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AllegraG

Vale ancora la pena fare il concorso per notaio?

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Chiedo gentilmente di dedicarmi un minuto del vostro tempo e darmi un vostro parere che, insieme ad altro, terrò in considerazioni per importanti decisioni che a breve sarò tenuta a prendere.

Sto per laurearmi in giurisprudenza e sarà tempo di scelte riguardo il mio futuro professionale e, di conseguenza, personale.

Immagino che l'argomento sia già stato trattato, ma ho bisogno di risposte chiare e dirette.

C'è l'idea di iscriversi alla pratica notarile, ma sono bombardata da notizie per lo più sconfortanti ed avvilenti riguardanti la situazione attuale della professione. Primi fra tutti mio padre che è notaio e cerca di farmi desistere e mio fratello che dopo la pratica ha cambiato strada. Anche su questo sito leggo che il clima non è diverso. 

Non so davvero cosa fare. Sono nel caos assoluto. Conosco le diaboliche dinamiche concorsuali, vorrei solo un vostro parere sulla professione.

Tutte le persone con cui sino ad ora ho parlato sono ormai disilluse e non credono che la situazione possa riprendersi in futuro. Anzi.

Però c'è da dire che si tratta per lo più di "vecchi" notai che vivono del confronto con i fasti del passato peccando forse di obbiettività di giudizio.

Mi riferisco tanto alla situazione economica quanto alle condizioni di lavoro.

Voi cosa ne pensate? Il vostro parere è per me molto importante.

Ringrazio sin da ora chi avrà voglia di rispondermi.

 

 

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Dal di fuori non si ha una visione concreta delle difficoltà e quindi delle problematiche professionali; devi provare a chiedere ai giovani notai, cioè a quelli che lo sono da 3-6 anni, per raccogliere pareri generazionali e diversificati. Se ti piace la professione, indipendentemente dal guadagno (che vi potrà essere, penso, a secondo delle realtà che si vivono, nonché delle sedi), devi continuare. Naturalmente, devi anche pensare ad un'alternativa. 

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Secondo me la professione notarile non è più redditizia come un tempo, questo è poco ma sicuro, ma consente, con molti sacrifici, comunque di guadagnarsi un reddito sufficiente ad una vita dignitosa, e di libere professioni che se la passano meglio in giro non ne vedo...anzi.

Detto questo, stante la crisi delle libere professioni di cui sopra, attualmente consiglio vivamente a chi ha serie intenzioni di impegnarsi duramente per un concorso successivamente alla laurea in giurisprudenza di dedicarsi a quello in magistratura.

 

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1 ora fa, AllegraG dice:

Chiedo gentilmente di dedicarmi un minuto del vostro tempo e darmi un vostro parere che, insieme ad altro, terrò in considerazioni per importanti decisioni che a breve sarò tenuta a prendere.

Sto per laurearmi in giurisprudenza e sarà tempo di scelte riguardo il mio futuro professionale e, di conseguenza, personale.

Immagino che l'argomento sia già stato trattato, ma ho bisogno di risposte chiare e dirette.

C'è l'idea di iscriversi alla pratica notarile, ma sono bombardata da notizie per lo più sconfortanti ed avvilenti riguardanti la situazione attuale della professione. Primi fra tutti mio padre che è notaio e cerca di farmi desistere e mio fratello che dopo la pratica ha cambiato strada. Anche su questo sito leggo che il clima non è diverso. 

Non so davvero cosa fare. Sono nel caos assoluto. Conosco le diaboliche dinamiche concorsuali, vorrei solo un vostro parere sulla professione.

Tutte le persone con cui sino ad ora ho parlato sono ormai disilluse e non credono che la situazione possa riprendersi in futuro. Anzi.

Però c'è da dire che si tratta per lo più di "vecchi" notai che vivono del confronto con i fasti del passato peccando forse di obbiettività di giudizio.

Mi riferisco tanto alla situazione economica quanto alle condizioni di lavoro.

Voi cosa ne pensate? Il vostro parere è per me molto importante.

Ringrazio sin da ora chi avrà voglia di rispondermi.

