riforma che mi colpiva in pieno, facendomi competere con aspiranti notai con molta più esperienza di me. Ciò perchè, una volta a regime, il concorso notarile diventerà una guerra tra pari che si svolgerà presumibilmente tra i 24 ed i 30 anni di ciascun concorrente. Conseguentemente sarà anche un confronto più equo, aumentando le chances di coloro che non hanno la possibilità di mantenersi agli studi a tempo indeterminato. Ricordo al riguardo che anche il concorso in magistratura ha il limite delle tre consegne. Vogliamo forse dire che il ruolo di Giudice non sia altrettanto delicato?

Infine ricordo altresì che in Germania, baluardo europeo della meritocrazia, l'esame di Notaio, Magistrato ed Avvocato può essere sostenuto solo 2 volte.

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Per quanto riguarda le tre consegne, ne sono stato sempre un sostenitore fin dalla loro prima introduzione. Nonostante fosse una riforma che mi colpiva in pieno, facendomi competere con aspiranti notai con molta più esperienza di me. Ciò perchè, una volta a regime, il concorso notarile diventerà una guerra tra pari che si svolgerà presumibilmente tra i 24 ed i 30 anni di ciascun concorrente. Conseguentemente sarà anche un confronto più equo, aumentando le chances di coloro che non hanno la possibilità di mantenersi agli studi a tempo indeterminato. Ricordo al riguardo che anche il concorso in magistratura ha il limite delle tre consegne. Vogliamo forse dire che il ruolo di Giudice non sia altrettanto delicato?

Infine ricordo altresì che in Germania, baluardo europeo della meritocrazia, l'esame di Notaio, Magistrato ed Avvocato può essere sostenuto solo 2 volte.

Io credo che il limite delle tre consegne costituisca un "limite" non idoneo a selezionare i migliori, ma solo a diminuire il numero dei concorrenti.

Mi sembra contrasti con l'esigenza di selettività il volere impedire ad alcuni candidati preparati di non partecipare al concorso.

Il concorso in magistratura è tutta un'altra cosa, in quanto le prove hanno carattere teorico e l'autovalutazione è decisamente più agevole. In magistratura, inoltre, è prevista una "carriera", per cui è interesse della magistratura "reclutare" giovani leve, per farle crescere e negli anni raggiungere l'anzianità necessaria per rivestire certe posizioni. Il notariato non è così: si accede alla professione e la si esercita sino al pensionamento.

Perché il notariato dovrebbe avere interesse a mandare al macero migliaia di praticanti preparati solo per avere candidati e notai giovani(ssimi)?

Con le tre consegne il concorso notarile diviene ancor più aleatorio rispetto a quello che è. E' nell'interesse della miglior selezione possibile?

Io sono d'accordo con chi dice che il concorso notarile va affrontato secondo le regole che gli son proprie. Vorrei però dire una cosa sola.

Quando sono diventato praticante io, c'era la preselezione. Poi è stato introdotto il bonus delle tre preselezioni. Ho affrontato la preselezione e l'ho superata. Poi è stato introdotto il limite delle tre consegne e la preselezione abolita. Mi son visto ancora cambiare le regole: affianco a me si poteva sedere chiunque e il limite delle tre consegne non ha previsto alcun regime transitorio. Credo che un aspirante, all'inizio del suo percorso, abbia diritto di conoscere le regole cui dovrà giocare. Io se avessi saputo ab initio del limite, non sono certo avrei affrontato il concorso.

In magistratura, quando hanno inizialmente previsto l'obbligatorietà delle Scuole di Specializzazione per accedere al concorso (a cui poi si è equiparato il titolo di avvocato, dottorato, etc...) l'hanno ancorata addirittura all'anno di immatricolazione all'università, con un regime transitorio quasi decennale! Questo perché si riteneva che addirittura si dovesse dare la possibilità alla giovane matricola di decidere se iscriversi o meno a giurisprudenza.

In ogni caso ognuno ha le sue idee.

Noto però che il limite viene sostenuto da chi ha vinto il concorso entro il primo o secondo "tentativo". Non crediate che la vita del praticante "anziano" sia tutta rose e fiori: bamboccioni mantenuti dei genitori a studiare. E' quasi sempre una vita dura, durissima. Se devo ripensare al mio passato, erano molto più "leggeri" i primi anni rispetto a questi ultimi.

A proposito, torno a studiare.

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Si è pieno di parrucconi il CNN ed il Presidente ha fatto una miserrima figura al TG3 dell'altro giorno.

Alla domanda del giornalista: "Quanto mi costa comprare un appartamento a Roma al prezzo di 300.000,00 euro con la prima casa?"

Risponde secco: "12/13.000,00 euro".

