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yalp

accettazione tacita eredità

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desideravo porre una domanda velocissima.

vendita di immobile ereditato. è vero che economicamente conviene di più l'accettazione tacita dell'eredità piuttosto che qella espressa? grazie anticipatamente per i vostri preziosissimi pareri.

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Ti do il mio parere, anche in base alla mia esperienza:

l'accettazione tacita dovrebbe essere economicamente più conveniente di quella espressa, perché si tratta di una semplice trascrizione in Conservatoria, eseguita a seguito dell'atto di disposizione del bene ereditato da parte dell'erede (il notaio, che redige la nota, chiede il pagamento delle spese vive più un piccolo onorario a forfait... in totale, in media, fra i 350 e i 400 Euro);

l'accettazione espressa è, invece, un vero e proprio atto notarile, che richiede anche la registrazione presso l'Agenzia delle Entrate, oltre che la trascrizione di cui sopra (qui in media si arriva agli 800-900 Euro come minimo, in totale).

In entrambi i casi mi riferisco ad un'unica trascrizione (quindi: un solo immobile oppure più immobili nella medesima Conservatoria).

Ora, la funzione dell'accettazione (tutela dell'acquirente dall'eventuale acquisto da erede apparente, da solo alcuni degli eredi, etc) è rispettata in entrambi i casi, perciò non fa differenza il fatto che si scelga l'espressa o la tacita.

A mio avviso, al di là della convenienza economica, bisognerebbe vedere, in primis, quanti beni sono caduti in successione e se sono di competenza di una sola o più Conservatorie. Questo lo dico perché, mentre l'accettazione espressa include formalmente tutti gli immobili della successione e, quindi, viene trascritta per tutti i detti beni, l'accettazione tacita viene, nella maggior parte dei casi (e come credo che sia giusto), trascritta solo per l'immobile oggetto dell'atto di disposizione (e, implicitamente, si estende anche agli altri beni dell'asse ereditario, poiché non è possibile accettare l'eredità solo in parte); e qui sta il busillis: siccome esistono zucche di dubbia pienezza che pretendono (col pretesto - a loro avviso - della necessità della continuità delle trascrizioni) la trascrizione dell'accettazione su tutti i beni... oppure che pretendono la trascrizione per almeno un immobile per ciascuna Conservatoria... ci si trova, talvolta, a dover trascrivere più volte (cioè per più immobili) l'accettazione tacita riferentesi alla medesima eredità. E allora a questo punto sarebbe meglio fare l'accettazione espressa subito !

Non a caso, infatti, per la trascrizione dell'accettazione tacita di eredità esistono, tra i notai, tre "scuole di pensiero" (come sopra specificato).

Comunque, se l'immobile caduto è in successione è uno solo, l'accettazione tacita è senza dubbio la soluzione migliore.

ilrogitolampo

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mi capitano spesso atti con provenienze successorie, per cui devo fare la tras dell'accettazione tacita.

ma secondo voi, le spese relative di chi sono a carico? secondo me dovrebbero essere a carico del venditore...ad es adesso devo fare un atto con tre provenienze ereditarie diverse, e quindi tre tras: la spesa sarebbe sugli 800 euro: non mi pare sia giusto addossarle al compratore che già paga un fracco di tasse...

poi altao questione: la prima tras di accettazione tacita che ho fatto io l'avevo tassata con 168 di imposta ipotecaria e 35 di tassa ipot: per il mio ufficio del registro è dovuta solo la tassa da 35...a voi cosa risulta?

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grazie per l'esaustiva risposta. faccio l'ultima domanda: ma se l'erede provvede alla voltura catastale, l'accettazione tacita non è più necessaria? questo perchè: con la richiesta di voltura fatta dall'erede si manifesta la volontà di accettare l'eredità (cassazione civile Sentenza n. 7075 del 07/07/1999). pertanto non si ravvisa più la necessità di "formalizzare" l'accettazione dell'eredità.....

