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ste295

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  1. Si, i nudi proprietari hanno dato all'usufruttuario qualche contributo per piccole opere di manutenzione, però mi chiedo se ciò sia sufficiente all'accettazione tacita della quota di eredità del nudo proprietario premorto, considerato che i contributi che un nudo proprietario (e chiamato all'eredità di altro nudo proprietario) dà liberamente all'usufruttuario non sono dovuti, quindi non mi sembra che si tratti del compimento di un atto "che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede" (come invece richiede l'art. 476 c.c. per l'accettazione dell'eredità). Peraltro, chi ha
  2. Grazie per la risposta. Il fratello è morto da oltre 10 anni, quindi il gli altri fratelli comproprietari non possono più accettarne l'eredità, né si è verificata un'accettazione tacita in quanto essi non avevano il possesso dei beni ereditari, neppure dell'immobile di cui si discute, che è da sempre nel possesso di un terzo soggetto usufruttuario, solo da pochi giorni deceduto, così che l'attuale immissione nel possesso dell'immobile dei nudi proprietari, neo-divenuti pieni proprietari, è avvenuto oltre 10 anni dopo la morte del loro fratello. Forse una soluzione potrebbe essere qu
  3. Salve, comproprietari di un immobile sono 5 fratelli. Uno di loro è deceduto, i suoi discendenti hanno rinunciato all'eredità e questa non può essere accettata nemmeno dai fratelli comproprietari, risalendo la morte ad oltre 10 anni fa. Come possono gli altri 4 fratelli viventi vendere l'intero immobile, se non possono disporre della quota di 1/5 del fratello deceduto senza eredi?
  4. Salve, sapete indicarmi quale procedura seguire per trasferire ad un familiare le azioni (nella specie di una delle note banche italiane in liquidazione coatta amministrativa)? E' necessario il notaio? In alternativa come fare?
  5. Salve, il liquidatore e socio di maggioranza di una SRL in liquidazione è deceduto (da oltre 10 anni...), ma i suoi eredi legittimi - pur avendo tacitamente accettato l'eredità - non hanno interesse a subentrare nella compagine sociale e quindi non hanno mai provveduto alle formalità richieste dall'art. 2470 c.c., per rendere efficace il subentro mortis causa nei confronti della società. L'unico altro socio, con una quota di minoranza del 25%, può nominare da solo il nuovo liquidatore? Se sì, come deve procedere? Deve convocare l'assemblea, inviando la convocazione anche agli eredi
  6. Salve, due domande facili facili: 1) Vi è qualche impedimento all'apposizione di un termine iniziale nell'atto costitutivo di una associazione professionale (ad esempio stabilendo che l'associazione è costituita con effetto dal 1/1/2017)? 2) Vale lo stesso se l'apposizione del termine iniziale è relativa alla sola partecipazione di uno degli associati? Così che fino a quella data l'associazione sarà tra A e B, ed a partire da quella data tra A, B e C ?
  7. Ciao grazie della risposta. Il costruttore del fabbricato nel regolamento di condominio contrattuale, trascritto e richiamato nei singoli rogiti, esclude l'autorimessa dalle parti comuni dell'edificio, che quindi non è bene in condominio secondo le quote millesimali, ma in comunione ordinaria secondo le quote acquistate da alcuni (non da tutti) i condomini. A questo punto, tornando alla domanda, che conseguenze ha l'alienazione delle quote nella formula "quota di circa ... metri quadrati"? E se la superficie totale dell'autorimessa è inferiore alle quote alienate, chi ha trascritto dopo h
  8. Buongiorno a tutti, il proprietario di un edificio lo divide in appartamenti e con atto notarile adotta un regolamento di condominio (ovviamente trascritto) nel quale il locale autorimessa non viene incluso tra le parti comuni dell'edificio. Poi aliena i singoli appartamenti e, in ciascuno di tali rogiti trascritti nel corso del tempo, aliena anche "quota di circa metri quadrati 7" dell'autorimessa. L'autorimessa viene accatastata nel 1975 come "unità afferente" e oggi censita nel Catasto Fabbricati come "BENE COMUNE NON CENSIBILE". Immagino che la clausola con cui si aliena un
  9. Se in una proposta di acquisto tramite agenzia, accettata dal venditore, l'immobile era descritto secondo la consistenza catastale (divergente in parte dallo stato di fatto, a causa di un ripostiglio che di fatto è un bagno), affinché possa procedersi al rogito, dato che nel caso specifico non è possibile sanatoria (e quindi l'immobile è incommerciabile), se il venditore demolisce spontaneamente l'abuso edilizio può procedersi al rogito o il compratore può legittimamente rifiutarsi?
  10. Le dichiarazioni ai sensi dell'art. 47 del DPR 445/2000 (spesso contenute in atti notarili) possono essere rese dalla parte che interviene all'atto tramite procuratore? Anche quando la procura speciale è espressamente estesa alla facoltà di rendere dichiarazioni ai sensi del DPR 445/2000, ho i miei dubbi dato che tali dichiarazioni sono soggette a responsabilità penale e la responsabilità penale non può che essere personale. Ci sono sentenze o studi CNN in merito?
  11. Il notaio può rilasciare copia conforme all'originale di un assegno circolare esibitogli? Quanto costa il rilascio di questa copia? Nella certificazione di conformità si deve (o quanto meno si può, se richiesto) dare menzione di chi esibisce l'originale?
  12. Ovviamente, l'acquirente non vuole pagare per un immobile occupato lo stesso prezzo che aveva pattuito per un immobile libero al rogito. Inoltre, se il figlio non se ne va spontaneamente, occorre un procedimento giudiziario per il rilascio che ha delle spese di cui, ovviamente, l'acquirente non vuole farsi carico. Infine, un conto è che l'immobile si libererà dopo un mese, un conto che si libererà dopo un anno: l'acquirente ne riceve un danno diverso, per questo pretende di pattuire una somma mensile (pari ad esempio al valore di un'ipotetica locazione) che il venditore sia tenuto a versargli
  13. Da contratto preliminare l'immobile promesso in vendita doveva essere libero al rogito, ma purtroppo risulta essere occupato dal figlio del promittente venditore, che questi non è riuscito a far sloggiare prima della data del rogito. A questo punto il promissario acquirente sarebbe disposto ad acquistare soltanto dando atto nel rogito che l'immobile è occupato e pattuendo un prezzo più basso nonchè che il venditore si obblighi al pagamento sia delle spese del rilascio coattivo dell'immobile e si obblighi a versare, dal rogito e fino al rilascio, una determinata somma mensile (a titolo risarcit
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