Ma come fa? Avrebbe dovuto intavolare un discorso di almeno 10 minuti per rispondere alla domanda...

Compra da privato o da imprenditore?

Rientra in campo I.V.A. oppure Registro?

Si applica il prezzo/valore?

Niente! Niente di tutto ciò...

Se non si fa comprendere alla gente l'importanza del ruolo del Notaio, della sicurezza che dà nei traffici giuridici, del faro che è nella tempesta delle normative civili, commerciali e fiscali sempre più scriteriate di un legislatore impreciso, imprudente ed impreparato, della BASSA remunerazione (si BASSA, o quanto meno ONESTA) del servizio che fornisce a confronto di altre categorie professionali la gente non ne comprenderà l'utilità, o meglio la necessità, continuando a credere che si tratti un balzello per far fare la bella vita a pochi.

Come mai nessuno si lamenta dei mediatori che prendono cifre astronomiche, minimo 1% per ogni parte sul prezzo (quando ti fanno un favore, altrimenti viaggiano comodamente sul 2% per parte), per la conclusione di un affare e non fanno assolutamente un tubo a parte far vedere l'immobile e poco altro?

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Non sono solito fare discorsi per la mia convenienza e ho infatti premesso che sono stato sempre favorevole alle tre consegne, anche quando studiavo. Come tutte le persone normali, prima di vincere non avevo nessuna certezza in merito, ma solo tanti dubbi e punti interrogativi sul mio futuro.

Non vorrei essermi espresso in maniera scorretta. Infatti ho altresì sempre sostenuto che il concorso è più facile vincerlo nelle prime 3 chances. Chi lo ha vinto dopo, oltre ad essere ugualmente preparato, ha sicuramente dovuto superare difficoltà ulteriori, perchè la vita non si ferma per nessuno. Sicuramente avrà dovuto coniugare affetti e lavoro alla vita del praticante, già difficile di per sè. Non è il concorso a rendere qualcuno più preparato di qualcun altro, lungi da me pensarlo.

Ritengo solamente che le tre consegne, una volta a regime, porteranno beneficio a tutti. I più sfortunati di questa riforma sono quelli che avranno solo tre opportunità.

Non concordo invece sul fatto che il Notariato non preveda una carriera. I notai in esercizio da tanti anni sicuramente hanno una solidità diversa da quella di un neo notaio. La pratica e l'esperienza sono importanti per tutti, tanto per i magistrati quanto per i notai.

Naturalmente la mia è solo un'opinione personale!

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Non sono solito fare discorsi per la mia convenienza e ho infatti premesso che sono stato sempre favorevole alle tre consegne, anche quando studiavo. Come tutte le persone normali, prima di vincere non avevo nessuna certezza in merito, ma solo tanti dubbi e punti interrogativi sul mio futuro.

Non vorrei essermi espresso in maniera scorretta. Infatti ho altresì sempre sostenuto che il concorso è più facile vincerlo nelle prime 3 chances. Chi lo ha vinto dopo, oltre ad essere ugualmente preparato, ha sicuramente dovuto superare difficoltà ulteriori, perchè la vita non si ferma per nessuno. Sicuramente avrà dovuto coniugare affetti e lavoro alla vita del praticante, già difficile di per sè. Non è il concorso a rendere qualcuno più preparato di qualcun altro, lungi da me pensarlo.

Ritengo solamente che le tre consegne, una volta a regime, porteranno beneficio a tutti. I più sfortunati di questa riforma sono quelli che avranno solo tre opportunità.

Non concordo invece sul fatto che il Notariato non preveda una carriera. I notai in esercizio da tanti anni sicuramente hanno una solidità diversa da quella di un neo notaio. La pratica e l'esperienza sono importanti per tutti, tanto per i magistrati quanto per i notai.

Naturalmente la mia è solo un'opinione personale!

Ma non diciamo sciocchezze!!!
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Non sono solito fare discorsi per la mia convenienza e ho infatti premesso che sono stato sempre favorevole alle tre consegne, anche quando studiavo. Come tutte le persone normali, prima di vincere non avevo nessuna certezza in merito, ma solo tanti dubbi e punti interrogativi sul mio futuro.

Non vorrei essermi espresso in maniera scorretta. Infatti ho altresì sempre sostenuto che il concorso è più facile vincerlo nelle prime 3 chances. Chi lo ha vinto dopo, oltre ad essere ugualmente preparato, ha sicuramente dovuto superare difficoltà ulteriori, perchè la vita non si ferma per nessuno. Sicuramente avrà dovuto coniugare affetti e lavoro alla vita del praticante, già difficile di per sè. Non è il concorso a rendere qualcuno più preparato di qualcun altro, lungi da me pensarlo.

