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9 risposte a questa discussione

#1 condottiero77

condottiero77

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Pubblicato 06 ottobre 2005 alle ore 16:06

c'e' qualche anima pia tra i qui presenti che vuole pubblicare sui forum di romolo romani qualche traccia mortis causa data dal grande genghini negli anni addietro?
il Signore lo aiutera' e lui notaio diventera'

#2 Antonio Saltino

Antonio Saltino

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Pubblicato 06 ottobre 2005 alle ore 18:44

non ho casi mortis causa del corso di genghini, ma se vuoi ho quelli dell'ultimo corso della scuola di roma

#3 condottiero77

condottiero77

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Pubblicato 06 ottobre 2005 alle ore 20:25

ti ringrazio tonio, saranno ben accetti...se ti serve qualcosa fammelo sapere tramite un messaggio privato: cerchero' di ricambiare,laddove possibile

#4 Antonio Saltino

Antonio Saltino

    Tonio

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Pubblicato 07 ottobre 2005 alle ore 07:47

Tizio, che può leggere ma non è in grado di sottoscrivere, chiede al notaio Romolo Romani di compilare la sua schede testamentaria e di riceverla in deposito quale testamento segreto.
Tizio intende disporre nel modo seguente:
• lasciare alla moglie Tizia, alla quale ha donato un appartamento in Roma con dispensa dalla collazione, un lotto di terreno edificabile in Pescasseroli, obbligandola però alla collazione del bene donato;
• revocare la dispensa dalla collazione delle assegnazioni fatte alla figlia Caia a causa di matrimonio, dispensa concessa con scrittura privata sottoscritta da entrambi;
• revocare la dispensa dalla imputazione contenuta in una donazione fatta al figlio Sempronio.
Il notaio Romolo Romani provveda a conformare la volontà del testatore, nel presupposto che questi vi acconsenta, alle inderogabili disposizioni di legge. In parte teorica si tratti della collazione e della imputazione ex sé, e si giustifichino le soluzioni adottate.




Divertiti...!

#5 condottiero77

condottiero77

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Pubblicato 07 ottobre 2005 alle ore 14:26

grazie mille, tonio...per qualsiasi cosa fammi sapere
te che scuola frequenti tonio?

#6 diegus

diegus

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Pubblicato 09 ottobre 2005 alle ore 18:28

Per caso puoi dare, anche molto in sintesi, le soluzioni che hanno dato alla scuola?
Grazie

#7 Antonio Saltino

Antonio Saltino

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Pubblicato 10 ottobre 2005 alle ore 08:03

Per caso puoi dare, anche molto in sintesi, le soluzioni che hanno dato alla scuola?
Grazie

Il problema verte sulla ammissibilità o meno della revoca della dispensa da collazione e da imputazione ex se. se non ricordo male i notai che l'hanno corretta (tra cui M. Di Fabio) erano x la soluzione ngativa. io personalmente ero x l'affermativa, basandomi soprattutto sulle argomentazioni capozziane.

#8 freccia

freccia
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Pubblicato 10 ottobre 2005 alle ore 10:44

Ecco alcune tracce dello scorso anno della scuola del notaio Genghini:

Atto mortis causa
Tizio, cittadino italiano stabilmente residente in Londra, vedovo, senza ascendenti e discendenti ma nei confronti del quale è in corso un procedimento giudiziale teso al riconoscimento di una sua paternità naturale, si reca nello studio del notaio Romolo Romani intendendo istituire unico erede il nipote ex fratre Caio.
Intende, altresì, legare a Sempronio, onerandone l'erede, un contratto con cui l'erede si impegna ad
assistere e mantenere in caso di necessità lo stesso Sempronio per tutta la durata della vita di quest’ultimo, dietro rinunzia, da parte di Sempronio, ai diritti di usufrutto in ragione di un trentesimo che Sempronio vanta su un appartamento sito in Roma via del Corso per il resto di proprietà di Tizio e quindi facente parte del compendio ereditario.
Al fine di assicurare il soddisfacimento di Sempronio, Tizio intende predisporre nel testamento degli strumenti di tutela che rendano meno insicura l'esecuzione del legato e la successiva prestazione, attraverso la predisposizione, se consentita, di un obbligo 0per l'erede onerato di costituire garanzie reali a favore del legatario ovvero disponendo che in caso d'inadempimento l'appartamento sopra citato posto in Roma, via del Corso, sia automaticamente devoluto a Sempronio.
Inoltre Tizio intende disporre a favore di Cornelia, sua convivente more uxorio, della proprietà dell'appartamento in Formia, già intestato a Cornelia a titolo fiduciario, ove hanno a lungo convissuto in piena armonia ed alla cura del quale Cornelia si è dedicata con intenso impegno.
Intende ancora provvedere alla costituzione di una fideiussione a favore di Gracco, acquirente a titolo oneroso da Cornelia di un grande fabbricato industriale, precedentemente donato da Tizio a Cornelia, onde garantire Gracco dall' evizione in relazione al citato acquisto a titolo oneroso.
Tizio intende altresì disporre delle propria quota di partecipazione alla "Alfa s.r.l." costituita in Italia con sede in Roma di cui è socio maggioritario e dei locali ad uso uffici di rappresentanza posti in Londra e locati alla stessa "Alfa s.r.l.", a favore del proprio zio Mevio, imprenditore di grande esperienza e capacità, ora settantenne, affinchè amministri tali beni nell' interesse del ventenne Tizietto, cittadino inglese ivi residente, destinando a quest'ultimo i frutti dei citati beni e, al raggiungimento da parte di Tizietto del trentesimo anno di età, provveda a ritrasferire i citati beni a Tizietto stesso.
E' comunque desiderio di Tizio che, in caso di morte di Mevio prima del raggiungimento da parte di
Tizietto del trentesimo anno, i beni citati si trasferiscano immediatamente a Tizietto.
Il candidato, assunto il nome di Romolo Romani, notaio in Roma, riceva il testamento conformandolo alla legge ed alla volontà dell' interessato e in parte teorica motivi le soluzioni adottate trattando particolarmente: del legato atipico e più specificamente del legato di contratto, della cosiddetta fiducia statica, dei limiti di ammissibilità della sostituzione fedecommissaria e dei possibili strumenti negoziali di tutela degli aventi causa dal donatario.


Tizio vuole istituire erede universale lo stato italiano. Vuole legare, con facoltà di chiedere il supplemento, ai suoi due figli legittimi, Primo e Secondo in quote uguali, la casa sita in Roma, e vuole legare al figlio naturale Terzo, che intende riconoscere con il testamento, la casa di Napoli con dispensa dall’imputazione e con l’espressa facoltà di poter commutare in denaro il legato in favore degli altri due figli. Tizio vuole assolutamente evitare che Primo e secondo possano divenire eredi.
Alla moglie Caia, vuole lasciare solo il cane di famiglia, con l’onere di curarlo e assisterlo e alla condizione che la nazionale italiana di pallavolo vinca il prossimo campionato del mondo. Se possibile, vorrebbe fare in modo che alla moglie non siano attribuiti i diritti di cui all’art. 540 c.c. .
Vuole legare, al termine iniziale di sei mesi, la casa di Ischia all’estraneo Sempronio, affinché, fiduciariamente provveda a trasferire la proprietà, senza alcun corrispettivo, al primogenito di Terzo, una volta che sia divenuto maggiorenne.
Vuole costituire in fondo patrimoniale la casa di Milano che Secondo ha comprato in regime di comunione legale dei beni. Nel costituire il fondo patrimoniale vuole attribuire la proprietà esclusiva alla moglie. Tale disposizione è fortemente voluta dal testatore che intende accettare i suggerimenti del notaio per realizzare quanto esposto.
Vuole legare la somma di 10.000 euro al suo amico Mario di cui non ricorda il cognome.
Vuole disporre un legato, in favore di Caio, senza precisare l’oggetto, per remunerarlo dei servizi da lui prestati in vita.
Tizio vuole destinare la somma di 2.000.000 di euro che presumibilmente non possiederà il giorno dell’apertura della successione, per costituire una fondazione per le ricerche giuridiche e per la tutela dei praticanti notai.
Il testatore intende confessare in testamento che nella causa civile intentata contro il suo datore di lavoro, in realtà, non aveva mai svolto le ore di straordinario per le quali aveva agito in giudizio.
Tizio vuole che prima di essere seppellito, sia trasportato da una carrozza con sei cavalli che dovrà attraversare tutta la città, e vuole altresì che nella tomba di famiglia oltre a se medesimo sia sepolto solo il figlio naturale Terzo e non la moglie e i figli legittimi. I legati in favore dei legittimari devono essere condizionati alla mancata impugnazione delle disposizioni testamentarie e alla mancata esistenza di controversie giudiziarie di qualsiasi tipo tra i legittimari stessi. Le eventuali liti ereditarie e non, dovranno essere risolte dal fidato amico Enotrio.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Civitavecchia rediga il verbale di ricevimento di testamento segreto, e, se possibile, rediga di pugno del notaio stesso, la relativa scheda testamentaria. Si consideri che il testatore, letterato, non può sottoscrivere perché ingessato ad entrambe le braccia. In parte teorica, il candidato tratti della così detta clausola arbitrale testamentaria, dell’applicabilità dell’art. 549 c.c. ai legati, in particolare ai legati in conto di legittima e della natura giuridica del diritto sul sepolcro.


