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benefici di cui al DPR 601/73


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13 risposte a questa discussione

#1 Moonlight

Moonlight

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Pubblicato 06 luglio 2009 alle ore 18:49

Con riferimento alla sentenza della Cass. Civile sezione V del 25 febbraio 2009 n. 4501 che nega i benefici fiscali di cui al DPR 601/73 ai mutui che prevedono la costituzione in pegno irregolare infruttifero a favore della Banca della somma mutuata contestualmente all'atto di mutuo, vorrei sapere quale è lo stato dell'arte ovvero:
-quali banche non hanno ancora adeguato le bozze, nonostante le sollecitazioni effettuate agli uffici legali?
-come state procedendo in dette ipotesi di mancato adeguamento, considerato che si tratta di liquidazione di imposta principale per la quale il Notaio è obbligato solidalmente?
Grazie mille
Moonlight

#2 man

man
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Pubblicato 08 luglio 2009 alle ore 12:08

Ciao!
Sai mica dovo posso reperire la sentenza?
Grazie!

#3 Alberto

Alberto

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Pubblicato 08 luglio 2009 alle ore 12:38

IMPOSTE E TASSE IN GEN.
Cass. civ. Sez. V, 25-02-2009, n. 4501
Svolgimento del processo
Con sentenza del 15/9/2003 la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia respingeva il gravame proposto dall'Ufficio delle imposte di Catania nei confronti della pronunzia della Commissione Tributaria Provinciale di (OMISSIS) di accoglimento dell'opposizione della contribuente ... contro l'avviso di liquidazione emesso in ragione della negata applicabilità delle agevolazioni previste dal D.P.R. n. 601 del 1973, art. 15.
AVVERSO LA SUINDICATA DECISIONE DEL GIUDICE DELL'APPELLO IL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE E L'AGENZIA DELLE ENTRATE PROPONGONO ORA RICORSO PER CASSAZIONE, AFFIDATO A DUE MOTIVI.
L'INTIMATA NON HA SVOLTO ATTIVITÀ DIFENSIVA.
CON REQUISITORIA SCRITTA IL P.G. HA CHIESTO EMETTERSI PRONUNZIA EX ART. 375 C.P.C. DI ACCOGLIMENTO DEL RICORSO PER MANIFESTA FONDATEZZA DEL 1^ MOTIVO, CON ASSORBIMENTO DEL 2^.
Motivi della decisione
Con il 1^ motivo i ricorrenti denunziano violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 601 del 1973, art. 15, artt. 1362, 1363 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè difetto di motivazione su punto decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Si dolgono che, incontestata essendo la sussistenza di uno stipulato contratto di mutuo, erroneamente sia stata nel caso ravvisata altresì configurabile "un'operazione di finanziamento ai sensi del D.P.R. n. n. 601 del 1973, art. 15".
LAMENTANO COME "IL FATTO CHE LA STESSA SOMMA DI DENARO EROGATA A TITOLO DI MUTUO SIA STATA CONTEMPORANEAMENTE OGGETTO DI UNA COSTITUZIONE DI PEGNO A FAVORE DELLA STESSA BANCA EROGATRICE È INDICE CHE LA PARTE MUTUATARIA RISULTA ASSOLUTAMENTE PRIVA DELLA DISPONIBILITÀ DELLA SOMMA EROGATA", SICCHÈ "CON TUTTA EVIDENZA NON RISULTA ESSERSI REALIZZATA LA FATTISPECIE PREVISTA DALLA NORMA DE QUA, IN QUANTO LA ... NON PUÒ IN ALCUN MODO ATTINGERE DENARO, IN QUALUNQUE MOMENTO CIÒ SIA NECESSARIO, AL CONTRARIO DI COME DOVREBBE ESSERE SE SI FOSSE REALIZZATA UNA VERA E PROPRIA OPERAZIONE DI FINANZIAMENTO". E CHE LA "VERA NATURA SOLUTORIA DEL CONTRATTO REALIZZATO DALLE PARTI SAREBBE D'ALTRONDE INEQUIVOCABILMENTE EMERSA SE SOLO IL GIUDICE DI MERITO AVESSE FATTO CORRETTA APPLICAZIONE DEGLI ARTT. 1362 E 1263 C.P.C. (RECTIUS, ART, 1363) C.C.".
IL MOTIVO È FONDATO.
COME QUESTA CORTE HA GIÀ AVUTO MODO DI PORRE IN RILIEVO, LA RATIO LEGIS DELLA NORMA DI AGEVOLAZIONE PREVISTA DAL D.P.R. N. 601 DEL 1973, ART. 15 LA QUALE COME TUTTE LE DISPOSIZIONI CHE PREVEDONO DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE È NORMA DI STRETTA INTERPRETAZIONE, "È INDUBBIAMENTE DA RICERCARE NEL FAVORE CHE IL LEGISLATORE INTENDE ACCORDARE AGLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI, NELLA PREVISIONE CHE ESSI POSSONO CREARE NUOVA RICCHEZZA, SULLA QUALE POTRÀ PIÙ ADEGUATAMENTE APPLICARSI IL PRELIEVO FISCALE" (V. CASS., 16/4/2008, N. 9930; CASS., 29/3/2002, N. 4611).
Le operazioni di finanziamento, alle quali il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, art. 15 accorda un trattamento fiscale di favore, vanno individuate in quelle che si traducono nella provvista di disponibilità finanziarie, cioè nella possibilità di attingere denaro, da impiegare in investimenti produttivi (v. Cass., 29/3/2002, n. 4611).
