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TheDeparted

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  1. Provo a risponderti in attesa di utenti ben più preparati di me. Il mandato ad acquistare è un mandato collettivo: Tribunale di Monza, 13 ottobre 2015 link: http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/13707.pdf Il problema che tu poni però è diverso e riguarda l'obbligo del mandatario al trasferimento delle quote dell'immobile ad affare concluso. In questo caso trattasi di solidarietà attiva? A mio parere, senza una espressa previsione contrattuale, non possiamo parlare di obbligazione solidale, perchè altrimenti si dovrebbe ritenere che il trasferimento ad un solo mandante/concreditor
  2. Grazie infinite per la risposta!!! La scrittura potrebbe essere interpretata come un atto ricognitivo di "soluti retentio" in relazione ad un debito prescritto. C'è una pluralità di rapporti obbligatori tra i 2 soggetti coinvolti. Il debito prescritto venne spontaneamente pagato però non si voleva che ciò potesse comportare rinuncia alla prescrizione di tutti gli altri diritti connessi a quel debito (ad esempio pagare spontaneamente il debito limitatamente al capitale ma non agli interessi, che risultano quindi prescritti e non possono più essere richiesti), né che tale spontanea esec
  3. Buongiorno a tutti! In una scrittura privata in cui il debitore adempie spontaneamente ad un debito prescritto (ma la prescrizione presenta profili di incertezza perchè il debito ha una struttura complessa ed alcune prestazioni potrebbero non essere prescritte) ho trovato questa frase: Tizio paga spontaneamente il debito X "senza riconoscere diritti a Caio e senza rinunciare alla prescrizione di eventuali diritti di Caio." A vostro avviso è corretto l'utilizzo dell'aggettivo "eventuale" oppure il diritto prescritto deve essere ben identificato?
  4. Si, infatti pensavo che la prima compravendita fosse avvenuta molti anni fa (X e Y se non ho capito male adesso sono adulti ed hanno figli adulti) e quindi prima dell'introduzione delle leggi antiriciclaggio. L' età di X al tempo della compravendita è purtoppo preclusiva ad una soluzione del genere. Quindi una idea alternativa era: donazione indiretta al fratello e controdichiarazione di riconoscimento di debito da tenere "nel cassetto" nel caso di un eventuale richiesta di X o eredi di X. La scrittura privata fra di loro avrebbe determinato ex art. 1988 cod. civ., un'astrazione meramente
  5. JhonDM e Lupo Alberto avete perfettamente ragione, è molto complicato. La delegazione di pagamento attiva con causa liberale è una possibilità, ma credo che resterebbe il problema della donazione indiretta che in un futuro potrebbe coinvolgere i figli di X.
  6. Riepilogo per capire se ho compreso bene la complessa operazione tra le parti. -Donazione diretta del denaro dai nonni alla madre. -Donazione indiretta dell 'immobile dalla madre ai figli X ed Y. -Accordo tra la madre e la figlia X in virtù del quale anche Y è proprietario per metà dell'immobile. Le incognite: -il denaro passa direttamente dai nonni alla nipote, ed in questo caso si ha la donazione indiretta dell'immobile dai nonni alla nipote con conseguente coinvolgimento dello zio. -nell'atto di compravendita non viene posta nessuna condizione in favore di Y. Il problema
  7. Si, la sentenza è proprio quella. Grazie silviosantosubito della tua risposta perchè hai chiarito alcune mie perplessità in merito alle motivazioni dei giudici. In effetti la sentenza mi sembra molto confusionaria, a tratti addirittura più affine all'usucapione abbreviata che non alla prescrizione (a meno che un possesso uti dominus del fiduciario sul bene dell' inerte fiduciante non sia stato considerato implicitamente dai giudici un atto lesivo dei patti fiduciari e quindi utile a far decorrere i termini della prescrizione decennale, che in questo caso decorrerebbe appunto dalla data ini
  8. Grazie silviosantosubito delle risposte! In effetti c'è pochissima giurisprudenza in merito ed i dubbi sono moltissimi. Io ho trovato solo alcune sentenze significative (Cass. 14375/01, Cass. 17334/08, decima sezione civile del Tribunale di Roma sentenza 3648/11), che però si soffermano sulla data della decorrenza dei termini della prescrizione e non sui requisiti di forma del rifiuto ad adempiere del fiduciario. Ma credo che le tue considerazioni vadano nel verso giusto, e le condivido anch'io. Sui requisiti di forma praticamente non c'è quasi nulla, mentre sembra certo che il
  9. Grazie tantissimo silviosantosubito per la tua risposta, sei stato molto gentile ed esaustivo. Il negozio fiduciario è ancora un argomento dibattuto e la giurisprudenza spesso prende posizioni contraddittorie. Quindi, nella circostanza in cui il fiduciario autonomamente e in assenza di richiesta del fiduciante, dichiara di non voler adempiere e indirizza tale dichiarazione al fiduciante, tale dichiarazione può avere forma libera. Mentre la "diffida " del fiduciante è sempre vincolata alla forma scritta. In ogni caso, sia che la diffida del fiduciante rispetti l'onere della for
  10. Ciao ragazzi, ho un quesito da porvi in merito alla prescrizione nel negozio fiduciario: secondo la Giurisprudenza il diritto del fiduciante di ottenere la restituzione dei beni intestati al fiduciario si prescrive con il decorso del termine ordinano di dieci anni, che ha inizio, in difetto di una diversa previsione nel pactum fiduciae, dal giorno della violazione degli accordi (dal giorno in cui il fiduciario, avutane richiesta, abbia rifiutato il trasferimento del bene (Cass. Civ., sez. I, 14375/01); dal giorno della vendita a terzi del bene intestato fiduciariamanente (Cass. Civ., sez. I,
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