Ritengo solamente che le tre consegne, una volta a regime, porteranno beneficio a tutti. I più sfortunati di questa riforma sono quelli che avranno solo tre opportunità.

Non concordo invece sul fatto che il Notariato non preveda una carriera. I notai in esercizio da tanti anni sicuramente hanno una solidità diversa da quella di un neo notaio. La pratica e l'esperienza sono importanti per tutti, tanto per i magistrati quanto per i notai.

Naturalmente la mia è solo un'opinione personale!

Come tutte le idee sono liberamente esprimibili, anche se a quindici giorni dal concorso ci andrei un po' più cauto, anche per evitare l'inasprirsi degli animi.

In riferimento alla carriera, direi che la differenza tra la magistratura e il notariato è palmare e non merita ulteriori considerazioni.

Per il resto, mi sembra di essermi già espresso. Ciao!

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Faccio una premessa: tutti gli iscritti a questo sito (me compreso) devono riconoscenza a M.C.S. ed ad Alberto. Tra le funzioni di questo sito ci può essere anche quella di esprimere opinioni che non devono necessariamente convergere in un’unica direzione. E se è così, fermo restando la gratitudine ed il rispetto per M.C.S., vorrei esprimere una nota di dissenso per quanto scritto.

“Oggi è a rischio la selettività del concorso notarile”. Ma cosa si intende per “selettività”? Che in ogni concorso i vincitori devono essere pochi “a prescindere”? Oppure che devono essere “selezionati” tutti coloro che hanno una preparazione adeguata a svolgere la professione?

Perché bandire tre concorsi da 500 posti cadauno (ammesso che lo si faccia veramente) deve essere interpretato come un “mettere a rischio la selettività del concorso notarile”? Quale è l’efficacia della selettività attuale? Quale scopo ha?

Più del 60% dei vincitori del concorso D.D.G. 2006 è stato considerato “non idoneo” al concorso successivo. E’ attendibile una selettività del genere? Ha un qualche scopo od è fine a sé stessa?

E che differenza c’è, in questo contesto, tra “selettività” ed “aleatorietà”? Quali catastrofi potrebbero introdurre 3 concorsi da 500 posti rispetto a criteri di “selezione” che, numeri alla mano, si sono dimostrati inattendibili (= non ripetibili) in quasi 2 casi su 3?

E se anche questi concorsi si facessero, cosa impedirà ai notai delle commissioni di esame di far passare i “soliti” 150-200 invece dei previsti 500, neutralizzando nei fatti il provvedimento del Governo?

In sintesi, cosa è cambiato rispetto a prima?

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Si è pieno di parrucconi il CNN ed il Presidente ha fatto una miserrima figura al TG3 dell'altro giorno.

Alla domanda del giornalista: "Quanto mi costa comprare un appartamento a Roma al prezzo di 300.000,00 euro con la prima casa?"

Risponde secco: "12/13.000,00 euro".

Ma come fa? Avrebbe dovuto intavolare un discorso di almeno 10 minuti per rispondere alla domanda...

Compra da privato o da imprenditore?

Rientra in campo I.V.A. oppure Registro?

Si applica il prezzo/valore?

Niente! Niente di tutto ciò...

Se non si fa comprendere alla gente l'importanza del ruolo del Notaio, della sicurezza che dà nei traffici giuridici, del faro che è nella tempesta delle normative civili, commerciali e fiscali sempre più scriteriate di un legislatore impreciso, imprudente ed impreparato, della BASSA remunerazione (si BASSA, o quanto meno ONESTA) del servizio che fornisce a confronto di altre categorie professionali la gente non ne comprenderà l'utilità, o meglio la necessità, continuando a credere che si tratti un balzello per far fare la bella vita a pochi.

Come mai nessuno si lamenta dei mediatori che prendono cifre astronomiche, minimo 1% per ogni parte sul prezzo (quando ti fanno un favore, altrimenti viaggiano comodamente sul 2% per parte), per la conclusione di un affare e non fanno assolutamente un tubo a parte far vedere l'immobile e poco altro?

Tra il "poco altro" inserirei anche "servire su un piatto d'argento un nuovo atto al notaio" (perchè, a volere essere schietti, l'atto si fa perchè l'agente immobiliare ha fatto incontrare i due clienti! Del resto, è noto - anche se secondo me è una cosa talmente scandalosa che più di volta ho pensato di denunciare il fatto! - che molti neo notai spesso concedono regalini agli agenti ..... ). Non è criticando quello che fanno gli altri che si dà lustro alla professione notarile! Ognuno deve fare il suo lavoro e deve saper trasmettere l'importanza di quello che fa non continuando a dire che fa qualcosa di importante ma dimostrandolo!

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