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Terza prova scritta 5/4/19

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La Cassazione dice che l' art. 2467 non si applica alle SPA, qualora il socio finanziatore di S.p.A. non ricopre una posizione qualificata simile a quella del socio finanziatore di s.r.l. (i.e. non partecipa all’organo di gestione e non ha accesso alle informazioni rilevanti) . La sentenza è la n. 16291 del 20 giugno 2018

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Vabbè ragazzi, questa gara a chi ce l'ha più lungo è abbastanza inutile; come ho scritto prima, tutte le poste (più o meno) potevano usarsi o non usarsi. La traccia in questo era davvero libera: voleva un misto, probabilmente voleva una parte gratuita maggiore ("i soci preferirebbero..."), e ti dava un conferimento oneroso suscettibile di coprire tutto l'aumento, se non volevi toccare nemmeno una riserva.

La vera mina era il finanziamento soci, specie se non si conoscevano queste ultime sentenze (eccomi) e non si aveva chiaro il problema (eccomi). Io ho preso per buono che sto credito fosse postergato, e ho offerto azioni in esclusiva (2441) in cambio della rinuncia parziale al credito. E' una cagata, me ne rendo conto, ma con tutto quel giro di parole sul finanziamento soci e la postergazione (+ la parte teorica) da qualche parte volevano pur portarci.

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Secondo la Cassazione la norma della postergazione dettata solo per le S.r.l. è applicabile anche alle S.p.A., solamente in presenza di determinati elementi.  

* * *

La Suprema Corte, con la recente sentenza n. 16291 del 20 giugno 2018, ha ripercorso i diversi indirizzi finora seguiti dalla giurisprudenza in tema di rimborso del finanziamento soci nelle società per azioni e, all’esito di tale analisi, è giunta a chiarire come, in conformità al più recente dei suddetti indirizzi (si veda ex multis Cass. n. 14056-15), la norma di cui all’art. 2467 del Codice Civile in tema di postergazione del finanziamento soci nelle S.r.l. sia applicabile anche alle S.p.A., purché, nella fattispecie concreta, ricorra il seguente requisito: cioè, che i soci della S.p.A., tenuto conto dell’entità e/o della qualità della loro partecipazione societaria, siano di fatto assimilabili ai soci di una S.r.l., in cui tipicamente, a differenza della S.p.A., acquisisce rilievo il carattere “personalistico” del rapporto con il socio.

Per effetto di tale interpretazione, dunque, il finanziamento di un socio di una S.p.A. “è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito”. La norma prosegue stabilendo che, per finanziamenti dei soci si intendono “quelli, in qualsiasi forma effettuati, che sono stati concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento” (art. 2467 c.c.).

La sentenza ha, inoltre, indicato i criteri sulla base dei quali va condotta l’indagine volta a stabilire se, nella fattispecie concreta, sia applicabile alla S.p.A. la norma di cui all’art. 2467 c.c.. Occorre, cioè, verificare se l’organizzazione della S.p.A. finanziata – ad esempio, a causa delle modeste dimensioni o per l’assetto dei rapporti sociali (compagine familiare o, comunque, ristretta) - consenta al socio di ricevere un’informativa sostanzialmente comparabile a quella che, in linea teorica, potrebbe ottenere il socio di una S.r.l..

Tale informativa, in particolare dovrà riguardare l’esistenza di una delle due situazioni previste dal secondo comma dell’art. 2467 c.c. e, cioè:

  • una situazione di squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto; oppure
  • una situazione finanziaria che renda ragionevole un conferimento, piuttosto che un finanziamento.

Nell’approdare a tale conclusione interpretativa, quindi, la Suprema Corte ha “cassato” il diverso orientamento della giurisprudenza, secondo cui sarebbe, invece, inapplicabile tout-court alle S.p.A. la norma dettata in riferimento alla postergazione dei finanziamenti dei soci dettata in ambito di S.r.l..

