Alberto

Contro l'ideologia delle liberalizzazioni

109 risposte in questa discussione

Già al vilipendio sei arrivato!!!civile sarai pure bravo ma penale..............

A me conoscere professionalmente il penale non serve e non servirà (se non quelle norme che riguardano i reati notarili), e non mi interessa dire cose giuridicamente non corrette in materie che non mi riguardano.

Tu potresti invece averne bisogno, se non passi il concorso, perché dovrai reinventarti.

Infine, principalmente, sottolineo che "vilipendio" ha un valore linguistico, prima ancora che tecnico.

Ed é quello linguistico che ho utilizzato, sinceramente.

Come, sinceramente, ho piacere di dirti che il tuo post é da vero cretino.

Qui l'accezione é unica, per fortuna di entrambi.

Prendere in giro qualcuno, peraltro a sproposito, non mi sembra meriti altra definizione, spiacente.

Modificato da Alessandro Panzera

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A me conoscere professionalmente il penale non serve e non servirà (se non quelle norme che riguardano i reati notarili), e non mi interessa dire cose giuridicamente non corrette in materie che non mi riguardano.

Tu potresti invece averne bisogno, se non passi il concorso, perché dovrai reinventarti.

Infine, principalmente, sottolineo che "vilipendio" ha un valore linguistico, prima ancora che tecnico.

Ed é quello linguistico che ho utilizzato, sinceramente.

Come, sinceramente, ho piacere di dirti che il tuo post é da vero cretino.

Qui l'accezione é unica, per fortuna di entrambi.

Prendere in giro qualcuno, peraltro a sproposito, non mi sembra meriti altra definizione, spiacente.

Sapere di sapere quello che si sa e sapere di non sapere quello che non si sa: ecco il vero sapere (Confucio)

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Sapere di sapere quello che si sa e sapere di non sapere quello che non si sa: ecco il vero sapere (Confucio)

E questo lo conferma.

E come gli scettici pirroniani, su di te mi limito a chiudere pronunciando "epoké".

E' meglio.

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E questo lo conferma.

E come gli scettici pirroniani, su di te mi limito a chiudere pronunciando "epoké".

E' meglio.

Lo scetticismo è la più facile delle filosofie. R. Kemp

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Art. 290. Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale o l'ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le forze armate dello Stato o quelle della liberazione.

Art. 341- bis Oltraggio a pubblico ufficiale.

Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende llonore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto ddufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni.

La pena è aumentata se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso llufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo llattribuzione del fatto medesimo, llautore dell'offesa non è punibile.

Ove l'imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell'ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.

Modificato da m.10

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Art. 290. Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale o l'ordine giudiziario, è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le forze armate dello Stato o quelle della liberazione.

Art. 341- bis Oltraggio a pubblico ufficiale.

Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende llonore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto ddufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni.

La pena è aumentata se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso llufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo llattribuzione del fatto medesimo, llautore dell'offesa non è punibile.

Ove l'imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell'ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.

Fico! Grazie Mario... :thumbsup:

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