AllegraG

Vale ancora la pena fare il concorso per notaio?

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166 risposte in questa discussione

19 ore fa, anton3 dice:

Mercato, mercato, sempre mercato ...... come se fosse la panacea dei mali della società. Il mercato diventa presto un oligopolio e i cittadini si trovano sempre di fronte a oche entità economica che fanno il bello e il cattivo tempo.

Le tue affermazioni,guest media, le leggo  normalmente, da parte di  personaggi che vivono al di fuori del mondo delle libere professioni (o proprio da parte di quei professionisti che speculano sul mercato, anche con procacciatori di affari, arricchendo il loro portafoglio anche con pratiche di concorrenza sleale). 

Quindi, dato che siamo su un sito di praticanti notai e non di economisti o di mercatisti, dico sempre: parliamone quando saremo notai, dal di fuori è facile fare prediche. Le vittime sul campo, altro che notai di vecchio stampo (che ormai, nel bene o nel male hanno fatto la loro vita lavorativa l'hanno fatta): sono proprio i notai di "giovane" stampo, in futuro stretti fra sottrazioni di competenze e aumento di sedi, circondati  da squali sottotariffatori, che possono permettersi di sottotariffare - o fare dumping - giocando  proprio sul numero elevatissimo di atti (altrimenti ci rimettono...), eliminando qualunque principio di personalità della prestazione.

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-02-01/successioni-tutorial-la-presentazione-online-165755.shtml?uuid=AENxREM

 

 

sempre meglio per la professione, piano piano sara inevitabilmente inutile le funzioni svolte oggi

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è sempre stata in auto liquidazione; da oggi si usa lo strumento telematico; per quelle ante 2006 vale ancora il pagamento con modello f23 o f 24; peraltro sembra che il modello f24 sia stato imposto per legge. Il notaio non c'entra con la dichiarazione di successione.

 

A titolo informativo anche i protesti sono stati telematizzati ....

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Paradossalmente quel sistema telematico può favorire il notaio che lavora senza collaboratori  (così può fare tutto da studio, senza delegare per la consegna e il deposito a terzi), come è successo per gli adempimenti con UNICO (registrazione, trascrizione e voltura).

Del resto, la dichiarazione di successione può essere fatta dallo stesso interessato, senza obbligo di rivolgersi al notaio (a parte il fatto che si può rivolgere  a qualunque altro tecnico capace a farlo).

L'informatizzazione del sistema purtroppo in futuro non gioverà ai collaboratori del notaio, considerato che le nuove generazioni (di notaio) hanno dimiestichezza con i computer e i programmi informatici

 

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On 24/1/2017 at 14:50, AllegraG dice:

Però sotto sotto resta la voglia di buttarsi contro tutto e tutti. Perché di questo si tratta: buttarsi dimenticando il passato, valutando il presente e senza poter avere certezza di cosa accadrà in futuro, ma direi che questo vale sempre ed un po' per tutto.

Ah che sano spirito garibaldino! Bei ricordi dei tempi della laurea!

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Se si ha passione per il notariato e per la professione (credendo nel suo ruolo e funzione) vale la pena affrontare l'esperienza (tenendo  anche un paracadute di scorta); poi del futuro non vi è mai certezza.

Al momento, rimane sempre una professione bella e prestigiosa, con un guadagno rapportabile anche alla capacità "imprenditoriale" del professionista, seppur calato rispetto a 10/20 anni fa.

Tocca soprattutto alle nuove generazioni (agli attuali e prossimi neonotai) cercare di dare alla professione un'immagine nuova e più accattivante fra i cittadini e nell'opinione pubblica, insomma difenderne l'esistenza e l'importanza. 

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Figli di notai che non sanno se fare... i notai. Guardatevi attorno, a quello che sta succedendo in Italia. Scusate, ma secondo me tutta questa discussione ha dell'inverosimile.

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In ogni concorso le domande superano per dieci volte i posti messi a concorso.

Tutti gli aspiranti notai esultano e incrociano le dita, giacchè non si è mai verificato nella storia del notariato italiano, se nell'ultimo concorso svolto le correzioni confermeranno una percentuale di ammessi intorno al 30%, che significa 1 ammesso all'orale ogni tre candidati, dunque se si rispettano coerentemente le finalità del bando di concorso. Tale percentuale a mala pena coprirà, tra 2 anni, i posti messi a concorso, figuriamoci quelli previsti nella pianta organica nazionale, che a causa dei nuovi pensionamenti, registrerà tra 2 anni, una carenza minima di 1500 posti di notaio.

