Lupo Albe

Soggetto affetto da SLA

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7 risposte in questa discussione

Tizio, affetto da SLA che gli impedisce qualsiasi movimento e che comunica solamente attraverso un sintetizzatore vocale collegato al computer, (perfettamente capace di intendere e di volere) vuole rilasciare alla moglie procura speciale.

Il CNN in un quesito identico ha concluso per l'intervento in atto, oltre che dei testimoni, di due interpreti (ipotesi numero 2: un interprete e uno dei testimoni che conosca il linguaggio dei segni della parte.)

Ma in questo caso l'interprete è il computer, nel senso che l'eventuale interprete nominato non farebbe altro che leggere a computer quello che il soggetto affetto da SLA comunica (questo lo potrebbe fare chiunque secondo me).

Inoltre mi riesce difficile nelle seconda ipotesi verificare che uno dei testimoni conosca il linguaggio dei segni del minorato (dato che non si muove).

Vi è mai capitato in studio?Cosa fareste?

Grazie a chiunque possa/voglia rispondere....

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Il CNN a cui ti riferisci credo sia vecchio: nell'ultimo anno c'è stata grande apertura verso questo genere di situazioni per cui non viene richiesto l'intervento nè di interprete nè di testimoni, essendo il malato di SLA in grado di comunicare con visore ottico equiparato ad un soggetto capace e NON minorato.
Mi sembra che questo indirizzo sia stato preso sia per "svecchiare" il notariato (nel 1913 non c'era alcun sintetizzatore vocale) sia per un tentativo di facilitare l'intervento in atto di persone che -grazie alle innovazioni tecnologiche- possono NON essere più considerati minorati dalla forma dell'atto notarile.

Queste le conclusioni al recente Congresso Nazionale del Notariato (in tema di puntatore oculare)

Rendere più semplice la partecipazione dei soggetti affetti da SLA alla contrattazione giuridica, attraverso una interpretazione evolutiva della legge notarile che riconosca la "comunicazione non verbale" e renda possibile l'espressione da parte del malato delle proprie volontà negoziali, senza intermediari. È la proposta del Notariato con la collaborazione di AISLA - l'Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica che da 32 anni sostiene le persone con SLA e la ricerca su questa malattia - presentata al 50° Congresso Nazionale del Notariato, dedicato al tema " Il valore economico della sicurezza giuridica: quale diritto per lo sviluppo?".

La proposta, nata dall'apertura della magistratura milanese che ha sviluppato il concetto di "comunicazione non verbale"(1) prendendo atto della nuova realtà creata dalla tecnologia, ha come obiettivo quello di sfruttare lo sviluppo tecnologico in campo medico per semplificare e rendere più immediata la tutela dei diritti delle persone affette da SLA. Oggi i malati di SLA, che pertanto non presentano alterazioni cognitive ma l'impossibilità di comunicare con i canali classici, hanno a disposizione sistemi di comunicazione alternativi, quali i "comunicatori a puntamento oculare"(2), che sfruttano l'unico movimento ancora controllabile dagli stessi, quello degli occhi, ottenendo così la possibilità di esprimersi in autonomia.

Domenico Cambareri, Consigliere Nazionale del Notariato: "Con questa proposta il Notariato vuole garantire parità di diritti a coloro che si trovano in una situazione di malattia e infermità fisica, consentendo di comunicare in modo semplice, nel pieno rispetto della legge".

Alberto Fontana, tesoriere di AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, commenta: " L'iniziativa portata avanti con il Consiglio Nazionale del Notariato vuole tutelare l'indipendenza e la dignità delle persone con SLA e di tutti i malati colpiti da disabilità gravi a cui deve essere riconosciuto il diritto di esprimere la propria volontà, anche negli atti ufficiali, attraverso gli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione. È grazie a questo che le persone con SLA e tutti i disabili gravi possono superare le barriere della malattia e continuare ad essere cittadini e soggetti attivi".

La legge notarile prevede per i soggetti non in grado di comunicare autonomamente (non udenti, impossibilitati a parlare, non vedenti, etc.) con il notaio, diversi rimedi tra cui l'intervento di un interprete in grado di renderecomprensibile a quest'ultimo il linguaggio a segni e gesti della parte. Da tutto ciò, l'interpretazione che conduce a ritenere superata la presenza di un interprete per questi malati, proprio perché superata è la difficoltà di comunicare direttamente con il notaio, grazie all'aiuto di un'apparecchiatura particolarmente sofisticata.

Nella stipula di atti pubblici (non si pensi soltanto al testamento, ma anche e soprattutto a procure, negozi di tipo familiare come divisioni ereditarie, etc.) il malato, attraverso l'utilizzo del puntatore oculare e senza intermediari, potrà comunicare direttamente la sua volontà al notaio che sarà in grado di riceverla e riprodurla nell'atto in questione.

___________________________________________

(1) (vedi il Decreto 12 marzo 2012 del Tribunale di Varese, Ufficio Volontaria Giurisdizione, che sancisce l'idoneità dell'utilizzo delle nuove tecnologie per la manifestazione di volontà del malato, e il più recente del Giudice Tutelare di Milano (n.11965/2011 V.G.) del 24 febbraio 2015 (Tribunale di Milano Sez. IX Civile Ufficio del Giudice Tutelare, provvedimento Nr. 11965/2011 V.G.: Giudice Tutelare Milano SLA).

(2) Il dispositivo si basa sulla tecnica dell'eye-tracking (tracciamento oculare), che ha alla base l'idea di generare sulla superficie oculare dell'utente dei riflessi e di calcolare la direzione dello sguardo a partire dalla posizione relativa della pupilla rispetto a quei riflessi. Il dispositivo può essere appoggiato su un tavolo, ancorato ad una carrozzina o posizionato su stativo da letto.

Modificato da fameboia
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fameboia ha detto (e riportato)  correttamente l'ultimo indirizzo, l'iniziativa è partita soprattutto da Milano e i giudici del tribunale (e l'archivio) hanno appoggiato la tesi volta a dare autonomia al malato di SLA che può quindi far testamento (e altri atti) senza intervento di interpreti.

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1 ora fa, anton3 dice:

fameboia ha detto (e riportato)  correttamente l'ultimo indirizzo, l'iniziativa è partita soprattutto da Milano e i giudici del tribunale (e l'archivio) hanno appoggiato la tesi volta a dare autonomia al malato di SLA che può quindi far testamento (e altri atti) senza intervento di interpreti.

Ok grazieeeeee :thumbsup:

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Mi sono fermato a "interpretazione evolutiva della legge notarile".... e ho smesso di leggere.

Ma forse è un problema mio, perchè questa interpretazione "evolutiva" già esiste. Basta vedere come hanno corretto diversi compiti al concorso notarile...

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29 minuti fa, Pigei dice:

Mi sono fermato a "interpretazione evolutiva della legge notarile".... e ho smesso di leggere.

Ma forse è un problema mio, perchè questa interpretazione "evolutiva" già esiste. Basta vedere come hanno corretto diversi compiti al concorso notarile...

Sento che tra poco risponde

giustizia 2017. ....:D

Scherzo eh?!!:D:hug:

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