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Corrieredellasera: redditomedio sceso da200milalordi a sotto i 70milalordi

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37 risposte in questa discussione

Comunque l'ultima media reddituale è 200 mila, non 70 mila. Giusto per essere precisi. E poi sul (solo) 18% figli di notai io nutro qualche dubbio.

 

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Infatti, non si tratta di solo figli di notai, ma è comprensivo anche dei familiari (fratelli, ecc.); ma non ti preoccupare a breve saranno pubblicati dati aggiornati, Comunque, visitatore, come tutti quelli che non hanno interesse a fare i notai, dubitare è lecito, ma anche io dubito della buona fede di chi vuol fare il notaio e non crede nemmeno ai dati della categoria alla quale desidera appartenere, sena fra l'altro avere dati effettivi e concreti che smentiscano quelli ufficiali.. 

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Sarà come dici tu. Ma io non conosco un solo figlio di notaio che non sia diventato presto o tardi notaio, il che restringe - e di molto - i posti effettivamente "disponibili" a ogni concorso.

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On 28/2/2017 at 19:05, Guest Guest corriere dice:

Comunque l'ultima media reddituale è 200 mila, non 70 mila. Giusto per essere precisi. E poi sul (solo) 18% figli di notai io nutro qualche dubbio.

 

 

No, è 70.000.

 

L'articolo lo spiega benissimo; la media reddituale del 75% per cento dei notai è meno di 70.000,00

 

Media, peraltro, "falsata"verso l'alto dai mega profitti di pochi professionisti di grandi città (Milano e Roma).

 

Inutile illudersi più, è meglio aprire gli occhi. la pacchia è finita (non solo per i notai, per tutti i professionisti).

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I mega profitti dei grandi studi notarili sono soldi guadagnati. Forse ci siamo dimenticati due paroline: merito e concorrenza. Questa difesa della categoria indistintamente considerata, tutta basata sui "redditi in calo" (leggi: rendita di posizione), onestamente è un po' patetica, oltre che scollata dalla realtà.

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Il dato sui 200 mila euro, se non ricordo male non era calcolato su tutti i notai, ma su  3.800 su 4.800.  Il dato che (mi) preoccupa è naturalmente quello riferito ai giovani notai.

Poi sui mega profitti dei grandi studi notarili guadagnati per "merito e concorrenza", dissento: ledono le norme sulla concorrenza perché vengono meno al rispetto del principio basilare della personalità della prestazione (alcuni stipulano pure 30-50 atti al giorno), trasformando la professione in azienda commerciale; ledono le norme sul "merito", perché spesso il loro unico "merito" è quello di far parte di "un sistema", del quale non è escluso il procacciamento (illegale) di affari, connessioni con stecche con le agenzie immobiliari e gruppi bancari.

Poi, continuo ad invitare, a chi non è notaio, a non esaltare ora questa mega studi, perché quando saranno giovani notai quelli  e il relativo sistema selvaggio saranno i  loro principali nemici. Altrimenti, liberi di pensare e dire quello che vi pare, ma poi, mi raccomando coerenza, e niente lamentele quando l'attificatore vi ridurrà a 2 mila euro al mese.

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Non mi sembra una difesa molto efficace. Se le cose stanno come dici tu, stecche alle agenzie e atti scritti e letti dalle segretarie, intoniamo il requiem al notariato.

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il notariato nel complesso non c'entra, perché si parla di una minoranza di operatori: una concentrazione di atti non sempre è salutare, è umanamente non puoi stipulare più di 15-20 atti al giorno. Il problema sussisteva anche prima (addirittura nel 2004 un notaio fu sottoposto a procedimento per aver stipulato 1700 atti in 17 gg., e in un giorno addirittura 170 !), ma con la crisi è esploso, perché la  squilibrata distribuzione di reddito è aumentata e  inizia a diventare insostenibile (anche per la Cassa). Pur non volendo far riferimento al sottobosco dei procacciatori di affari o a pratiche di dumping, stipulare oltre 20 atti al giorno, per me è barare sulla concorrenza, anche perché se un notaio commette la lettura dell'atto ad un suo collaboratore o una segretaria fa un danno di immagine all'intera categoria.

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4 ore fa, Guest Corriere dice:

Evitiamo di creare illusioni di false ricchezze , please.

 

l'articolo che hai postato , ma che non hai letto con la dovuta attenzione, dice tre cose: 

1) l'1% dei notai stra guadagna, il 99% ha redditi "umani ";

2) il 56% di quanto fatturi serve a coprire le spese di studio (affitto, segretaria, computer, eventuali collaboratori, ECC...); dunque fai riferimento, ai fini del reddito "utile", al residuo 44%, perché il 56% di quanto fatturi è funzionale a saldare le spese;

3) il 70% dei notai prende 5.000 euro al mese (che non è poco, intendiamoci!), dunque- come dicevo io - euro 70.000 all'anno.

Il dato dei 200.000 euro all'anno, che era riportato anche dal Corriere, è inattendibile, in quanto "drogato" è falsato dai mega profitti di pochi notai ricchissimi (il famoso 1%); se tu pensi che i notai, tutti, prendano 200.000 all'anno (17.000 euro del mese circa!) vuol dire non vivi in questa realtà, ma nel mondo delle fantasie.

Invito tutti a stare con i piedi per terra; mi pare che di prese per culo ne subiamo già abbastanza.

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mi dispiace ma tu confondi tra fatturato e reddito lordo. Sul reddito lordo (ricav meno costi, quelle che tu chiami spese) si pagano le imposte. Hai una concezione un po' confusa del mondo del lavoro (ammesso che tu lavori). O quantomeno di diritto tributario ne sai davvero poco.

comunque - se è questo che vuoi sentirti dire, per tenere alla larga potenziali concorrenti - hai ragione, i notai sono poveri.

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On 3/3/2017 at 18:47, Guest Corriere dice:

mi dispiace ma tu confondi tra fatturato e reddito lordo. Sul reddito lordo (ricav meno costi, quelle che tu chiami spese) si pagano le imposte. Hai una concezione un po' confusa del mondo del lavoro (ammesso che tu lavori). O quantomeno di diritto tributario ne sai davvero poco.

comunque - se è questo che vuoi sentirti dire, per tenere alla larga potenziali concorrenti - hai ragione, i notai sono poveri.

 

Non voglio sentirmi dire che i notai sono poveri.

 

Ho detto che:

 

1) i redditi sono crollati (fatto non contestabile)

 

2) le prospettive non valgono più la pena di affrontare il concorso più selettivo, dal punto di vista di chi considera prioritario l'aspetto economico.

 

I notai non sono poveri; ma non è più la professione che imprime "una svolta" alla tua vita.

 

Tutto qui.

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