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presidentecapozzi

Clausola di recesso

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In una compravendita immobiliare e' valida la clausola in cui gli effetti reali sono subordinati al gradimento del vivere nell'appartamento  venduto da esprimere da parte dell'acquirente    entro un breve termine?

In caso le parti abbiano pattuito il recesso per il caso del mancato gradimento  di una delle due parti il recesso può essere esercitato solo prima del pagamento del prezzo e dopo la consegna nonostante il 1373 vieti il recesso dopo l'esecuzione?

Il recesso può essere esercitato anche con raccomandata o necessariamente per atto pubblico se la vendita si fa per atto di notaio?

 

 

 

 

 

Modificato da presidentecapozzi

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La prima da te prospettata è una condizione sospensiva!! Secondo me sicuramente ammissibile!

Sul recesso nei contratti ad esecuzione immediata io direi che la diversa volontà delle parti può spingersi sino al concepirlo ma è soluzione ardita!

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La prima ipotesi potrebbe integrare una "riserva di gradimento", prevista espressamente per la vendita di beni mobili e ritenuta applicabile anche alla vendita immobiliare. Come ha rilevato la dottrina più moderna (e attenta), in realtà, la vendita con riserva di gradimento non è un negozio condizionato, ma un c.d. contratto a formazione successiva, nel quale in un primo momento vi è l'impegno di una sola delle parti,  mentre l'altra parte si riserva di obbligarsi anch'essa solo in un altro momento.

Anche la condizione sospensiva va bene. Nonostante l'opinione diversa sostenuta da qualche autore, qui per me non si pongono problemi di condizione sospensiva meramente potestativa (con tutte le conseguenze  - negative -  del caso), perché l'alienazione del diritto dipende dalla volontà del compratore, e non da quella dell venditore (art. 1355 c.c.). Tuttavia, quanto meno per prudenza preferirei la prima ricostruzione, disciplinando in atto in cosa consiista il gradimento (valutazione della "condizione di vivibilità" dell'appartamento da parte dell'acquirente entro un dato termine).

La seconda ipotesi mi indurebbe ad adottare una condizione risolutiva meramente postestativa, ritenuta valida anche dalla giurisprudenza di legittimità; soluzione, questa, che ti lascia a disposizione un ampio "margine di autonomia": nel senso che la condizione ben potrà verificarsi anche dopo il pagamento del prezzo e dopol consegna, determinando, in tal caso, il sorgere dei relativi "obblighi restitutori". Ovviamente, sarà necessario un successivo atto ricognitivo, in modo da far constare l'avveramento o il mancato verificarsi della condizione,

Spero di esser stato abbastanza chiaro nell'esposizione.

Ciao

 

Modificato da Antonio Mattera

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