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2447 e fusione


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9 risposte a questa discussione

#1 mestos

mestos

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Pubblicato 25 ottobre 2011 alle ore 22:04

Leggendo il quesito del cnn recente 151/2011/I, il cnn ammette che si possa deliberare la fusione come provvedimento ex 2447, ma evidenzia, però, che la società resta pur sempre in liquidazione, per cui gli amministratori dovranno procedere con gli adempimenti inerenti la iscrizione nel registro imprese dello stato di liquidazione.
Il cnn infatti sottolinea che la causa di scioglimento (e cioè perdite superiori al terzo che hanno portato il capitale al di sotto del minimo legale) ancora non è stata eliminata in concreto poichè è stata solo deliberata la approvazione di un progetto di fusione, per cui la eliminazione effettiva dello scioglimento si avrà solo con l'atto di fusione.
Sul punto concordo e mi sembra tutto lineare.
Quello che però il Cnn se ne giarda bene poi di dire, è cosa avviene in seguito.
Cioè quello che mi chiedo a questo punto, volendo rispettare il Cnn, è che l'atto di fusione non può essere perfezionato, se prima non vi sia stata una delibera dell'assemblea straordinaria di revoca stato di liquidazione???
a voler essere coerenti, dovrebbe essere proprio cosi, poichè se è vero che la società anche dopo l'approvazione del progetto continua ad essere in liquidazione, e che gli amministratori cureranno i relativi adempimenti pubblicitari, allora dovrebbe essere proprio cosi
tuttavia questa soluzione mi sembra assurda.....
come se ne esce? L'atto di fusione lo possiamo fare?
Grazie in anticipo
(mi scuso se sono stato poco chiaro, leggendo il quesito del cnn però capirete subito il mio dubbio)

#2 silviosantosubito

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Pubblicato 25 ottobre 2011 alle ore 23:44

ho letto (rapidamente) la risposta a quesito, ma confesso che a me non sembrava dicesse che la società andava iscritta immediatamente come società in liquidazione (o come correttamente dici tu: "gli amministratori dovranno procedere con gli adempimenti inerenti la iscrizione nel registro imprese dello stato di liquidazione"...).
almeno questa è la mia idea...anche se non mancavano le ambiguita....
se ne parlò in questo mio post, dove, come puoi notare, esprimevo le mie perplessità connesse proprio alla scarsa chiarezza!!

http://foro.romoloro...__1#entry412018

occhio anche agli interventi degli altri, molto sensati...
ciao ska!!


sss
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#3 mestos

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 15:00

mi piace molto la risposta di fdr82 che qui riporto: "Secondo me il nodo è che una volta che si ammette la possibilità di provvedere non contestualmente, e si ritiene la fusioneprovvedimento idoneo ai fini del 2447, la causa di scioglimento si verificherà (con effetti esterni) solo ove non si addivenga all'atto di fusione.".
questa risposta la condivido in pieno.
il dubbio mi è sorto però perchè il cnn a me sembra esplicito nel dire che, sino a che non si fa l'atto di fusione, la società è in liquidazione.
Dicendo questo secondo me ha sollevato un gran casino, perchè ripeto a voler aderire al cnn ed a voler essere coerenti allora l'atto di fusione non si può fare se prima l'assemblea straordinaria non ha revocato lo stato di liquidazione.......
attendo lumi

#4 mestos

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 15:03

silvio per essere preciso ti riporto la frase del cnn che ha fatto sollevare il problema secondo me:
"Ciò non significa che l’assemblea, convocata dagli amministratori ai sensi degli artt. 2447 e 2482-ter c.c. non possa deliberare la fusione: tale delibera appare ammissibile, ma non preclude il verificarsi della causa di scioglimento consistente nella riduzione del capitale al di sotto del limite legale, con conseguente obbligo degli amministratori di iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione con cui accertano lo scioglimento della società."

innanzi a tale affermazione non si può non dire che l'atto di fusione può essere perfezionato solo previa revoca stato di liquidazione,....ma non so...

#5 silviosantosubito

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 15:20

silvio per essere preciso ti riporto la frase del cnn che ha fatto sollevare il problema secondo me:
"Ciò non significa che l’assemblea, convocata dagli amministratori ai sensi degli artt. 2447 e 2482-ter c.c. non possa deliberare la fusione: tale delibera appare ammissibile, ma non preclude il verificarsi della causa di scioglimento consistente nella riduzione del capitale al di sotto del limite legale, con conseguente obbligo degli amministratori di iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione con cui accertano lo scioglimento della società."

innanzi a tale affermazione non si può non dire che l'atto di fusione può essere perfezionato solo previa revoca stato di liquidazione,....ma non so...


potrebbe anche voler dire che la delibera non è da sola in grado di impedire lo scioglimento... ma il verificarsi in concreto della causa avviene solo se l'opportuno provvedimento (i.e. la fusione) non va buon fine...



sss
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#6 Francesco Dal Ri

Francesco Dal Ri

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 17:21

Secondo me il problema è quello annoso del rapporto tra 2447 e 2484 n. 4..
Il CNN (in quel passaggio) pare seguire la tesi che mi pare fosse prevalente pre riforma, ossia che la causa di scioglimento operasse subito, al ricorrere del 2447, e le deliberazioni adottate ai sensi di tale norma revocassero una causa di scioglimento già in essere. Ma post riforma, se non erro, prevale la tesi per cui, al ricorrere del 2447, la società non è in liquidazione finchè non è iscritta la causa di scioglimento (se non ai "limitati" effetti interni del 2485/6)..

