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CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO 30-31.5.2019 TAVOLO TECNICO RIFORMA CONCORSO

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Ciao

ieri e oggi (30.31/5/2019) si è riunito il CNN e al terzo punto all'ordine del giorno c'era: "3.Tavolo Tecnico istituito con D.M. 07.03.19 su riforma accesso ed esercizio della professione notarile".

Qualcuno ha notizie in merito al risultato della discussione?

grazie

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  • 4 weeks later...
[[Template forums/front/topics/activity is throwing an error. This theme may be out of date. Run the support tool in the AdminCP to restore the default theme.]]

al riguardo segnalo

https://www.federnotizie.it/la-preparazione-al-concorso-notarile-attivita-di-servizio-attivita-dimpresa-o-attivita-controllata-dallimpresa/?fbclid=IwAR1SOa-uCHzyHbZ0rd68usztbXFgkTvSV3pQX8l5PLMnbw3g2lACalkCzAQ

in attesa dei due seguenti articoli preannunciati.

se qualcuno dei diretti interessati(membri del tavolo tecnico) dovesse venire a leggere i nostri interventi sul forum,suggerirei di incentrare l'attenzione non tanto sul lucro delle scuole notarili e la vocazione dei loro fondatori, bensì, sull'oggettività dell concorso, che non va dimenticato essere un "concorso pubblico"(aperto a tutti i cittadini laureati in giurisprudenza che hanno svolto la prratica prevista), non un concorso d'elite(perchè selezionare ad esempio l'accesso in base al voto con università come le nostre dove accanto a chi si laurea con merito ci sono personaggi apertamente raccomandati/imparentati). quest'anno le prove erano di taglio molto pratico e va bene così, meglio che roba astrattissima e impossibile,il vincitore del concorso deve "esercitare una professione" nel mondo reale, forse le tracce astratte sarebbero più indicate per i ricercatori universitari,e per quello c'è un altro tipo di concorsi.

non meno importante il problema fisico(o meglio psicofisico) per i candidati: il concorso è suddiviso in tre prove per tre giorni consecutivi, prove di otto ore, ma i candidati sono lì per almeno 12 ore, più il tempo in fila. sarebbe il caso di ridimensionare le prove in modo che si possano svolgere senza che diventino una prova fisica(sia per lunghezza, che tempi di attesa della dettatura), oppure riducete a due giorni le prove. magari prefissando la materia per giorno, come accade per altri concorsi/esami di abilitazione. non dico questo per fantasticare un concorso facile, ma perchè rispetto al passato ormai le clausole obbligatorie(ma vale anche per testamenti con venti e passa disposzioni da spiegare in teorica e motivare), specie per gli immobili sono diventate troppe, e solo ricopiare questi papiri occupa gran parte del tempo. o almeno sarebbe utile escludere la parte teorica, richiedendo una motivazione che possa ragionevolmente contenere nozioni teoriche. eventuali approfondimenti andrebbero fatti in sede di orale. elaborati meno lunghi renderebbero più agevole anche la correzione. la commissione di quest'anno ha espresso un pensiero simile sulla effettivita utilità della parte teorica (almeno così mi han detto mentre consegnavo).

fermi restando i capisaldi del ragionamento e della stretta formalità prevista per gli atti, ci si renderebbe conto di essere nell'anno 2019, con un regolamento concorso per prove dove non erano previsti allineamento catastale, menzioni urbanistiche varie, ecc ecc.

AMEN

e infine, suggeirei OGGETTIVITA' delle soluzioni, in modo che ogni anno non vengano fuori certe incongruenze sui parametri di correzione. voilà l concorso sarebbe presto riformato, senza escludere a priori nessuno. tra l'altro i candidiati sono vistosamente calati come numeri neli ultimi 5 anni......... inutile soffermarsi sul non problema dei requisiti di accesso, scuole sì, scuole no. rendetevi conto di quella che di fatto è la pratica notarile negli studi, e magari viene fatta fuori la prova di commerciale, oppure ridimensionata a casi più consoni alla realtà di studio.

sicuro che quacuno non condividerà, spero che almeno venga letto da chi di dovere.

