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CORREZIONE SCRITTI APRILE 2018

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Adesso, Lorenzaccio dice:

No no ma la tua soluzione mi sembra improbabile. A mio avviso o si diseredava il figlio (credo non preferibile) o si riteneva applicato l'art 537 bis cpp (un po' inverosimile data l'entrata in vigore dell'articolo nemmeno due mesi prima del concorso) oppure si istitutiva nell'intero la moglie o un terzo per evitare il conseguimento di beni del figlio in ossequio al principio indignus potest capere sed non potest retinere. 

 

 

 

Adesso, Lorenzaccio dice:

Non fare nulla ed affidarsi ad una successiva azione giudiziale di indegnità da parte dei chiamati ulteriori mi sembra soluzione poco concorsuale. 

La dottrina più moderna sostiene che l'azione di indegnità possa essere esercitata anchebdal de cuius, ove il fatto che la legittima si verifichi prima dell'apertura della successione.

Poi, sinceramente, ti dico che questa non é la mia soluzione, ma LA soluzione (poi, può sempre essere che io abbia capito male ciò Che mi é stato riferito)

 

 

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O semplicemente eredi moglie e nipote nell'intero. Non l'ho fatta solo io.... Ma è sesso degli angeli. 

Modificato da walle

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38 minuti fa, Condono2016 dice:

 

 

La dottrina più moderna sostiene che l'azione di indegnità possa essere esercitata anchebdal de cuius, ove il fatto che la legittima si verifichi prima dell'apertura della successione.

Poi, sinceramente, ti dico che questa non é la mia soluzione, ma LA soluzione (poi, può sempre essere che io abbia capito male ciò Che mi é stato riferito)

 

 

Non esiste che il de cuius possa proporre in vita una tale azione...dove la hai letta questa cosa...quanto poi al figlio riconosciuto, è ovvio che si doveva applicare la nuova normativa, in vigore già da almeno 10 settimane...volevano semplicemente testare se il candidato conosceva tale nuova disposizione, dunque, il figlio era indegno per pronuncia giudiziale del giudice penale...e non occorreva fare nulla altro che riconoscerlo.

Saluti a tutti.

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1 ora fa, Condono2016 dice:

Se istituisci la mglie erede universale, cosa non richiesta dalla traccia, il testamento poteva finire lì: non c'è bisogno di fare i legati perché i beni sono già ricompresi nell'asse; non si pongono problemi di diseredazione, essendo l'istituzione ereditaria al più riducubile.

Ergo, la soluzione era: 1) diseredazione del padre, che, a seguito del riconoscimento del figlio, poteva essere diseredato: inoltre, c'è il 438-bis a fare da spalla (il riferimento ai comportamenti anaffettivi e di abbandono che ve li hanno messi a fare?); 2) il figlio non poteva essere diseredato perché legittimario (al momento dell'apertura della successione): indi, azione per far valere l'indegnità (il riferimento all' indegnità del figlio che ve l'hanno messo a fare?); 3) decadenza della moglie in caso di violazione del divieto di impugnazione, prevedendo come sanzione il conseguimento della sola legittima (non potendo essere diseredata con riguardo ad essa)

Scusami:

- se non istituisco erede universale la moglie, comunque è erede legittima in assenza di altra istituzione di altri  soggetti (quindi anche in questo caso potrebbe essere superfluo fare i legati);

- se il figlio diventava lui legittimario, automaticamente il padre non lo era più, e quindi non gli spettava più nulla. A che mi serviva diseredarlo? In ogni caso, se il figlio non acconsentiva ex 250 comma II, o fosse stata possibile l'applicazione del 537 cpp, il padre sarebbe stato un legittimario.

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Oltre ai testi base (Capozzi), esiste il Trattato Bonilini: ti consiglio di leggerti la parte sull'indegnitá scritta egregiamente da A. Natale, in particolare pp. 498-99

Modificato da Condono2016
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2 minuti fa, Simove83 dice:

Scusami:

- se non istituisco erede universale la moglie, comunque è erede legittima in assenza di altra istituzione di altri  soggetti (quindi anche in questo caso potrebbe essere superfluo fare i legati);

- se il figlio diventava lui legittimario, automaticamente il padre non lo era più, e quindi non gli spettava più nulla. A che mi serviva diseredarlo? In ogni caso, se il figlio non acconsentiva ex 250 comma II, o fosse stata possibile l'applicazione del 537 cpp, il padre sarebbe stato un legittimario.