Se così fosse, se la società è in 2447 ed adotta come provvedimento idoneo la fusione, non è ancora in scioglimento (lo sarà se l'assemblea andasse deserta o non deliberasse), e lo sarà se non verrà adottata la fusione (con delibera ed atto) nei termini minimi necessari per portare a termine tale procedimento (riprendendo qui, in parallelo, il ragionamento che la massima 38 MI fa per l'aumento, ove consente uno stacco temporale per consentire le sottoscrizioni, pari al termine minimo concesso per l'opzione)..

A mio parere, se non si consente che la società possa portare a termine l'iter della fusione nei termini minimi concessi, tanto vale dire che non si ammette la fusione come provvedimento idoneo ai fini del 2447, posto che è impossibile adottare una fusione uno actu con effetti immediati (diversamente dalla ricostituzione del capitale, ove ciò è possibile ove si abbiano sottoscrizione e liberazione immediate)..
Mi sembrerebbe francamente strano che l'assemblea possa adottare quale provvedimento ex 2447 la fusione (mi pare tesi oramai prevalente), e una volta deliberata, l'organo amministrativo debba iscrivere a R.I. la causa di scioglimento..
Diverso sarebbe il caso in cui la società fosse già a monte in scioglimento per altre cause (ovvero anche per un 2447 non rimediato prima).. allora la fusione potrebbe essere o liquidativa o volta a revocare (esplicitamente/implicitamente) lo stato di liquidazione..

“Nulla più del dogma serve a generare il sogno e nulla più del sogno serve a generare l’avvenire. Oggi utopia, domani realtà concreta”. (Victor Hugo) 
“Mi ripugna che mi si creino dei doveri verso le cose che amo” (Jean Paul Sartre) 
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#7 notturnoop09

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 17:43

Inoltre, osservo come gli amministratori, sotto la loro responsabilità, ben possono postergare il deposito a Registro Imprese della dichiarazione con cui viene accertata la causa di scioglimento (iscrizione - costitutiva - con la quale soltanto - , secondo la dottrina prevalente, la società entra in liquidazione) al momento successivo quello fissato nella delibera per la stipula dell'atto di fusione.

Avere l'obbligo di iniziare un dato procedimento, infatti, nulla dice sui tempi e sui modi con cui, eventualmente, scandirlo.
Certo, il tutto dovrà verificarsi in tempi verosimilmente ragionevoli.

Potrebbe poi, inoltre, anche sostenersi l'interpretazione secondo cui gli amministratori, pure obbligati per legge dall'essere la causa di scioglimento attuale (magari risolutivamente condizionata, implicitamente, alla stipula dell'atto di fusione) debbano, in concreto, provvedere all'adempimento del suddetto obbligo con esonero di responabilità per la fase "intermedia di pendeza" (che potrebbe ritenersi indirettamente concesso, almeno nei confronti della società, dalla stessa deliberazione assembleare di approvazione del progetto di fusione atto a riportare in bonis la società; progetto, inoltre, pubblico, in quanto depositato a R.I. e, quindi, opponibile ai terzi) solo allorquando, come dice sss, la fusione effettivamente non sia andata a buon fine (ergo: mancata stipula dell'atto di fusione nei - ragionevoli - tempi prestabiliti).

Ciao!
:smile:

...Ricominciamo...


#8 notturnoop09

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 17:45

A mio parere, se non si consente che la società possa portare a termine l'iter della fusione nei termini minimi concessi, tanto vale dire che non si ammette la fusione come provvedimento idoneo ai fini del 2447, posto che è impossibile adottare una fusione uno actu con effetti immediati (diversamente dalla ricostituzione del capitale, ove ciò è possibile ove si abbiano sottoscrizione e liberazione immediate)..
Mi sembrerebbe francamente strano che l'assemblea possa adottare quale provvedimento ex 2447 la fusione (mi pare tesi oramai prevalente), e una volta deliberata, l'organo amministrativo debba iscrivere a R.I. la causa di scioglimento..
Diverso sarebbe il caso in cui la società fosse già a monte in scioglimento per altre cause (ovvero anche per un 2447 non rimediato prima).. allora la fusione potrebbe essere o liquidativa o volta a revocare (esplicitamente/implicitamente) lo stato di liquidazione..


Concordo in pieno!
:smile:

...Ricominciamo...


#9 Gaetano Ranieri

Gaetano Ranieri

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 19:36

forse il cnn ha aderito ad un'opinione (espressa in un precedente studio) che ammette la revoca implicita dello stato di liquidazione

#10 mestos

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Pubblicato 26 ottobre 2011 alle ore 22:51

concordo con fdr82




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