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Starman

traccia i.v. non estratta concorso 2009

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Qualcuno di voi si è cimentato sulla redazione della traccia inter vivos non estratta di questo ultimo concorso, quella relativa alle prelazioni legali?

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Io sì, non ho redatto l'atto ma ho snodato le problematiche (secondo me) principali. Ho pubblicato la mia soluzione sia in quid iuris sia in concorso notarile.

Già ti dico, comunque (come avrai visto) che stranamente gli altri utenti non sno interessati.

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io l'ho fatta.

un punti per me oscuro:

la traccia dice che "Nel nuovo piano regolatore comunale, non ancora approvato, è prevista per detto fondo la modificazione della destinazione urbanistica da agricola a industriale" e poi più avanti che "Martino...gli hanno manifestato verbalmente di non essere interessati all’acquisto dei suoi immobili e di essere disposti a intervenire in sede di stipula dei relativi atti, onde rendere ogni necessaria dichiarazione".

Io ho fatto intervenire in atto Martino per rinunciare alla prelazione perchè, se il P.R.G. non viene approvato, il terreno mantiene l'originaria destinazione agricola, quindi per tutelare l'acquirente (il quale vuole essere "garantito sulla solidità degli acquisti") ho ritenuto opportuna la rinuncia. Sul punto non ho trovato niente in dottrina.

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Riporto la mia soluzione già postata in quid iuris:

"TRACCIA 1

A me sembra più semplice di quella estratta.

I problemi che mi vengono in mente sono:

- revocabilità dell'acquisto da Mevio; in realtà, non dovrebbero esserci problemi, poichè la traccia nulla dice circa il consilium fraudis ma l'art. 67 L.Fall., lett. c), è chiaro nell'escludere da revocabilità quelle vendite concluse a giusto prezzo aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti od affini entro il terzo grado; la dottrina include in tale ambito anche il contratto di comodato;

- vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto e costituzione di abitazione a favore di terzo; sebbene logicamente stridente, la fattispecie non sembra creare problemi in linea di stretto diritto stante anche la recente risposta a quesito CNN che ne ammette espressamente la possibilità;

- prelazione agraria; non essendo ancora stata approvata, la modifica del piano regolatore non dovrebbe rilevare a tal fine. La prelazione si applica nell'ordine coldiretto - confinanti, questi ultimi nell'ordine giudiziale. Se c'è rinuncia alla prelazione in atto, comunque, ogni problema viene meno, in quanto detto diritto di prelazione è palesemente rinunciabile;

- provenienza donazione indiretta: non dovrebbe rilevare ai fini che qui interessano, poichè non dovrebbero essere riducibili le liberalità indirette. Vi è comunque una tendenza dottrinale contraria;

- prelazione commerciale di metà della panetteria: non rileva, anche in forza della recente sentenza della Cassazione a Sezioni Unite che ha escluso la prelazione commerciale quando oggetto di vendita è una quota immobiliare indivisa;

- conferma di atto nullo per mancata allegazione CDU; fattispecie di scuola, attualmente ammessa per espressa disposizione di legge;

- garanzia del notaio della soliditià degli acquisti: secondo me gli acquisti tengono bene anche in tribunale, sicuramente quello di Annibale, ma probabilmente anche l'altro."

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Anche io recentemente mi sono cimentato in questa traccia e ho adottatato le seguenti soluzioni:

- la prelazione agraria non sussiste per espressa previsione di legge (secondo comma art. 8 l. 590/1965), quindi non ho fatto intervenire nè l'affittuario nè i confinanti,

- la prelazione commerciale non sussiste oltre che per le sentenze cui avete fatto riferimento anche per un'altra norma (ultimo comma art. 38 l. 392/1978), quindi non ho fatto intervenire il panettiere,

- per la provenienza "revocabile in sede fallimentare" come voi ho ritenuto non esserci particolari rischi, ho avuto il dubbio se allegare una perizia della congruità del prezzo a suo tempo pagato ma mi è sembrata inutile,

- provenienza donativa: concordo con i dubbi sull'oggetto dell'azione di restituzione (anche se ad oggi mi sembra che sul punto ci siano solo teorie ma non sentenze e magari il principio delle note sentenze in tema di collazione e intestazione di beni sotto l'altrui nome potrebbe essere esteso in sede di azione di restituzione) : a scanso di equivoci ho fatto rinunciare alle azioni di riduzione e restituzione al fratello di Tizio.

