Federico Venturini

Testamento olografo con due date

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18 risposte in questa discussione

Regà vi sottopongo un casetto (a mia volta sottopostomi da un amico) su cui mi sono fatto un'idea piuttosto precisa, che però vorrei verificare se sia confermata o meno dai vostri autorevolissimi giudizi.

Testamento olografo di Tizia, strutturato (pressoché testualmente) come segue:

" 28 marzo 2011.

Io Tizia lascio a mia nipote Caia, nata a .. il .., la somma di Euro 200.000,00 (duecentomila).

29.05.2012.

Tizia "

Il tutto scritto di mano dalla testatrice (comprese le due diverse date di cui sopra) e da lei sottoscritto.

Ringrazio sin d'ora chi se la sentirà di dire la sua al riguardo. Per non influenzare aspetto qualche risposta prima di dire cos'ho pensato al riguardo.

Un abbraccio a tutti!

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Credo che si debba considerare la data della sottoscrizione, che è anche la più recente.

P.S. però il mio non è un guidizio autorevolissimo!!!! :ahappy:

Modificato da Idefix

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A mio giudizio la data da prendere in considerazione è quella della sottoscrizione, che può essere valutata come conferma di disposizioni aventi un antecedente cronologico.

Ciò ai fini di stabilire la capacità del testatore e la priorità tra concorrenti schede, perché del resto il testamento contiene un'unica istituzione.

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Come si fa a parlare in questo caso di data di sottoscrizione? se ci sono due date in una medesima scheda testamentaria riferibili alla stessa sottoscrizione?

Io farei riferimento all'ultima data per una questione cronologica.

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Ringrazio intanto chi si è espresso. Tutte persone più che autorevoli, checché Idefix ne dica... :smile:

Anch'io farei riferimento alla data più recente, tra l'altro perché successiva all'altra anche come collocazione nella scheda testamentaria.

Quanto alle motivazioni, infatti, su due piedi mi sentirei di aderire di più a quanto sostenuto da Massi (che colgo l'occasione per abbracciare); se infatti le date in questione fossero state "invertite" (maggio 2012 in testa, marzo 2011 in calce), avrei avuto qualche dubbio ad esprimermi nel senso che prevalesse la data più recente.

Questo per dire che l'argomento cronologico, pur rilevante ed ineccepibile, a mio avviso non sarebbe forse decisivo per risolvere qualsiasi tipo di questione che potesse insorgere in ambito di date confliggenti. L'esempio che ho sopra riportato (le date "invertite"), forse, potrebbe confermare questo; ma dovrei comunque rifletterci meglio.

In ogni caso vedo che, sulla soluzione in sé, siete per ora tutti d'accordo con l'idea che mi ero fatto: prevale la data più recente.

Grazie ancora a tutti! :thumbsup:

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La data "prevalente" è l'ultima in ordine cronologico, direi.

Direi anche: per quel poco che conta circa la sua certezza in caso di mancato deposito.

:smile:

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aggiungo un dettaglio: l'art. 602 c.c. chiede che il testamento sia scritto per intero datato e sottoscritto dal testatore.

nessuno credo dia molto conto all'ordine ove la data sia unica, magari apposta all'inizio del foglio.

ma in presenza di 2 date diverse rispetterei il dettato normativo e mi riferirei solo a quella antecedente la sottoscrizione.

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anch'io ritengo che la data da prendere in considerazione sia la seconda, oltre che per le ragioni dai colleghi sopra esposte, anche per motivi di ordine logico, poichè il testatore non avrebbe avuto motivo di porre una data cronologicamente successiva alla redazione del testamento, però magari la cassazione non la pensa così, è un caso strano in effetti !!

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Codice Civile (1942) art. 602

Poiché nessuna norma stabilisce che il testamento olografo debba essere redatto e firmato in un unico contesto temporale, è configurabile la formazione progressiva di esso, con la conseguenza che è valido l'olografo per cui il testatore utilizza propri scritti precedentemente stilati di suo pugno aggiungendovi, in un secondo tempo, la data, la sottoscrizione ed eventuali espressioni che rivelino la volontà di imprimere a tali scritti il carattere di testamento.

