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Achille

1^ prova 23/11 concorso 2016

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Non credo proprio che tu dovessi aumentare la riserva azioni proprie, in quanto tu in quel momento stavi imputando una riserva a capitale sociale...(presumo che tu abbia fatto un aumento gratuito del capitale e poi uno oneroso, come molti d'altra parte).

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La riserva la dovevi aumentare solo nel caso di acquisto in senso tecnico ma qui tu stai facendo una assegnazione a titolo gratuito...

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Ragazzi/e buongiorno a tutti.

la traccia dice: "riserva in conto futuro aumento di capitale"  e poi " per l’aumento scindibile del capitale.......da attuare con le seguenti modalità: quanto a euro 100.000,00, mediante imputazione a capitale della predetta riserva....."  

1) Cosa c'entra l'aumento gratuito con l'aumento scindibile?

2) Riserva in conto futuro aumento non è assolutamente riserva in conto aumento. 

Chi ha fatto l'aumento gratuito...... riassumendo....... sostiene che non è possibile l'aumento oneroso perché sono utili. 

Sul punto però la traccia ti grida che si è in presenza di una riserva targata e vuole un aumento oneroso perché il termine scindibile non c'entra nulla con l'aumento gratuito. 

Ora è possibile che una riserva targata possa essere utilizzata per un aumento oneroso? si, lo sostiene anche lo studio 48-2016/I. che dice: 

"Oltre che nell’ipotesi tipica di apporti “a patrimonio”, non è escluso che si possa formare una riserva targata anche a seguito di vicende diverse.... L’ammissibilità di una personalizzazione della riserva da utili, nei termini appena descritti, dipende da un’apposita previsione dell’atto costitutivo in tal senso (29) (salva la possibilità di desumerla in via interpretativa, in relazione al contenuto concreto della clausola)......

Nel caso in esame non è ravvisabile un versamento da parte dei soci, ma la destinazione della riserva da utili........Da un punto di vista economico, il rilievo della “personalizzazione” anche in sede di aumento del capitale consente di pervenire ad un risultato equivalente ad una distribuzione degli utili agli stessi soci con un successivo impiego delle stesse risorse per la sottoscrizione dell’aumento a pagamento.........

Tuttavia, sembra che alla questione in esame si possa applicare quanto osservato (40) circa l’ammissibilità dell’apposizione, tramite specifica pattuizione nell’atto costitutivo, di un vincolo di “personalizzazione” alla riserva, configurandola come “targata”, con le conseguenze già esposte quanto all’aumento di capitale (da qualificare come misto o a pagamento, comunque con opzione a beneficio di tutti i soci; nella seconda ipotesi la liberazione da parte dei soci a favore dei quali la riserva è stata “personalizzata” avviene mediante utilizzo della stessa)."

Nella traccia avevamo una riserva targata e un aumento scindibile. ciao ciao. 

 

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Ma che cavolo serve scrivere un supporto sulla prima traccia a 3 mesi dai risultati...bah...ti vuoi autoconvincere di qlc??

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Sì, peccato che lo studio si riferisse alla Srl, ove la formazione della riserva targata, in mancanza di una previa delibera di distribuzione degli utili, è possibile, in quanto trattasi di particolare diritto del socio, ex art. 2468, 3° co. cod. civ....

Peccato che qui eravamo in una SpA che non può prevedere, in mancanza di una preventiva delibera dei soci, la formazione ex se di una riserva targata....

Ciao, ciao a te...

 

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Vero che lo studio è sul diritto particolare.... Qua si sta parlando però di avere una riserva targata per aumento oneroso. Nello stesso studio è scritto: "Nella nuova configurazione delle società a responsabilità limitata resta fermo il principio della necessità che la decisione dei soci che approva il bilancio deliberi anche sulla distribuzione degli utili ai soci."

Assodato ciò.... nello studio, riassumendo, si dice che tolta una parte di utile da attribuire al detentore del diritto particolare è possibile avere una riserva da utili targata in favore degli altri soci da utilizzarsi per aumento oneroso. 

