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Achille

1^ prova 23/11 concorso 2016

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Si sottopone a perizia l'immobile .... il credito non è altro che un "riflesso" del valore dell'immobile .... Su questo sono sicuro (abbastanza)

Modificato da Antonio Mattera
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Si perizia il credito in collegamento con la precedente vendita per concludere che non si è davanti a una complessiva operazione elusiva della disciplina dei conferimenti in natura.

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5 minuti fa, Fulgor dice:

Si perizia il credito in collegamento con la precedente vendita per concludere che non si è davanti a una complessiva operazione elusiva della disciplina dei conferimenti in natura.

E quindi perizi l'immobile per vedere se ha il valore corrispondente al credito (prezzo)

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14 minuti fa, Antonio Mattera dice:

E quindi perizi l'immobile per vedere se ha il valore corrispondente al credito (prezzo)

Sì, faccio dichiarare che il valore del credito è almeno pari al valore di mercato dell'immobile, d'altra parte dire che trattavasi di conferimento dell'immobile è secondo me palesememente sbagliato, occorreva vedere se la intera operazione fosse in frode alla normativa sui conferimenti in natura.

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Comunque, mai come quest'anno le problematiche erano talmente tante in ogni compito, che trovare compiti ineccepibili in forma,motivazione e parte teorica, dato il pochissimo tempo a disposizione (stante anche la lunghezza degli atti), sarà quasi impossibile . Spero che la commissione sappia operare con oculatezza, elasticità ed equità .

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Guest Ah ah
On ‎18‎/‎02‎/‎2017 at 07:31, Guest Guest dice:

X me la riserva era da usarsi x aumento oneroso, certo dopo congrua motivazione e spiegazione del perché... Del resto si chiedeva un aumento scindibile, il resto era fattibile con limitazione dell'opzione. 

Molti notai dicono che sia come dici tu ... Ma staremo a vedere

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On 17 febbraio 2017 at 09:02, pinturicchio81 dice:

Infatti secondo me bisognava allegare entrambi (bilancio e situazione patrimoniale)per far emergere che nel primo non c'era il credito, che invece emergeva dalla seconda che si faceva approvare seduta stante!

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39 minuti fa, gauge dice:

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Ma se il bilancio non era più vecchio di 120 gg (ex art. 2501 quater cod civ., per analogia) usavi quello e lo integravi con la dichiarazione del fatto nuovo, non c'era necessità di approvare una situazione ex novo, a parte che tale situazione non sta scritto da nessuna parte che deve essere approvata.

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On 26 febbraio 2017 at 16:00, Fulgor dice:

Ma se il bilancio non era più vecchio di 120 gg (ex art. 2501 quater cod civ., per analogia) usavi quello e lo integravi con la dichiarazione del fatto nuovo, non c'era necessità di approvare una situazione ex novo, a parte che tale situazione non sta scritto da nessuna parte che deve essere approvata.

Il bello del diritto è che ci possono essere più soluzioni per uno stesso problema. A mio avviso approvare una situazione patrimoniale aggiornata nel caso d'esame era soluzione opportuna. Buona giornata. Matteo

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Guest spiegazione
On ‎18‎/‎02‎/‎2017 at 07:31, Guest Guest dice:

X me la riserva era da usarsi x aumento oneroso, certo dopo congrua motivazione e spiegazione del perché... Del resto si chiedeva un aumento scindibile, il resto era fattibile con limitazione dell'opzione. 

Mi volete spiegare come si possa sostenere questo ... Anche il mio notaio ha detto che avrebbe fatto così perché la traccia chiedeva un aumento scindibile, che non può non essere che oneroso

Per me é assurdo

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24 minuti fa, Guest spiegazione dice:

Mi volete spiegare come si possa sostenere questo ... Anche il mio notaio ha detto che avrebbe fatto così perché la traccia chiedeva un aumento scindibile, che non può non essere che oneroso

Per me é assurdo

Piacerebbe anche a me sapere come sia possibile e concretamente attuabile

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Guest Ipotesi

I notai, probabilmente, danno un significato tecnico all'espressione "riserva in conto futuro aumento di capitale", la quale può essere utilizzata solo per aumento oneroso. Ora, nel caso di specie, siccome la riserva era formata da utili, bisogna ritenere che gli stessi siano di spettanza dei soci e non della società: cioè, si tratta di utili che spetterebbero ai soci, ma che gli stessi, in virtù della clausola statutaria, decidono di accantonare in vista di un prossimo aumento oneroso, evitando così di passare per la delibera di distribuzione degli utili ed il successivo versamento in società delle somme appena riscosse (come avviene per i versamenti in conto futuro aumento di capitale)