Cassazione civile, sez. II, 22/03/1985, n. 2074

Giust. civ. Mass. 1985, fasc. 3

Cassazione civile 27 ottobre 2008 n. 25845 sez. II

Codice Civile (1942) art. 602

Il testamento olografo può essere redatto validamente in più momenti successivi, anche mediante l'utilizzazione della medesima scheda (nella specie la Cassazione ha ritenuto irrilevante l'indagine sull'autografia della data apposta in calce al primo testamento in considerazione della presenza nel medesimo contesto di una postilla autografa, datata e sottoscritta).

Cassazione civile, sez. II, 22/03/1985, n. 2074

Giur. it. 1986, I,1,470.

Riv. notariato 1986, 744.

Cassazione civile 27 ottobre 2008 n. 25845 sez. II

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2.4. Posizione della data e redazione progressiva del testamento.

Non è richiesta per la validità del testamento olografo l'unicità del contesto. È, così, possibile per il testatore redigerlo in più momenti successivi (12).

In tale ipotesi, la data apposta nella parte della scheda contenente le disposizioni stese per prime soddisfa il relativo requisito, ai fini della perfezione del testamento, anche riguardo alle disposizioni introdotte successivamente, siccome parte dell'unica scheda, cui nella sua interezza la data è riferibile (13).

Sempre in caso di olografo redatto in diversi tempi, anche mediante l'utilizzazione della medesima scheda, è irrilevante l'indagine sull'autografia della data apposta in calce al primo testamento in considerazione della presenza nel medesimo contesto di una postilla autografa, datata e sottoscritta (14).

L'invalidazione del testamento olografo per mancanza di data è ammessa negli stessi limiti in cui è concessa la prova della falsità della stessa, cioè quando si afferma (e si offre di provare) che il testatore è stato, per un certo periodo, incapace di intendere e di volere, oppure che esistono altri testamenti incompatibili con quello impugnato (15).

L'invalidità del testamento olografo non si trasmette automaticamente al codicillo, aggiunto alla scheda testamentaria, che, oltre ad essere autografo e sottoscritto, sia anche autonomamente datato (16).

(12) Così, Cass., 22 marzo 1985, n. 2074, in questa Rivista, 1986, II, p. 744 e in Giur. it., 1986, I, 1, c. 470; Cass., 16 maggio 1966, n. 1236, in Foro it., 1966, I, c. 2035; Cass., 25 giugno 1954, n. 2194, ivi, 1954, I, c. 1243 con nota di RESCIGNO, Il " progetto " di testamento.

In dottrina, si veda BIGLIAZZI GERI, Successione, nel Tratt. dir. priv. diretto da RESCIGNO, VI, Torino, 1982, p. 49; BIANCA, Diritto civile, II, Milano, 1985, p. 571.

(13) Cfr. Cass., 31 luglio 1987, n. 6641, cit.

(14) Così, Cass., 22 marzo 1985, n. 2074, cit.

(15) A questo proposito, cfr. Trib. Vigevano, 16 maggio 1998, in Nuova giur. civ. comm., 1999, I, p. 304.

(16) In materia, cfr.: Cass., 1 aprile 1992, n. 3950, in questa Rivista, 1993, p. 714 e in Foro it., 1993, I, c. 194; Cass., 20 ottobre 1981, n. 5480, in Mass. giur. it., 1981, c. 1365, per l'invalidità ex art. 624 c.c.

(L'ELEMENTO DELLA DATA NEL TESTAMENTO OLOGRAFO. Musolino Giuseppe – Riv. Not. 2002, Nota a Cass. sez. II civ. 8 giugno 2001, n. 7783)

Modificato da fabrizio80

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Bravo Fabrizio!

Grazie a Druso per aver posto la questione, molto interessante!

