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Irok

Conferma di donazione

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Ciao a tutti,

volevo il vostro parere su un caso del genere.

Se un notaio, sbagliando gravemente riceve l'atto di donazione che la madre coniugata in regime di comunione legale realizza a favore della figlia, disponendo di 1/2 ( cosa ripeto proprio sbagliata alla radice, perché la comunione legale è un regime di quote astratte e non concrete, come più volte ribadito dalla Corte di Cassazione e pure dalla Corte Costituzionale nel 1988) dell'immobile adibito a residenza familiare, che cosa succede? 

Per intenderci: non siamo nel campo della conferma di atto di vendita nullo perché mancava il c.d.u. allegato relativo al terreno, oppure perché nella vendita di fabbricato era stata omessa la dichiarazione di conformità catastale.

Ora mi chiedo: un atto del genere è nullo perché in contrasto con la natura della comunione legale, ma a questo punto è confermabile? Non comprendo come possa sanarsi un atto del genere, né come il notaio abbia potuto a suo tempo riceverlo e trascriverlo senza farsi venire dei dubbi......(mah ?)

Inoltre un altro dubbio sorge : se il padre muore e non lascia degli altri beni, la madre che riceve la "casa coniugale" vanterà i diritti ex art.540 comma II c.c., ma se ora vuole lasciare la propria quota per così dire "residua" alla figlia, prima di morire (tanto lei vanta i diritti di uso ed abitazione ed ha dei buoni rapporti con la figlia, volendo anticipare l'imposta di donazione ritenuta più favorevole ), può farlo?

Ogni chiarimento o risposta di qualcuno che abbia affrontato sul campo un'esperienza diretta, è gradita. 

Grazie.

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si ritiene nullo...però nulla toglie che possano fare un mutuo dissenso e rifare una nuova donazione, previa separazione dei beni (in questo caso sarà oneroso). Tuttavia se non si impugna risulterà efficace.

Quanto al secondo punto, mi sembrerebbe una violazione di patto successorio. E' possibile che in futuro i coniugi divorzino e la moglie perderebbe quei diritti ex 540,2°

Modificato da GioDema

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Si ritiene solo annullabile? 

Sei sicuro? scusa ma allora cosi facendo a che cosa vale la pronuncia della Corte Costituzionale del 1988? il notaio che si presta a ricevere un atto del genere non viene sanzionato dal Consiglio di appartenenza?

Io sapevo che era annullabile un atto compiuto dal coniuge in regime suddetto solo se era assente l'altro, ma questa fattispecie a mio modesto parere è del tutto particolare.

Lo scioglimento della donazione per mutuo consenso non la vogliono fare. Non chiedermi perché ai genitori è venuta in mente questa genialata di avallare la donazione, per altro solo di 1/2 dell'appartamento, alla figlia unica .

Scusa ma invece,  se  entrambi i genitori, metti per evitare che ci potessero essere qualsivoglia problemi all'apertura della successione e cautelarsi, avessero fatto un atto di donazione dell'intero bene, a favore della figlia unica  disponendo ognuno "per quanto possa occorrere" od "ognuno per quanto di sua spettanza", essi avrebbero potuto disporre dell'immobile o no?

Non mi sembra si possa parlare di "patto successorio" anche perché allora quanti atti che si fanno nella prassi dovrebbero essere invalidati, visto che, specialmente negli ultimi anni sia per la crisi, sia per le maggiori informazioni giuridiche che circolano in rete, i cittadini italiani prevengono quella che possa essere un'esosa imposta di successione a carico degli eredi e cedono la nuda proprietà con riserva d'usufrutto (ai figli, nella stragrande maggioranza dei casi)). Tornando al punto di partenza il mio quesito è 

emerge un problema se entrambi i coniugi coniugati in comunione legale vogliono donare l'appartamento "comune" alla figlia unica?

Modificato da Irok

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Pardon ho detto un'eresia!

Se avessero fatto la donazione insieme alla figlia non sorgono problemi, sempre con la formula "ognuno di quanto sua spettanza e congiuntamente per l'intero".

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8 minuti fa, GioDema dice:

Pardon ho detto un'eresia!

Se avessero fatto la donazione insieme alla figlia non sorgono problemi, sempre con la formula "ognuno di quanto sua spettanza e congiuntamente per l'intero".

Ok, si mi sembrava forte la tua affermazione.

D'accordo, quindi se per caso anche due coniugi in regime di CL volessero fare una donazione alla figlia maggiorenne che acconsente, tale atto è ammesso, mentre non ho ancora compreso cosa accada a quel notaio che ha ricevuto l'atto di donazione di 1/2 della comunione legale.

Sicuro è stato sbadato a voler essere gentili, ma rischia una sanzione per questa incuria?

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non so di preciso il quantum della sanzione, però ti cito gli artt. di riferimento: 184,3° c.c. - 28 l.n. - 66,6° reg.not. - 70 reg.not.

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