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chimoffafà

Invio telematico degli atti al Registro Imprese

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Ho preparato :D per il Notaio per il quale lavoro l'atto di trasformazione, da società di persone in società di capitali, di un'importante multinazionale italiana con sede in Milano.

Tra l'atto in sè, la voluminosissima relazione giurata e gli altri allegati necessari, nonostante la scansione effettuata a soli 300 dpi (a meno non si vedeva nulla), il file che ne è uscito fuori è di oltre 1,5 Mb.

Dopo il primo invio, a seguito di una richiesta di correzione della pratica uhm da parte del Registro Imprese, apportata la correzione richiesta :zzz: , abbiamo provato a rinviare la pratica.

Dopo quindici numerosi e ripetuti tentativi d'invio andati a vuoto e ripetuti tentativi di contattare il Registro Imprese (ugualmente infruttuosi, causa assenza dell'impiegata addetta), oggi sono riuscito a parlare con un call center (aridaglie...) dove mi è stato detto che...

l'invio telematico NON VIENE CONSENTITO PERCHE' E' STATO DECISO (mi hanno detto proprio così: "è stato deciso". CHI abbia deciso è un mistero)

DI RIFIUTARE L'INVIO DI FILE DI DIMENSIONI SUPERIORI A 600 K!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pertanto, mi hanno detto di procurarmi software di elaborazione di immagini e di provare a ridurre, anzi, di ridurre!!!, le dimensioni delle immagini ottenute dalla scansione, pena la mancata elaborazione della pratica.

Non sapevo che, per l'iscrizione degli atti nel Registro Imprese, oltre al controllo di legalità il Notaio dovesse efetuare anche il preventivo controllo dei file da inviare!

:0 :0 :0 :0 :0 :0 :0

Sono assolutamente senza parole!

Qualcuno si è trovato in una situazione analoga???

Pur con tutta la buona volontà, nonostante abbia buone conoscenze informatiche non conosco questo genere di programmi.

Assodato che bisognerà assumere un consulente informatico (ma voglio vedere come si comporteranno, per esempio, alla prossima fusione bancaria... :arg: ), avendo l'urgente necessità di definire la pratica, qualcuno ha idea di come riuscire a superare l'ostacolo?

Grazie!

Modificato da chimoffafà

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Le solite rogne. cry

In primo luogo ti consiglio di inviare il messaggio in oggetto con il consenso del tuo notaio in listasigillo. Ci sono molti notai informatici che potrebbero aiutare a risolvere il problema.

Nel mio piccolo provo a darti i seguenti consigli:

1) chiedi alla Camera di Commercio se rifiutano solo l'INVIO TELEMATICO di file così corposi ovvero rifiutano anche la presentazione del cd-rom con lo stesso file.

2) Tu parli di unico file. Sarebbe forse preferibile separare l'atto dagli allegati ed inserire dichiarazioni di conformità del tipo "Il presente atto è conforme al suo originale cartaceo, senza gli allegati, a mio rogito in data..." / "Il presente allegato è conforme al suo originale cartaceo allegato sotto la lettera ... all'atto a mio rogito in data... (ecc.)". E' un sistema poco ortodosso (in quanto il file della copia dovrebbe essere unico) ma potrebbe funzionare.

Spero di esserti stato utile.

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Io ho avuto un'esperienza analoga con il Registro Imprese di Milano (atto rogato a Prato circa due anni fa, mi pare).

A me è stato detto:

1) che non era possibile "spezzettare l'allegato in più files" in quanto il file doveva essere unico (atto + allegati);

2) di inviare a mezzo posta lil cartaceo unitamente ad un floppy dove era registrata la pratica (in pratica il buon vecchio sistema antecedente al telematico);

Purtroppo ogni R.I. fa repubblica a se stante... per esempio a Prato si devono inviare atto e allegati su files separati e l'invio del cartaceo è consentito solo per allegati che superino le 150 pagine.... a Milano, all'epoca, richiedevano un unico file comprensivo di atti ed allegati...

Non so se quanto ho appena detto sia ancora attuale.... comunque in bocca al lupo :ok: .

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Grazie dei Vostri interventi.

Quanto al discorso dell'unico file, per quel poco che mi è stato detto in questi giorni circa il funzionamento del fedra e dell'invio telematico, i diversi file della pratica (atto, allegati, documenti, modulo firme etc.), al momento della firma digitale vengono necessariamente a comporre un unico file firmato digitalmente.

Quanto alla presentazione su cd, pare che avendo aperto una pratica in via telematica non sia più possibile presentare la stessa su cd direttamente in Camera di Commercio.