Ora srl e spa, sono entrambe società di capitali....... quale è la differenza? Se posso avere una riserva targata nella srl perché non posso averla nella spa?  

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Prevedere una tal clausola nello Statuto di una SpA costituisce grave errore di diritto, pertanto, la soluzione era fare un aumento gratuito e poi oneroso scindibile (cd. misto). Non credo che la commissione possa anche minimamente optare per un aumento solo oneroso. In tal modo si esporrebbe a ricorsi in sede giurisdizionale...

Non mischiamo le carte in tavola, ragazzi, qui c'è gente che studia da 10 anni e bene, non scherziamo con le poche certezze del diritto ancora rimaste...

Modificato da Marte_

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Grave errore di diritto in base a cosa? Li c'è uno studio che sul punto è chiarissimo, in una società di capitali, quale è la srl, in favore dei soci non titolari di nessun diritto particolare è riconosciuta riserva da utili da utilizzarsi per aumento oneroso.

Non c'è nessun stravolgimento del diritto! E' solo una riserva targata, che in quanto tale ha una sua specifica destinazione! 

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Aridaje, nella Srl se ne può discutere ma nella SpA, in cui non vi sono diritti particolari dei soci, non se ne parla!

La soluzione dell'aumento tutto oneroso è sbagliata, non è stata seguita dalla maggiorana dell'aula e se la commissione dovesse seguirla farebbe un grave errore di diritto con conseguente violazione di legge...scusa se è poco ma diciamo pane al pane per una volta.

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Mi permetto di osservare una cosa:

il notaio non fa il giudice.

Se in uno statuto c'è scritto che i soci una quota di utili annui è destinata in apposita riserva finalizzata agli aumenti onerosi non capisco quale sia il problema.

La riserva si formerà concretamente, al più tardi solo con la delibera di disribuzione - anche se mi sembra ugualmente sostenibile che si possa formare automaticamente - ma comunque nel caso del concorso è la stessa traccia a dire che la riserva esiste e pertanto tale riserva si deve essere formata. In ogni caso rimane una riserva e non un versamento fuori capitale proprio perchè "prodotta" con gli utili della società.

Ciò posto, secondo voi di fronte a tale previsione dovrebbe essere il notaio a disapplicare la previsione statutaria ritenendola illegittima? Si dovrebbe forse sostenere che è illegittima ex 2345, ma scherziamo? La commissione può aver fatto un ragionamento del genere?

Ancora, volete dire che se non fosse stato presente un socio voi avreste fatto l'aumento gratuito a maggioranza sostenendo che si trattava di una previsione statutaria illegittima e pertanto non esisteva alcuna destinazione per quelle somme che erano liberamente disponibili dalla società? Ricordiamoci che sono gli stessi soci che deliberano l'aumento a deliberare la distribuzione degli utili (seppur nell'assemblea ord) e che una previsione come quella della traccia nei fatti determina un vantaggio sia per i soci sia per la società in quanto, sotto quest'ultimo profilo, garantisce che una parte di utili sia destinata a capitale di rischio e poco importa per la società e per i soci che si tratti di aumento gratuito ovvero oneroso.

Io credo che nella redazione della traccia sia stato commesso un errore terminologico e che al più l'aumento oneroso costituisca travisamento poichè la traccia chiedeva espressamente di imputare a capitale detta riserva (che, a mio avviso, non è assolutamente un versamento fuori capitale).

In ogni caso, vedremo presto.

 

 

Modificato da mattia.chiara

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Quella di Mattia è un'ottima motivazione in più. Ripeto che noi abbiamo un "aumento scindibile mediante", aumento scindibile con l'aumento gratuito non c'entra niente. A livello normativo dove è scritto che non possiamo avere una riserva così? Marte tu dici nelle srl se ne può discutere... (lo studio riconosce)... nelle spa no. Scusami, nelle srl la riserva è riconosciuta ai soci che non sono titolari di nessun diritto particolare, nelle srl rispetto ai principi circa gli utili non cambia nulla rispetto alle spa. Cosa cambia con le spa? i principi, ripeto, sono gli stessi. Cosa cambia a livello giuridico e di bilancio rispetto alle spa?  

