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Anna85

3^ prova 25/11 concorso 2016

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Ma... solo a me è sembrato che la disposizione relativa alla cessione di quota fosse fumo negli occhi?

La traccia diceva che LA SOCIETÀ è titolare di marchio, dei diritti di sfruttamento e del divieto di concorrenza. Nel padiglione ho sentito gente che ha trasferito il marchio e si è arrovellata sul divieto di concorrenza testamentario...

A me è parsa solo una descrizione dei fatti e non una volontà dispositiva dei singoli cespiti (peraltro della società...): i soci avevano conferito in società L'azienda di famiglia comprensiva del celebre marchio e dei diritti di sfruttamento.

Quindi per me la traccia non richiedeva altro che un semplice legato di quota... o no?!

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concordo con te nuovoromolo!! Per di più i soci unici della società erano i fratelli che, si presume, insieme hanno registrato il marchio. Quindi il problema, secondo me, non sussiste.

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in relazione a "Tizio vuole che al momento della morte il suo testamento sia pienamente valido ed efficace secondo le norme dell'ordinamento italiano" io mi sono proprio dimenticato di scriverlo nel testamento. Secondo voi ho fatto una cavolata pazzesca? Non riesco ancora a capacitarmi di come mi sia potuto fumare una disposizione....

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Anche Sulla professio iuris ne ho sentite di ogni... per me ci voleva eccome, specificando che la scelta si faceva ai sensi del regolamento europeo che ha sostituito la 218/95 in tema di scelta della legge regolatrice della successione.

 Chi non l'ha fatta non ha considerato che il testatore avrebbe potuto cambiare la propria residenza e quindi perdere la legge italiana quale legge regolatrice della successione. Facendo la professio iuris la si blindava e si era sicuri di assecondare la volontà del testatore

Modificato da nuovoromolo

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2 ore fa, nuovoromolo dice:

Anche Sulla professio iuris ne ho sentite di ogni... per me ci voleva eccome, specificando che la scelta si faceva ai sensi del regolamento europeo che ha sostituito la 218/95 in tema di scelta della legge regolatrice della successione.

 Chi non l'ha fatta non ha considerato che il testatore avrebbe potuto cambiare la propria residenza e quindi perdere la legge italiana quale legge regolatrice della successione. Facendo la professio iuris la si blindava e si era sicuri di assecondare la volontà del testatore

Professio iuris a favore di una legge rispetto alla quale non ha la relativa nazionalità, quindi serve la condizione che l'acquisti. io così ho fatto

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18 minuti fa, Marottoli dice:

Professio iuris a favore di una legge rispetto alla quale non ha la relativa nazionalità, quindi serve la condizione che l'acquisti. io così ho fatto

No marottoli, il regolamento si applica a tutti i soggetti (extracomunitari compresi) che risiedono in uno stato membro... non vorrei spargere terrore ma è una delle (poche) cose a me certe di questo concorso.

ti allego un estratto di articolo preso online:

Per quanto riguarda l’ambito di applicazione, si deve tener conto del fatto che il regolamento di successione europea è stato adottato da tutti gli Stati membri ad eccezione del Regno Unito, Irlanda e Danimarca, che ai presenti fini sono considerati paesi terzi. Tuttavia, le sue regole hanno carattere universale, vale a dire, non solo per i cittadini degli Stati membri dell’UE, ma anche per qualsiasi altro soggetto extracomunitario che abbia la residenza abituale in un paese membro. Di conseguenza, i giudici e i notai degli Stati membri UE applicheranno le stesse regole per la successione sia di un italiano o di uno spagnolo che di un marocchino, di un argentino o di un britannico residenti nel loro Stato.

 

Dal sito http://www.robertospinetti.com/ /regolamento-ue-6502012-sulle-successioni-transfrontaliere/

 

 

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Non hai capito la sfumatura a cui mi riferisco. non può scegliere sic et sempliciter una legge di uno stato di cui non è cittadino se è diversa dalla residenza abituale. se io Marottoli scelgo la legge tedesca e al momento della morte non risiedo in Germania né sono cittadino tedesco, la scelta non ha effetto. va chiarito che è in previsione dell'acquisto della cittadinanza 

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Guest Gino

Regazzi secondo voi se uno si è dimenticato l'intestazione 'repubblica italiana' è sicuramente fuori dal concorso? me l'ha chiesto un mio amico, io gli ho detto che non è nullità e che non c'è neanche la sanzione pecuniaria, voi che dite?

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8 minuti fa, Marottoli dice:

Non hai capito la sfumatura a cui mi riferisco. non può scegliere sic et sempliciter una legge di uno stato di cui non è cittadino se è diversa dalla residenza abituale. se io Marottoli scelgo la legge tedesca e al momento della morte non risiedo in Germania né sono cittadino tedesco, la scelta non ha effetto. va chiarito che è in previsione dell'acquisto della cittadinanza 

Si ma non è quello che chiedeva la traccia alla fine... hai motivato bene? Questo è il classico motivo per cui gente preparatissima cade miseramente... aggiungere troppe sfumature ad una traccia già incasinata non è mai una buona idea. Parola di un perdente

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Niente professio iuris poiché la legge applicabile era già la legge italiana, mettere una condizione sospensiva è un di più che non fa male ma concretamente superfluo.

