Vai al contenuto

Lupo Albe

Utente Registrato
  • Numero contenuti

    146
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    8

Tutti i contenuti di Lupo Albe

  1. Perdonami, ho scritto prelazione ma in realtà intendevo opzione ( ho corretto il post). E' una tesi che mi è nuova, chi la sostiene? un saluto
  2. L'unica soluzione, secondo me, è ricorrere ad un legato di contratto a carico degli eredi per mezzo del quale gli stessi sono obbligati a concludere un patto di opzione col proprietario della casa deviandone gli effetti ex art. 1411 c.c. a favore del legatario: le condizioni del patto (compreso il prezzo) saranno di conseguenza stabilite di comune accordo tra le parti del contratto. Non sono d'accordo, non puoi imporre oneri ad un soggetto terzo non beneficiario del testamento. Se Tizio fa testamento con il quale ti obbliga (non sei nè erede nè legataria) a vendere a me (legatario) la
  3. Poiché sia art. 167 c.c (che disciplina il fondo patrimoniale) sia l'art. 2645 ter c.c. (che disciplina il vincolo di destinazione) fanno entrambi riferimento a "beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri", le conclusioni per l'uno dovrebbero valere anche per l'altro. Ciò premesso, secondo me: * le quote di società di persone non sono conferibili a causa dell'"intuitus personae" che caratterizza tale tipo sociale; * per le azioni di SPA è discusso se rientrino tra i
  4. C'è un articolo sulla vendita di bene pignorato scritto dal Notaio Guido Brotto fatto molto bene, lo trovi senza problemi su google... Ciao
  5. Non ho il testo della sentenza a cui fai riferimento ma la tesi secondo cui le clausole di decadenza, (ricondotte comunque alla fattispecie della condizione risolutiva) non perderebbero la loro autonomia concettuale, richiedendo in ogni caso apposita azione giudiziale attraverso la quale far valere in giudizio l'inosservanza del comportamento imposto, è veramente iper minoritaria. Quindi ti consiglio di non starci a perdere troppo tempo, considerale sempre come condizioni risolutive, con tutte le conseguenze che ne derivano. Ciao
  6. 1) Procura Consolare: "...... il quale dichiara di agire e intervenire al presente atto in forza di procura speciale rilasciata dal Console d'Italia in.... in data.... repertorio n... che in originale si allega al presente atto sotto la lettera..." 2) Procura legalizzata: "......il quale dichiara di agire e intervenire al presente atto in forza di procura rilasciata da... in data.... debitamente legalizzata da.... in data.... la quale, unitamente alla traduzione asseverata con giuramento innanzi a me Notaio in data odierna con n... di Repertorio immediatamente precedente a questo, si alle
  7. Un po' complicata come soluzione... i casi sono o che la sorella ufficialmente trasferisce la metà dell'immobile al fratello e poi insieme vendono (ma c'è il problema della tassazione) oppure seconda soluzione (un po' da praticoni) potrebbe essere la seguente: la sorella fa un testamento olografo lasciando la metà dell'immobile al fratello, una volta avvenuta la vendita e corrisposto la metà del ricavato al fratello il testamento viene strappato. Altre alternative onestamente non ne vedo. Ciao
  8. Sì ma solo informalmente, per i loro accordi...non puoi dividere ora il ricavato di un bene di proprietà esclusiva della sorella che a breve verrà dalla stessa venduto.
  9. Nell'atto di divisione, secondo me, puoi fare ben poco perché l'immobile è solo della sorella e non fa parte della massa comune da dividere... cosa intendi con "pare che la sorella voglia dividere"?
  10. Mi sembra una situazione molto difficile da risolvere... c'è anche il rischio che poi la sorella venda senza dare niente al fratello il quale, tra le altre cose, credo voglia soprattutto essere tutelato ricevendo quanto gli spetta in base ai pregressi accordi...o no?
  11. Se è solo per la tecnica redazionale, il Lovato-Avanzini va più che bene.... Se vuoi approfondire le operazioni straordinarie allora i libri della Collana "Notariato e nuovo diritto Societario" diretta da Laurini della Ipsoa sono il top. Ciao
  12. Direi di sì, attraverso un'azione negatoria ex art. 949 c.c. per la quale si ammette la legittimazione attiva non soltanto al proprietario ma in generale in capo a chiunque sia titolare di un diritto reale di godimento sul bene. Ciao