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Scusate,

allora, se si è un presenza di una riserva "dei soci" destinata a "coprire" un futuro aumento oneroso, in realtà, sotto il profilo sostanziale, detta riserva per voi non dovrebbe essere altro che un "versamento anticipato" sulle emittende azioni di compendio dell'aumento; e ciò anche se, materiamente, non vi sia stato un preventivo esborso (rectis, apporto di somme) da parte dei soci, come accade, invece, nei "versamenti in conto futuro aumento di capitale". Giusto?

Ormai ... tanto per discuterne

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Il perché ci sia la riserva non lo so, ma sta di fatto che c'è. Non è un versamento ma una riserva targata per l'aumento oneroso in favore dei soci. Le ragioni specifiche e le modalità di utilizzo della riserva dipendono sia da come è scritta la clausola sia dal suo concreto operare. Ora in atto c'è scritto in conto "futuro" aumento e aumento di capitale "scindibile". Quindi o non si sostiene che la riserva è in conto "futuro" aumento concludendo che quest'ultima è una normale riserva e in conseguenza non si può avere un aumento scindibile, ma gratuito e scindibile, oppure si sostiene che la riserva è targata, perché è denominata in conto "futuro" aumento e può, quindi, avere quella determinata destinazione ed essere utilizzabile per un aumento oneroso. Io, però, vorrei sapere perché non è possibile avere tale riserva targata, non riesco a capire perché non ci possa essere una tale clausola statutaria.  

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Io a concorso ho fatto il gratuito perché mi sembrava quella la volontà (l'assemblea voleva imputarla a capitale) e, detto questo, secondo me la riserva della traccia era targata (non nel senso di personalizzata ma nel senso di oggettivamente destinata a uno scopo). Il mio ragionamento è stato che se tutti i soci vogliono imputare non c'è destinazione che tenga, lo si può fare.

Il fatto però che non si possa usare quella riserva per l'aumento oneroso sulla base di presunti principi generali che avrebbero acquisito persone che studiano da dieci anni è a mio avviso assurdo.

A livello normativo, verosimilmente, una clausola di quel tipo può violare il 2345 (espressione del principio in forza del quale i soci non possono essere obbligati a ulteriori versamenti in denaro oltre ai conferimenti) ma siccome siamo nella "terra di nessuno" ritengo che nessun notaio di fronte a una clausola del genere ne disapplicherebbe il contenuto con così tanta tranquillità. 

In più c'è una cosa da dire, se si ritiene illegittima la previsione e se il ragionamento di chi è cos' convinto delle proprie convinzioni si fonda su queste premesse sarebbe stato necessario modificare lo statuto rettificando la clausola "incriminata".

La verità è che il diritto civile nonostante tanto studio non può essere dominato e astrattamente è sostenibile tutto nel caso in cui non ci siano precedenti giurisprudenziali, che nel caso di specie mancano del tutto. Le tracce inoltre non dovrebbero essere di difficile interpretazione ma dovrebbero essere quanto meno intellegibili per permettere che la selezione si fondi sulle cognizioni giuridiche e non sul caso.

E' un mio pensiero.

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1 ora fa, walle dice:

Il perché ci sia la riserva non lo so, ma sta di fatto che c'è. 

Ti sei risposto da solo/a...la traccia descrive bene il processo di formazione della riserva, pur denominandola "in conto futuro aumento di capitale". Si dice poi che è l'assemblea o meglio la società che vuole "imputarla a capitale" (ex art. 2442 cod. civ.).

Basterebbe questo a farti capire che la soluzione dell'aumento tutto oneroso è errata, prima di tutto per travisamento della traccia.

Quanto alla scindibilità, è ovvio che ci si riferiva alle due porzioni di aumento oneroso successive, una con e l'altra senza diritto di opzione (cd. aumento ibrido).

