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rilascio di cambiali al posto della prestazione

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Nelle compravendite con prezzo dilazionato il rilascio di cambiali è generalmente inteso come una modalità di adempimento dell'obbligazione di pagamento del prezzo, che si inserisce sul rapporto sottostante senza sostituirlo/mutarlo, vale a dire senza che vi sia novazione, a meno che emerga un'espressa volontà delle parti in tal senso; esigenze di chiarezza (recepite nei formulari) suggeriscono peraltro di precisare in atto che il rilascio di cambiali non comporta novazione dell'obbligo di pagamento del prezzo.

Novazione possibile/ammissibile, dunque, ma assolutamente improbabile/inconsueta.

Quanto alla datio in solutum, se ricorre il predetto schema dell'emissione di cambiali come modo di pagamento del prezzo, si rimane nell'ambito della prestazione originaria e la promessa della stessa non può avere efficacia solutoria.

Non così - naturalmente - ove, in luogo del pagamento del prezzo, l'acquirente effettui una girata di cambiali a favore del venditore (cambiali di cui l'acquirente non è l'emittente), realizzando una cessione di crediti pro solvendo ex art. 1198 c.c., ma non penso fosse questa l'ipotesi prospettata da Pincopallino.

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Quanto dice Achab mi pare corretto; del resto lo stesso Santarcangelo ha avuto a scrivere testualmente:

“il rilascio di cambiali non è una forma di pagamento, né costituisce una datio in solutum o una novazione oggettiva ma è una semplice aggiunta di un’obbligazione astratta a quella causale ex vendita”.

Consiglio comunque la lettura di uno splendido articolo apparso su Notariato dell’ Ipsoa qualche anno fa’; sarò più preciso appena ne recupererò gli estremi.

Anakin Skywalker

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Io mi riferivo al caso in cui dall'inizio, nel contratto, è previsto il pagamento in denaro, senza rateizzazione, modalità che viene poi sostituita con rilascio di cambiali, e non girata.

Mi chiedevo quindi se ciò fosse datio o novazione.

A me non pare "una semplice aggiunta", dato che a un pagamento in contanti immediato si sostituisce una promessa di pagamento.

Mi chiedo appunto se ciò costituisca datio, come dice il testo di Capozzi, o novazione.

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Se l'acquirente obbligato al pagamento del prezzo della vendita emette una vaglia cambiario, con quale promette all'alienante il pagamento di una somma corrispondente al prezzo della vendita, non si ha, a mio giudizio, nè dazione in pagamento nè novazione, ma viene solo formalizzata in un documento destinato alla circolazione mediante girata l'obbligazione del pagamento del prezzo della vendita.

Se, invece, l'acquirente gira all'alienante un vaglia cambiario, si ha dazione in pagamento, o meglio cessione del credito in conto pagamento (pro solvendo).

Dipoi ancora, se l'acquirente emette una cambiale tratta, con la quale ordina ad un terzo, che accetta, di pagare la somma corrispondente al prezzo della vendita all'alienante, si ha, a mio giudizio, delegazione di pagamento.

Se, invece, l'acquirente gira all'alienante una cambiale tratta, si ha cessione del credito in conto pagamento (pro solvendo).

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Ciao Pinco,

sinceramente mi sembra che il passo di Santarcangelo sia condivisibile; in sostanza solo la girata delle cambiali potrebbe, in presenza di un accordo col venditore, configurare datio in solutum, integrando la fattispecie una cessione di credito a scopo di adempimento ex art 1198.

Non vedo invece come il rilascio dei titoli cambiari  possa integrare una datio in solutum dato che, come ha ben ricordato Pincopallino, la fattispecie si atteggia come promessa di pagamento che, come tale, non può avere effetti solutori (che invece ha il rilascio di assegni che sono mezzi di pagamento diversi dal danaro); l'emissione di cambiatli potrà tutt'al più configurare una novazione del rapporto obbligatorio sottostante (che si estingue) nel rapporto cartolare cambiario, ma vi deve essere l'animus novandi opportunamente manifestato dalle parti altrimeni non di novazione si tratterà ma di semplice "aggiunta".

Però può darsi che non abbia inteso fino in fondo il dubbio di Pinco non avendo a dipsosizione il testo di Capozzi per un confronto.

Quanto all'articolo da me ricordato gli estremi sono: Notariato n. 3 del 2000 ma la questione di Pinco viene trattata solo fugacemente in quanto lo studio si incentra sull'ipoteca cambiaria.

