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DELIBERAZIONI CONDIZIONATE


anna poli

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DELIBERAZIONI CONDIZIONATE E CONTESTUALI DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA di Vincenzo Salafia – Le Società n. 11/2000 p.1290

Le deliberazioni dell’assemblea straordinaria non possono subordinare la propria efficacia ad eventi futuri ed incerti perché sarebbe violato il principio della pubblicità che la legge ha inteso perseguire con il Registro delle Imprese e cioè la comunicazione di eventi giuridicamente rilevanti e produttivi di effetti.

Tale divieto è però temperato dall’ammissibilità di delibere dell’assemblea straordinaria che sono naturalmente condizionate. Tra queste si annoverano:

-la delibera di aumento del capitale sociale, che produce l’effetto modificativo dell’atto costitutivo solo se l’aumento viene sottoscritto entro il termine prefissato dalla stessa assemblea, come risulta dall’attestazione indicata dall’art. 2444 c.c. che deve essere anch’essa iscritta nel Registro delle Imprese.

-le delibere di fusione e di scissione, che si realizzano solo se segua la stipulazione ed iscrizione nel Registro delle Imprese  del correlativo atto di fusione e di scissione.

In tali casi la deroga è giustificata dal fatto che la condizione consiste in un successivo atto societario del quale è prescritta l’iscrizione nel Registro delle Imprese.

Casistica:

-una deliberazione di fusione può essere subordinata ad una di scissione e viceversa, fermo restando che la redazione dei relativi progetti e la compilazione delle rispettive situazioni patrimoniali devono essere rapportate all’epoca in cui inizierà l’efficacia della decisione presa.

-nella stessa assemblea che delibera una fusione è possibile approvare contestualmente la scissione della medesima società, senza attendere l’iscrizione della prima delibera nel Registro delle Imprese: è però necessario che la compagine sociale che nasca dalla fusione rimanga immutata, come si verifica quando la società che delibera la propria fusione con un’altra possieda interamente la società che incorpora, perché in tal caso essa non aumenta il proprio capitale né muta la compagine sociale.

-non sembra, viceversa, possibile l’ipotesi della contestualità delle delibere se condizionata è quella di fusione perché in conseguenza della scissione il peso delle quote da ciascun socio possedute al momento del voto sulla fusione sarà inferiore a quello derivante dall’attuazione della scissione, a meno che la scissione comporti il movimento dalla scissa alla beneficiaria delle medesime persone che sono anche socie della beneficiaria e il rapporto delle quote di ciascun socio fosse il medesimo che i soci avevano con il capitale anteriore alla scissione.

Altra questione riguarda la possibilità per i creditori di esperire l’opposizione anche se gli effetti della delibera sono ancora sospesi in attesa del verificarsi della condizione. I relativi progetti dovrebbero contemplare entrambe le ipotesi, cosicché, nel caso in cui la condizione non si verificasse, l’opposizione dei creditori avrebbe ad oggetto la delibera non condizionata.

Casistica:

Se la delibera di scissione viene assunta dall’assemblea straordinaria di una società a condizione che si realizzi la fusione con un’altra, deliberata dalla stessa assemblea, bisogna distinguere:

-se la futura scissione deve essere realizzata in favore di una o più società di nuova costituzione, l’unica opposizione possibile per i creditori riguarda la delibera di fusione, perché l’operazione di scissione non muta la loro garanzia patrimoniale ed essi non sono legittimati ad opporsi.

-se la futura scissione deve essere realizzata in favore di una società già esistente, i creditori possono opporsi sia alla fusione sia alla scissione se riescano a dimostrare che entrambe le delibere arrecano pregiudizio alle loro ragioni di credito.

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