A TALE STREGUA, SI È IN GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ AFFERMATO CHE IL BENEFICIO FISCALE PREVISTO DAL D.P.R. 29 SETTEMBRE 1973, N. 601, ART. 15 SI APPLICA INVERO IN CASO DI IPOTECA CONCESSA A GARANZIA DI UN CONTRATTO DI MUTUO.
Non anche, si è tuttavia precisato, laddove si tratti di mutuo con rilascio di cambiali all'ordine sulle quali sia annotata ipoteca, giacchè in tal caso viene meno la possibilità di un collegamento fra l'operazione di finanziamento agevolata e la garanzia ipotecaria che, in relazione alla sua inerenza al diritto cartolare e alla sua trasferibilità con la girata del titolo sulla base di diversi e autonomi rapporti sottostanti, è suscettibile di utilizzazione per fini diversi da quelli previsti dalla norma sopraindicata (v. Cass., 28/3/2003, n. 4708).
Si è per altro verso sottolineato che la finalità di favorire l'accesso al credito bancario di determinate categorie di imprese per promuoverne lo sviluppo non rimane compromessa o elusa dalla circolazione del credito di restituzione della somma mutuata, con la connessa garanzia ipotecaria, atteso che l'interesse all'operazione ed i benefici per il mutuatario persistono inalterati quale possa essere il soggetto poi legittimato a reclamare il pagamento nella fase del recupero della somma mutuata dopo la scadenza del finanziamento (v. Cass., 28/3/2003, n. 4708).
E, ancora, con riferimento ad ipotesi di somma mutuata destinata a garantire una fideiussione o a estinguere il finanziamento garantito, che la disponibilità della somma da parte del mutuatario in tal caso è meramente limitata (per essere la stessa destinata a garantire la fideiussione o a estinguere il finanziamento garantito, con il contestuale venir meno dell'obbligazione di garanzia della banca mutuante ), a tale stregua di per sè non deponendo per l'assoluta indisponibilità della medesima, e conseguentemente non escludendo che la somma sia entrata nel patrimonio del mutuatario (v. Cass., 15/7/1994, n. 6686).
Orbene, i suindicati principi sono rimasti invero disattesi da parte del giudice dell'appello laddove, nel considerare la causa concreta della complessiva operazione contrattuale posta in essere (cfr.Cass., Sez. Un., 11/11/2008, n. 26972; Cass., 7/10/2008, n. 24769;Cass., 22/8/2007, n. 17844; Cass., 24/7/2007, n. 16315; Cass., 8/5/2006, n. 10490), dando atto che "con l'atto di mutuo la Cassa (OMISSIS) ha erogato alla ... la complessiva somma di che viene prima accreditata in conto transitorio intestato alla parte intestataria e costituita in pegno a favore della banca stessa a garanzia del perfezionamento dell'iscrizione ipotecaria di 1^ grado"; e nel sostenere che "la costituzione in pegno dimostra come il beneficiario sia diventato effettivamente proprietario della somma perchè il pegno può essere costituito soltanto su cose mobili e di proprietà del debitore, che a garanzia dell'adempimento trasferisce la disponibilità della stessa al creditore (art. 2786 c.c.)" sicchè a tale stregua la "parti con il sistema utilizzato, messa in disponibilità delle somme, costituzione in pegno e svincolo, hanno evitato il passaggio dell'atto di erogazione finale e quietanza, raggiungendo gli effetti in modo oneroso", non ne ha tratto il dovuto corollario che l'atto di costituzione in pegno in questione non può nel caso considerarsi esso stesso integrante un investimento produttivo, nè come sicuramente ed inequivocamente (anche indirettamente) funzionalizzato a realizzare le per le quali la legge accorda il beneficio fiscale in oggetto.
S'impone pertanto l'accoglimento del motivo, con conseguente cassazione, assorbito il restante con il quale i ricorrenti denunziano violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 601 del 1973, art. 15 in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (rectius: n. 3), nonchè omessa motivazione su punti decisivi della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, dell'impugnata sentenza.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere invero decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente.
La vicenda della lite e le ragioni della decisione costituiscono peraltro giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese dell'intero giudizio.
P.Q.M.
LA CORTE ACCOGLIE IL 1^ MOTIVO DI RICORSO, ASSORBITO IL 2^. CASSA L'IMPUGNATA SENTENZA IN RELAZIONE AL MOTIVO ACCOLTO E, DECIDENDO NEL MERITO, RIGETTA IL RICORSO INTRODUTTIVO DEL CONTRIBUENTE. COMPENSA TRA LE PARTI LE SPESE DELL'INTERO GIUDIZIO.
COSÌ DECISO IN ROMA, IL 20 NOVEMBRE 2008.
DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 25 FEBBRAIO 2009