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Confesso che ho qualche perplessità sulla possibilità di novare l'obbligazione ex vendita con l'obbligazione cambiaria, dal momento che manca l'aliquid novi. L'obbligazione cambiaria è quanto all'oggetto identica all'obbligazione ex vendita, ne differisce solo per l'astrattezza, la quale rileva solo in caso di circolazione del titolo cambiario, cioè solo quando la cambiale sia girata ad un terzo, al quale l'emittente non potrà opporre le eccezioni fondate sul contratto di vendita. Insomma, dubito che l'astrattezza dell'obbligazione cambiaria integri l'aliquid novi che, assieme all'animus novandi, caratterizza il negozio novativo.

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Ringrazio molto l'amico Anakin, sempre gentile e disponibile, che ha colto il mio dubbio e la mia perplessità  sulla configurazione del rilascio di cambiali come datio.

Rispondendo sia a lui che ad alf, io propenderei per la novazione in caso di rilascio di cambiali al posto del pagamento della somma come pattuita originariamente.

Infatti, non si tratta solo, come dice alf, di astrarre il debito e cambiargli semplicemente forma, racchiudendolo un un titolo di credito circolante.

Si tratta di sostituire un'obbligazione avente un certo contenuto, cioè il pagamento immediato e in contanti del prezzo, con, come detto, una promessa di pagamento futuro, cui il creditore aderisce.

Non c'è solo l'astrazione e la cartolarizzazione (come potrebbe essere il rilascio di un assegno circolare), ma un mutamento della struttura e delle condizioni del pagamento

Quindi a mio parere l'aliquid novi si ravvisa senz'altro, sia nel titolo e nella struttura (promessa di pagamento al posto di negozio bilaterale com'era originariamente l'obbligazione del  pagamento del prezzo), sia anche nell'oggetto, che non è più una somma di denaro liquida ed immediatamente esigibile, ma un titolo di credito, una cambiale a certo tempo data o vista, sottoposta a una sua tipica disciplina.

Si può poi discutere sull'animus novandi o meno, come giustamente rileva Anakin, cioè se le parti intendano con la cambiale sostituire l'obbl orig che si estingue, oppure modificare solo la forma del pagamento.

Tuttavia mi pare che, proprio per la struttura di promessa di pagamento della cambiale, l'animus novandi sia, pur senza essere espresso, nei fatti, cioè nell'oggettivo mutamento dell'obbligazione originaria, del suo titolo e struttura,  per volontà delle parti.

Insomma, mi pare si crei una nuova obbligazione che si sostituisce allì'originaria del pagamento immediato della somma, nuova obbligazione rappresentata dal titolo di credito con le sue nuove caratteristiche: appunto il rapporto cartolare cambiario

Confesso tuttavia che questa è solo l'opinione per cui propendo, ma non ne sono affatto certo, anche se mi sembra di ricordare di aver letto qualcosa in tal senso, e se mi sembra la ricostruzione più convincente.

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  • 2 years later...
Io mi riferivo al caso in cui dall'inizio, nel contratto, è previsto il pagamento in denaro, senza rateizzazione, modalità che viene poi sostituita con rilascio di cambiali, e non girata.

La possibilità di pagare mediante titoli diversi dal denaro contante, va accolta positivamente quando il debitore offre vaglia postali o assegni circolari, libretti postali o bancari. Infatti pur essendo diversi dal denaro hanno con questo il dato comune dell'equivalenza e della sicurezza.

La Cassazione aderisce a tale soluzione ravvisando la mancanza di dolo o colpa da parte del debitore, la seria volontà volontà di adempiere.

A soluzione diversa con riguardo alle offerte mediante cambiale o assegno bancario. Posto l'art.1277cc, concordo con le argomentazioni di Alf.

Secondo me però assume rilievo il principio di buona fede. Il creditore non potrebbe rifiutare il pagamento mediante cambiale se non ha motivo di dubitare della copertura del debitore, sempre che il diverso modo di pagamento non comporta un apprezzzabile sacrificio per il creditore.

Inoltre nei rapporti di durata assume rilievo che il creditore abbia in precedenti occasioni accettato il pagamento mediante cambiali, sia sotto il profilo della tolleranza del creditore e quindi dell'affidamento del debitore .

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  • 10 months later...