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IL CASO proposto da Druso:

<<Testamento olografo di Tizia, strutturato (pressoché testualmente) come segue:

" 28 marzo 2011.

Io Tizia lascio a mia nipote Caia, nata a .. il .., la somma di Euro 200.000,00 (duecentomila).

29.05.2012.

Tizia "

Il tutto scritto di mano dalla testatrice (comprese le due diverse date di cui sopra) e da lei sottoscritto>>.

Premesso che i punti rilevanti per la soluzione del caso sono già tutti contenuti, oltre che nelle acute osservazioni dei partecipanti alla discussione, nell'estratto dallo studio di Musolino (cfr. supra) e che per consolidato orientamento giurisprudenziale <<La data del testamento olografo può essere apposta in ogni parte della scheda, non prescrivendo la legge, che essa debba precedere o seguire le disposizioni di ultima volontà>> (cfr Cass. 18 settembre 2001, n. 11703), possono forse risultare utili alcune brevi notazioni tratte da un esame delle riflessioni di autorevole e consolidata dottrina. Il riferimento è a BRANCA, Dei testamenti ordinari, Libro secondo: Successioni art. 601-608, in Commentario del codice civile Scialoja-Branca, Zanichelli, Bologna, 1986, sub art. 602; AZZARITI, Successioni e donazioni, Napoli, Jovene, 430.

G. BRANCA, nitidissimo autore, nel suo glorioso e (purtroppo!) mai più riedito Manuale di Istituzioni (cfr. BRANCA-ALPA, Istituzioni di diritto privato, settima edizione, Bologna, Zanichelli, 1992, p. 555), afferma: << La data dell'olografo è necessaria per sapere se il testatore quando l'ha scritto era capace, se quel test. è anteriore o posteriore ad un altro, se il beneficiario aveva capacità di ricevere, se la cosa apparteneva all'onerato, al legatario, a un terzo ecc....>>. E prosegue: << La legge, quanto alla forma, non chiede altro. Perciò, anche se la data apposta all'olografo fosse diversa da quella vera in cui è stato fatto il testamento, quest'ultimo sarebbe ugualmente valido. Si può provare che è falsa solo quando la falsificazione avrebbe come conseguenza la validità o l'efficacia d'un olografo che altrimenti sarebbe senza effetto: ad es. è stata scritta la data del 1° gennaio 2012 mentre in realtà il testamento è stato fatto nel 2011 quando egli era incapace; l'olografo è stato postdatato per farlo credere posteriore a un altro testamento, al quale, invece, è anteriore>>.

Ciò posto, il BRANCA (questa volta nel corpo del glorioso Commentario già diretto da Lui) si chiede se produca vizio di forma l'apposizione di due o più date diverse nel medesimo testamento. E la risposta, inesorabile ed affilata come una lama d'acciaio, è: NO! Non può infatti negarsi che il testamento in esame sia stato datato; la forma è a posto. L'illustre autore prosegue notando come il codice richieda la data perché, partendo da essa, possano esser risolti i problemi legati al tempo. Conseguenzialmente, quando le date sono due o più, la base di partenza c'è; competerà all'interessato (non potrebbe essere diversamente) chiedere di provare quale delle due date sia quella vera: invocando il 3° comma dell'art. 602 codice civile. Lapidariamente: nel caso che ci occupa, secondo il BRANCA, il vizio di forma non c'entra (nello stesso senso AZZARITI, op. ult.cit).

Potrebbe anche darsi la veridicità di entrambe le date perché il testamento è stato scritto, per es., in due tempi; potrebbe invece accadere che una sola delle due o più date sia quella vera, e allora le altre, non vere, si considereranno tamquam non essent. In caso di falsità di ambedue le date: chi vi ha interesse impugnerà il testamento chiedendo di provarne la falsità, ma avrà l'onere della doppia prova ( falsità della data, annullabilità per ragioni di diritto sostanziale in rapporto a quella vera): data fittizia e avvenuta confezione del testamento in un giorno in cui il testatore era incapace o in un giorno anteriore, a differenza della data scritta, ad altro testamento>>.