La sentenza in commento, anche in virtù della attenta analisi della giurisprudenza sinora formatasi sul punto, pur non essendo a sezioni unite, è verosimilmente destinata a tracciare il solco in cui si collocheranno le future decisioni in tema di postergazione del finanziamento soci nell’ambito delle S.p.A..

 
 

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Ma se uno ha un debito per fornitura, che sicuramente é risultante dalla situazione patrimoniale al 29/2 (1.000.000 di euro non sono noccioline), che senso ha chiedere l'appostazione a finanziamento per poi procrdere alla compensazione?

Si usa il debito da fornitura e stop ... Il finanziamento soci serviva per infinocchiarvi

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Era fumo negli occhi

Sveglia!!!!!!

Con l'appostazione a finanziamento soci postergato si creano solo inutili problemi, che nessuna persona con un minimo di buon senso vorrebbe.

Altra cosa: la perizia di stima, in tal caso, non ci vuole; non emergono elementi di preordinazione. Non stavate svolgendo il casetto del condono notarile 2016.

Emerge - come ha detto Ferro - uno studio casistico e lacunoso, che rivela la vostra incapacità di ragionare per principi generali

Modificato da Condono2016
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11 minuti fa, Condono2016 dice:

Ma se uno ha un debito per fornitura, che sicuramente é risultante dalla situazione patrimoniale al 29/2 (1.000.000 di euro non sono noccioline), che senso ha chiedere l'appostazione a finanziamento per poi procrdere alla compensazione?

Si usa il debito da fornitura e stop ... Il finanziamento soci serviva per infinocchiarvi

E chi lo sa? Si parla anche di posta... 

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6 minuti fa, walle dice:

E chi lo sa? Si parla anche di posta... 

Semplicemente é follia fare diversamente ... La posta é il credito, certo, liquido ed esigibile

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16 minuti fa, Condono2016 dice:

Ma se uno ha un debito per fornitura, che sicuramente é risultante dalla situazione patrimoniale al 29/2 (1.000.000 di euro non sono noccioline), che senso ha chiedere l'appostazione a finanziamento per poi procrdere alla compensazione?

Si usa il debito da fornitura e stop ... Il finanziamento soci serviva per infinocchiarvi

Quindi, oltre a chiedere insistemente all'amm. unico di mettere il credito a finanziamento (il che è un bel favore per la società), poteva anche avergli chiesto di presentargli un'amica buona, o la via di un buon ristorante? Irrilevante per irrilevante...

Io non sono nessuno, ma dal 2012 non ho ancora trovato una traccia in cui l'interpretazione più comoda fosse anche quella giusta. Ovviamente non sto dicendo che hai fatto male a compensare, ci mancherebbe.

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Fai l'appostazione a finanziamento soci postergato un attimo prima solo per fare la compensazione, che già puoi fare ... E in più ti crei tutti i problemi che la postergazione pone ...

FOLLIA ALLO STATO BRADO!

Modificato da Condono2016

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2 minuti fa, Condono2016 dice:

Fai l'appostazione a finanziamento soci postergato un attimo prima solo per fare la compensazione, che già puoi fare ... E in più ti crei tutti i problemi che la postergazione pone ...

FOLLIA ALLO STATO BRADO!

chi ti ha detto che io ho compensato? 😛

2 minuti fa, Condono2016 dice:

Chiedere all'amministratore non vuol dire ottenere

quindi, secondo te, la traccia poteva anche essere: "Beta spa vanta un credito di euro 1.000.000 per forniture continuative di sw, e ha chiesto insistemente all'amm. unico di presentargli la sorella, splendida fotomodella single". Ci sta, eh, io non dico che tu hai torto (al contrario di quanto fai tu con me). Deduco che hai compensato sic et simpliciter, bravo. Ma perché allora in p.t. chiedevano di parlare del finanziamento soci? E' solo una domanda.