Egli ovunque è passato, tutto ha sentito. Chi verrà dopo di lui non continuerà, dovrà ricominciare, perché questo precursore ha condotto l'opera sua fino agli estremi confini dell'arte.

Se devo rileggere tre volte una frase di un libro giuridico, senza riuscire a capire il concetto, non sono io a non aver capito ma è il testo che è scritto male (Guido Capozzi)

D.A.N. - since 2001 romoloromani.it Administrator


#4 annalisafabbri

annalisafabbri
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Pubblicato 20 luglio 2009 alle ore 10:25

:read: Salve.
Anche io sto analizzando il medesimo problema: la sentenza è del febbraio e gli effetti si stanno avendo adesso che è luglio!!
Cosa mi potete dire a riguardo: ci sono stati ulteriori sviluppi? Qualche banca ha adeguato la contrattualistica?
Grazie.

#5 luigim77

luigim77

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Pubblicato 20 luglio 2009 alle ore 14:14

alcuni studi fanno firmare un "documento a latere" in cui si esplicita che il notaio ha reso edotte le parti circa i recenti interventi giurisprudenziali secondo i quali, la stipula di un contratto di mutuo con contestuale costituzione in pegno della somma mutuata dà luogo ad una fattispecie che non rientra tra le ipotesi per le quali la legge accorda i benefici fiscali previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 601.
Di conseguenza le parti dichiarano di essere consapevoli delle eventuali conseguenze fiscali e relative responsabilità, che le espongono all'applicazione di un possibile diverso regime di tassazione, per l'ipotesi di procedura di finanziamento adottata con modalità non conforme al sopradetto orientamento espresso della giurisprudenza di merito, esonerando il notaio da ogni responsabilità al riguardo...

