presidentecapozzi

come riceveste i legati di datio in solutum?

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8 risposte in questa discussione

  1. legare a Cecilia, sua compagna ormai da molti anni, un appartamento in Roma, via Trastevere n. 40, del valore di euro 1.000.000,00, anche a titolo di indennizzo per i diritti che le competono in forza di un rapporto di lavoro mai retribuito, ma regolarmente denunciato ai fini previdenziali, per attività prestate per circa 2 anni e cessato nel corso dell'anno 2000, quando la convivenza era appena all'inizio (importi peraltro di valore non superiore ad euro 100.000,00 in base ai conteggi effettuati da un consulente del lavoro)
  2. lasciare alla domestica Imelda, a tacitazione di ogni diritto derivante dal rapporto di lavoro, l'usufrutto, per la durata di cinque anni, su uno qualsiasi degli appartamenti o dei locali commerciali che il testatore possiede a Roma;

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entrambi possono essere ricevuti come legati di datio in solutum ma non tacitativi dei crediti di lavoro per il rapporto lavorativo, il primo come legato anche a titolo di indennizzo dei crediti lavorativi, il secondo come legato di datio in solutum fino a concorrenza de valore del credito lavorativo, ammettendo per entrambe le ipotesi che il valore del bene legato supera di molto il valore del credito da lavoro, come ritenuto da una certa recente dottrina notarile.

voi cosa ne pensate? la cassazione del 2001 la dobbiamo proprio lasciare perdere a concorso?

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Il primo è un precedente concorsuale nel quale accettarono tutto!

Il secondo io lo farei nei limiti del 2113 anche se sostanzialmente è preferibile non fare nulla!

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una parte della dottrina sostiene la classica tesi che i legati di datio in solutum non sono ricevibili, anche per la cassazione del 2001 come legati tacitativi del tfr  e dei crediti da lavoro per il 2113.

altra parte della dottrina dice che sono ricevibili anche tacitativi e a titolo di datio dei rapporti di lavoro, infischiandosene del 2113 ed ammettendoli se il bene legato vale di più del valore dei crediti di lavoro. 

c'è poi una dottrina che ritiene che i legati siano ricevibili comunque se fatti sotto condizione sospensiva che la lavoratrice accetti nel tentativo di conciliazione la proposta di datio in solutum ai sensi dell'art 2113 c 4 che ritiene non applicabile il disposto dell'art 2113 c 1 cc.

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ti capisco, anche io ho questa difficoltà perchè sembra una contraddizione.

ci hanno detto che il legato a favore della domestica imelda non può essere tacitativo dei diritti del 2113 per il divieto di legge e per la indisponibilità dei diritti del lavoro da parte del singolo lavoratore. si può ricevere però il legato di datio in solutum dando alla lavoratrice un qualcosa di diverso dalla corresponsione dei crediti lavorativi fino a concorrenza del valore, dandogli l'usufrutto di alcuni beni immobili che saranno indicati dal testatore e a condizione che la badante non lo rifiuti  e che l'usufrutto valga almeno quanto il credito al momento della morte del testatore.tale soluzione di legato di datio in solutum è stata sostenuta da alcune cassazioni del 71 con nota di Cassisa e degli anni 80 come legato di datio a favore della domestica. tuttavia queste cassazioni parlano di legato a favore del creditore anche se il creditore è una  domestica. quindi se vuoi il legato lo puoi considerare come legato di datio in solutum per i crediti lavorativi se raggiungono il valore del credito. ci hanno spiegato che se non raggiunge il valore il legato vale come acconto del credito e che andrebbe specificato nel testamento che il legato è dato fino a concorrenza del valore del credito lavorativo. se quindi l'usufrutto vale di meno la colf potrà chiedere la differenza agli eredi e il legato di datio non è tacitativo. quindi possiamo dire che non è tacitativo dei crediti da lavoro  se vale di meno però lo diventa se l'usufrutto vale di più del credito, aderendo a quelle cassazioni risalenti e alla nuova dottrina che ammette si possa fare a titolo di datio in solutum.

Modificato da presidentecapozzi

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