....ma insomma per concludere il discorso il rilascio di cambiali ipotecarie che si fa nella prassi è modalita' di pagamento del prezzo e quindi novazione o modalita' esecutiva dell'obbligo di pagare il prezzo che rimane l'unica obbligazione anche dopo il rilascio delle cambiali o è solo un'aggiunta di un'obbligazione cartolare e astratta alla preesistente obbligazione causale (...come diceva il buon Pennacchio..) ???ragazzi che ne pensate ??

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io la vedo in maniera difforme da voi e ricordo che la clausoletta imparata per l'occorrenza è:"a garanzia del puntuale adempimento delle rate di prezzo dilazionate la parte acquirente consegna a quella lienante -che accetta- n° effetti cambiari....2

Da questa formulazione e da quanto mi ricordo risulta che il rilascio delle cambiali non costituisce(salvo espressa volontà in tal senso) novazione ma si offre al proprio creditore un documento incorporante un diritto di credito di cui il portatore può disporre;unendo inoltre i vantaggi per il giratario (terzo nell'obbligo del pagamento del prezzo) di potere avvalersi della astratteza del titolo.

(Dottrina fa riferimento -in caso di girata della cambiale-al concetto di utilizzazione del credito derivante dalla vendita)

Il rilascio degli effetti cambiari in sè e per sè non costituisce quindi nulla di tutto ciò, ma costituisce garanzia accessoria al pagamento delle singole rate.

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...scusate....

diverso è invece il caso in cui mi obbligo a pagarti 100 euro il giorno 31 marzo e:

- al posto di pagarti ti consegno una cambiale emessa da un altro soggetto:questa per me è datio in solutum e necessita del consenso del creditore;

- conveniamo che io paghi in data differente e ti rilascio una cambiale:

secondo alcuni è novazione, secondo altri è modifica di una semplice modalità di adempimento e non comporta novazione(differenza importante in sede di eccezioni opponibili)

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...e per finire...

in risposta a Tizietto, io credo che nei rapporti venditore acquirente il rilascio di cambiali costituisca un elemento accessorio delle modalità di pagamento del prezzo;

i risvolti significativi vengono all'evidenza il momento in cui le cambiali vengono girate dal venditore:in questo momento soltanto si scindono la titolarità del credito(originato da compravendita) e titolarità degli effetti cambiari ed in tale istante risaltano la letteralità autonomia ed astrattezza propri dei titoli cambiari.

La cambiale ipotecaria inoltre è più problematica quanto a circolazione e lòegittimazione ma i diritti e la disciplina rimangono uguali

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  • 15 years later...

a vostro avviso in un contratto di finanziamento ceduto dal creditore ad una società N.P.L. , la quale in sostituzione del vecchio piano di rimborso con rate mensili procede ad un'emissione di cambiali, per un periodo più lungo e magari con tassi d'interesse diversi, deve essere considerata novazione.

Il mio cliente è fidejussore nel rapporto originario e non è mai stato coinvolto nel secondo accordo cambiario....qualora si tratti di novazione sarebbe libero da ogni obbligo....sbaglio?

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4 ore fa, simonemol dice:

a vostro avviso in un contratto di finanziamento ceduto dal creditore ad una società N.P.L. , la quale in sostituzione del vecchio piano di rimborso con rate mensili procede ad un'emissione di cambiali, per un periodo più lungo e magari con tassi d'interesse diversi, deve essere considerata novazione.

Il mio cliente è fidejussore nel rapporto originario e non è mai stato coinvolto nel secondo accordo cambiario....qualora si tratti di novazione sarebbe libero da ogni obbligo....sbaglio?

E' una novazione in quanto si estingue il precedente rapporto e si sostituisce con una nuova obbligazione. Quanto alla fideiussione: se è limitata alla sola obbligazione originaria, dovrebbe estinguersi automaticamente in sede di novazione; se è garantita anche l'obbligazione futura del debitore (a seconda dell'oggetto determinabile in atto) potrebbe, a mio avviso, rimanere in piedi la fideiussione. 

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On 4/6/2021 at 11:42, simonemol dice:

a vostro avviso in un contratto di finanziamento ceduto dal creditore ad una società N.P.L. , la quale in sostituzione del vecchio piano di rimborso con rate mensili procede ad un'emissione di cambiali, per un periodo più lungo e magari con tassi d'interesse diversi, deve essere considerata novazione.

Il mio cliente è fidejussore nel rapporto originario e non è mai stato coinvolto nel secondo accordo cambiario....qualora si tratti di novazione sarebbe libero da ogni obbligo....sbaglio?

