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chiariello

Obbligazioni convertibili in azioni

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Qualcuno mi spiega xké non è necessario coprire la differenza tra il prezzo di emissione delle obbligazioni e il il valore nominale delle azioni attribuite in conversione ma è sufficiete che tale Ultimo valore non ecceda il credito spettante all'obbligazionista in caso di mancata conversione?  

Mi chiedo se emetto un prestito obbligazionario convertibile in azioni per euro 15 ma viene pagato 10 xké in caso di mancata conversione in rimborso spettante è sempre 15 ?? Xké 10 è il capitale ma 5 sono gli interessi ??

Aiuto !!

 

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L'obbligazionista vanta un credito nei confronti della società. Al momento della conversione, in teoria, l'obbligazionista sottoscrive l'aumento di capitale a lui riservato (aumento a servizio) e, dunque, diventa anche debitore della società.  Di conseguenza, presumo che, in tale momento, si verifichi una compensazione tra il credito e il debito; compensazione che ha riguardo i valori con cui essi sono stati appostati in bilancio, a prescindere da quanto effettivamente incassato dalla società.

In sostanza, si realizzerebbe un aumento di capitale mediante per compensazione e, quindi, l'eliminazione di una posta passiva che consente di apportare ricchezza a capitale.

Non riesco a trovare altre spiegazioni: la massima 61 di Milano è davvero criptica!

Modificato da Antonio Mattera

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Ok grazie 

Anche se ancora non ho chiaro in testa il perché 

Voglio dire ok la compensazione...

Ma se il debito dell'obbigazionista è 15 (il virtù dell'aumento a servizio) e il credito  (cioè originario prestito )è 10 come si compensano x il totale?

 

X questo mi chiedo forse il credito in caso di mancata conversione  dell'obbigazionista è 10 di capitale più interessi .... fino a 15 ???

Altrimenti come far quadrare anche il 2346 (tot. Conferimenti non inferiore al capitale sociale )???

 

Boh..... Cmq in sede concorsuale se richiesto si va con la massima 61 Milano 

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Devi ragionare sul piano contabile: qui rileva l'importo del credito dell'obbligazionista verso la società e il debito del socio (ex obbligazionista) verso la stessa a seguito della sottoscrizione (conversione). Non rileva il prezzo di emissione delle obbligazioni: tant'è vero che, in caso di mancata conversione, l'obbligazionista avrà diritto ad ottenere in restituzione non quanto pagato per il titolo, ma il suo valore (lucrando la differenza).

É come se avesse pagato 10 il credito di 15; con la conseguenza che, in caso di conversione, sarà debitore di 15 verso la società e estinguerà tale debito con il suo credito di 15.

 

 

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1 ora fa, Antonio Mattera dice:

Devi ragionare sul piano contabile: qui rileva l'importo del credito dell'obbligazionista verso la società e il debito del socio (ex obbligazionista) verso la stessa a seguito della sottoscrizione (conversione). Non rileva il prezzo di emissione delle obbligazioni: tant'è vero che, in caso di mancata conversione, l'obbligazionista avrà diritto ad ottenere in restituzione non quanto pagato per il titolo, ma il suo valore (lucrando la differenza).

É come se avesse pagato 10 il credito di 15; con la conseguenza che, in caso di conversione, sarà debitore di 15 verso la società e estinguerà tale debito con il suo credito di 15.

 

 

Esattamente! Terra terra è perfetto dire che "l'eliminazione di una passività equivale ad una attività"!

Sotto il profilo meramente contabile poi in bilancio alla voce attivo dello stato patrimoniale risulterà sempre la voce D) ratei e risconti con separata indicazione del disaggio su prestiti, mentre verrà eliminata la voce al passivo su obbligazioni convertibili

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8 ore fa, pinturicchio81 dice:

Esattamente! Terra terra è perfetto dire che "l'eliminazione di una passività equivale ad una attività"!

Sotto il profilo meramente contabile poi in bilancio alla voce attivo dello stato patrimoniale risulterà sempre la voce D) ratei e risconti con separata indicazione del disaggio su prestiti, mentre verrà eliminata la voce al passivo su obbligazioni convertibili

Ok all'eliminazione voce al passivo,

Ma in ratei e risconti cosa viene indicato esattamente ?  Facendo riferimento all'esempio viene iscritto 10 cioè valore di emissione prestito ?

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9 ore fa, chiariello dice:

Ok all'eliminazione voce al passivo,

Ma in ratei e risconti cosa viene indicato esattamente ?  Facendo riferimento all'esempio viene iscritto 10 cioè valore di emissione prestito ?

Si con separata indicazione del disaggio però!

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On 24/11/2017 at 18:40, chiariello dice:

Qualcuno mi spiega xké non è necessario coprire la differenza tra il prezzo di emissione delle obbligazioni e il il valore nominale delle azioni attribuite in conversione ma è sufficiete che tale Ultimo valore non ecceda il credito spettante all'obbligazionista in caso di mancata conversione?  

Mi chiedo se emetto un prestito obbligazionario convertibile in azioni per euro 15 ma viene pagato 10 xké in caso di mancata conversione in rimborso spettante è sempre 15 ?? Xké 10 è il capitale ma 5 sono gli interessi ??

Aiuto !!

 

Ciao, penso di aver capito quel che dici, se posso darti un consiglio, per semplificare la comprensione della massima 61 di milano, devi inserire un ulteriore elemento: il valore nominale delle obbligazioni sottoscritte.

Gli elementi da prendere in considerazione sono: prezzo emissione, valore nom obbl conv, valore nom azioni.

Disaggio: prezzo emissione inferiore al valore nom obbl conv.

Gli obbligazionisti hanno diritto al rimborso delle obbligazioni sottoscritte in base al loro valore nominale, non in base a quanto le hanno pagate.

Pertanto, secondo Milano, se il valore nominale delle obbligazioni (che rappresenta un debito della società verso l'obbligazionista) è pari al valore nominale delle azioni da assegnare in conversione (per le quali vi sarebbe un credito della società verso l'obbligazionista pari al valore nominale), allora  con l'esercizio della conversione si elidono le corrispondenti poste passive-attive e non c'è alcun problema.

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