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14 minuti fa, percival dice:

Quindi, oltre a chiedere insistemente all'amm. unico di mettere il credito a finanziamento (il che è un bel favore per la società), poteva anche avergli chiesto di presentargli un'amica buona, o la via di un buon ristorante? Irrilevante per irrilevante...

Io non sono nessuno, ma dal 2012 non ho ancora trovato una traccia in cui l'interpretazione più comoda fosse anche quella giusta. Ovviamente non sto dicendo che hai fatto male a compensare, ci mancherebbe.

Io ti dico quello che avrei fatto. Ovviamente, nom ero a Roma.

La p.t. era per farvi riflettere sui casini che crea la compensazione con i finanziamenti postergati.

Chi l'ha fatta é fuori, naturalmente.

 

Zio cane, hai un credito certo, liquido ed esigibile ... Senza parole: non sapevo che la follia umana potesse arrivare a tanto!

Modificato da Condono2016

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4 minuti fa, Condono2016 dice:

Io ti dico quello che avrei fatto. Ovviamente, nom ero a Roma.

Certo, nemmeno io ero a Roma, quello era il mio avatar.

 

4 minuti fa, Condono2016 dice:

La p.t. era per farvi riflettere sui casini che crea la compensazione con i finanziamenti postergati.

non mi pare che crei più casini della compensazione di un qualsiasi credito civile: la postergazione è un problema di ordine, non di sostanza.

 

7 minuti fa, Condono2016 dice:

Chi l'ha fatta é fuori, naturalmente.

fiuuuuu, meno male, io non l'ho fatta.

 

8 minuti fa, Condono2016 dice:

Zio cane, hai un credito certo, liquido ed esigibile

e POSTERGATO.

 

8 minuti fa, Condono2016 dice:

Senza parole: non sapevo che la follia umana potesse arrivare a tanto!

Perdonami ma proprio su questo, non sei credibile!:D

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Con la compensazione di un credito postergato finiresti per favorire un socio in danno di un creditore (non postergato), violando in sostanzala clausola stessa di postergazione.

Nozioni di bilancio: Zero

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7 ore fa, albertone dice:

 

 

6 ore fa, gauge dice:

 

file:///C:/Users/Alberto/Downloads/2015_10_15_ Postergazione_Gallucci.pdf

4 minuti fa, Condono2016 dice:

Con la compensazione di un credito postergato finiresti per favorire un socio in danno di un creditore (non postergato), violando in sostanzala clausola stessa di postergazione.

Nozioni di bilancio: Zero

 

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35 minuti fa, Condono2016 dice:

Il credito se é postergato non può essere esigibile: con la pistergazione viene meno l'esigibilità

Nemmeno l'abc ... Senza parole ... Sempre peggio

perchè diversi consigli notarili (non ti dico quali, perchè dovresti saperlo) dicono che si può fare la compensazione legale anche in caso di credito postergato? 

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35 minuti fa, Condono2016 dice:

Con la compensazione di un credito postergato finiresti per favorire un socio in danno di un creditore (non postergato), violando in sostanzala clausola stessa di postergazione.

Nozioni di bilancio: Zero

ah dimenticavo

IMG_20190409_144745.jpg

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13 minuti fa, gameguy dice:

perchè diversi consigli notarili (non ti dico quali, perchè dovresti saperlo) dicono che si può fare la compensazione legale anche in caso di credito postergato? 

Ma la compensazione sarebbe volontaria.

Resta il fatto che é follia procedere ad una diversa appostazione per fare ciò che già puoi fare. Follia

 

...ma voi siete quello che seiete

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51 minuti fa, Condono2016 dice:

Il credito se é postergato non può essere esigibile: con la pistergazione viene meno l'esigibilità

Ti ripeto, caro, che io non l'ho compensato, proprio perché postergato. Mi stai dando ragione.

