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CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

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Ma che c'entra l'azione in vita, con la sentenza penale, che dichiara anche l'indegnità, non devi fare nulla. Ecco perchè la soluzione era fare il riconoscimento secco del figlio.

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2 minuti fa, Condono2016 dice:

Cioé?

Tu dimmi come ti chiami e io ti dico su che argomento ho scritto. Mettici la faccia, stai insultando da mesi.

Modificato da Fortune

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1 minuto fa, Fortune dice:

Ma che c'entra l'azione in vita, con la sentenza penale, che dichiara anche l'indegnità, non devi fare nulla. Ecco perchè la soluzione era fare il riconoscimento secco del figlio.

Va beh ... Ciao... Dipende quando é stata pronunziata la sentenza penale: E se fosse stata pronunziata prima dell'entrata in vigore del nuovo art. del cpp?

Lasciamo perdere ... ... Sempre più disgustato

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54 minuti fa, Condono2016 dice:

Va beh ... Ciao... Dipende quando é stata pronunziata la sentenza penale: E se fosse stata pronunziata prima dell'entrata in vigore del nuovo art. del cpp?

Lasciamo perdere ... ... Sempre più disgustato

il concorso è una simulazione a bocce ferme, applichi la normativa attuale.

Modificato da Fulgor

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1 ora fa, Condono2016 dice:

Purtroppo, voi vi limitate a ripetere a memoria quelle quattro cose che vi dicono nelle scuolette.

Per me un candidato notaio che non studia successioni dal Trattato Bonilini andrebbe bocciato in partenza

Conosco Il Bonilini e la tesi che hai citato: come vedi non sei l'unico al mondo che studia. Tuttavia, non so se di essa abbia avuto contezza la Commissione quando ha redatto la traccia.

Se non ricordo male, la legittimazione all'azione di indegnità viene riconosciuta anche al testatore (per fatti verificatesi prima dell'apertura della successione), dal momento che egli non potrebbe diserderedare il legittimario: la pronunzia all'indegnità farebbe perdere al legittimario anche la possibilità di esperire l'azione di riduzione, ove si fosse disposto a favore di terzi. Effettivamente, nel caso in esame ci sta tutta; però, il dubbio permane ... ...

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Resta fermo il mistero di come un giudice possa, prima dell’apertura della successione, dichiarare indegnità a succedere( non saprei dato che abbiamo sempre detto che possa esser dichiarata post morte) e resta il fatto che il nuovo 463 bis dispone una sospensiva a succedere in caso di tentato omicidio ( chissà sospensiva circa cosa posto che in caso di tentato omicidio la succ. non si apre posto che il testatore è in vita ), secondo me più semplicemente si poteva aderire alla teoria dell’efficacia dichiarativa e non costitutiva della sent. Indeg., diseredavi il papà il figlio era fuori e sotto a chi tocca per il resto (just saying) tanto a breve sapremo tutto

Modificato da Sebastiano Cascio

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14 minuti fa, Sebastiano Cascio dice:

Last but not least il tipo è figlio solo post riconoscimento.. quindi davvero non so come possa aver il giudice applicato quella norma difettando il requisito sogg...boh

Esatto. 

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23 minuti fa, Sebastiano Cascio dice:

Last but not least il tipo è figlio solo post riconoscimento.. quindi davvero non so come possa aver il giudice applicato quella norma difettando il requisito sogg...boh

Aspettate un attimo.

Qua mi pare stiate facendo confusione tra il 463 bis c.c. e l'art. 537 bis c.p.

La pronunzia di indegnità ex art. 537 bis c.p. prescinde dal rapporto di parentela. Leggete la norma, la prima interpretazione che l'operatore giuridico deve fare è quella letterale, e letteralmente il 537 bis sancisce che "quando pronuncia sentenza di condanna per un dei fatti del 463 cc, il giudice dichiara l'indegnità a succedere".

I fatti del 463 cc prescindono da un rapporto di parentela (leggete il 463 n.1 , che parla di tentato omidicio della persona della cui successione si tratta, non di tentato omicidio "del genitore").

Il 537 bis cp ed il 463 bis cc sono norme diversa, la prima richiamando il 463 cc prescinde dal rapporto di parentela, la seconda invece presuppone il rapporto di parentela.

Questo almeno da una interpretazione letterale del testo normativo.

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8 minuti fa, Pocholoco dice:

Aspettate un attimo.

Qua mi pare stiate facendo confusione tra il 463 bis c.c. e l'art. 537 bis c.p.

La pronunzia di indegnità ex art. 537 bis c.p. prescinde dal rapporto di parentela. Leggete la norma, la prima interpretazione che l'operatore giuridico deve fare è quella letterale, e letteralmente il 537 bis sancisce che "quando pronuncia sentenza di condanna per un dei fatti del 463 cc, il giudice dichiara l'indegnità a succedere".

I fatti del 463 cc prescindono da un rapporto di parentela (leggete il 463 n.1 , che parla di tentato omidicio della persona della cui successione si tratta, non di tentato omicidio "del genitore").

