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Stabilità di un lascito in caso di divorzio

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In data 10/02/2009 si è aperta la successione di mevia; questa con testamento redatto nel 2000, legava in sostituzione di legittima al marito tizio l appartamento in Roma in cui gli stessi vivevano; alla morte di mevia tuttavia era intervenuto divorzio tra i coniugi, mevia si era trasferita a Milano concedendo a tizio la possibilità di continuare a vivere nell appartamento in Roma. 
In detto appartamento tizio ora vive con la compagna domizia con la quale convive da alcuni anni. Il testatore tizio chiede al notaio chiarimenti sulla stabilità del lascito in suo favore.

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Alcune riflessioni:

-ne deduco che non la coppia non ha figli il che semplifica un poco la questione

-occorre rifarsi a quanto statuito nel  provvedimento .sentenza del tribunale di divorzio:

 omississ Se uno dei coniugi risulti essere proprietario esclusivo dell’immobile, la scelta del giudice sarà presumibilmente orientata verso l’assegnazione della casa al coniuge proprietario o che vanta sull’immobile un diritto reale di godimento esclusivo in questo caso lx marito che ora vanta un diritto dui usufrutto abitazione sulla casa adibita a residenza familiare omissis

 problema bisogna vedere se sono mutate le condizioni ab origine cristallizzate nel provvedimento di divorzio

 omissis Pertanto l’ex coniuge superstite al quale è stata (eventualmente già) assegnata la casa coniugale dal giudice potrà continuare a vantare solo un diritto di godimento sulla stessa, ma non i diritti reali quali la proprietà e solo finchè permangono tutte le condizioni che a suo tempo hanno dato luogo al provvedimento di assegnazione. omissis

La proprietà della casa quindi si trasmetterà agli eredi del coniuge defunto secondo le regole della successione legittima o testamentaria, eventualmente gravata dal diritto di godimento a favore dell’ex coniuge.TUTTAVIA in assenza di figli il lascito è salvo e stabile in capo all ex marito il quale convive da alcuni anni con la sua compagna

saluti

gaia

 

 

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13 minuti fa, Carlotta88 dice:

Ho omesso il fatto che ci sono tre figli

in tali caso é possibile  ma va verificato in sede giudiziaria se permangono le condizioni patrimoniali dell ex coniuge che da alcuni anni convive con la nuova compagna perche potrebbe darsi che 

la proprietà della casa si possa trasmettere agli eredi del coniuge defunto  (3 figli)secondo le regole della successione legittima o testamentaria, eventualmente gravata dal diritto di godimento a favore dell’ex coniuge..sara il giudice a doverlo stabilire ..

ciao

gaia

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5 ore fa, Carlotta88 dice:

In data 10/02/2009 si è aperta la successione di mevia; questa con testamento redatto nel 2000, legava in sostituzione di legittima al marito tizio l appartamento in Roma in cui gli stessi vivevano; alla morte di mevia tuttavia era intervenuto divorzio tra i coniugi, mevia si era trasferita a Milano concedendo a tizio la possibilità di continuare a vivere nell appartamento in Roma. 
In detto appartamento tizio ora vive con la compagna domizia con la quale convive da alcuni anni. Il testatore tizio chiede al notaio chiarimenti sulla stabilità del lascito in suo favore.

Ciao, per applicazione dell'art. 686, 3 cc, in cui "è ammessa la prova di una diversa volontà del testatore" e vista la lettura estensiva di tale norma, direi che il legato disposto in favore dell'ormai ex marito è divenuto inefficace per tali motivi: non è più un legittimario ex art. 536 cc; è subentrato (presumo!) un accordo, in sede di divorzio, in cui Mevia doveva concedere il diritto di abitazione a Tizio. 

Qualora, quest'ultima ipotesi non sia così (e nel caso sarebbe da provare ex art. 686, 3cc), direi semplicemente che il legato in sostituzione di legittima è venuto meno rendendosi inefficace (nè si può sostenere che tramuti in un legato ordinario in quanto non emerge dal testamento volontà in tal senso: al massimo si agirà per via legali per accertare ciò).

Quanto ai figli, sono di Tizio con la compagna o di Tizio e Mevia? Nel primo caso, nulla quaestio, nel secondo caso essi diventeranno eredi legittimi in parti uguali sulla casa gravata dal diritto di abitazione (verifica se è stato trascritto)
 
 
Modificato da JhonDM
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On 1/10/2020 at 18:47, JhonDM dice:

Ciao, per applicazione dell'art. 686, 3 cc, in cui "è ammessa la prova di una diversa volontà del testatore" e vista la lettura estensiva di tale norma, direi che il legato disposto in favore dell'ormai ex marito è divenuto inefficace per tali motivi: non è più un legittimario ex art. 536 cc; è subentrato (presumo!) un accordo, in sede di divorzio, in cui Mevia doveva concedere il diritto di abitazione a Tizio. 

Qualora, quest'ultima ipotesi non sia così (e nel caso sarebbe da provare ex art. 686, 3cc), direi semplicemente che il legato in sostituzione di legittima è venuto meno rendendosi inefficace (nè si può sostenere che tramuti in un legato ordinario in quanto non emerge dal testamento volontà in tal senso: al massimo si agirà per via legali per accertare ciò).

Quanto ai figli, sono di Tizio con la compagna o di Tizio e Mevia? Nel primo caso, nulla quaestio, nel secondo caso essi diventeranno eredi legittimi in parti uguali sulla casa gravata dal diritto di abitazione (verifica se è stato trascritto)
 
 

Grazie mille per la risposta:)

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