Sottolineo: pare. Anche qui l'affermazione e' stata fatta stamani da un altro impiegato della CCIAA, che però ha detto di non essere sicuro e di non poterci dire altro. Ma se non lo sanno loro come facciamo a saperlo noi?

Alla fine, visto che la pratica (anche causa ferie e malattia dell'impiegata alla quale è stata assegnata) è sospesa da buoni 20 giorni e che ci chiedono di insistere nell'invio telematico, abbiamo deciso di provare a snellire il file e, se non fosse possibile, andremo in CCIAA con cd, organizzando se necessario l'occupazione fino ad evasione della pratica :help: .

E' un'incredibile galleria dell'assurdo!

Modificato da chimoffafà

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i diversi file della pratica (atto, allegati, documenti, modulo firme etc.), al momento della firma digitale vengono necessariamente a comporre un unico file firmato digitalmente.

Non mi pare sia così. :ehm:

Tutti i file fanno parte di un'unica cartella (denominata dal numero della pratica telematica) ma mantengono la loro rispettiva dimensione.

Purtroppo è vero quanto dice LELI circa il diverso comportamento di ciascuna Camera di Commercio. :(

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Tutti i file fanno parte di un'unica cartella (denominata dal numero della pratica telematica) ma mantengono la loro rispettiva dimensione.

In effetti hai proprio ragione caro Mars! Ma... non a Milano cry ! Purtroppo lì, all'epoca in cui è toccato a me fare questa trafila, volevano proprio UN UNICO FILE....

Ah... paese che vai, usanza che trovi: se questa non è devolution...

Chimoffafà, se posso permettermi di darti un consiglio: dal tuo messaggio mi sembra di capire che di solito non tratti con la Camera di Commercio di Milano... Se così è, contatta la "tua" Camera di Commercio (in genere ogni studio notarile ha dei "referenti" cui si rivolge in casi di necessità) e chiedi se possono, gentilmente, consigliarti una persona di loro fiducia cui rivolgerti presso quella di Milano. Potresti avere la "fortuna" di trovare qualcuno "competente" :)):

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Grazie ancora per il Vostro supporto ed aiuto.

Effettivamente di solito non tratto con la CCIAA di Milano ma solo perchè, fortunatamente, il notaio per il quale ora lavoro (a differenza di tantissimi notai milanesi) ai collaboratori fa preparare solo gli atti, mentre le formalità vengono preparate dalle impiegate.

Il discorso sull'origine del perchè dell'unico file, lo ammetto uhm , non mi è proprio chiaro.

Fatto sta che, per ogni pratica, l'impiegata deve (?) preparare un unico file "pdf" con l'atto completo di allegati, modulo firme etc.

Oggi ho preparato il cd per la CCIAA (sperando di non dover veramente arrivare al picchettaggio :help: , anche perchè la "riduzione di formato" delle 67 pagine che costituiscono l'atto e la perizia allegata, quasi tutte scritte ad interlinea singola, non è andato oltre l'1,1 Mb: quasi il doppio dei 600 Kb "imposti") ed ho visto che i files firmati digitalmente sono in tutto tre: il file del fedra, il file in pdf di atto ed allegati e (se non sbaglio, onestamente non lo ricordo più) uno col solo "modello firme".

Ciò che trovo assurdo è che per rettificare l'errore si debbe inviare nuovamente tutto, anche l'atto con gli allegati che, una volta scannerizzati, non cambiano mica...

Ancora più assurdo, perlomeno stando a quanto mi dice l'impiegata che si occupa del fadra, la prassi seguita dalla CCIAA di Milano ogni volta in cui si renda necessaria la rettifica di una pratica, qualunque essa sia, è quella di PRETENDERE SEMPRE l'invio telematico di una nuova pratica completa, accompagnata da una mail con la quale si dice che "la pratica n. xyz sostituisce la pratica n. zyx".

Non so cosa accada dalle altre parti, ma (anche se non) fosse una peculiarità del "rito ambrosiano", a me sembra (più che devolution) idiozia pura!

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Ahimè non è un'idiozia e nemmeno un rito soltanto ambrosiano. cry Anche altre Camere di Commercio (ma credo in realtà tutte) richiedono sempre la spedizione di una nuova pratica a rettifica e sostituzione della precedente, salvo quando a dover essere modificati sono solo i singoli files in formato pdf allegati alla pratica.

Per questo continuo a non capire a cosa si riferiscono i tuoi interlocutori allorchè parlano di un UNICO FILE pdf.