Non c'e altro modo (almeno credo)

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33 minuti fa, Guest Ipotesi dice:

I notai, probabilmente, danno un significato tecnico all'espressione "riserva in conto futuro aumento di capitale", la quale può essere utilizzata solo per aumento oneroso. Ora, nel caso di specie, siccome la riserva era formata da utili, bisogna ritenere che gli stessi siano di spettanza dei soci e non della società: cioè, si tratta di utili che spetterebbero ai soci, ma che gli stessi, in virtù della clausola statutaria, decidono di accantonare in vista di un prossimo aumento oneroso, evitando così di passare per la delibera di distribuzione degli utili ed il successivo versamento in società delle somme appena riscosse (come avviene per i versamenti in conto futuro aumento di capitale)

Non c'e altro modo (almeno credo)

Esatta ricostruzione ma c'è un ma...

Nelle società di capitali il diritto agli utili è certamente comprimibile, per effetto di una clausola sociale che destini a riserva una parte degli utili. Ma non è eliminabile, quindi una clausola del genere va vista con molta cautela già di per questo.

Stante inoltre il principio di alterità soggettiva tra società e soci, quegli utili accantonati a riserva non possono che spettare alla società, poiché appunto non sono stati distribuiti ai soci. Ricordiamo, infatti, che nelle società di capitali il diritto agli utili nasce con la delibera di distribuzione e non con la approvazione del bilancio come nelle società di persone.

Stante inoltre il noto principio secondo il quale nessun socio può essere obbligato per statuto ad effettuare versamenti in capitale, non vedo spazio per una clausola come quella che ci è stata propinata al concorso. 

Anche in questo caso devo sottolineare il "pressapochismo" di chi ha partorito la traccia che si è del tutto inventato una situazione paradossale.

 

Modificato da Fulgor

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Guest secondo me
21 minuti fa, Guest Ipotesi dice:

I notai, probabilmente, danno un significato tecnico all'espressione "riserva in conto futuro aumento di capitale", la quale può essere utilizzata solo per aumento oneroso. Ora, nel caso di specie, siccome la riserva era formata da utili, bisogna ritenere che gli stessi siano di spettanza dei soci e non della società: cioè, si tratta di utili che spetterebbero ai soci, ma che gli stessi, in virtù della clausola statutaria, decidono di accantonare in vista di un prossimo aumento oneroso, evitando così di passare per la delibera di distribuzione degli utili ed il successivo versamento in società delle somme appena riscosse (come avviene per i versamenti in conto futuro aumento di capitale)

Non c'e altro modo (almeno credo)

ipotesi interessante, ma non mi convince

nelle società di capitali (a differenza che nelle società di persone), per la spettanza degli utili ai soci non è sufficiente l'approvazione del bilancio, ma è necessario anche che l'assemblea ne deliberi la distribuzione.

Leggo sul manuale del noto notaio napoletano a p. 583 che "il diritto dei soci è, in altri termini, un diritto al dividendo e non agli utili".

quindi secondo me (che però non sono notaio e di conseguenza non conto niente) si tratterebbe di riserva statutaria, utilizzabile con aumento gratuito, come testualmente ex 2442

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31 minuti fa, Guest Ipotesi dice:

I notai, probabilmente, danno un significato tecnico all'espressione "riserva in conto futuro aumento di capitale", la quale può essere utilizzata solo per aumento oneroso. Ora, nel caso di specie, siccome la riserva era formata da utili, bisogna ritenere che gli stessi siano di spettanza dei soci e non della società: cioè, si tratta di utili che spetterebbero ai soci, ma che gli stessi, in virtù della clausola statutaria, decidono di accantonare in vista di un prossimo aumento oneroso, evitando così di passare per la delibera di distribuzione degli utili ed il successivo versamento in società delle somme appena riscosse (come avviene per i versamenti in conto futuro aumento di capitale)

Non c'e altro modo (almeno credo)

Non credo sia così semplice.

Se si tratta di riserva in senso tecnico, indipendentemente dal nomen che è irrilevante, non può essere utilizzata per un aumento oneroso, se non altro perché così andresti ad imporre ai soci di sottoscrivere. 

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2 minuti fa, Guest secondo me dice:

ipotesi interessante, ma non mi convince

nelle società di capitali (a differenza che nelle società di persone), per la spettanza degli utili ai soci non è sufficiente l'approvazione del bilancio, ma è necessario anche che l'assemblea ne deliberi la distribuzione.