 

 

Tralasciando tutto il resto, al netto della fiducia che nutri in te stessa e della fortuna e bravura che potresti avere, valuta soltanto se sei disposta a passare dai 5 ai 10 anni della tua vita dietro questo obiettivo.

A mio avviso, infatti, lo studio è tutto sommato affascinante e le prospettive restano comunque (mediamente) migliori di tante altre professioni.

Il problema sono le tempistiche e l'aleatorietà.

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Se ti piace fare il notaio fallo.

Se cerchi una sicurezza allora meglio la magistratura o un ministero.

Però tu hai un vantaggio : la possibilità di uno studio già avviato. Non ti troveresti nelle condizioni di molti giovani notai che si ritrovano a guadagnare poco con grosse responsabilità.

Il problema sono i politICI italiani che sono a libro paga dei poteri forti che cavalcano la globalizzazione ed il neoliberismo per far spostare la ricChezza nelle mani di pochi capitalisti. In francia hanno invece da poco aumentato le competenze dei notai e non mi sembra che l'Italia stia meglio della Francia.

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Vi ringrazio per le risposte.

Al momento non sento di avere sufficienti elementi di valutazione per capire se il lavoro possa piacermi davvero o fare al caso mio. Credo che solo provandoci avrei modo di capirlo.

Mentirei se non ritenessi l'aspetto economico un importante elemento di valutazione, ma ovviamente non è il solo.

I miei familiari o conoscenti mi parlano di svilimento della professione, riduzione di competenze, concorrenza ormai insostenibile, incertezza riguardante il futuro, possibilità di lavorare solo a fronte di un forte abbassamento dei prezzi, pianta organica destinata ad aumentare sempre più. Non entro nel merito, sono certa siate ben informati anche voi. A loro dire non ne vale più la pena.

Tempo fa incontrai un conoscente di mio padre con un grande (credo) studio a Milano. Di fronte alle miei titubanze mi disse: "fai bene, lascia perdere"

Tutto ciò mi confonde.

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Non molto. Anzi no. 

Capisco dove vuoi arrivare, ma vorrei cercare di essere obbiettiva nei riguardi della professione senza farmi troppo condizionare dall'alea e dal meccanismo del concorso. Credo che se ci si dovesse focalizzare solo su quest'ultimi la voglia passerebbe a chiunque.

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Guest Ottimista

Non farti troppo influenzare dai pareri dei vecchi notai. E' gente che faceva 10 atti al giorno a 2.000 euro l'uno praticamente senza concorrenza. Ovvio che per loro la situazione attuale è uno schifo e non ne vale più la pena. Ma tu in questa vivi e indietro non si torna, per cui i confronti devi farli con le altre alternative che una laurea in giurisprudenza offre a quelli della nostra generazione. Quindi:

1) se vuoi fare tanti soldi, entra in una law firm a Milano. Dai 40-45 in poi guadagnerai molto bene (dai 200k a 1M), tendenzialmente di più della maggior parte dei notai, ma sappi che nei 20 anni precedenti lavorerai peggio di un minatore cinese, per stipendi che difficilmente supereranno i 5.000 euro al mese. Inoltre l'ambiente di lavoro richiede un carattere diciamo "determinato".

2) se vuoi una vita tranquilla fai magistratura. E' un posto statale (stipendio sicuro, ferie pagate, zero respinsabilità) ma a differenza di tanti altri può essere molto gratificante. Stipendio diciamo dai 3.000 agli 8.000 con scatti automatici.

3) puoi fare l'avvocato di provincia. All'inizio è molto difficile, ma se sei figlia di notaio hai la fortuna di avere le spalle coperte nei primi anni. L'ambiente è iperconcorrenziale: alla fine i bravi emergono ma serve una lunghissima gavetta. In ogni caso è un rischio: molti il salto di qualità non lo faranno mai e si troveranno a 45 anni a fare i dipendenti del grosso studio, guadagnando poco più di un impiegato.

