Anna85

3^ prova 25/11 concorso 2016

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684 risposte in questa discussione

Non è citato a sproposito dato che il suo nome compare nelle opere da noi citate che applicano il Dip. Quindi io ritengo che lui ritenga - perdonate il gioco di parole - applicabile il Dip perché altrimenti come minimo avrebbe dovuto invitare l'autore a modificare l'inciso. 

ora basta, ha ragione l'utente sopra secondo cui saremo bocciati ( facciamo gli scongiuri ) per la mancanza dell'inventario e simili! Quindi pace e bene a tutti. E godiamoci il Natale ora.

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7 minuti fa, gillet dice:

si ma come fai a confrontarti con colleghi che hanno fatto il concorso con te e che magari hanno adottato soluzioni opposte alle tue?? è normale che ognuno porti acqua al proprio mulino. confrontati con i notai che conosci...

Fatto e tutti quelli con cui ho parlato hanno pareri opposti ma non conoscono il formulario carbone né articoli così specifici come quelli citati. Saranno ignoranti probabilmente

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Io dico solo una cosa: nel prendere decisioni in sede di concorso non ci si può basare su rivistelle o trattatelli di puro consumo concorsuale (che non ho mai acquistato) che spesso possono contenere anche pesanti errori...

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Aggiungo a chi interessa:

Cuffaro, successioni 2015, nel quale si fa riferimento alla cittadinanza

Baratti, 2014, I rapporti con gli Stati Terzi, anche qui si tratta del problema delle cittadinanza

Considerando 7,37,38 del regolamento

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17 minuti fa, mileinter dice:

Aggiungo a chi interessa:

Cuffaro, successioni 2015, nel quale si fa riferimento alla cittadinanza

Baratti, 2014, I rapporti con gli Stati Terzi, anche qui si tratta del problema delle cittadinanza

Considerando 7,37,38 del regolamento

Puoi fornire i riferimenti esatti di rivista e fascicolo così li leggo? 

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Mi dispiace ma non li conosco perché, tranne i considerando ovviamente, mi sono stati segnalati e li leggerò la prossima settimana, probabilmente. Comunque credo che sei hai una banca dati sia abbastanza semplice e Cuffaro dovrebbe trattarsi del testo e non di un articolo.

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Normalmente, le Commissioni non mettono disposizioni trabocchetto (come hanno sostenuto diversi Commissari nei loro report post Concorso), piuttosto credo che la Commissione desse per scontata l'adozione del minore e probabilmente intendeva far ragionare sull'art. 687, ossia se  detto articolo fosse applicabile all'adottato, inteso come figlio sopravveniente

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Io ho chiesto per ben due volte delucidazioni alla commissione , domandando se avremmo dovuto presupporre che Tizio fosse spostato , in quanto altrimenti non avrebbe potuto adottare il minore stante la mancanza del requisito soggettivo previsto dalla vigente legge in materia (essere coniugato da almeno tre anni e non separato nemmeno di fatto); la risposta è stata, " la traccia dice che è convivente , non può essere sposato , questo è uno dei problemi, la risposta è nella normativa". Per cui , dato che l'adozione in casi particolari è prevista solo in ipotesi di fatto straordinarie nell'interesse del minore e la traccia nulla diceva circa l'esistenza di tali circostanze (e non potendo presupporre cose che la traccia non diceva, altrimenti avrei potuto presupporre anche che Tizio fosse coniugato con altra persona non menzionata nella traccia) , ho ritenuto che il procedimento non potesse andare a buon fine a causa della mancanza del requisito soggettivo suddetto e che pertanto non fosse necessario ricevere alcuna disposizione a favore del potenziale figlio adottivo in quanto questo non potendo essere adottato non sarebbe divenuto legittimario di Tizio.

Quindi, se non vogliamo parlare di trabocchetti , quanto meno possiamo dire che la traccia non era chiara su diversi punti di fatto.

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Non entro in merito a questa soluzione,  il mio è sempre una ragionamento prudenziale: del resto, che  il procedimento andasse a buon fine era solo una condizione (ipotesi). Nel senso che qualora, anche nella ipotesi dell'1% andasse a buon fine, tutelo il testatore ex art. 687 (diversamente, la condizione non si avverava e tutto come filava liscio come voleva il testatore).  Tutto qui, non voglio giudicare altre soluzioni, né ritenerle non condivisibili 

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Oltretutto, in futuro il testatore avrebbe comunque potuto iniziare un nuovo procedimento di adozione una volta sposatosi, magari proprio con la convivente, e quindi forse era il caso di ricevere la disposizione condizionata....o mi sbaglio? Anche perchè non ricevendo la disposizione si aggira di fatto il problema del 549 e dell'onere che doveva essere a carico del solo Primo...chiedo perchè in diversi colleghi hanno ragionato effettivamente nel senso di non ricevere alcuna disposizione.