Questo in attesa della modifica delle bozze...

#6 annalisafabbri

annalisafabbri
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Pubblicato 20 luglio 2009 alle ore 14:34

Un ulteriore ed ultimo quesito:
secondo te una bozza di tale contenuto:

"Il finanziamento concesso viene erogato per l’importo di € .............. secondo le modalità in prosieguo descritte. La parte mutuataria dichiara di aver ricevuto la somma accordatale a titolo di mutuo, mediante accredito nel conto speciale infruttifero aperto presso la Banca mutuante, della quale somma, per intero, la medesima parte mutuataria, con il presente atto, ne rilascia quietanza. Tale somma mutuata, con il consenso della parte mutuataria, viene costituita in deposito cauzionale infruttifero, a garanzia del pieno e puntuale adempimento delle obbligazioni poste a carico della medesima parte mutuataria dal presente atto e relativi allegati, fino a che non sia stata fornita alla Banca, entro il termine di sessanta giorni da oggi e con le conseguenze, in difetto, previste dal successivo comma 2, la prova che:
a) siano state eseguite le formalità di pubblicazione delle garanzie reali;
b) la Parte mutuataria e i terzi garanti siano nel pieno e libero godimento dei loro diritti sino alla data successiva di almeno 10 giorni a quella di iscrizione ipotecaria di cui appresso;
c) la situazione di proprietà, di libertà e di disponibilità, relativa ai beni oggetto della garanzia corrisponda a quella dichiarata nel presente contratto;
d) i beni e i diritti costituiti in garanzia siano assicurati secondo le modalità di cui al Capitolato allegato;
e) siano state prestate, secondo le modalità richieste dalla Banca, tutte le garanzie ed avverate tutte le condizioni a suo tempo indicate dalla Banca nella lettera di comunicazione di concessione del mutuo o anche con lettere successive.
La Parte mutuataria prende atto che, qualora non abbia esattamente provveduto nei termini indicati, agli adempimenti previsti dal presente articolo, la Banca potrà avvalersi della facoltà di:
- risolvere il contratto ed utilizzare il deposito suddetto per l'estinzione del mutuo;
- considerare il mutuo come ridotto all’ammontare percepito dalla Parte mutuataria entro il pattuito termine;
- consentire – su motivata e circostanziata richiesta scritta della Parte mutuataria, fatta pervenire alla Banca almeno 30 giorni prima della scadenza del citato termine contrattuale di utilizzo – una proroga del termine medesimo ovvero un utilizzo parziale del mutuo oltre il termine a suo tempo fissato in contratto, con conseguente consolidamento dell’operazione nel minor importo erogato.
Lo svincolo delle somme costituite in deposito cauzionale infruttifero come indicato nel precedente articolo 1, potrà avvenire da parte della Banca mutuante dopo aver ricevuto, a cura della Parte mutuataria, copia autentica in forma esecutiva del presente atto e della relativa nota di iscrizione ipotecaria, oltre alla documentazione di cui all'articolo 1 del presente contratto. Dovrà inoltre essere data prova che l'ipoteca concessa è nel grado convenuto e che è pienamente valida ed efficace, non preceduta da iscrizioni e/o trascrizioni pregiudizievoli, fatta eccezione per quanto eventualmente indicato al punto 3 del successivo articolo 5. Non dovrà infine essersi verificata anche una sola delle circostanze previste dall'art. 12 del "Capitolato di patti e condizioni generali".
La Parte mutuataria autorizza fin d'ora la Banca mutuante ad effettuare l’accreditamento dell'importo nominale del mutuo sul conto corrente n. ............................ ad essa intestato, intrattenuto presso la ...................................., rilasciando fin d'ora ampia e liberatoria quietanza. La Parte mutuataria autorizza, fin da ora, la Banca stessa ad addebitare contestualmente sul predetto conto corrente:
- l'imposta sostitutiva di cui al successivo art. 9;
- la commissione “una tantum” nella misura di cui al punto 2 del successivo articolo 4;
- eventuali altre commissioni e spese inerenti l'operazione di mutuo anticipatamente sostenute dalla Banca mutuante."