4) puoi provare a fare il concorso notarile. Il concorso è difficile ma non più come una volta, proprio perchè la professione è meno attrattiva. Se lo passi potrai continuare lo studio di famiglia e starai sicuramente meglio dei tuoi colleghi che hanno scelto la 1), la 2) o la 3), quantomeno dal punto di vista della qualità della vita. Il reddito invece è molto variabile: la liberalizzazione del mercato ha accentuato la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi all'interno della categoria, che un tempo era molto comunista mentre oggi è molto più simile all'avvocatura. Pochi che guadagno ancora molto e tanti che si dividono le briciole lasciate dai c.d. attifici.

Queste le valutazioni economiche. Ovviamente (ed in primis) la professione ti deve piacere, ma questo adesso non puoi saperlo, per cui il mio consiglio è di fare cmq la pratica, poi vedrai... 

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Credo che forse la preoccupazione maggiore non sia tanto il guadagno - che al momento, in media, sarà superiore a quella di altre professioni (naturalmente in riferimento all'età e all'anzianità di professione, e sempre in riferimento alla media) e, al limite, ci si potrebbe pure accontentare, senza pensare ai fasti passati che hanno vissuto gli altri - quanto piuttosto l'incertezza sul futuro stesso della professione, alla luce di quello che potranno essere le prossime norme su cd. liberalizzazioni e concorrenza, o meglio (e mi spiego meglio), alla luce dell'idea subdola di fondo nella mente dei politici di fare un unico grande calderone avvocati-notai (e per il commerciale ci metterei pure i commercialisti, oppure l'attuale mantra bacchetta magica della "firma digitale", come emerge per le starts ups).

E noto pure che, mentre da una parte la politica (=economia/finanza) disconosce la funzione e il ruolo nella società del notaio, auspicandone il ridimensionamento, dall'altro, gli apparati burocrato-governativi, più tecnici, ne aumentano le responsabilità e i doveri (ved. materia fiscale e antiriciclaggio). Insomma, si intravede la possibilità di finire cornuti e mazziati, con più rischi (dati che nessun obbligo deontologico notarile verrà meno, così come tutte le specifiche previsioni della L.N., fra le quali ricordo, ancora sussistente, la destituzione per abbandono della sede notarile in occasione di malattie epidemiche o contagiose) e meno soldi (fra i rischi, in un futuro notarile distopico, ci metterei pure l'eventualità di chiudere bottega e di riconsegnare il sigillo, per antieconomicità della professione). 

 

Modificato da anton3

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Tornassi indietro studierei per la magistratura. Se non rimettono la tariffa, se non riducono il numero dei notai e se non mettono un tetto repertoriale, la vedo nera per molti giovani notai i quali secondo me potrebbe pure fare causa allo Stato avendo vinto un concorso pubblico 

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On 9/1/2017 at 17:17, AllegraG dice:

ho bisogno di risposte chiare e dirette.

Ciao, purtroppo non è possibile darti risposte chiare e dirette, non è possibile rispondere con un "sì" o un "no" ad una domanda del genere. La risposta dipende da che tipo di persona sei, da che cosa ti aspetti dalla professione, da che cosa credi di poter dare al cittadino facendo il notaio ed in generale da una miriade di varianti. Se vuoi fare il notaio per questioni di censo e di lauti guadagni facili allora ti dico, forse è meglio di no. Se cerchi tranquillità, serenità ed un lavoro di un certo livello tecnico associato ad un guadagno più che dignitoso allora ti consiglio il concorso in Banca d'Italia. Se vuoi prestigio (sempre associato ad un lauto corrispettivo) e una certa dose di tranquillità allora meglio magistratura. Se hai nervi d'acciaio, spirito d'avventura, pelo (anzi moquette) sullo stomaco e vuoi fare i soldi (quelli veri) buttati nel mondo della finanza. Il punto è che questi discorsi lasciano il tempo che trovano se ti angosci per il guadagno: il guadagno è importante ma non sottovalutare il modo in cui guadagni i soldi. Non so se hai mai lavorato ma chiediti bene se preferiresti fare un lavoro che ti dà 5.000 Euro al mese e non ti fa dormire la notte o che ti fa andare al lavoro in lacrime oppure uno da 2.000 ma che ti fa volare le giornate e che ti diverte un mondo. Guarda che la risposta non è così ovvia.