Faccio un esempio pratico affinchè tutto risulti (spero) più chiaro. Ultimamente sono stati effettuati gli adeguamenti degli statuti delle cooperative con contestuale richiesta di iscrizione al nuovo albo delle cooperative. Pertanto, unitamente alla normale pratica telematica costituita dai files pdf dell'atto e dalla distinta fedra e degli altri file generati automaticamente dal sistema, veniva inviato il cd. modello C17, un documento in pdf che certamente non poteva essere fuso con gli altri docuementi inviati in quanto destinato a confluire nella banca dati del Ministero. Questi altri files vengono allegati alla PRATICA attraverso il quadro RIEPILOGO ma non vengono a comporre un unico file, bensì entrano a far parte di un'unica cartella che viene spedita alla Camera di Commercio.

Effettivamente di solito non tratto con la CCIAA di Milano ma solo perchè, fortunatamente, il notaio per il quale ora lavoro (a differenza di tantissimi notai milanesi) ai collaboratori fa preparare solo gli atti, mentre le formalità vengono preparate dalle impiegate.

Non credo sia una vera e propria fortuna.

Solo dopo aver superato il concorso mi rendo conto di quanto sia importante preparare l'atto tenendo conto degli adempimenti che si dovranno successivamente effettuare.

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Finalmente, ieri siamo giunti all'epilogo.

Proprio mentre stavamo uscendo per presentare la pratica allo sportello, è arrivata la telefonata dell'impiegata della CCIAA, quasi urtata (!) perchè non aveva trovato l'invio della nuova pratica, logicamente previa opportuna riduzione delle dimensioni dei files.

A quel punto, il discorso (via via più acceso... :help: ) si è più o meno svolto ripetendoci per un bel pò di tempo le stesse cose già dette nei giorni scorsi.

Alla fine, però, forse rendendosi conto dell'assurdità delle pretese (hanno ridotto le dimensioni dei files accettati in via telematica ma non consentono di ricorrere al deposito diretto in CCIAA della pratica corretta), miracolosamente la signora ha detto l'invio integrale della pratica non era poi tutto sommatoo necessario :0 .

E' stato sufficiente inviare telematicamente il nuovo fedra e, dalla pagina delle correzioni online, sostituire il modello firme già inviato con un altro, riscannerizzato con il numero della nuova pratica fedra. Tanto, ha candidamente ed avventatamente ammesso la signora, "c'è una procedura che consente di collegare tra loro anche pratiche con numero diverso per cui non ci sono problemi".

:0 :0 :0 :arg: :arg: :arg: :arg: :arg: :arg: :arg: :arg:

Al di là dell'importanza o meno che possa avere il cliente, la pratica è stata tenuta bloccata per circa un mese e mezzo perchè se manca l'impiegata che l'ha avuta in carico nessun altro può (??? ...!!!) esaminarla e perchè, pur potendo accettare le sole correzioni necessarie (come alla fine ha candidamente ammesso la signora) la CCIAA invece pretende l'invio completo della pratica (e mi devono ancora spiegare cosa possa esserci di diverso nell'atto con i suoi allegati, che pure bisogna rimandare...)!

Sono veramente esterefatto!!!

Per rispondere a Mars:

* scusa, mi sono espresso male a causa della mia ignoranza sul funzionamento del fedra e dell'invio telematico e di una prima spiegazione piuttosto frettolosa dell'impiegata del mio studio: effettivamente i files firmati digitalmente ed inviati in via telematica (per lo meno è la prassi seguita nel mio ufficio) sono sempre tre: 1) la pratica fedra, 2) l'eventuale modulo firme (con copia dei documenti) e 3) l'atto con tutti gli altri allegati;

* è vero, è necessario conoscere gli elementi e le procedure necessari per tutti i vari adempimenti.

E' un principio generale, che in realtà prescinde da esigenze concrete ai fini della redazione dell'atto: non puoi controllare la correttezza dell'operato degli impiegati/collaboratori se ignori le procedure e di questo spero di dovermi preoccupare in futuro; almeno per il momento (molto ottimisticamente...), però, devo ancora superare il concorso.

Vengo da esperienze passate in altri studi (ed avendone parlato con molti amici ho dovuto concludere che, purtroppo, non sono stato io particolarmente sfortunato ma è prassi diffusissima dei notai "milanesi") dove il praticante/collaboratore (proprio in quanto tale) deve fare anche, se non prevalentemente, tutto ciò che è di contorno all'atto e senza limiti. In una semplice definizione: fino all'eventuale rinuncia al concorso sei solo carne da macello, sottopagato, se vuoi studiare puoi farlo in alternativa al sonno o andando via (e se non hai una famiglia che possa e voglia mantenerti puoi sempre sperare di campare d'aria e d'amore...)!

Modificato da chimoffafà

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Guest Ellanenda

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Guest Ellanenda

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