Mai sentito parlare della circistanza che taluno dei chiamati ex lege non accetti l'eredità? Rifletti su questo e troverai la spiegazione del diseredare il padre!

Ti ripeto: relata refero

Questa é LA soluzione. Ció non toglie che possano passare anche altre, ove congrua mente motivate

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Lo leggerò, e grazie per lo spunto...quello che voglio dire è che capisco che puoi avere delle soffiate, o sentire voci...ma non mi sembrano essere la verità assoluta sull'andamento del concorso.

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il figlio indegno è pur sempre legittimario, anche se non può accettare l'eredità o cmq ritenerla...una semplice applicazione del principio della cd. quota mobile di riserva, ex Cass. S.U. 2006...

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3 minuti fa, Fortune dice:

Invece applicare il diritto esistente no eh...537bis cpp...ahahaha

Anche va bene! Se richiamavi la tesi che ti ho citato, avresti fatto solo una figura più bella, ma tant'è

Modificato da Condono2016
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2 minuti fa, Simove83 dice:

Lo leggerò, e grazie per lo spunto...quello che voglio dire è che capisco che puoi avere delle soffiate, o sentire voci...ma non mi sembrano essere la verità assoluta sull'andamento del concorso.

É la soluzione principe, ma di sicuro passano anche altre soluzioni: sereni!

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6 minuti fa, Fortune dice:

Non certo ipotizzare che il testatore avesse esercitato l'azione di accertamento dell'indegnità in vita...questo sì grave errore di diritto e travisamento.

Il sommo che tutto sa è caduto. Condonato pure lui? 

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Ha detto un paio di scempiaggini...da ridere...

Ho letto anche qualche sua perla in Iv...di societario non parla, chissà come...invece di ritirarsi in buon ordine, sono mesi che insulta i praticanti che con fatica hanno speso anni appresso a questa bolgia...

Modificato da Fortune

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Non ti sto dicendo che si doveva dare per assunto che il testatore avesse esetcitato l'azione di indegnità. Sto mettendo in evidenza che, secondo la letteratura più moderna (che voi ignorate perche non studiate, limitandovi a prontuari), anche il testatore é legittimato ad esercitare l'azione di indegnitá, ove il fatto che la cagioni sia anteriore all'apertura della successione.

 

I riferimenti bibliografici li trovi sopra.

Modificato da Condono2016
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1 minuto fa, Condono2016 dice:

Non ti sto dicendo che si doveva dare per assunto che il testatore avesse esetcitato l'azione di indegnità. Sto mettendo in evidenza che, secondo la letteratura più moderna (che voi ignorate perche non studiate, limitandovi a prontuari), anche il testatore é legittimato ad esercitare l'azione di indegnitá, ove il fatto che la cagioni sia anteriore all'apertura della successione.

 

I riferimenti bibliografici li trovi sopra.

Portami una sentenza e comincio a parlarne, sono tesi dottrinali, come tante, scritte tanto per...ti rendo noto che alla data delle prove scritte c'era il 537bis cpp...secondo me, chi non lo ha citato, deve stare a casa...

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Purtroppo, voi vi limitate a ripetere a memoria quelle quattro cose che vi dicono nelle scuolette.

Per me un candidato notaio che non studia successioni dal Trattato Bonilini andrebbe bocciato in partenza

  • Sad 1

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Adesso, Fortune dice:

Portami una sentenza e comincio a parlarne, sono tesi dottrinali, come tante, scritte tanto per...ti rendo noto che alla data delle prove scritte c'era il 537bis cpp...secondo me, chi non lo ha citato, deve stare a casa...

Sono d'accordo: andava citato. In più si poteva evidenziare quanto ti ho detto in merito alla legittimazione

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