  13. E' discusso... Secondo una prima tesi (Talamanca, Bonilini) sulla base del terzo comma dell’art. 700 c.c. la nomina dell’esecutore testamentario non presenterebbe il carattere personale proprio delle disposizioni testamentarie a carattere patrimoniale per le quali, salvo eccezioni (es. art. 631 c.c.) non è ammesso che la volontà del testatore sia integrata dalla volontà di un terzo; di conseguenza sarebbe possibile che la nomina dell’esecutore testamentario sia rimessa alla volontà di un terzo, anche al là dell'ipotesi prevista dal Legislatore (ossia della mera sostituzione). Secondo un
  14. La massima di Milano 122 chiarisce bene il punto quando afferma che “la circostanza che l'ordinamento ritenga fisiologica la situazione di perdite inferiori al terzo del capitale è chiaramente desumibile sia dalla mancanza di alcuna conseguenza da essa derivante - di guisa che la società può permanere in tale situazione sino al termine della sua esistenza, senza che si renda applicabile alcuna "contromisura" del diritto societario, salva la non distribuibilità di eventuali utili di esercizio sino a concorrenza delle perdite - sia dalla insussistenza di alcun obbligo di "monitoraggio" e informa
  15. Nell’ ipotesi di perdita di oltre un terzo del capitale a seguito della quale lo stesso si riduce al di sotto del minimo legale (es. Spa con capitale 50.000 Euro, perdita di Euro 20.000, e che vuole trasformarsi in Srl) sono d’accordo con te sulla non necessità della riduzione del capitale per perdite perché anche se la spa non facesse niente avremmo una Srl con capitale 50.000 e perdite 20.000 (in pratica si passa da una ipotesi di riduzione obbligatoria ad una ipotesi di riduzione non obbligatoria ex art. 2482 bis e la Società male che vada approfitta dell’anno di grazia). Ovviamente è
  16. Il principio secondo cui è possibile omettere la copertura delle perdite vale SOLO in caso di trasformazione di Società di capitali in Società di persone (in tal senso anche Firenze massima 6/2008). Se una Spa in situazione di 2447 c.c. vuole trasformarsi in Srl la riduzione del capitale per perdite rimane un passaggio obbligato prima dell'operazione. Ciao
  17. "Erodere" sta per erede? Se sì (da quel che ricordo) parte della dottrina propende per la tesi negativa perchè in tal modo, di fatto, si fa dipendere l'istituzione ereditaria dalla volontà di un terzo (ossia il figlio del testatore nel caso di specie). Sicuramente nel tuo caso non è ammissibile l'apposizione di un termine (art. 637 c.c.). Ciao
  18. Chi riceve il pagamento, ossia il delegatario. Ciao
  19. Ciao. Partendo dal presupposto che la situazione mi sembra abbastanza incasinata, l'unica cosa che si possa fare credo sia un atto di precisazione nel quale far intervenire tutti (ente ecclesiastico, tizio in proprio, l'amministratore della Srl e coniuge) dove spieghi un po' la storia, concludendo che dal momento della iscrizione della Srl nel registro imprese il contratto di affitto di azienda deve intendersi modificato di fatto, intendendosi intercorso tra l'ente e la Srl. Ovviamente non ho idea se basta a regolarizzare il tutto, nè poi se la Camera di
  20. Ciao, secondo me un minimo di preparazione ci vuole: tra l'altro il corso è già iniziato quindi dovresti anche recuperarti le lezioni precedenti. Io ti consiglio di studiarti bene il Capozzi e iscriverti a settembre! In ogni caso puoi scrivere alla segreteria, chiedere qualche lezione di prova e valutare...
  21. Ciao a tutti, rispolvero questo vecchio post chiedendo gentilmente a chi ne sia in possesso qualche verbale di bocciatura relativo al concorso "di Ferro" (pur avendo aderito all'iniziativa mi sono completamente dimenticato di parteciparvi 😞). Grazie mille in anticipo a chiunque possa/voglia aiutarmi!
  22. Se ho capito bene la domanda, nel titolo di provenienza non è stata citata la licenza del 70. Io prima della vendita procederei con una conferma di atto nullo. Ciao
  23. Ciao, non sono convinto che si tratti di assegnazione in conto futura divisione, ove l'attribuzione non è fatta a tacitazione della quota astratta di comproprietà ed il comunista assegnatario mantiene la comproprietà sui restanti beni oggetto di comunione sino a quando avrà luogo la divisione totale (visto che qui non risultano altri beni da dividere). L'operazione, a mio giudizio, può essere essere ricompresa nella fattispecie di cui all' art. 764 c.c. (cd. "atti diversi"), che pur non realizzando gli effetti tipici della divisione (tramite l'apporzionamento dei comunisti), comportano ugualme
  24. Secondo me no, prima devi agire in revocatoria. Ciao
  25. Ciao, secondo me non si tratta di divisione. Semplicemente nell'esempio che hai fatto 2 condividenti cedono (a titolo oneroso o gratuito) all'altro le loro rispettive quote...
×
×
  • Crea Nuovo...