- costituzione del diritto di abitazione: l'ho messa come prima pattuizione dell'atto (Tizio pieno proprietario costituisce il diritto di abitazione per la durata di 10 anni a favore del fratello) e quale corrispettivo della rinuncia alle azioni di riduzione e restituzione sulla successione del padre.

- Tizio vende il bene gravato dal diritto di abitazione, riservandosi l'usufrutto (in questo modo il fratello di Tizio mi sembra più tutelato per il caso della premorienza di Tizio).

- conferma della nullità per mancata allegazione del cdu come da voi detto.

Mi sembra di non aver dimenticato nulla....

Come vi sembra?

Ciao

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Riporto la mia soluzione già postata in quid iuris:

"TRACCIA 1

A me sembra più semplice di quella estratta.

I problemi che mi vengono in mente sono:

- revocabilità dell'acquisto da Mevio; in realtà, non dovrebbero esserci problemi, poichè la traccia nulla dice circa il consilium fraudis ma l'art. 67 L.Fall., lett. c), è chiaro nell'escludere da revocabilità quelle vendite concluse a giusto prezzo aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti od affini entro il terzo grado; la dottrina include in tale ambito anche il contratto di comodato;

- vendita della nuda proprietà con riserva di usufrutto e costituzione di abitazione a favore di terzo; sebbene logicamente stridente, la fattispecie non sembra creare problemi in linea di stretto diritto stante anche la recente risposta a quesito CNN che ne ammette espressamente la possibilità;

- prelazione agraria; non essendo ancora stata approvata, la modifica del piano regolatore non dovrebbe rilevare a tal fine. La prelazione si applica nell'ordine coldiretto - confinanti, questi ultimi nell'ordine giudiziale. Se c'è rinuncia alla prelazione in atto, comunque, ogni problema viene meno, in quanto detto diritto di prelazione è palesemente rinunciabile;

- provenienza donazione indiretta: non dovrebbe rilevare ai fini che qui interessano, poichè non dovrebbero essere riducibili le liberalità indirette. Vi è comunque una tendenza dottrinale contraria;

- prelazione commerciale di metà della panetteria: non rileva, anche in forza della recente sentenza della Cassazione a Sezioni Unite che ha escluso la prelazione commerciale quando oggetto di vendita è una quota immobiliare indivisa;

- conferma di atto nullo per mancata allegazione CDU; fattispecie di scuola, attualmente ammessa per espressa disposizione di legge;

- garanzia del notaio della soliditià degli acquisti: secondo me gli acquisti tengono bene anche in tribunale, sicuramente quello di Annibale, ma probabilmente anche l'altro."

Secondo voi, il fatto che la traccia indichi la data del 15 maggio 2005 non significa niente? La legge di conversione del decreto legge modificativo dell'art. 563 c.c. è del 14 maggio 2005!

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Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che possa unicamente dare spunti per la parte teorica.

Più in particolare, circa la applicabilità della normativa novellata alle donazioni compiute prima dell'entrata in vigorre della novella, questione tuttora aperta in dottrina.

Si tratterebbe, infatti di una liberalità di terzo (donazione indiretta) che secondo alcuni genera azione di riduzione applicandosi le norme della donazione diretta.

Io, con la dottrina maggioritaria, tra cui, recentemente, Amadio per il CNN, ritengo che l'adempimento di debito altrui, oltre a non configurare direttamente ed immediatamente donazione indiretta (in quanto vi è e vi deve essere, mediatamente, la remissione del debito che deriva dal pagamento del debito) non genera az. di riduzione e (tantomeno) di restituzione in quanto non si applicano le norme sulla donazione.

Non mi porrei quindi problemi circa la validità od efficacia dell'atto di vendita del 2005 con pagamento da parte del padre.

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