 

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Riprendendo quanto giustamente detto da CrisDM e rispondendo ad Aspirante 2019, è ovvio che nessuno fa certi orari di lavoro (anche se da pendolare mi alzo alle 6:30 e torno a casa alle 8:20...); tuttavia trattandosi di tre giorni - e non di una vita - penso, anzi sono sicuro, che non muoia  nessuno e sono certo che nei prossimi concorsi continuerà questo trend positivo (nessuno morirà).

 

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On 25/6/2019 at 21:06, AspiranteNotaio2019 dice:

Lavori dalle 6 del mattino alle 23 ?

No, non sono seduto a una scrivania dalle 6 alle 23, ma lo stesso vale per il concorso, non siamo impegnati a scrivere atti dalle 6 alle 23.
Semplicemente mi sveglio alle 6 e vado a dormire alle 23, lavorando e studiando mediamente poco meno di una dozzina di ore al giorno, quindi onestamente non vedo alcun problema. Che a concorso si perda molto tempo sono d'accordo, ma alla fine se non si riesce a reggere qualche ora di pressione psicologica nell'attesa di fare la traccia, mi domando come si pensi di poter portare avanti per una vita una professione carica di responsabilità...

Modificato da CrisDM
.
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 Spero proprio di no. Se succedesse, sarebbe veramente un’altra mazzata per il numero degli iscritti: infatti, nel lungo periodo, diminuirebbero ulteriormente anziché aumentare. Ciò perché, togliendo il limite,Introdurrebbero una qualche prova preselettiva che rallenterebbe ulteriormente la procedura allontanando altri iscritti.

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1 ora fa, Pippogol010 dice:

io ho sentito che si vuole togliere il limite di consegne, voi ne sapete qualcosa?

In effetti non è la prima voce che sento in merito, onestamente però spero non sia vero, anche perché temo, come dice @eppesuig che si collegherebbe a una nuova preselezione. 

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Togliere il limite secondo me non ha senso. 

Il calo di praticanti e' qualcosa che al limite va combattuto "alla radice", cioe' invogliando i neolaureati in giurisprudenza a percorrere questa strada e le 5 consegne o illimitate di certo non mi sembra il modo migliore.

Semplicemente gli anni 2000-2010 non torneranno piu'.

I guadagni erano maggiori, c'era il mito delle professioni e sopratutto c'erano molti piu' iscritti a giurisprudenza (si parla di circa un -35% dal 2012). Forse c'era anche piu' cultura della fatica.

In quanto ad appeal, il notaio poi era una figura piu' allineata a una societa' piu' semplice e meno globalizzata. Ora la gente nasce e cresce in mezzo alla tecnologia e con una visione molto piu' ampia del mondo lavoro, e' molto piu' probabile appassionarsi o trovare strade alternative sopratutto tecnologico/scientifiche(facolta' in costante aumento).

Modificato da Ellis Island
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anton 3, premesso che il nostro discutere in qst sede vale ben poco, Per usare un eufemismo, posso dire sinceramente di non essere d’accordo: assenza di limite può dire che, o ci sono le prove preselettiva (che, essendo solo mnemonica, solo la morte del diritto), o non c’è niente (Come prima della riforma). In questo caso, giacché nessuno annulla da perdere, tutti consegnerebbero con la conseguenza di allungare all’infinito i tempi di correzione e soprattutto di cercare paletti cretini con cui correggere migliaia di compiti (ancora peggio).

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Il concorso è un terno al lotto, non vale a nulla dire che 3 consegne sono sufficienti a chi è preparato (se lo passi, ma se non lo passi,  voglio vedere se ne sei ancora convinto...), mamma mia, non è proprio vero; anni e anni di discussione su questo forum per dire esattamente il contrario.

Per anni, anche nel periodo d'oro del notariato, si è fatto senza limiti, e vi sono stati  periodi (anni Novanta) nei quali si presentavano ancora più candidati. I tempi si sono poi allungati perchè si è preteso, anche giustamente, motivazioni di bocciature sugli elaborati, ma le storture sono rimaste.

