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pearl1

Prelazione agraria e datio in solutum

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Vendita di terreno agricolo condotto in affitto e coltivato da un coltivatore diretto. Il prezzo è pagato per metà in danaro e per l'altra metà tramite assegnazione in corrispettivo di un bene in natura (un immobile). Secondo voi sussiste il diritto di prelazione agraria a favore del coltivatore diretto insediato sul terreo, oppure no in quanto parte del prezzo viene pagato con un bene infungibile e quindi si ha, anche se solo in parte, una datio in solutum, la quale esclude la prelazione agraria ? Devo dare conto in atto che ho espletato la relativa procedura e comunicata la proposta di vendita con il prezzo al coltivatore diretto che poi rinunzia?

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Più che datio in solutum a me sembrerebbe una permuta con conguaglio, se fosse permuta l'art. 8 comma 2 l. 590/1965 espressamente esclude la prelazione.

In ogni caso si sostiene che anche in caso di datio in solutum manca un corrispettivo fungibile e quindi non c'è prelazione.

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La  traccia parlava espressamente di vendita, con il pagamento da effettuarsi anche con tale modalità.Allora mi chiedevo se per la parte di prezzo in danaro potesse esservi prelazione. Diversamente anch'io avrei pensato ad una permuta con conguaglio e , quindi, non ci sarebbe prelazione agraria

Modificato da pearl1

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Che io sappia, anche per la datio si può escludere la prelazione agraria, perché manca la fungibilità della prestazione.

In sostanza si dice che se il legislatore ha espressamente escluso la prelazione per la permuta per via del corrispettivo infungibile, la medesima cosa dovrebbe valere per la datio, dove il trasferimento del fondo è effettuato al fine di estinguere una obbligazione, cosa che il prelazionario non potrebbe assicurare.

Salvo, in ogni caso, un utilizzo elusivo della datio (parti si accordano per far sorgere una obbligazione e poi l'adempiono non in denaro ma con il trasferimento del fondo, al fine di escludere la prelazione dell'affittuario del fondo)

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Ciao!

Secondo me si tratta di un contratto misto; dunque se nell'economia contrattuale dovesse essere prevalente la vendita la prelazione a mio giudizio ci sarebbe eccome. Al contrario ove fosse prevalente la permuta la prelazione sarebbe normativamente esclusa.

Che la datio non determini l'insorgenza della prelazione ok, tuttavia nel caso di specie non vedo per nulla il presupposto della datio in solutum proprio perchè il corrispettivo è originariamente in parte in natura.

In ogni caso, a mio giudizio la ratio dell'esclusione della prelazione agraria rispetto alla datio in solutum si registra nel solo caso in cui il terreno venga trasferito come diversa prestazione e non quando il terreno sia oggetto del contratto la cui obbligazione venga poi sostituita (a meno che il contratto originario non sia di per sè escluso dalla prelazione).

In altre parole se vendo il terreno coltivato il negozio è soggetto a prelazione anche se poi sostituisci l'obbligazione di pagamento del prezzo con il trasferimento di un immobile.

 

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