 

Piuttosto, a Terzo, chi ha fatto istituzione nella legittima e chi legato sostitutivo di una somma di danaro pari alla legittima?

 

Secondo me hanno consegnato 4 su 5 ergo 1700

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La scelta della legge applicabile ci voleva, im motivazione il notaio ha dato atto al testatore di cosa può succedere in caso di cambio di residenza e nel caso i coeredi(tutti d' accordo), scelgano di sottoporre la divisione ad un' altra "legge" diversa da quella scelta dal testatore.

Ma con tutti i problemi che poneva la traccia, ci si blocca al primo.

Soluzioni, nessuno si sbilancia? Traccia tosta sè volete vi sparo le MIE soluzioni, faccio un pò di terrirismo post concorsuale........

Cmq io ho fatto un vincolo di destinazione!

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3 ore fa, Giorgio De Maria dice:

e per il patto di non concorrenza si poteva aderire alla tesi sostenuta che possa essere a carico degli eredi per non più di 5 anni.

aderisco, facendo notare che si tratta di quote di una societa di capitali che(come voi ben sapete. : ; faccio vedere che abbondo)

come tale ha personalità giuridica ed il titolare delle quote di certo non è IMPRENDITORE

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Guest Reg UE

Ha perfettamente ragione Marottoli. L'unico caso valido di professio era a condizione di acquisto della cittadinanza italiana, che potrebbe solo essere considerata eccessiva. Tutte le altre sono giuridicamente sbagliate.

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10 minuti fa, Guest Reg UE dice:

Ha perfettamente ragione Marottoli. L'unico caso valido di professio era a condizione di acquisto della cittadinanza italiana, che potrebbe solo essere considerata eccessiva. Tutte le altre sono giuridicamente sbagliate.

Sè in motivazione hai detto che:  ha ragione marattoli che ha previsto la condizione, tutto il resto è nulla, sicuramente passa, non vedo quale sia il problema:ninja:

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Per quel che ho visto io molta selezione l'ha fatta commerciale, la questione delle relazioni di stima vedrete farà molta selezione, l'ordine delle correzioni potrebbe essere mc comm e iv così si sbrigano :-)

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4 ore fa, nuovoromolo dice:

Ma... solo a me è sembrato che la disposizione relativa alla cessione di quota fosse fumo negli occhi?

La traccia diceva che LA SOCIETÀ è titolare di marchio, dei diritti di sfruttamento e del divieto di concorrenza. Nel padiglione ho sentito gente che ha trasferito il marchio e si è arrovellata sul divieto di concorrenza testamentario...

A me è parsa solo una descrizione dei fatti e non una volontà dispositiva dei singoli cespiti (peraltro della società...): i soci avevano conferito in società L'azienda di famiglia comprensiva del celebre marchio e dei diritti di sfruttamento.

Quindi per me la traccia non richiedeva altro che un semplice legato di quota... o no?!

Concordo trattavasi di semplice legato di quota di SRL e doveva solo precisarsi che la società era titolare del marchio celebre (visto che la presidente della commissione di quello si occupa .-)

Poi si poneva a carico degli eredi l'onere di non concorrenza nei limiti dell'art. 2557, 1° co codi civ. in relazione al'azienda esercitata dalla Gamma  

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Non capisco cosa c'entra la cittadinanza con la professio iuris. Chiunque risieda in uno stato membro (o se anche non risiede, ma eserciti la professio in previsione di risiedere in uno stato UE) può fare la professio iuris a prescindere dalla propria cittadinanza. Un americano in Italia non deve diventare cittadino italiano: nel momento in cui assume la residenza, la sua successione sarà regolata dalla legge italiana e lo stesso con la professio iuris potrà scegliere la legge di un altro stato (con il quale ha un collegamento)

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Guest Reg UE

No, la questione è un'altra.

Il regolamento UE, invertendo il criterio di applicazione della lex successionis precedentemente previsto, dispone che in mancanza di professio si applica la legge in cui si ha la residenza. E come tu giustamente dici, trovando applicazione universale, si applica anche all'extracomunitario che risiede in uno Stato membro (nel nostro esempio l'Italia).

Dunque, allo Stato attuale, non è necessaria alcuna professio da parte di Tizio. Ma se tu proprio vuoi porti il problema dello spostamento della residenza, anche all'interno DELL'UE, bada bene che la professio non può essere a favore di una QUALSIASI legge di uno Stato membro, ma solo della legge di cittadinanza (cosa diversa è il collegamento con altra legge, che non deriva da professio). 

E dunque, come ha giustamente osservato Marottoli,l'unica ipotesi in cui possa essere valevole una professio è l'ipotesi di residenza in altro Paese in favore di cittadinanza italiana  (che Tizio dovesse eventualmente acquisire).

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