In merito alla non ammissibilità della detta clausola nella SpA, è principio generale, essenziale del tipo SpA, che per la distribuzione degli utili occorra sempre una previa delibera dell'assemblea dei soci, non essendo sufficiente la mera approvazione del bilancio, né tantomeno una clausola dell'atto costitutivo a monte. Quindi, per formare una cd. riserva targata, occorrerebbe prima una delibera di distribuzione degli utili e poi un contratto di versamento in conto futuro aumento del capitale, con cui il singolo socio dispone del proprio diritto di credito, acconsentendo a far restare nella società suoi denari.

Di tutta evidenza non era quello che era successo nel caso della traccia.

Il principio della necessaria preventiva delibera di distribuzione degli utili per la creazione di un diritto di credito del socio verso la società (non bastando come detto la previsione statutaria a monte) è inderogabile dall'autonomia statutaria, perché intimamente connesso con le regole della collegialità e della prevalenza della volontà della maggioranza nella SpA.

Tale principio può, infatti, essere derogato solo nella Srl e solo se si sia in presenza di un diritto particolare dei singoli e individuati soci (così facendo assomigliare la Srl a una società di persone a responsabilità limitata).

Qualora la commissione accogliesse la soluzione del tutto oneroso, andrebbe contro tali principi scolpiti nel codice civile.

 

Modificato da Marte_

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9 ore fa, mattia.chiara dice:

Mi permetto di osservare una cosa:

il notaio non fa il giudice.

Se in uno statuto c'è scritto che i soci una quota di utili annui è destinata in apposita riserva finalizzata agli aumenti onerosi non capisco quale sia il problema.

No e no, mille volte no, per favore, non scrivete queste cose su Romolo, non si possono leggere.

Il notaio previene il Giudice e in presenza di una clausola eventualmente nulla deve rifiutarsi di ricevere l'atto (art. 28 l. Not) e/o non deve chiedere l'iscrizione del verbale che ne dia esecuzione nel Registro delle Imprese.

Stiamo scherzando? Impossibile leggere certe cose.

Modificato da Marte_

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Giusto per chiarezza, quando si fa una modifica statutaria, il notaio è tenuto a compiere il giudizio di omologazione in relazione alla delibera che è stato chiamato a verbalizzare, decidendo se iscrivere o meno la stessa nel R. I.; com'è noto, sebbene al verbale venga allegato lo statuto nella versione aggiornata, egli non è tenuto a verificare la legittimità di tutte le altre previsioni statutarie preesistenti!

Certe cose non si possono leggere, scusatemi!!!

Spero io di aver compreso male quanto sopra è stato scritto, come probabile che sia!!!

Modificato da Antonio Mattera

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Allora, tanto per chiarirci, la clausola è nulla quando è stata dichiarata tale dal giudice. Tu, che fai il notaio, quando verbalizzi, sei chiamato a dichiarare nulla quella clausola?

Un altro discorso è se la clausola a monte mi comporta "a cascata" la nullità della delibera (es.: clausola che consente di assumere delibere senza convocazione ed in mancanza dei presupposti per la totalitaria): in tal caso devo rifiutarne l'iscrizione ... è ovvio.

Ma - ora ti chiedo - può mai essere nulla una delibera di aumento oneroso per cause diverse da quelle contemplate dall'art. 2379 c.c.(e, proprio per questo mtivo, ti ho fatto l'esempio di cui sopra: v. quanto scritto nella parentesi precedente)???

Mi semba forse che nel diritto societario viga il principio di tassatività delle cause di nullità delle delibere assembleari. Mi sbaglio? Ho studiato male?

Fammi sapere

Modificato da Antonio Mattera

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Qui ricadremmo proprio nei casi di illiceità dell'oggetto della deliberazione, o se vogliamo anche di impossibilità, ex art. 2379, 1° co. cod civ. 

Su come si debba comportare il notaio in un caso consimile, vi è peraltro anche una non recentissima massima milanese...che non so se tu conoscerai...

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