Seppure riferite all'ipotesi dell'atto con data unica, possono aiutare a lumeggiare la soluzione del caso di specie le seguenti preclare precisazioni del BRANCA. Nel caso di testamento con data unica si concluderà che: <<... il testatore può apporre la data che preferisce: il giorno in cui ha cominciato a riempire la scheda o il giorno in cui l'ha sottoscritta o un qualunque altro giorno; tanto, quale che sia la determinazione, il testamento soggiace sempre ad impugnativa in virtù della solita norma di cui al 602, co. 3 c.c. Ma chi lo impugna si troverà di fronte a un problema. Quello di provare quale sia stata la data effettiva del testamento; evidentemente è quella di conclusione dell'atto, vale a dire della sottoscrizione>>.

Inchinandomi di fronte alla grandezza giuridica di G. BRANCA, colgo l'occasione per ringraziare i partecipanti alla discussione nella speranza di poter esser stato di qualche aiuto.

Cordiali saluti.

Modificato da "VOX..."

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Scusatemi se dissento da quanto sopra, ma a me sembra che, a parte la liceità dell'apposizione dell'UNICA data in qualsiasi momento redazionale, la doppia data provochi un'incertezza su tale elemento tale da prefigurarsi una sua mancanza.

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Grazie davvero Vox, e complimenti sinceri! :thumbsup:

Sei stato a dir poco esauriente, direi meglio di Mandrake! :super:

Sulla considerazione di Peron mi permetto di dissentire, mi suona po' strano affermare che la presenza di due date equivalga a mancanza di data..

Poi mi pare che dopo le osservazioni di Vox (insieme peraltro alle ottime spiegazioni che ho ricevuto da un "pilastro" del sito in mp), non ci sia forse molto altro da aggiungere..

Una curiosità, Vox: conosci per caso l'utente "The Edge"? Siete forse parenti? Lo dico perché me lo ricordi; e se non sai chi è, ti dico subito chiaro e tondo che quello che ti ho fatto è un gran complimento (basta che tu ti legga i messaggi di the Edge e comprenderai subito la caratura del personaggio).

Un abbraccio a tutti regà!

Modificato da DRUSO

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Ancora alcune brevi considerazioni.

Possono offrire un contributo alla chiarezza del tema che ci occupa le considerazioni del Notaio Pietro Boero (in Diritto delle successioni, a cura di R. Calvo e G. Perlingieri, Tomo secondo, Napoli, Esi, 2009, 714 ss.), per il quale è certamente valido <<in linea di principio, il testamento che rechi una pluralità di date, il che normalmente testimonia soltanto la sua progressiva formazione; gli effetti che la legge ricollega alla redazione del testamento in un determinato giorno vanno allora riferiti alla data più vicina alla morte del testatore, coincidente con quella apposta alla fine delle disposizioni. Si è, tuttavia, ritenuto che se quest'ultima è antecedente a quelle topograficamente collocate prima, si determina un'incertezza tale da far equiparare l'ipotesi a quella di mancanza di data, mentre, se solo una delle date è esatta, quelle erronee si considerano come non apposte: la distinzione fra le due fattispecie è, tuttavia, in concreto alquanto sfumata ed opinabile, ed il problema va più plausibilmente inquadrato nella discussione … in merito alla possibilità di rettifica di date erronee>>.

Tanto dovevo.

Chiusa-obiter sui massimi sistemi...

Alla resa dei conti, ci ritroviamo ad esser tutti vittime di apparenze che generano inganni e dolore; noi, spesso, solo "strumenti" di un gioco più grande. Cadiamo. Malgrado tutto, fedeli negli impegni assunti e garanti del riserbo rispettoso dovuto all'Amore.

Siamo imperfetti. Amati anche e soprattutto per questo.

Vox

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