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Marco Lucarelli

Rogito casa Condonata legge 47/85

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Buongiorno,

Vorrei avere alcune informazioni relativamente alla casa che vorrei vendere (spero di essere il più chiaro possibile)

La Casa che vorrei vendere è stata acquistata nel 1992 (nel rogito è stata allegata la richiesta di condono con i bollettini delle oblazioni regolamente pagate dal precedente proprietario, ed, in particolare, il notaio certifica, nell'art 10, che tutte le oblazioni in "copia autentica" allegate sono state pagate).

Vado al dunque:

Ho mandato tutta la documentazione al notaio, il quale, controllando il rogito, nota che due dei 10 bollettini risultano, ahimè, fotocopiati male, per cui i due bollettini non sono completamente leggibili, e di conseguenza, senza trascrivere quei due bollettini mancanti, non è possibile procedere con l'atto (i bollettini ogirinali non li abbiamo, poichè sono del vecchio proprietario, che è nato nel 1933 ed è in belgio).

La mia domanda è quindi la seguente: se il notaio, al rogito del 1992, ha espressamente dichiarato e certificato (il rogito è un atto ufficiale) che le oblazioni sono state tutte pagate per intero, a cosa serve elencare tutti i bollettini nel nuovo atto di compravendita?

Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

Marco

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1 ora fa, Marco Lucarelli dice:

Buongiorno,

Vorrei avere alcune informazioni relativamente alla casa che vorrei vendere (spero di essere il più chiaro possibile)

La Casa che vorrei vendere è stata acquistata nel 1992 (nel rogito è stata allegata la richiesta di condono con i bollettini delle oblazioni regolamente pagate dal precedente proprietario, ed, in particolare, il notaio certifica, nell'art 10, che tutte le oblazioni in "copia autentica" allegate sono state pagate).

Vado al dunque:

Ho mandato tutta la documentazione al notaio, il quale, controllando il rogito, nota che due dei 10 bollettini risultano, ahimè, fotocopiati male, per cui i due bollettini non sono completamente leggibili, e di conseguenza, senza trascrivere quei due bollettini mancanti, non è possibile procedere con l'atto (i bollettini ogirinali non li abbiamo, poichè sono del vecchio proprietario, che è nato nel 1933 ed è in belgio).

La mia domanda è quindi la seguente: se il notaio, al rogito del 1992, ha espressamente dichiarato e certificato (il rogito è un atto ufficiale) che le oblazioni sono state tutte pagate per intero, a cosa serve elencare tutti i bollettini nel nuovo atto di compravendita?

Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

Marco

La tua è una domanda intelligente: che efficacia probatoria può avere l'atto pubblico se la dichiarazione in esso contenuta non è sufficiente? Difficile rispondere, perché non sempre nella vita le cose seguono un senso logico. Chiedi nuove e più chiare spiegazioni al notaio e se non ti convincono trovane un altro.

 

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1 minuto fa, Agri dice:

La tua è una domanda intelligente: che efficacia probatoria può avere l'atto pubblico se la dichiarazione in esso contenuta non è sufficiente? Difficile rispondere, perché non sempre nella vita le cose seguono un senso logico. Chiedi nuove e più chiare spiegazioni al notaio e se non ti convincono trovane un altro. 

 

Grazie mille per la risposta.

Attendo anche altri pareri di altri utenti, però sono propenso, a questo punto, a cambiare notaio.

Grazie ancora,

Marco.

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Vanno riportati perché lo prevede l'art. 40 co. 2 L. 47/1985

è una delle tante formalità che intasano gli atti notarili.

Fai un'istanza all'ufficio condono del tuo comune per l'accesso alla pratica edilizia, lì potrai trovare non solo copia del modello ma anche le copie di tutti i pagamenti, contestualmente potresti richiedere anche il rilascio della concessione edilizia (permesso di costruire)  in sanatoria. 

Anzi il Notaio (e l'Agenzia Immobiliare) ti avrebbero dovuto consigliare subito questa seconda strada che è quella corretta

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29 minuti fa, sakuragy dice:

Vanno riportati perché lo prevede l'art. 40 co. 2 L. 47/1985

 è una delle tante formalità che intasano gli atti notarili.

 Fai un'istanza all'ufficio condono del tuo comune per l'accesso alla pratica edilizia, lì potrai trovare non solo copia del modello ma anche le copie di tutti i pagamenti, contestualmente potresti richiedere anche il rilascio della concessione edilizia (permesso di costruire)  in sanatoria. 

 Anzi il Notaio (e l'Agenzia Immobiliare) ti avrebbero dovuto consigliare subito questa seconda strada che è quella corretta

Grazie mille per la risposta.

nel Rogito di provenienza, però, è allegata la domanda di sanatoria, con annessi tutti i bollettini pagati, L'unico problema è che su due bollettini non si vedono i numeri di bollo.

Per la richiesta all'ufficio condono, per il rilascio delle copia dei pagamenti, mi sa dire i tempi?

In caso di impossibilità a recarmi presso il comune, posso far andare anche un geometra?

Grazie,

Marco.

Modificato da Marco Lucarelli

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Ciao,

mi rendo conto che sia un formalismo, ma anche a mio modo di vedere è necessario.

Per quanto riguarda i tempi cambiano dal Comune in cui si trova l'immobile

Certamente puoi delegare un geometra per l'accesso agli atti.

Ti consiglio di parlare con il Notaio per farti guidare e assistere, magari hanno un geometra di fiducia

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2 minuti fa, sakuragy dice:

Ciao,

mi rendo conto che sia un formalismo, ma anche a mio modo di vedere è necessario.