Comunque, si tratta di una professione che ti consente di vivere dignitosamente e tanto basta. 

Come hanno già detto

17 ore fa, Guest Ottimista dice:

Non farti troppo influenzare dai pareri dei vecchi notai. E' gente che faceva 10 atti al giorno a 2.000 euro l'uno praticamente senza concorrenza. Ovvio che per loro la situazione attuale è uno schifo e non ne vale più la pena. Ma tu in questa vivi e indietro non si torna, per cui i confronti devi farli con le altre alternative che una laurea in giurisprudenza offre...

Inoltre si trattava di una realtà in cui il lavoro ti pioveva addosso, in cui la parola del notaio (ed il suo compenso) non veniva messa in discussione; da un certo punto di vista è comprensibile che i notai più anziani si esprimano in tal senso. Per quanto riguarda la professione notarile, il fatto di essere un libero professionista ti rende padrone della tua professione il che ha dei pro e dei contro al tempo stesso e devi vedere quanto pesano per te questi pro e contro. In secondo luogo devi essere portata a stringere rapporti personali: in linea di principio il notaio antipatico, chiuso, sgarbato, musone lavora meno di quello che ci sa fare con le persone. Se poi il notaio che ci sa fare ha anche una preparazione di tutto rispetto allora quello antipatico non ha scampo. Inoltre devi essere umile e paziente, imparare che ormai il cliente arriva (a torto o ragione) preparato e arrabbiato e allora devi metterti a spiegare con pazienza e sempre senza prenderla sul personale come stanno le cose e come ritieni corretto fare il tuo lavoro e questo va dai documenti che il cliente deve produrre al momento dell'emissione della fattura.

Renditi conto di una cosa: la professione notarile non è rose e fiori; è complicata, è difficile ed è sempre sotto processo. Ma è anche una professione che ti può dare tanto, sia che si tratti di togliere un macigno dal cuore di una persona, sia che si tratti di fare l'atto assurdo ma che racconterai per sempre agli amici o anche per vedere come funzionano certe dinamiche da "dietro le quinte". Tutto questo, come ti ripeto, prescinde dal punto di vista economico e deve necessariamente prescindere anche da ciò che succederà in futuro. Io non lo so se la situazione migliorerà o peggiorerà ma di una cosa sono convinto: della necessità ed importanza della funzione notarile. Oggi in Italia la esercitano i notai e per diventare notai la trafila la conosciamo tutti. Se a te la professione piace così com'è adesso allora ne vale la pena. Poi se in futuro toglieranno i notai ci si arrangia in altri modi.

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Guest Dott.ssa Morgana

Io non so che risposte tu stia cercando, ma secondo me non le troverai di certo qui.

Tu sei già fortunata, hai già un esempio in famiglia, cosa che la stragrande maggioranza di noi non aveva quando ha iniziato. Puoi andare in studio, toccare con mano.

 Non sono scelte che possono essere fatte scrivendo in un forum, anche perchè troverai tutto e il contrario di tutto. 

Secondo me il notariato è come un amore, ti prende di pancia, irrazionalmente(anche perchè se pensi a tutte le difficoltà che incontrerai molto probabilmente lasceresti perdere), non ti metti a tavolino a controllare costi/benefici, è quasi una vocazione.

Riesci ad andare avanti solo ed esclusivamente se è una cosa che vuoi con tutte le tue forze e,purtroppo, magari non riesci nemmeno ad ottenere il grande risultato.

La vera domanda che ti devi porre è, secondo me, il notariato è la mia vera passione?

 

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Se dovessi dare un consiglio a qualcuno, suggerirei certamente di scegliere l'estero, anziché l'Italia, per tutto ciò che attiene, direttamente o indirettamente, alla sfera professionale.

Troppe, oramai, sono le barriere che ostacolano l'esercizio di qualsivoglia "libera" professione nel nostro Paese.

Corporativismo, sovraffollamento di alcune categorie professionali, concorrenza sleale, ordini professionali che perseguono finalità diverse da quelle istituzionali, tariffe inadeguate o inesistenti, clienti che non pagano o pagano male e che pagano se e quando vogliono, tassazione e contributi previdenziali insostenibili, ecc.