Aumentare a dismisura il numero degli aspiranti notai senza aumentare i posti effettivamente assegnati ad ogni concorso, rendendo nel contempo più bassa ancora la probabilità di riuscire a diventare notai, interessa solamente a coloro che lucrano sulle speranze dei neo-laureati, come le case editrici e gli organizzatori di corsi di preparazione al concorso notarile con rette di diverse migliaia di euro l'anno.

Occorre dopo la laurea in giurisprudenza un corso universitario notarile a numero chiuso con numero di posti a livello nazionale che non superino le carenze di organico del notariato, prima di accedere al tirocinio notarile in modo da sottrarre  spazio agli speculatori, le numerose case editrici e organizzatori di corsi di preparazione al concorso.

 

 

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Occorre, dovrebbero... Sono anni che sento gli "occorre" e i "dovrebbero"... Contiamo come un due di picche in una briscola a bastoni. Se non è andata bene questo giro - quod Deus avertat - aspetteremo un bel po' prima di vedere un altro bando. Le dichiarazioni della nuova Presidenza del CCN sono chiare ("con gli ultimi due concorsi la pianta organica verrà completata"). Tanti auguri.

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Occorre, dovrebbero, ...... come vado ripetendo  da tempo, se si vogliono cambiare le cose a favore degli aspiranti notai, si deve iniziare "a giocare" all'interno della categoria; ossia, i praticanti "più battaglieri", quelli che vedono tante macchinazioni del CNN, una volta diventati notai, devono condurre una battaglia di apertura e trasparenza: sono anni che mi chiedo: perché questo non succede? 

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E' da pazzi condurre una battaglia contro i propri interessi.

Fin quando sono praticante mi ritorna vantaggioso che il numero di notai aumenti, in modo che aumentino le mie chance di successo al concorso notarile.

Una volta arrivati al traguardo, il mio scopo diventa guadagnare il piu' possibile per ripagare tutti gli anni spesi sopra i libri.

Non mi interessa rendere più lieve il percorso degli aspiranti notai dopo di me; mi è costato superarlo lacrime, sudore e sangue; rimanga tale anche per i posteri ora che sono un vincitore e ne voglio usufruire di tutti i vantaggi.

Notai si diventa per ottenere prestigio, per amore del diritto civile, ma anche per guadagnare denaro.

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10 minuti fa, Guest guest dice:

E' da pazzi condurre una battaglia contro i propri interessi.

Fin quando sono praticante mi ritorna vantaggioso che il numero di notai aumenti, in modo che aumentino le mie chance di successo al concorso notarile.

Una volta arrivati al traguardo, il mio scopo diventa guadagnare il piu' possibile per ripagare tutti gli anni spesi sopra i libri.

Non mi interessa rendere più lieve il percorso degli aspiranti notai dopo di me; mi è costato superarlo lacrime, sudore e sangue; rimanga tale anche per i posteri ora che sono un vincitore e ne voglio usufruire di tutti i vantaggi.

Notai si diventa per ottenere prestigio, per amore del diritto civile, ma anche per guadagnare denaro.

Non condivido una singola silllaba di ciò che hai appena scritto ma, almeno, apprezzo l'onestà; è esattamente ciò che pensa l'assoluta maggioranza dei Notai (specie i  c.d. "Notai figli di disperati")  con l'eccezione dei Notai che sono a fine carriera, con una solida (rendita di) posizione, introiti considerevoli e prestigio, ai quali non interessa che ci siano ogni concorso 100 o 1.000 nuovi Notai perchè questi non potranno mai far loro effettiva concorrenza..

ADGH

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Per la cronaca il concorso notarile è quello con i numeri più equilibrati: mediamente circa 5000 domande ( tra l'altro in discesa) partecipanti sotto i 3000, consegnanti circa la metà per 300/500 posti .

giusto per fare un esempio : magistratura 18000 domande, 6000 partecipanti , circa 3000 consegnati per 350 posti.

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Interessanti osservazioni Tambos, in effetti anche il concorso di magistratura è assai tosto.

Anche io apprezzo l'onestà, ma allora dobbiamo dare per scontato che siamo uomini  quindi si agisce, a seconda della parte dove ci si trova (notai e aspiranti), secondo i propri interessi . Inutile lamentarsi sempre della cattiveria del CNN, dell'avidità dei notai, dei complotti/accordi col Ministero volti limitare il numero degli ammessi. "Loro" sono lo specchio del nostro futuro (per chi vi riesce), noi saremo e ci comporteremo come loro, inutile fare i moralisti, se poi non si agisce in coerenza, una volta diventati notai (magari facendosi nominare in commissione....).