Il 537 bis cp ed il 463 bis cc sono norme diversa, la prima richiamando il 463 cc prescinde dal rapporto di parentela, la seconda invece presuppone il rapporto di parentela.

Questo almeno da una interpretazione letterale del testo normativo.

Si la pronunzia prescinde certamente dalla parentela ma comunque la sentenza non può intervenire se non dopo la morte dell’offeso

resta fermo che non essendo il soggetto figlio al tempo in cui ha commesso il fatto il 463 bis non vedo come anche solo in astratto avesse potuto trovare applicazione

Modificato da Sebastiano Cascio

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11 minuti fa, Pocholoco dice:

Aspettate un attimo.

Qua mi pare stiate facendo confusione tra il 463 bis c.c. e l'art. 537 bis c.p.

La pronunzia di indegnità ex art. 537 bis c.p. prescinde dal rapporto di parentela. Leggete la norma, la prima interpretazione che l'operatore giuridico deve fare è quella letterale, e letteralmente il 537 bis sancisce che "quando pronuncia sentenza di condanna per un dei fatti del 463 cc, il giudice dichiara l'indegnità a succedere".

I fatti del 463 cc prescindono da un rapporto di parentela (leggete il 463 n.1 , che parla di tentato omidicio della persona della cui successione si tratta, non di tentato omicidio "del genitore").

Il 537 bis cp ed il 463 bis cc sono norme diversa, la prima richiamando il 463 cc prescinde dal rapporto di parentela, la seconda invece presuppone il rapporto di parentela.

Questo almeno da una interpretazione letterale del testo normativo.

Non c’è nessuna confusione ho sbagliato a scrivere articolo , infatti ho corretto subito il refuso

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2 minuti fa, Sebastiano Cascio dice:

Si la pronunzia prescinde certamente dalla parentela ma comunque la sentenza non può intervenire se non dopo la morte dell’offeso

resta fermo che non essendo il soggetto figlio al tempo in cui ha commesso il fatto il 463 bis non vedo come anche solo in astratto avesse potuto trovare applicazione

Ma infatti il 537 bis cp ed il 463 bis cc sono fattispecie completamente diverse.

Il 537 bis cp ha praticamente sancito che quando una persona è condannata per uno dei fatti del 463 cc l'indegnità diviene una sorta di "sanzione accessoria".

E scusami ma perché dici che la sentenza deve intervenire dopo al morte dell'offeso? Se non è condanna penale per omicidio, ma per tentato omicidio, praticamente così il 537 bis cp non si applicherebbe mai, non trovi?

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Perché in genere abbiamo sempre detto che in vita il de cuius non può essere pronunciata indegnità a succedere per il semplice fatto che in vita il de cuius non c’è alcuna successione aperta a cui succedere..poi boh..

ho difficolta’ a capire come possa essere pronunziata ‘ora per allora’

Modificato da Sebastiano Cascio

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3 minuti fa, Sebastiano Cascio dice:

Perché in genere abbiamo sempre detto che in vita il de cuius non può essere pronunciata indegnità a succedere per il semplice fatto che in vita il de cuius non c’è alcuna successione aperta a cui succedere..poi boh.. 

Si infatti questa è la stradominante tesi ante riforma 4/2018.

Però questo nuovo art. 537 bis cpp letteralmente sembra dire: "tu giudice penale, quando condanni un soggetti per uno dei fatti del 463 cc, devi dichiararne anche l'indegnità a succedere rispetto alla persona offesa dal reato".

Secondo me è una norma scritta male, non so se questo è l'obiettivo che voleva raggiungere il legislatore, ma la lettera della norma questa è. 

Modificato da Pocholoco
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1 minuto fa, Pocholoco dice:

Si infatti questa è la stradominante tesi ante riforma 4/2018.

Però questo nuovo art. 537 bis cpp letteralmente sembra dire: "tu giudice penale, quando condanni un soggetti per uno dei fatti del 463 cc, devi dichiararne anche l'indegnità a succedere rispetto alla persona offesa dal reato".

Secondo me è una norma scritta male, non so se questo è l'obiettivo che voleva raggiungere il legislatore, ma la lettera della norma questa è. 

Sicuramente, la norma non è delle più chiare ma non saprei proprio se potesse valere anche per il tentato omicidio a prescindere dalla lettera della legge , tra parentesi, per me è a priori indegno aderendo alla teoria della sent. Dich. 

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11 minuti fa, Elio82 dice:

quindi significherebbe che non si ha proprio delazione a favore del figlio ?

Sia che ritieni applicabile la sanzione di ingegnita’ a succ anche a succ. non aperta sia che la sent eventualmente avrebbe portata dichiarativa il figlio comunque sarebbe escluso ‘’in teoria’’

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8 minuti fa, Sebastiano Cascio dice:

Sia che ritieni applicabile la sanzione di ingegnita’ a succ anche a succ. non aperta sia che la sent eventualmente avrebbe portata dichiarativa il figlio comunque sarebbe escluso ‘’in teoria’’

e quindi l'ascendente sarebbe legittimario... e non diseredabile....ripeto, secondo me le soluzioni possibili a MC erano 1.600, come i candidati 😁

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