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Nicostrato

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  1. La modificazione dei termini di pagamento e del saggio d'interessi sono modificazioni accessorie che di base non importano novazione. Il rapporto non viene snaturato al punto tale da perdere l'originaria identità. Per un verso, lo si rende solo più vantaggioso( ulteriori dilazioni); per altro verso, lo si rende solo economicamente più o meno oneroso, modificando il saggio d'interessi (U. La Porta, annovera proprio la modificazione del saggio degli interessi nelle modificazioni che non importano novazione), ma la prestazione tipica rimane immutata. Secondo la ricostruzione di autorevole dottrin
  2. Certo, giustamente! Calcola che se il giudice ha già autorizzato l'atto, si tratta solo di decidere se possa compierlo un altro in nome e per conto del minore. Il problema cui ti riferisci tu riguarda il caso in cui il rappresentate legale non abbia chiesto l'autorizzazione all'atto ma solo l'autorizzazione per la procura a compiere il negozio. In questo caso si ritiene necessaria una doppia autorizzazione. Se, invece, il rappresentante legale è già stato autorizzato all'atto, credo che sia sufficiente una sola autorizzazione affinché il procuratore speciale possa compiere l'atto già autoriz
  3. Sì, perché si tratta di procura speciale, avente quindi ad oggetto singoli e specifici atti. Non si tratta dunque di delegare a terzi la generica funzione gestoria che compete inderogabilmente al rappresentante legale. Solo che occorrerà chiedere un'altra autorizzazione perché si tratta sempre di un atto ulteriore che viene compiuto in nome e per conto dell'incapace e il giudice deve esercitare la sua funzione di vigilanza sulla specifica sostituzione gestoria che il rappresentante legale intende compiere: il giudice ha autorizzato il rappresentante legale e non un estraneo. Ne consegue che se
  4. E si assume eventuale responsabilità, come già scritto sopra. Ma questo non incide minimamente sulla validità dell’atto. Il ruolo primario lo gioca l’interprete, che avete scelto voi. In questo caso è scelto dalle parti, come dispone la legge notarile.
  5. Tieni conto, poi, che i beni sono oggetto della quota e non concorrono alla loro determinazione, salvo i casi della instituito ex certa re e della divisione del testatore senza predeterminazione quote, per chi ritiene che siano fattispecie diverse. La regola è che si fissano le quote e poi in base ad esse si procede alla distribuzione della massa in sede di divisione.
  6. Come giustamente ti ha già scritto Jhon, la rinuncia in vita a diritti ha a che fare con l’aspetto oggettivo della successione, ossia la massa ereditaria che residua alla morte. Siamo fuori dal tema del post, che attiene all’aspetto soggettivo del fenomeno ereditario, ossia ai criteri di devoluzione dell’eredità e all’individuazione dei chiamati, che, nel tuo caso, ti ha correttamente indicato Jhon. Se io in vita rinuncio a qualcosa, vuol dire che alla morte quel qualcosa non sarà più presente nel mio patrimonio e non potrà costituire oggetto di successione. La successione mortis causa h
  7. Di nulla, figurati. Stai tranquillo!
  8. Gli effetti rimangono: tu hai efficacemente venduto e lui ha efficacemente acquistato; solo che quell'atto non sarebbe coperto da pubblica fede e verrebbe convertito in scrittura privata, con l'efficacia probatoria propria di quest'ultima (art. 2701). In sostanza, significa che l'acquirente, in teoria, potrebbe disconoscere la sua firma e dire che non ha sottoscritto nulla oppure potrebbe contestare la veridicità di parte del contenuto dell'atto; ma questo è evidentemente impossibile e fallimentare per la controparte, anche perché ha adempiuto i suoi obblighi contrattuali. Per altro, l'acquir
  9. Intendi dire che prima rinuncia al credito verso la banca e dopo rinuncia all'eredita?
  10. Di nulla, figurati. Tuttavia, vedo che la tua preoccupazione incalza e ti esorto nuovamente a stare tranquillo. Come già scritto sopra, è orientamento pacifico che originale e traduzione sono parti dell'atto nella sua unitarietà. Atto significa documento notarile e del documento nella sua unitarietà c'è la parte scritta in italiano e la traduzione in lingua straniera, che insieme lo compongono. Il notaio Santarcangelo, che è uno dei massimi studiosi in tema di forma e formalità negli atti notarili, scrive espressamente che la traduzione non è un allegato e che è pacifico che ad essa
  11. Qui, a mio sommesso avviso, non è questione di conformità dell'originale alla traduzione e viceversa. È questione di un'attività -quella della lettura- che deve essere compiuta; e quando ci sono i testimoni, questi sono garanti del fatto che la lettura è stata fatta. È questo il motivo per cui se non sono presenti l'atto è nullo. Che garanzia danno se abbandonano il tavolo della stipula?! Come fanno a dire che la lettura è stata data se se ne vanno?
  12. Stai tranquillo che non succederà nulla, di fatto risulta tutto in regola, anche se la formula non la ritengo molto chiara nella parte relativa alla lettura dell'interprete, perché non viene specificato che la lettura del l'interprete è data alle parti in presenza dei testimoni e del notaio; ma va bè, dal testo si potrebbe pure sostenere diversamente. Il problema non è l'omessa menzione, che non è sanzionata con la nullità. Se si omette la menzione delle varie letture, l'atto non è nullo, c'è solo una sanzione disciplinare. Il problema della nullità è se effettivamente, realmente, l'interpre
  13. Proprio ora ho trovato un appunto che mi ero fatto in tema di beneficio d'inventario a vantaggio del legittimario pretermesso vittorioso in riduzione. Fermo restando quello ci siamo detti, Luigi Mengoni precisa che, passata in giudicato la sentenza, il legittimario può comunque accettare con beneficio d'inventario. Tuttavia, puntualizza che non si tratta di un atto di accettazione in senso tecnico, bensì di una mera dichiarazione che gli consente di avvalersi degli effetti del beneficio d'inventario, utile soprattuto quando si vuole evitare che le donazioni eventualmente ridotte, tecnica
  14. La risposta la hai nell'inciso contenuto nel primo periodo dell'art. 522 c.c., che ti dice cosa succede nelle successioni legittime quando un chiamato rinuncia all'eredità, "salvo..."
  15. A) Per quanto riguarda la rinuncia al legato, l'opinione assolutamente più autorevole e prevalente (Natoli, Giovanni Gabrielli, Gazzoni, Zaccaria-Troiano, Petrelli) ritiene che la rinuncia al legato non vada trascritta ex art. 2643 n.5, ma vada annotata in margine alla trascrizione dell'acquisto del legato ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2655 c.c.. Gabrielli esordisce proprio dicendo che è pacifico che la rinuncia non vada trascritta ex art. 2643 per gli effetti di cui all'art. 2644. L'acquisto del legato è automatico e precario, perché avviene indipendentemente dalla volontà del l
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