Leggo sul manuale del noto notaio napoletano a p. 583 che "il diritto dei soci è, in altri termini, un diritto al dividendo e non agli utili".

quindi secondo me (che però non sono notaio e di conseguenza non conto niente) si tratterebbe di riserva statutaria, utilizzabile con aumento gratuito, come testualmente ex 2442

Concordo, chi ha partorito la traccia ne sa meno di chi è su questo forum, amara e tristissima verità.

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Poni per ipotesi che un socio non voglia sottoscrivere l'aumento e la riserva vada agli altri. Con il gratuito questo problema non si può verificare, mentre con l'aumento oneroso si

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7 minuti fa, Guest secondo me dice:

ipotesi interessante, ma non mi convince

nelle società di capitali (a differenza che nelle società di persone), per la spettanza degli utili ai soci non è sufficiente l'approvazione del bilancio, ma è necessario anche che l'assemblea ne deliberi la distribuzione.

Leggo sul manuale del noto notaio napoletano a p. 583 che "il diritto dei soci è, in altri termini, un diritto al dividendo e non agli utili".

quindi secondo me (che però non sono notaio e di conseguenza non conto niente) si tratterebbe di riserva statutaria, utilizzabile con aumento gratuito, come testualmente ex 2442

Non solo, ma durante la vita societaria i soci possono cambiare e immaginare una clausola statutaria che possa consentire di "imputare" tutti o parte degli utili a riserve targate in favore dei singoli soci (variabili), senza il di loro consenso negoziale, significa non conoscere i fondamenti del diritto societario...e mi taccio per non dire altro...

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Guest secondo me
9 minuti fa, Fulgor dice:

Concordo, chi ha partorito la traccia ne sa meno di chi è su questo forum, amara e tristissima verità.

vabbè dai, facciamo i buoni...

diciamo che era uno dei trabocchetti della traccia e che la soluzione era quella che stiamo scrivendo :D

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3 minuti fa, Guest secondo me dice:

vabbè dai, facciamo i buoni...

diciamo che era uno dei trabocchetti della traccia e che la soluzione era quella che stiamo scrivendo :D

Non sono un buonista ma non per questo credo ciecamente a "gomblotti" :-)...piuttosto prendo atto del pressappochismo...

Andiamolo però a dire a coloro che, potenzialmente, verranno bocciati per travisamento della traccia per avere fatto un aumento misto...

Modificato da Fulgor

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Guest boninstateboni

Secondo me, faranno passare sia chi ha fatto un unico aumento scindibile sia chi ha fatto un aumento misto, attesa la poca chiarezza della traccia sul punto

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A me non sembra difficile da capire: i soci hanno investito gli utili loro spettanti per sottoscrivere l'aumento oneroso. Invece che prenderli e poi riversarli, li hanno direttamente passati a riserva (targata) in attesa della delibera di aumento. Si tratta di una prassi molto comune di aumento a pagamento, e' soltanto invertito l'ordine cronologico: i soci hanno già sottoscritto (accettato), poi la società delibera (propone). Se la società non delibera l'aumento entro l'x termine, i versamenti vengono restituiti ai soci. Che c'è di strano?

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Guest secondo me
2 minuti fa, Guest boninstateboni dice:

Secondo me, faranno passare sia chi ha fatto un unico aumento scindibile sia chi ha fatto un aumento misto, attesa la poca chiarezza della traccia sul punto

ecco questo non mi starebbe bene

la traccia si può scrivere in maniera poca chiara (la si può pure sbagliare, Settimio insegna), ma le correzioni le facessero come si deve

(e qui mi prendo per il culo da solo ripensando alle divisioni sotto condizione sospensiva del consenso di Settimio)

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Guest secondo me
5 minuti fa, muenchen dice:

A me non sembra difficile da capire: i soci hanno investito gli utili loro spettanti per sottoscrivere l'aumento oneroso. Invece che prenderli e poi riversarli, li hanno direttamente passati a riserva (targata) in attesa della delibera di aumento. Si tratta di una prassi molto comune di aumento a pagamento, e' soltanto invertito l'ordine cronologico: i soci hanno già sottoscritto (accettato), poi la società delibera (propone). Se la società non delibera l'aumento entro l'x termine, i versamenti vengono restituiti ai soci. Che c'è di strano?

secondo me, cambia che la riserva statutaria la crea l'assemblea straordinaria, non il consenso negoziale dei singoli soci

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Apri un bilancio, secondo il principio contabile 28 anche la riserva futuro aumento e' appostata a PN, come la riserva conto aumento. Tuttavia, la prima e' targata e la seconda no, cioè la prima non può essere usata per il ripiano perdite e l'aumento gratuito.

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