Sembrano tematiche già più volte trattate, ma è proprio il continuo riferimento a questi temi che impedisce una seria riflessione a chi si affaccia alla realtà professionale, dato che spesso queste argomentazioni, ormai inflazionate, non destano più attenzione. 

A ciò bisogna aggiungere che, purtroppo, la realtà economica di questo Paese è sempre più precaria: innumerevoli imprese fallite, giovani (e meno giovani) senza lavoro, redditi e consumi sempre in declino. 

Non è un caso che molti, ormai preferiscano le certezze di un impiego (pur sottopagato e senza prospettiva di carriera) alle professioni. E, tra quelli che scelgono - loro malgrado, in molti casi - le professioni, il malcontento e la voglia di cambiare sono sempre più diffusi, salve poche eccezioni. 

Certamente, come ha scritto qualcuno, una professione non può essere scelta soltanto in ragione della prospettiva economica (o, comunque, in senso più ampio, di successo o semplice gratificazione), ma anche la mera passione non è sufficiente per sostenere una scelta così importante.

 

 

 

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20 ore fa, Guest Ottimista dice:

1) se vuoi fare tanti soldi, entra in una law firm a Milano. Dai 40-45 in poi guadagnerai molto bene (dai 200k a 1M)

Scusa, se mi permetto: ma non esageriamo con le cifre.

Anche nelle law firms più rinomate e blasonate, gli avvocati che guadagnano dai 200.000 mila euro a 1 milione di euro sono una infima minoranza rispetto alla percentuale di legali che lavora in queste strutture (Erede Bonelli - Gianni Orgoni - Chiomenti - NCTM - ecc......).

I legali che fatturano 200.000 all'anno (vale a dire, a spanne: 18.000 /20.000 euro al mese) sono soltanto i Soci fondatori e gli equity partners (forse) e non certo gli altri.

Non solo: le cifre citate (da 200.000 in su) sono, di regola, riconosciuto soltanto ai Soci fondatori e agli equity partners che lavorano nel dipartimento di Merger & Acquistions e/o nel dipartimento di Banking & Finance. Gli altri avvocati (Tax, Amministrativisti, Giuslavoristi, Avvocati civilisti "classici", ecc ......) percepiscono importi nettamente inferiori.

Inoltre, gran numero di avvocati disponibili ha sicuramente favorito un abbassamento delle fatture che le grandi strutture legali sono disponibili a riconoscere.

La verità è un'altra, come hanno sottolineato altri: la laurea in Legge sconta il gravissimo limite di non essere "spendibile" all'estero, se non in esperienze di nicchia, dunque chi aspira ad una carriera professionale importante (e magari scevra dai limiti "italici", quali nepotismo, corruzione, raccomandazione, ecc....) farebbe bene a considerare, prima di iscriversi alla Università, un corso di laurea più "internazionale" di quello di Legge.

Modificato da thomas
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On ‎11‎/‎01‎/‎2017 at 16:20, Giovanni Anedda dice:

La risposta dipende da che tipo di persona sei, da che cosa ti aspetti dalla professione, da che cosa credi di poter dare al cittadino facendo il notaio ed in generale da una miriade di varianti.

Una risposta, tra le tante possibili, su che tipo di persona conviene essere per svolgere con soddisfazione la professione, su che cosa ci si aspetta dalla professione medesima, su cosa si crede di poter dare al cittadino facendo il notaio ed in generale su quali possano essere alcune delle miriadi di varianti che inevitabilmente si incontreranno lungo il duro cammino della formazione e quello ancora più duro dell'esercizio può leggersi qui (ma non si tratta dell'unica fonte in proposito. Ovviamente non è il caso di generalizzare: si tratta della solita piantagione di mele marce che rovina l'unica buona del raccolto): http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/notaio_arrestato_frode_fiscale_roma-2191127.html

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Guest Sfondata

Se ti piace prenderlo in c...o senza alcuna previa "oleatura" per 5-6-7-8 anni, hai fatto la scelta giusta!!