SCUOLA NOTARILE NAPOLETANA s.r.l.
(Simulazione in classe)

Tizio, oberato di debiti, morì 15 anni fa avendo istituito, con testamento, erede universale il suo acerrimo nemico Caio, il quale, prudentemente nei termini, accettò con beneficio di inventario.
Mentre stava approntando l’inventario, Caio si rese conto delle enormi passività che gravavano su detta successione, pertanto con atto perfezionato davanti al cancelliere del Tribunale decise di rinunziare ai sensi dell’art. 519 c.c. alla suddetta eredità per evitare di sopportare ulteriori spese di inventario.
Tizio aveva previsto la sostituzione ordinaria di Caio, con Sempronio, nel caso in cui Caio avesse rinuncia-to all’eredità.
Sempronio si trova nel possesso di alcuni beni ereditari sin dal momento dell’apertura della successione. I creditori di Tizio, ogni anno chiedono l’adempimento delle obbligazioni a Caio, il quale invita i creditori a rivolgersi a Sempronio.
Caio, che in data odierna si reca dal notaio Romoli Romano, per redigere il proprio testamento pubblico, esprime la volontà di legare la somma di 10.000 euro a Sempronio, per aiutarlo a far fronte alle passività ereditarie di cui sopra. Detto legato deve essere sottoposto alla condizione che Sempronio sia effettiva-mente obbligato a pagare i debiti ereditari.
Caio vuole lasciare la casa adibita a residenza della famiglia alla infedele moglie a condizione che non si separi da lui e a condizione che rinunci all’azione di riduzione.
Vuole legare a Mevio la condizione di creditore di euro 200.000 vinti al giuoco delle carte.
L’obbligo derivante da una disposizione fiduciaria testamentaria di versare complessivi 1000 euro, vor-rebbe ripartirlo ai sensi dell’art. 752 c.c. a carico del figlio Primo. A favore del predetto figlio Primo vuole disporre di una institutio ex re certa di tutti gli immobili in Napoli che saranno di sua proprietà il giorno dell’apertura della successione.
Vuole istituire erede suo figlio Secondo nella quota di 1/10 in nuda proprietà e al tempo stesso vuole le-gargli in sostituzione di legittima un credito di 1.000.000 di euro verso una persona nullatenente.
Vuole legare al figlio Terzo, sulla disponibile la casa in Londra, di cui il testatore è intestatario solo in quanto trustee di un settlor inglese, e per meglio identificare detto immobile vorrebbe allegare una pla-nimetria catastale con alcune scritte inglesi, lingua conosciuta dal notaio, dai testimoni e dal testatore. Vuole istituire, per quanto rimanente, eredi, in parti uguali, i figli Quarto e Quinto, attribuendo loro ai sensi dell’art. 734 c.c. la casa di Ischia e la casa di Capri in quote uguali.
A Quinto vuole legare la posizione contrattuale della casa di cui è detentore in virtù di un contratto di lo-cazione finanziaria; detto legato dovrà gravare, se possibile, sulla quota indisponibile.
Vuole legare a Quarto, il diritto di prelazione per l’ipotesi di vendita della casa di Capri.
Vuole altresì legare a Quarto, quale datio in solutum, in adempimento e a totale estinzione di un credito di 100.000 euro che Quarto vanta nei confronti del testatore, il diritto ad ottenere un contratto di mutuo di 1.000.000 di euro, da stipulare nella qualità di mutuante.
Vorrebbe, se è possibile costituire in fondo patrimoniale, in favore della famiglia di Primo e Prima la picco-la cantinola di proprietà del vicino di casa che non ha nessuna intenzione di vendere.
Si consideri che Caio, è sordomuto, illetterato, ma sa apporre il crocesegno.
Il candidato, assunte le vesti del notaio, dopo aver brevemente motivato le soluzioni adottate, rediga un atto valido. Dopo le sottoscrizioni, ma prima della sottoscrizione del notaio, il notaio si accorge di aver scritto nella costituzione ” identità ursonale” invece di personale.
Il notaio è praticamente afono e vorrebbe delegare la lettura a persona di fiducia e dispensarlo, con il consenso di tutti i presenti, dalla lettura degli allegati.
In parte teorica tratti dell’erede apparente, della cautela sociniana, anche in riferimento al caso in esame, della institutio ex re certa.

#9 Icaro

Icaro

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Pubblicato 10 ottobre 2005 alle ore 16:52

Grazie mille.

#10 condottiero77

condottiero77

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Pubblicato 10 ottobre 2005 alle ore 21:33

grazie mille anche da parte mia freccia




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