La modificazione dei termini di pagamento e del saggio d'interessi sono modificazioni accessorie che di base non importano novazione. Il rapporto non viene snaturato al punto tale da perdere l'originaria identità. Per un verso, lo si rende solo più vantaggioso( ulteriori dilazioni); per altro verso, lo si rende solo economicamente più o meno oneroso, modificando il saggio d'interessi (U. La Porta, annovera proprio la modificazione del saggio degli interessi nelle modificazioni che non importano novazione), ma la prestazione tipica rimane immutata. Secondo la ricostruzione di autorevole dottrina, ciò non esclude che anche in queste ipotesi le parti possano volere la novazione, ma lo devono prevedere espressamente. Quindi, se nulla è detto, escluderei la novazione, con la conseguente permanenza delle garanzie.

Quanto alla costituzione del rapporto cambiario, avente ad oggetto il credito come sopra modificato, l'art. 66 della legge cambiaria dispone che : "Se dal rapporto che diede causa alla emissione o alla trasmissione della cambiale derivi un'azione, questa permane nonostante l'emissione o la trasmissione della cambiale salvo che si provi che vi fu novazione.".

Anche in tal caso, pertanto, va esclusa la novazione, salvo che le parti manifestino espressamente l'intento novativo. 

Esclusa la novazione, la costituzione del rapporto cartolare impone comunque di verificare come esso reagisca sulle garanzie del credito sottostante.

Galgano, richiamando le norme sulla cessione del credito e la speciale disciplina dettata dall'art. 1995 c.c. in tema di titoli di credito, opera un'interpretazione condivisibile e dice che , in punto di cessione del credito, l'art. 1263 c.c. estende gli effetti della cessione ai diritti accessori, ivi comprese le garanzie. Con riguardo alla materia dei titoli di credito, invece, i diritti accessori di cui al 1995 c.c. sono i diritti accessori al credito cambiario, quello risultante dal tenore letterale del titolo di credito. Per tanto, con il trasferimento dei titoli astratti, come le cambiali, si trasferiscono solo i diritti accessori inerenti al diritto cartolare, ossia al diritto risultante dal titolo di credito, come gli interessi che la cambiale menziona, non anche i diritti accessori al rapporto sottostante all'emissione. Per tale motivo se il diritto sottostante è assistito da garanzie e privilegi, questi non si trasmettono con il trasferimento del titolo. 

Con riguardo alla fideiussione la cosa è ben comprensibile se si pensa che la cambiale non è un mezzo di pagamento ma una promessa di pagamento. Quando per il prezzo di una vendita rilascio cambiali al mio creditore, io non lo pago né direttamente né per aliud, ma prometto solo di pagarlo in futuro. La cambiale, quindi, incorpora una promessa di futuro pagamento, un credito dilazionato, e siccome tra le parti opera il rapporto fondamentale, le parti dello stesso devono prima dilazionare i pagamenti nel contratto che genera il credito (es. la compravendita) e una volta dilazionati possono incorporarli come tali nelle cambiali. Altrimenti il creditore originario potrebbe decidere di non avvalersi delle cambiali emesse a scadenza e chiedere il pagamento immediato di tutto l'importo come previsto nel rapporto fondamentale, che, in assenza, di previa dilazione di pagamenti, non sorge ad esecuzione differita o periodica. 

Le cambiali, pertanto, essendo peculiari promesse di pagamento, provengono evidentemente da colui che promette e colui che promette è l'emittente/debitore principale non il fideiussore, che rimane estraneo al rapporto. 

Diversamente, tutti i successivi possessori potrebbero far valere le loro pretese anche nei confronti del fideiussore, beneficiando a suo sfavore dei caratteri dell'autonomia e dell'astrattezza tipici della cambiale, ma ciò comporterebbe inevitabilmente un mutamento sfavorevole della posizione del garante, inammissibile senza il concorso della sua volontà, perché il relativo rapporto di garanzia, con un accordo rispetto al quale il fideiussore è terzo (1372 c.c.), verrebbe privato dell'essenziale carattere di accessorietà che connota la fideiussione. 

In conclusione, secondo il mio sommesso avviso, l'operazione che sta per avvenire, di base, non produce novazione e non estingue le garanzie, ma il rapporto cartolare non può essere fatto valere nei confronti del fideiussore, soprattutto in sede di circolazione del titolo.

 



 

Modificato da Nicostrato
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