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Lupo Albe

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  1. La delibera assembleare è necessaria quando è prevista dalla legge. Ad esempio: - dal comma 2 dell'art. 2361 c.c. in materia di assunzione di partecipazioni in altre imprese comportante responsabilità illimitata; - dal comma 2 dell'art. 2357 c.c. in materia di acquisto di azioni proprie; Un caso (discusso) riguarda l'amministratore unico in conflitto di interessi, nel qual caso, ad avviso di parte della dottrina, sarebbe necessaria da parte dell'assemblea l'autorizzazione a contrarre con sè stesso ex art. 1395 c.c. Ciao
  2. Nell’aumento in parte accantonato le tecniche attraverso le quali procedere all’operazione sono due. La prima (classica, che a Roma farebbero tutti) consiste nell’aumentare subito il capitale sociale a titolo gratuito utilizzando parte della riserva disponibile e accantonare la restante porzione della riserva a favore degli obbligazionisti allorquando gli stessi convertiranno. Le azioni a favore dei soci verrebbero emesse immediatamente e contestualmente alla delibera di aumento mentre le azioni a favore degli obbligazionisti convertibili potranno essere emesse solo nel momento in cui g
  3. Lupo Albe

    Poc

    In linea molto generale gli elementi a cui fare riferimento sono quelli, ovviamente in base all'operazione sarà necessario indicarne altri (es. modifica del rapporto di cambio e aumento del capitale a servizio nell'ipotesi di aumento gratuito). Ciao
  4. Lupo Albe

    Poc

    Intendi nella delibera di emissione di un Poc?
  5. Si, sono d'accordo. Secondo me il Notaio deve verbalizzare, salvo avvertire i soci della illiceità prima che la delibera sia messa ai voti. Se la delibera è adottata, il Notaio si rifiuterà di iscriverla presso il Registro Imprese. In caso di proposte del presidente non approvate dalla maggioranza dei soci occorre: * indicare tale proposta tra i punti all’ordine del giorno; * dare atto che il presidente ha esposto nella sua assertiva le motivazioni che ne avrebbero reso opportuna o necessaria l’adozione; * menzionare il voto dei favorevoli, dei contrari e degli as
  6. Lupo Albe

    Chiusa

    si, fanne sempre menzione! ciao
  7. Sì, c'è giurisprudenza di merito secondo cui la dichiarazione di riconciliazione ex art. 157 c.c. può essere resa in un atto notarile nelle forme dell'art. 162 c.c. Ciao
  8. Sì, il principio è che l’interposizione di persona che si verifica nelle ipotesi di fiducia testamentaria non può essere utilizzata per conseguire scopi contra legem: quando il testatore utilizza la disposizione fiduciaria intende (attraverso la collaborazione del fiduciario) beneficiare persone che non ha intenzione di palesare quali propri diretti beneficiati ma ciò non può comportare come risultato finale una deroga rispetto ai limiti posti dal diritto successorio e in particolare dalle norme relative all'incapacità a succedere. Il 3° comma dell’art. 627 c.c. serve proprio a questo,
  9. Secondo me no, a meno che la donazione non sia stata fatta con dispensa dall'imputazione, in modo tale da far grave l'attribuzione sulla disponibile, consentendo così al legittimario pretermesso di agire in riduzione e chiedere la legittima, trattenendo la donazione ricevuta. Ad ogni modo la dottrina moderna (Magliulo in primis) è ormai orientata a considerare la legittima come "attribuzione patrimoniale policausale", suscettibile di essere composta da una pluralità di negozi liberali (aventi struttura causale diversa) ma in ogni caso tutti caratterizzati dalla funzione di comporre e/o in
  10. Quesito Civilistico n. 594-2014/C SUL LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA DI BENI ALTRUI: RAGIONI DI AMMISSIBILITÀ DI UNA CONTROVERSA FATTISPECIE Si chiede di conoscere se il legato in conto di legittima possa avere ad oggetto beni non ereditari. *** Rispetto al quesito prospettato bisogna segnalare la presenza in letteratura di due distinti orientamenti. Secondo un primo indirizzo specie giurisprudenziale (1), sostenuto però anche da taluna dottrina (2), la intangibilità qualitativa della legittima non ha altro significato che quello di rendere ne
  11. UFFICIO STUDI Quesito n. 170-2012/I SCISSIONE CON ASSEGNAZIONE ALLA BENEFICIARIA DI ELEMENTI PATRIMONIALI DI VALORE SUPERIORE AL PATRIMONIO NETTO DELLA SCINDENDA Si chiede se sia ammissibile una scissione in cui gli elementi patrimoniali da assegnare alla beneficiaria sono di valore superiore al patrimonio netto della scindenda. Si chiede, pertanto, se sia possibile effettuare un’operazione di scissione che preveda a seguito dell’attribuzione alla beneficiaria che il patrimonio della scindenda diventi negativo. ***
  12. Personalmente mi trovo d'accordo con te...sul punto ti allego una recente risposta a quesito del CNN. Ciao Quesito Civilistico n. 162-2018/C. La conversione della sostituzione fedecommissaria in sostituzione volgare. Risposta del 23 luglio 2018 Si pone un quesito in tema di sostituzione fedecommissaria, prospettando un testamento olografo contenente la seguente clausola: Lascio esclusivamente i miei averi mobili e immobili a mio marito Caio ed alla sua morte passeranno a mia figlia Tizietta. All’apertura della successione, il marito Caio risulta premorto mentre la fig
  13. Onestamente faccio fatica a comprendere questa continua saccenza (talvolta unità a sarcasmo) nei tuoi interventi....a lungo andare (senza offesa) risulta alquanto fastidiosa. ciao
  14. Scusami, ho letto la domanda velocemente (e male) 😞 Provando un po' a ragionarci su, mi sentirei di risponderti che in entrambe le ipotesi che hai descritto (legittimario leso che non accetta l'eredità e legittimario pretermesso che rinuncia all'azione di riduzione) l'azione surrogatoria non può essere esercitata dai creditori del de cuius, difettandone i presupposti. In primo luogo la qualità di creditore del soggetto agente, che come dicevi anche tu è creditore del de cuius e non del legittimario leso/pretermesso. In secondo luogo manca l'interesse specifico ed attuale del cr
  15. Nel caso in cui il legittimario pretermesso sia rimasto inerte la Cassazione recentemente (sentenza 16623/2019) ha stabilito che i creditori possano surrogarsi allo stesso, esercitando l'azione di riduzione a lui spettante. Nel caso di rinuncia all'azione di riduzione sembra prevalere la tesi secondo cui il creditore del rinunciante non può impugnare la rinuncia (ma in senso contrario recentemente si è espressa la Corte di Appello Napoli sentenza 118 de 12 gennaio 2018). Nel caso in cui il legittimario leso non accetti l'eredità occorre distinguere: se rinuncia, i creditori possono f
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