Preferibile la preselezione con uno o due errori ammissibili; chi faceva più di due errori, credimi, non avrebbe vinto il concorso notarile, perché la "ferocia" con la quali ci si preparava (frequentando scuole ecc.), copriva pure lo studio della preselezione. E poi ti assicuro, lo studio (mnemonico) del codice, come ti obbligava a fare la preselezione, torna utile, anche per la professione di avvocato o di magistrato.

Quindi concorso senza limiti, e, se proprio si devono evitare i limiti, meglio la preselezione.

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Questo passaggio è veramente da incorniciare e inviare al CNN.

Se i vertici del Notariato avessero avuto un minimo di dignità/spina dorsale, sarebbero già intervenuti per dissociarsi da quanto detto dal presidente di quella commissione (il minuscolo non è casuale).

 

image.png.7cd51b9507191beec37fb67fbb634f99.png 

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23 ore fa, eppesuig dice:

 Spero proprio di no. Se succedesse, sarebbe veramente un’altra mazzata per il numero degli iscritti: infatti, nel lungo periodo, diminuirebbero ulteriormente anziché aumentare. Ciò perché, togliendo il limite,Introdurrebbero una qualche prova preselettiva che rallenterebbe ulteriormente la procedura allontanando altri iscritti.

Al momento con i pochissimi nuovi praticanti non cambierebbe molto.

Anche senza preselezione consegnerebbero in 2.000/2.500.

L’eliminazione del numero delle consegne permetterebbe solo di mettere una pezza in questo momento per poi trovare un modo per far riavvicinare i giovani al notariato. 

La preselezione toglierebbe altri candidati e non è di certo quello che al momento vogliono. Perlomeno credo che vogliano sempre limitare l’accesso alla professione ma non eliminare il notariato. Con l’attualmente situazione poco ci manca. 

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1 ora fa, Alaskan Haida dice:

Qui potete leggere l’intervento del notaio Viggiani:

https://www.federnotizie.it/brevi-riflessioni-in-tema-di-concorso-notarile/

A mio modesto parere, vi sono spunti sicuramente interessanti per la riforma e la modernizzazione del concorso.

Per noi che stiamo nel limbo l’aggravio della mole di studio non sarebbe di poco conto ma cambierebbe il concorso notarile. Le prove diventerebbero più pratiche. 

Ho letto l’intervento di Viggiani e francamente lo ritengo un’ottimo spunto di riforma. In teoria si avrebbero dei notai preparati. Ci pensate che la maggior parte dei candidati è totalmente slegato dagli studi perché il concorso ti porta a questo? Notai più competitivi ma tutto ciò servirà ancora con i rogifici? 

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59 minuti fa, superg dice:

Per noi che stiamo nel limbo l’aggravio della mole di studio non sarebbe di poco conto ma cambierebbe il concorso notarile. Le prove diventerebbero più pratiche. 

Ho letto l’intervento di Viggiani e francamente lo ritengo un’ottimo spunto di riforma. In teoria si avrebbero dei notai preparati. Ci pensate che la maggior parte dei candidati è totalmente slegato dagli studi perché il concorso ti porta a questo? Notai più competitivi ma tutto ciò servirà ancora con i rogifici? 

Sicuramente per noi che ci siamo in mezzo, qualsiasi riforma comporta un aggravio in termini di mole di studio e riadattamento alle nuove richieste, ma ritengo che il concorso, per come è strutturato attualmente, sia anacronistico e disancorato dalla realtà della vita quotidiana di studio e che pertanto vada riformato in maniera profonda.

Le proposte del notaio Viggiani sono in linea con un’idea di notariato più moderna, competitiva e dinamica e personalmente le trovo intelligenti. 

Penso che in un mondo sempre più improntato a una globalizzazione esponenziale, la reticenza verso le lingue straniere possa portare solo ad un impoverimento della propria professionalità. Quanto poi all’idea di implementare la materia tributaria, trovo che ciò sia in linea con l’attuale domanda del mercato, i clienti che si rivolgono al notaio (per lo meno in realtà medio-grandi come quelle che ci sono qui a Milano), vogliono avere dal professionista una consulenza il più possibile completa ed esaustiva. 