....può essere ricompresa nella fattispecie descritta dalla sentenza oppure può esularne?
Ne ho presa una che mi sembrava potesse fungere da esempio.
Grazie ancora.

#7 luigim77

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Pubblicato 20 luglio 2009 alle ore 15:52

Ciao,
per quello che ho capito, il principio è questo: uhm
Il mutuo stipulato con importo non contestualmente messo nella immediata e libera disponibilità della parte mutuataria, non potrebbe usufruire dei benefici della imposta sostitutiva ma dovrebbe scontare le normali imposte di registro, ipotecaria e bollo.

Nella tua ipotesi

Tale somma mutuata, con il consenso della parte mutuataria, viene costituita in deposito cauzionale infruttifero , a garanzia del pieno e puntuale adempimento delle obbligazioni poste a carico della medesima parte mutuataria dal presente atto e relativi allegati, fino a che non sia stata fornita alla Banca, entro il termine di ecc....


credo sia violato il principio enunciato dalla sentenza...

Messaggio modificato da luigim77 il 20 luglio 2009 alle ore 15:53


#8 annalisafabbri

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Pubblicato 20 luglio 2009 alle ore 15:57

:wacko: Ok, grazie!!

#9 Andrea Dragone

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Pubblicato 21 luglio 2009 alle ore 07:57

Ma voi condividete questa sentenza?

Ciauz

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Ricordate sempre che risata che bussa a vostra porta e dice "Posso entrare" non è versa risata. Risata è come Re. E Re viene quando e come piace a lui. Re dice "Io sono qui".

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#10 fabiojack

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Pubblicato 21 luglio 2009 alle ore 08:32

Assolutamente no! E speriamo che all'A.E. non la capiscano, altrimenti son c.......i!!

#11 Andrea Dragone

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Pubblicato 22 luglio 2009 alle ore 07:35

Assolutamente no! E speriamo che all'A.E. non la capiscano, altrimenti son c.......i!!

All'A.E. non devono rompere le palle visto che della sentenza che ha deciso per una fissa di registro anche se ci sono 4 cessioni quote se ne sbattono ("non è una legge" mi hanno risposto).

E' comunque scandalosa: la legge parla di "operazioni" di finanziamento ed atti relativi. Pensa tu se in Italia dobbiamo metterci ad interpretare pure le leggi chiare.

Ciauz

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#12 fabiojack

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Pubblicato 22 luglio 2009 alle ore 08:14

All'A.E. non devono rompere le palle visto che della sentenza che ha deciso per una fissa di registro anche se ci sono 4 cessioni quote se ne sbattono ("non è una legge" mi hanno risposto).

E fallo capire alle parti che ogni cessione sconta 168 Euri!!!!!!! :wallbash: :wallbash: :wallbash:

P.S. Ma se non capiscono neanche le circolari e le risoluzioni.

PP.SS. Dalle mie parti stanno inviando un casino di avvisi di liquidazione per imposta ipotecaria e catastale per fusioni in cui non ci sono immobili!!! Secondo me ci provano, visto che le parti, piuttosto che pagare il ricorso, preferiscono pagare 350 euri!!!!

#13 Andrea Dragone

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Pubblicato 22 luglio 2009 alle ore 09:00

PP.SS. Dalle mie parti stanno inviando un casino di avvisi di liquidazione per imposta ipotecaria e catastale per fusioni in cui non ci sono immobili!!! Secondo me ci provano, visto che le parti, piuttosto che pagare il ricorso, preferiscono pagare 350 euri!!!!

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#14 Lomax

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Pubblicato 22 luglio 2009 alle ore 09:05

E' comunque scandalosa: la legge parla di "operazioni" di finanziamento ed atti relativi. Pensa tu se in Italia dobbiamo metterci ad interpretare pure le leggi chiare.

Ciauz

Il big

Concordo, la sentenza è semplicemente folle.




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