 Per quanto riguarda i tempi cambiano dal Comune in cui si trova l'immobile

 Certamente puoi delegare un geometra per l'accesso agli atti.

 Ti consiglio di parlare con il Notaio per farti guidare e assistere, magari hanno un geometra di fiducia

Grazie ancora per il supporto.

Il geometra deve essere delegato, o può presentarsi direttamente all'ufficio?

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Ciao, 

è giusto che il notaio indichi in atto gli estremi dei bollettini pagati in quanto rischierebbe la nullità dell'atto. Tale adempimento lo deve fare ai sensi dell'art. 2, 58° della Legge n. 662 del 1996. 

La stessa norma prevede espressamente che nei successivi atti negoziali è consentito fare riferimento agli estremi di un precedente atto pubblico che riporti i dati sopracitati (ossia estremi della domanda al Comune, estremi dei versamenti dovuti e la dichiarazione che il comune non ha provveduto ad emettere il provvedimento in sanatoria).

Se insiste, cambia notaio.

Modificato da GioDema

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In 15 anni di lavoro non ho mai letto un atto notarile che si limiti a far riferimento per gli estremi della domanda di sanatoria ad un altro atto notarile.

Bisogna poi vedere se la provenienza sia un atto pubblico o una scrittura privata autenticata

 

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Dice bene sakuragy, occorre ormai avere la concessione in sanatoria, è ridicolo far ancor riferimento ad una pratica di 30 anni fa, non è professionale. Occorre inviare un tecnico per visionare la pratica, per vedere se è pronta la concessione, oppure se manca documentazione, se vi sono ancora importi da pagare in correzione, se il condono corrisponde al progetto effettivo, ecc.

Al cliente si deve consigliare una tal cosa, non si deve, a mio parere, stipulare, senza aver fatto questa indagine; e se la concessione fosse già pronta ? L'atto notarile conterrebbe una grave inesattezza. Basta con questi rinvii pigri ad atti già fatti, solo con tale consiglio (di ispezione e ritiro concessione) si rende un servigio alle parti

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Scusate se mi intrometto....

ma siete così sicuri che pur essendo presentata domanda di condono 30 anni fa, adesso la concessione in sanatoria sia pronta?

Secondo me alle volte si richiamano gli estremi della domanda di condono e delle oblazioni pagate senza aspettare ed insistere per ottenere la concessione in sanatoria (anche se sono passati decenni) perché alle volte i clienti hanno fretta...e gli uffici comunali sono spesso tutt'altro che celeri

Modificato da Pocholoco

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E' pronta, e se non è pronta (le residuali) puoi far accelerare  la pratica; occorre accertarsi, sia nel bene che nel male: può essere bloccata per mancanza di documenti (o di somme ulteriori de versare, ecc.). Ripeto, non bisogna soccombere alla fretta (pigrizia o tirchieria) delle parti, si deve far capire l'importanza dell'accertamento, operare diversamente non è professionale da parte del notaio. Prima o poi si devono "scoprire" le carte

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a volte non è fretta/tirchieria, certi comuni ti dicono sul muso che la concessione in sanatoria del condono non la rilasciano punto e stop, ed è meno raro di quello che si pensi.

La normativa permette di richiamare l'atto e così facendo l'atto è valido (poco professionale forse, ma stante quanto detto...).

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Concordo con piersimon

i consigli dati sono correttissimi se non addittura perfetti dal lato giuridico ma la realtà si scontra con la PA che spesso per non lavorare da le risposte che anche piersimon come me ha sentito.

Per farvi ridere ci sono anche Comuni che non rilasciano il CDU perchè non hanno tempo e personale ...

questa è l'Italia dove bisogna lavorare

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Per esempio a Milano il Comune per il tramite del Consiglio ha "invitato" i Notaio a non accontentarsi della sanatoria e a far richiedere le concessioni in sanatoria in modo da chiudere le pratiche e archiviarle definitivamente.

Devo riscontrare che così facendo tante pratiche che si supponevano concluse per silenzio-assenso in realtà non lo erano per carenze documentali (ho trovato anche molte comunicazioni del Comune con richieste di integrazione)

Bisogna poi vedere se è possibile fare il richiamo dell'atto precedente del '92, siete sicuri sicuri che sia un atto pubblico e non una scrittura privata autenticata? Nel secondo caso il richiamo mi risulta non sia possibile.

 

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Faden e Piersimon, sì, può succedere, è vero, però si deve o no avere accesso agli atti al Comune per verificare la situazione dopo così tanto tempo? L'ipotesi prospettata faceva riferimento ad un notaio che non voleva stipulare perché riteneva i bollettini illeggibili !!

In questo, dico "tirchieria o pigrizia o fretta", perché occorre dare incarico ad un tecnico (che naturalmente ha un costo) che deve poi andare al Comune (e occorre tempo) ed esaminare il fascicolo. 

Se si stipula, e  casomai la sanatoria fosse stata respinta o bloccata ?................. ah, è colpa anche del notaio che non ha accertato o fatto accertare e fanno subito causa per responsabilità professionale.

Come dice Sakuragy, diversi grandi Comuni hanno inviato quella informativa al notariato, non solo Milano, ma mi risulta anche Roma

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Buonasera a tutti,

Oggi sono andato al catasto e mi hanno detto che la pratica è "ancora in istruttoria".. ma è possibile che dopo 32 anni sia ancora in questo stato? Nonostante tutti i bollettini siano stati pagati?

Come posso ovviare per accelerare la pratica?

Aggiungo inoltre che nel 95 è stata presentata un'altra concessione in sanatoria per un ampliamento di 20Mq dell'immobile (con tutte le oblazioni pagate, ovviamente).

 

 

 

Modificato da Marco Lucarelli

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