Da ultimo ritengo sarebbe il caso di spingere per un rinnovamento che renda le correzioni del concorso più veloci ed oggettive, un rinnovamento che vada ad arginare un po’ l’alea del concorso. 

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Secondo me si dovrebbe creare la figura del Vice-notaio così come esiste il vice questore, vice prefetto, ecc.

Dopo 10 anni di vice-notariato retribuito e profiquo si diventa notaio.

In questo modo solo le persone realmente interessate entrerebbero a far parte del notariato e si eviterebbe che sbarbatelli poco più che ventenni siano a capo di uno studio notarile in balia di forze supreme

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10 ore fa, Alaskan Haida dice:

Sicuramente per noi che ci siamo in mezzo, qualsiasi riforma comporta un aggravio in termini di mole di studio e riadattamento alle nuove richieste, ma ritengo che il concorso, per come è strutturato attualmente, sia anacronistico e disancorato dalla realtà della vita quotidiana di studio e che pertanto vada riformato in maniera profonda.

Le proposte del notaio Viggiani sono in linea con un’idea di notariato più moderna, competitiva e dinamica e personalmente le trovo intelligenti. 

Penso che in un mondo sempre più improntato a una globalizzazione esponenziale, la reticenza verso le lingue straniere possa portare solo ad un impoverimento della propria professionalità. Quanto poi all’idea di implementare la materia tributaria, trovo che ciò sia in linea con l’attuale domanda del mercato, i clienti che si rivolgono al notaio (per lo meno in realtà medio-grandi come quelle che ci sono qui a Milano), vogliono avere dal professionista una consulenza il più possibile completa ed esaustiva. 

Da ultimo ritengo sarebbe il caso di spingere per un rinnovamento che renda le correzioni del concorso più veloci ed oggettive, un rinnovamento che vada ad arginare un po’ l’alea del concorso. 

Perdonami ma per esperienza diretta ti posso assicurare che le maggiori law firms hanno un coordinatore sotto cui vi sono una dozzina di avvocati laureati con tesi in tributario comparato ognuno dei quali specializzati in dir tribut di un singolo paese, in modo tale da coprire le maggiori nazioni in cui operano le società clienti..

Un grosso notaio di Milano che ha il fratello socio di una di queste law firms mi disse nel 2007  che pochissimi  Notai sarebbero stati in grado di avere da soli una tale competenza-tributario italiano inglese giuridico e quant altro-figuriamoci metterla tra le prove di concorso..

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5 minuti fa, alexander1981 dice:

Perdonami ma per esperienza diretta ti posso assicurare che le maggiori law firms hanno un coordinatore sotto cui vi sono una dozzina di avvocati laureati con tesi in tributario comparato ognuno dei quali specializzati in dir tribut di un singolo paese, in modo tale da coprire le maggiori nazioni in cui operano le società clienti..

Un grosso notaio di Milano che ha il fratello socio di una di queste law firms mi disse nel 2007  che pochissimi  Notai sarebbero stati in grado di avere da soli una tale competenza-tributario italiano inglese giuridico e quant altro-figuriamoci metterla tra le prove di concorso..

Conosco perfettamente la realtà lavorativa di queste law firms, così come conosco bene anche i limiti e le criticità di questi avvocati super specializzati, che sicuramente sanno il fatto loro nel loro ambito di competenza, ma a mala pena sanno distinguere un atto pubblico da una scrittura privata autenticata.

Non dico che il notaio di domani debba essere in grado di fare contemporaneamente e ad alto livello il traduttore, il consulente tributario, il commercialista, l’agrimensore o il geometra, dico però che è necessario adeguare il concorso e, di conseguenza, i futuri notai, alle esigenze del mercato perché solo così si può essere competitivi e si può offrire un servizio al cliente. 

Il concorso così com’è strutturato non è più efficace, serve una riforma strutturale che riporti forza e vigore al notariato e contrasti il trend negativo delle vocazioni. È necessario, dal mio punto di vista, che si vaglino diverse ipotesi di riforma, cercando di ridare vita a una professione che sta purtroppo perdendo terreno. 

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