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presidentecapozzi

fondazione pagana

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può essere ricevuta dal notaio un atto costitutivo di una fondazione  con sede in Roma  che ha per oggetto la celebrazione dei culti e delle divinità romane e come scopo la divulgazione, diffusione e il proselitismo per il culto degli dei romani?

qual è l'autorità pubblica che deve effettuare i controlli che il patrimonio sia effettivamente destinato alla realizzazione degli scopi previsti nell'atto costitutivo?

ogni quanto tempo vengono effettuati questi controlli?sono ciclici e continui?

cosa accade in caso di altra destinazione diversa dagli scopi previsti dalla fondazione del patrimonio di dotazione dell'ente?

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caro collega presidente,

come ets direi che non potrà essere costituito, anche perché nella  novella ci sono le materie e le finalità e non mi pare vi possa rientrare questa dei romani...

Se aderisci alla tesi che la fondazione debba perseguire finalità lecite (puramente e semplicemente) allora non vedrei problemi...anche se accediamo alla tesi che gli interessi perseguiti debbano essere "meritevoli di tutela" personalmente sarei possibilista e sarei favorevole a costituire una qualunque fondazione con finalità religiose (del resto potremmo starcene anni a fare la differenza tra il credere a DIO, a Giove o a Scientology......)... il controllo compete alla prefettura in sede di iscrizione nel registro delle persone giuridiche anche se credo che il notaio non possa totalmente disinteressarsene (mi è capitato di leggere però di fondazioni costituite senza nemmeno l'indicazione del patrimonio, serenamente accettate a tutti i livelli ma a mio avviso nulle di sana pianta). Personalmente direi che davanti al notaio una specie di giudizio di verosimiglianza (chiamiamolo così) ci sarà...nel senso che mi rifiuterei di costituire una fondazione con patrimonio a un euro...fatevi un comitato raccolta fondi che si propone di costituire una fondazione appena avrà raggiunto le cifre giuste...

le prefetture si rifiutano di ritenere congruo il nuovo minimo di legge per le fondazioni ets (30.000) e quindi continuano a pretendere somme molto più alte (ma si varia di prefettura in prefettura e fanno pure differenze a seconda della attività che svolgerai...)

Mai visto o sentito di controlli in concreto sull'attività. In ogni caso il codice demanda all'autorità amministrativa che dovrebbe essere costituita dalle prefetture (art. 5 del dpr 10 febbraio 2000 n. 361 da coordinare con l'art. 25 c.c.). Non mi risulta di controlli ciclici o altro come per le cooperative a mutualità prevalente.

La diversa destinazione potrebbe essere motivo di intervento delle prefetture per annullare atti o deliberazioni o per sostituire gli amministratori o in ultima analisi promuovere l'estinzione dell'ente

saluti

sss

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