Non c'è dubbio alcuno

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Abbandona questa tua malsana idea di intraprendere gli studi per il concorso notarile finché sei in tempo: magari qualcuno lo avesse detto a me con la stessa lucidità e sfrontatezza risparmiandomi stupide affermazioni "bon ton"! I pieni voti della laurea fanno sentire forti e pronti a tutto, lo so, ma in realtà è carta straccia perché 8 su 10 sono bravi come e più di te. Lo studio per il concorso notarile ti fa scivolare progressivamente e silenziosamenrte fuori dal mondo del lavoro dandoti una preparazione solo in parte spendibile nelle altre professioni legali e inducendoti, se non hai forza sufficiente, a sacrifici personali che, soprattutto allo stato attuale, non sarebbero ripagati nemmeno se riuscissi a vincere.

Modificato da jazzcozz
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Ho letto con attenzione gli interventi di ciascuno di voi e, state pure tranquilli, nessuno di questi sarà utilizzato per determinare le mie sorti future. ;)

Li prendo come i punti di vista di chi vive in prima persona la situazione.

Certo, chi si trova ancora invischiato nel concorso, leggo, ha un'idea decisamente peggiore di chi il guado l'ha passato.

In ogni caso, sebbene piuttosto stemperato, anche qui fra di voi leggo un crescente malcontento e pessimismo. E' evidente che la cosa mi fa riflettere perché un conto è gettarsi nella caotica mischia concorsuale mirando ad una professione i cui benefici sono proporzionati agli sforzi e con prospettive future certe, tutt'altra cosa è farlo per ambire ad una professione che - concedetemi il termine - dà l'idea di essere alla frutta.

 

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Cara Allegra,
Credimi, qualche annetto e un po' di esperienza ce l'ho, questo ......è un paese decotto. Se vuoi avere un futuro con una laurea in giurisprudenza alle spalle (ormai.. è tardi), rafforza il tuo inglese e vai a farti un master di quelli che ti segnano il dna professionale, tipo alla New York University o altra prestigiosa università anglosassone e "sparisci" da questo paese più in fretta che puoi fermandoti all'estero a vivere. Sennò qui correrai il rischio di bruciare tanta energia vitale.
Quando ancora sento parlare di "Ministero" e "Magistratura" come ancore del proprio futuro professionale in Italia mi viene veramente la pelle d'oca. Completamente errato è poi che nelle grandi law firm "a 40-45 anni guadagni dai 200k a 1 m ma prima avrai lavorato come un minatore". Magari fosse così. Nelle big law firm che oggi, dopo continue fusioni, sono praticamente tutte anglosassoni, se non vedono in te un vero candidato alla partnership gia' quando sei sui 30-32 anni massimo, sei fuori, e succede alla maggior parte, che poi ricominciano la salita altrove. 
Vero invece quanto detto sugli studi medio piccoli. Ridicolo poi è che i magistrati facciamo la bella vita! 

Il problema è che...qui è il mondo del lavoro che si sta trasformando. L'era digitale l'hanno paragonata ad una rivoluzione ancora più importante di quella industriale. Porterà entro i prossimi 25 anni secondo le stime alla soppressione del 47℅ dei lavori attuali. Il che vuol dire mondo del lavoro esacerbatamente competitivo e aggressivo.
Ti rendi conto che..non puoi permetterti di "sbagliare"?
Ci sono comunque, Allegra, sempre dei punti fermi nell'esperienza comune:
1) se si è ferinamente determinati a perseguire una strada, probabilmente ce la si farà, ma bisogna esserlo; e non mi pare tu abbia ancora una direzione, quindi attenta a percorrere la strada notarile senza occuparti d'altro: potresti trovarti dopo anni, magari a 32-33 proiettata nel mondo di un lavoro (se l'avventura non riesce) che ti riderebbe addosso quando portassi quali referenze ai colloqui "ho fatto 5/7/10 anni di studi notarili". Perché...benche' molti non se ne rendano conto (ma li capisco), l'esperienza notarile di un laureato che si presenti 32enne al mondo del lavoro vale appena più del due di briscola;
2) la grande sfida di questa vita nel mondo del lavoro è capire dove stia il talento che ciascuno di noi ha, ognuno per sé, per qualcosa. Pochi lo afferrano.
Tu non lo hai ancora capito se stai "brancolando". 
3) la regola delle regole, nel dubbio, è sempre la stessa da sempre: segui il tuo istinto. Ma se non senti che il tuo istinto ti porta al notariato..stai molto attenta.
Ciao

