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aurora984

scissione cooperativa edilizia

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La società cooperativa Alfa ha appaltato la costruzione di un parcheggio alla società Zeta. Quest’ultima ha realizzato il parcheggio. I soci della Alfa hanno avuto tutti in assegnazione i boxes.

Si precisa che la Coop Alfa ha realizzato il parcheggio su suolo comunale giusta convenzione per il diritto di superficie in novanta anni. La fortunata coop ha, in realtà, avuto due convenzioni su due diversi terreni. Su di uno ha già realizzato sull’ altro vorrebbe realizzare.

Ecco perché la scissione, in quanto non tutti i soci sono disponibili alla nuova realizzazione.

1) Come attuare la scissione e, in particolare, il rapporto di cambio, tenendo conto che tutti i box della Alfa sono stati assegnati.  

L'operazione, secondo me, è prospettata come una scissione asimmetrica finalizzata all'assegnazione del diritto di superficie ai soli soci favorevoli alla realizzazione del secondo parcheggio che riceveranno partecipazioni nella beneficiaria. Considerato che si tratta di cooperative a mutualità prevalente con la previsione statutaria dell'indivisibilità di riserve, il rapporto di cambio può essere solo alla pari. La mia domanda è, un'operazione del genere può essere considerata effettivamente scissione? Non occorre giustificare, quello che, in spregio alle varie tesi ricostruttive, sembra più un trasferimento dei diritti spettanti sulla seconda convenzione?

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On 29/8/2019 at 17:46, aurora984 dice:

La società cooperativa Alfa ha appaltato la costruzione di un parcheggio alla società Zeta. Quest’ultima ha realizzato il parcheggio. I soci della Alfa hanno avuto tutti in assegnazione i boxes.

Si precisa che la Coop Alfa ha realizzato il parcheggio su suolo comunale giusta convenzione per il diritto di superficie in novanta anni. La fortunata coop ha, in realtà, avuto due convenzioni su due diversi terreni. Su di uno ha già realizzato sull’ altro vorrebbe realizzare.

Ecco perché la scissione, in quanto non tutti i soci sono disponibili alla nuova realizzazione.

1) Come attuare la scissione e, in particolare, il rapporto di cambio, tenendo conto che tutti i box della Alfa sono stati assegnati.  

L'operazione, secondo me, è prospettata come una scissione asimmetrica finalizzata all'assegnazione del diritto di superficie ai soli soci favorevoli alla realizzazione del secondo parcheggio che riceveranno partecipazioni nella beneficiaria. Considerato che si tratta di cooperative a mutualità prevalente con la previsione statutaria dell'indivisibilità di riserve, il rapporto di cambio può essere solo alla pari. La mia domanda è, un'operazione del genere può essere considerata effettivamente scissione? Non occorre giustificare, quello che, in spregio alle varie tesi ricostruttive, sembra più un trasferimento dei diritti spettanti sulla seconda convenzione?

ciao aurora

di primo acchito secondo me andrebbe applicato il principio della prevalenza della sostanza sulla forma

In poche parole occorre fare riferimento all' intento perseguito dalle parti trasfrimento dei boxes (sostanza)  veicolato con lo strumento della scissione asimmetrica (forma)

Trattasi di un negozio atipico e come tale meritevole di tutela ex art 1322 c.c. 

L 'atto in se e per se ben potra essere qualificato a mio avviso come scissione asimmetrica gia intrinsicamente atipica :) 

saluti

gaia

Modificato da Gaia_19_78

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Concordo su quanto hai detto. Anche io la configurerei come scissione asimmetrica atipica in quanto, con l'assegnazione delle partecipazioni della scissa, si avrebbe anche il trasferimento dei diritti della convenzione con il comune (quindi una specie di cessione del contratto a favore della società beneficiaria con i soci consenzienti), tale anche da giustificare la mutualità prevalente della coop beneficiaria.

Ovviamente tutto risulterà nel progetto di scissione. 

 

Modificato da JhonDM
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1 minuto fa, JhonDM dice:

Concordo su quanto hai detto. Anche io la configurerei come scissione asimmetrica atipica in quanto, con l'assegnazione delle partecipazioni della scissa, si avrebbe anche il trasferimento dei diritti della convenzione con il comunione (quindi una specie di cessione del contratto in favore della società beneficiaria con i soci consenzienti), tale anche da giustificare la mutualità prevalente della coop beneficiaria.

Ovviamente tutto risulterà nel progetto di scissione. 

 

Grande John !!

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Dalla teoria alla pratica,ovviamente, si complica tutto. Stiamo parlando di una cooperativa con 140 soci....trovare il consenso  unanime per una scissione asimmetrica non è semplice

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