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Il ragionamento della non adottabilità fila ; ma magari il procedimento di adozione si svolge negli Stati Uniti, dove sono più permissivi nei confronti di persone singole. So che recentemente a Bologna nel 2013 il Trib. Bologna (in contrasto con prec. cassazione) ha riconosciuto come adozione legittimante quella di una cittadina italiana che ha adottato negli Stati Uniti, Eventualmente, se il ragazzo è americano potrebbe comunque accampare, in base alla sua legge, i diritti di figlio

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Ma istituirlo sotto condizione sospensiva faceva proprio brutto!? Forse saró poco cervellotico ma se la traccia mi parla di adozione e mi chiede di ricevere una disposizione io la ricevo (nei limiti di legge) e non sto a fantasticare se l'adozione va in porto o meno...

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Si infatti sembrerebbe più lineare la soluzione dell'istituzione sotto condizione, ma non è comunque illogica la soluzione della non adottabilità. Grazie delle risposte ragazzi.

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Non bocceranno per quello ... Bocceranno, per fortuna, le capre che hanno applicato il dip ...

Ma questi concorsisti cosa fanno? Invece di studiare, si grattano

Capre !!!

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Si vede che sei un poveretto in diritto per la tua affermazione e ti spiego pure perché.

Se per ipotesi non istituisci il figlio e poi lo adotti in qualche modo, rischi parecchio anche in termini di revocazione ex lege, argomento a te sconosciuto evidentemente

Se applichi il dip, in definitiva  non fai che ribadire quanto previsto dal regolamento, ammesso sempre che tu riesca a superare il dato testuale del regolamento. Pensa invece se non si applicasse, per quanto è vero che si applica a parer di molti, ma non di tutti.

Secondo il tuo inutile parere,.quale delle due disposizioni, in termini effettuali e di sistemazione dei rapporti patrimoniali, può essere più rischiosa?

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Si , ma il problema era che la condizione in base ai dati forniti dalla traccia sarebbe stata una condizione impossibile se riferita a quel procedimento di adozione (e la traccia si riferiva a proprio a quel procedimento non ad altri) stante l'inammissibilità della domanda.

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mah....io sinceramente vedo più come causa di bocciatura la questione dell adottabilità che quella dell'applicazione del DIP, sempre che in motivazione si sia parlato del regolamento europeo e dei motivi perchè si è preferita la professio (che comunque è una cosa che taglia la testa al toro)

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Come erede nella legittima. Pertanto il lascito partirà soldi se per qualche evenienza ( nuovo procedimento di adozione o altro ) egli sarà legittimario all'apertura della successione. Che ne pensate?

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cosi facendo Il lascito dovrebbe partire automaticamente una volta che risulti adottato e legittimario alla data di apertura della successione....forse il problema è che al momento della "testamenti factio" non è ancora legittimario e per questo era magari opportuno utilizzare una condizione....forse

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Sul diritto di abitazione al convivente che avete fatto?

La L. 76/2016 prevede un diritto di abitazione ex lege che, in base al caso concreto, potrà durare dai 2 ai 5 anni, così io ho interpretato la richiesta della traccia nel senso di voler legare al convivente un diritto di abitazione vitalizio, stante il silenzio sulla durata, che prescinde dalla permanenza della qualità di convivente di fatto, di fonte testamentaria (e quindi con titolo diverso da quello ex L. 76/2016).

In motivazione ho precisato che in tal modo il testatore ha dato un di più, rispetto all'ipotesi legale, al convivente.

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18 minuti fa, Guest Abitazione dice:

Sul diritto di abitazione al convivente che avete fatto?

La L. 76/2016 prevede un diritto di abitazione ex lege che, in base al caso concreto, potrà durare dai 2 ai 5 anni, così io ho interpretato la richiesta della traccia nel senso di voler legare al convivente un diritto di abitazione vitalizio, stante il silenzio sulla durata, che prescinde dalla permanenza della qualità di convivente di fatto, di fonte testamentaria (e quindi con titolo diverso da quello ex L. 76/2016).

In motivazione ho precisato che in tal modo il testatore ha dato un di più, rispetto all'ipotesi legale, al convivente.

Ma il diritto di abitazione era vitalizio o anch'esso doveva essere inteso sottoposto per tutto il periodo del celibato/vedovanza ai sensi del 636 c.c.? 

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