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Capisco le opinioni diversificate, però, non esageriamo: scappare non è sempre la "soluzione", si deve pur iniziare a lottare in questa nostra Italia e provare a migliorarla, così come come chi dovesse vincere il concorso notarile deve provare a migliorare la categoria. Neanche all'estero nessuno ti regala nulla. Eppoi fare l'esule non sempre ti rende felice, qualcosa di saudade ti rimane sempre. Vinci una battaglia ma ne perdi un'altra.

Certo, i magistrati non faranno la bella vita, non raggiungeranno i picchi di reddito di diversi notai, però in futuro avranno redditi superiori (già dal livello di tribunale) a molti notai (soprattutto giovani). Quello che però la magistratura ha certamente in più rispetto al notariato è la prospettiva futura, perché ha una tutela costituzionale, e nessun tratto di penna di occasionale legge può cancellarla, limitarne poteri, competenze e funzioni, soggiogarla al mercato sfrenato, mettendo a rischio la sopravvivenza dei singoli operatori/giuristi (e in ogni caso, qualora il legislatore l'alleggerisse in qualche competenza, con "magistratura" onoraria o di supporto, non si sognerebbe mai di abbassarne conseguentemente lo stipendio).  

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Si! Se si ama la professione e non si lavora solo per soldi ma per rendere un servizio ai Clienti ed essere un baluardo di legalità e pubblica fede.

Se si vogliono far soldi si fa l'imprenditore, non il professionista, si rischia in proprio e se va bene ci si arricchisce, se va male si portano i libri in Tribunale e si da un poco di lavoro ai poveri Avvocati, sempre più derelitti e vituperati.

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15 ore fa, gauge dice:

Si! Se si ama la professione e non si lavora solo per soldi ma per rendere un servizio ai Clienti ed essere un baluardo di legalità e pubblica fede.

Se si vogliono far soldi si fa l'imprenditore, non il professionista, si rischia in proprio e se va bene ci si arricchisce, se va male si portano i libri in Tribunale e si da un poco di lavoro ai poveri Avvocati, sempre più derelitti e vituperati.

gli avvocati sei sicuro che sono derelitti e vituperati?! Io ho miei dubbi, diciamo che ai livelli medi stano meglio dei notai di pari livello, in altre parole parlando economicamente: un notaio di medio livello ha un fatturato di 170/200 k un avvocato un buoon 30% in più,e la cassa notarile è molto piu cara.

 

Ma la prospettiva per gli avvocati non e quella di avere meno competenze o di vivere ogni istante con la paura che verra eliminato il numero chiuso o verra data la competenza ad altri professionisti.

 

Io credo che il notariato, anche per come e concepita europa e il sistema Italiano, è destinato irrevocabilmente a cambiare in peggio, scomparira rispetto a quello che è stato fino ad oggi, mi fa pena e tristezza per chi e diventato notaio 4/5 anni fa, la maggioranza sono dei ragazzi che non conosche un h di inglese hanno studiato solo per questo e si troveranno in un mercato del lavoro rispetto al quale non sanno come approcciarsi, mentre gli avvocati sono usi al lavoro.

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Non ti preoccupare sapranno sopravvivere (purtroppo è messo peggio chi aspira a diventare notaio, se ha pari prospettiva), anche perché il 90% dei notai (se non più)  ha svolto anche la professione di avvocato (e certo non viceversa); in ogni caso, non credo che in percentuale i ragazzi italiani che sono avvocati conoscano l'inglese meglio dei ragazzi italiani notai, e non  vedo tutta questa superiorità dell'avvocato ad essere uso al lavoro (anche perché stante il numero, molti avvocati di lavoro ne vedono poco)

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