Del resto, in tutti i settori della società (dove vi è competizione/concorrenza) è così. Però apprezzo (e forse di più) chi dà per scontato questo atteggiamento "difensivo" dei notai e continua a combattere per le sue strade (senza maledire le streghe o cercare capri espiatori ) - perché un giorno beneficerà del numero ridotto -   e chi, invece, avendo criticato duramente a aspirante, agisce però in coerenza, diventato  notaio. Altrimenti sono meri sfoghi personali, sceneggiature di film, che lasciano il tempo che trovano.

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Molta della cosidetta cattiveria, nei confronti dei potenziali nuovi concorrenti all'interno della categoria, verrebbe meno se un filtro venisse posto, non dico prima di accedere all'università, per il rispetto del diritto allo studio, ma prima di accedere al tirocinio notarile e al praticantato di avvocato.

Una selezione non durissima come quella del concorso, ma volta a saggiare la preparazione di base dell'aspirante tirocinante fresco di laurea in legge o studente dell'ultimo anno, mediante il superamento del 90% dei quiz preselettivi che si utilizzavano qualche decennio fa per i concorsi di magistratura e notariato prima di accedere alle prove scritte.

La situazione di ora è invece laurea e tirocinio per tutti senza filtri, nomina notarile solo per i miracolati di Lourdes.

Di conseguenza massa di ventiduenni neo laureati in legge,  che sognano il timbro e il conto corrente del notaio presso il quale fanno tirocino, che si traformano 8 anni dopo in disillusi che invidiano chi dei loro conoscenti è riuscito fresco di laurea  ad emigrare all'estero per vivere in un sistema meritocratico. Emigrazione all'estero che a differenza di un ingenere informatico o di un chimico o un infermiere, ad un laureato in legge, il quale da otto anni studia per diventare notaio è preclusa, tranne che si adatti a fare il cameriere o il lavapiatti.

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Bah certo l estero potrebbe essere una soluzione anche per chi ha studiato notariato, si è specializzato magari in un settore, ha lavorato anche in studi legali o notarili di un certo tipo....stare 8 anni a casa solo a studiare in attesa di....oggi è un "suicidio"

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12 ore fa, gillet dice:

stare 8 anni a casa solo a studiare in attesa di....oggi è un "suicidio"

Il guaio è che lo si comprende troppo tardi!

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Anche andare a lavorare in Italia, oggi, è un "suicidio".

In primo luogo, è difficile trovare un lavoro, quale che sia.

Chi riesce a trovarlo, fa fatica a conservarlo (tra stage, contratti "flessibili", partita IVA, ecc.).

Chi riesce a conservarlo e ad ottenere qualche soddisfazione, viene massacrato da tasse, contributi, balzelli di ogni tipo, burocrazia. E, comunque, vive alla giornata.

Salve eccezioni, spesso dovute a fattori diversi dal merito e dall'impegno.

 

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Per quanto riguarda l'estero vi consiglio di guardare una scanzonata commedia spagnola sul tema, dal titolo "sognando il nord".

Rispecchia molto di più la realtà di quanto non faccia l'immaginario collettivo.

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57 minuti fa, tambos dice:

Per quanto riguarda l'estero vi consiglio di guardare una scanzonata commedia spagnola sul tema, dal titolo "sognando il nord".

Rispecchia molto di più la realtà di quanto non faccia l'immaginario collettivo.

Vabbè la Spagna se la passa peggio di noi...è risaputo!

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eh lo so..ma oggi più di prima bisogna essere bravi a lavorare studiare...non ci si può permettere il lusso di stare a casa solo a studiare...parliamoci chiaro...

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Infatti, il film narra la storia di due spagnoli plurilaureati che si trasferiscono in Germania pensando di trovare un lavoro consono alle loro aspettative e qualifiche e si ritrovano a fare i lavapiatti in un ristorante gestito da un turco.

All'estero non stanno aspettando noi...

Modificato da tambos

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Ciao ragazzi, ho letto i messaggi sopra e vorrei da voi che avete un pò di esperienza qualche consiglio. Cosa conviene fare tra un concorso e l'altro, oltre ovviamente a continuare a studiare. Lavorare presso lo studio di un notaio? Presso lo studio di avvocato? Tentare altri concorsi? Tenete presente che ho partecipato al primo concorso a novembre e che vorrei continuare la strada del notariato. 

Grazie! 

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Vale la pena fare il concorso per notaio?

Certamente anche se i notai un giorno triplicassero  le loro sedi fino ad arrivare a 12000, essi sarebbero sempre un ventesimo del numero degli avvocati.

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...perdonate il consiglio non richiesto...non permettete che un concorso ambito ed aleatorio, anche se importante per le più diverse motivazioni personali, condizioni la vostra vita in modo essenziale!!

studiate, lavorate e godetevi i tanti successi diversi che vi sarete meritati.

diventare notai non vi renderà migliori di quello che...eravate prima!!

con stima

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