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50 minuti fa, Condono2016 dice:

Con la compensazione di un credito postergato finiresti per favorire un socio in danno di un creditore (non postergato), violando in sostanzala clausola stessa di postergazione.

Nozioni di bilancio: Zero

Ancora? IO NO AVERE FATTA COMPENSAZIONE, TU CAPIRE ME?

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4 minuti fa, Condono2016 dice:

Ma la compensazione sarebbe volontaria.

Resta il fatto che é follia procedere ad una diversa appostazione per fare ciò che già puoi fare. Follia

 

...ma voi siete quello che seiete

non mi pare che facciano distinzioni. 

rimettiti sui libri senti a me. 

La corrente maggioritaria appare propendere per la soluzione tout court (il che significa in ogni caso) favorevole alla compensabilità, ammettendo sempre l’utilizzabilità dei crediti, anche legalmente postergati ex art. 2467 c.c., per la (sottoscrizione e) liberazione del capitale deliberato.

E’ stato così affermato che è “conforme alla legge la prassi, ampiamente diffusa, secondo cui la liberazione del conferimento in danaro può essere attuata (…) mediante compensazione con finanziamenti dei soci o con altri crediti del sottoscrittore” e che, “in particolare”, “la disciplina dei finanziamenti dei soci dettata dall’art. 2467 c.c. non è per nulla in contrasto con le finalità e la disciplina dell’aumento di capitale, quanto meno perché l’incorporazione dei finanziamenti dei soci al capitale è il traguardo che la disposizione dell’art. 2467 c.c. intende raggiungere, sia pure indirettamente” ([3]). In altre parole, “ogni operazione diretta a «convertire» la relativa posta [di credito del socio] in un investimento pienamente partecipativo del rischio d’impresa [sarebbe] in sintonia con la ratio ispiratrice del precetto normativo” di cui all’art. 2467 c.c. ([4]).

Sulla stessa scia, si è altresì posta la prassi notarile.

E’ stato così affermato dal Consiglio notarile di Napoli che “[l]a compensazione non risulta inibita da alcun divieto di legge, non è contraria all’interesse della società o dei terzi creditori” e che “non osta alla predetta operazione neanche il disposto dell’art. 2467 c.c., di cui – anzi – l’operazione rappresenta attuazione realizzando la ‘conversione’ in capitale di rischio di un capitale (originario) da ‘finanziamento’” ([5]).

Nella stessa direzione, s’è orientato anche il Consiglio notarile dei distretti riuniti di Firenze, Pistoia e Prato. Partendo dal presupposto dell’ammissibilità, in generale, della compensazione tra il credito del socio per finanziamenti e il suo debito da sottoscrizione dell’aumento di capitale, i notai toscani hanno affermato che “[n]on osta a tale operazione neppure il fatto che ricorrano le condizioni per la postergazione dei crediti dei soci stabilite dall’art. 2467 c.c., posto che la conversione del credito da finanziamento in capitale di rischio concorre alla protezione degli interessi dei creditori terzi tutelati da tale disposizione”. Nella motivazione – affermando che la compensabilità sarebbe in linea con lo “spirito della norma” di cui all’art. 2467 c.c. – il Consiglio ha meglio illustrato il proprio ragionamento: l’estinzione per compensazione non pregiudicherebbe i creditori della società atteso che, pur non determinando l’ingresso di una attività reale, eliminerebbe comunque “una passività sicuramente reale”; “e questo risultato realizz[erebbe] ugualmente la copertura richiesta dalla legge grazie al principio secondo il quale la diminuzione del passivo è un incremento patrimoniale come l’aumento dell’attivo”. Anzi, secondo il Consiglio toscano, “l’operazione appar[irebbe]tutelare proprio la posizione dei creditori della società in quanto l’effetto della compensazione è quello di rendere definitivamente inesigibile (dato che il rimborso del capitale è l’ultima delle fasi della liquidazione) quel credito che invece lo sarebbe solo transitoriamente per l’operare della postergazione” ([6]).

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