Modificato da yalp

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Yalp, se posso darTi un consiglio: lascia perdere certi arzigogoli giurisprudenziali.

Se il discorso lo circoscriviamo alla volontà dell'erede, allora - piuttosto che non la richiesta di voltura - lo stesso atto di disposizione del bene ereditato sarebbe ancora più efficace. Quindi, seguendo questa logica, non avremmo mai bisogno di trascrivere accettazioni tacite, perché chi dispone di beni ereditati... chiaramente ha espresso volontà di accettare.

Il vero problema è quello della pubblicità, cioè dell'opponibilità a terzi, dell'accettazione. Peraltro, quale pubblicità avrebbe il fatto che sia stato proprio l'erede a provvedere alla voltura catastale ? Nessuna, perché in Catasto mica compare il nome di chi ha fatto la richiesta (e nemmeno la firma). Stesso discorso se si vuole ritenere erede che ha accettato l'eredità colui che ha firmato la successione come dichiarante: mica la sua firma è stata autenticata da alcun pubblico ufficiale.

Invece di pagare quelle poche centinaia di Euro, vuoi passare alle vie legali (chiedendo magari una perizia calligrafica e portando testimoni), così che venga ricosciuto da un tribunale che è stato proprio l'erede a firmare la richiesta di voltura ? Accomodati pure :)

Tieni presente che certe sentenze giurisprudenziali sono state formulate in altre occasioni, cioè quando, a cose fatte, c'erano in ballo ben più importanti problematiche (ex: acquisto effettuato dall'erede apparente, accettazione non trascritta, l'erede vero chiede la restituzione del bene, l'acquirente fa causa al venditore e al notaio... questi ultimi si appigliano a qualsiasi cosa per dimostrare che non era comunque necessario trascrivere l'accettazione). Semplice, no ?

ilrogitolampo

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complimenti...:clap::clap::clap:

ne sai veramente in materia!!

ti ringrazione per la consulenza e credo che seguirò il tuo consiglio.

la cosa che mi fa dannare è che questi 400 euro (chiesti dal notaio dell'acquirente) sono stati inaspettati in quanto il notaio che mi ha fatto la successione (che è a conosenza del prossimo rogito di vendita) non mi ha detto nulla.

ovviamente non me la prendo con questi professionisti che fanno solo il loro lavoro ma con questa benedetta normativa italiana (io mi occupo prettamente di quella fiscale ed è la stessa cosa) per la quale non c'è mai niente di sicuro.

...e come dicono al bar...."fra un pò ci faranno pagare anche l'aria che respiriamo!!"

buon lavoro a tutti.....

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la cosa che mi fa dannare è che questi 400 euro (chiesti dal notaio dell'acquirente) sono stati inaspettati in quanto il notaio che mi ha fatto la successione (che è a conosenza del prossimo rogito di vendita) non mi ha detto nulla.

bhè che aggiungere...

solo che in sede di dichiarazione di successione è abitudine del professionista che la cura far risparmiare al cliente il costo dell'accettazione espressa (800/900 eurini), visto che col primo atto dispositivo si utilizza l'opzione dell'accettazione tacita (400 eurini), con un risparmio per il cliente di circa metà dell'esborso.

Direi invece che il professionista che ha curato la predisposizione della dichiarazione di successione ha fatto bene il suo mestiere!

L'unico appunto è che dovrebbe prendersi l'abitudine di avvisare il cliente dell'obbligo (non da tutti peraltro seguito, visto che non era sanzionato fino alle ultime norme deontoligiche), e del relativo costo, di effettuare la tras. della tacita in sede di vendita.

Ma non si può pretendere troppo dalla vita!

Modificato da tiraemolla

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apprezzo il vostro interessamento per la mia vicenda. confermo l'onestà del mio notaio facendogli passare la sua omissione nel parlarmi di questa "accettazione o tacita o espressa dell'eredità". un saluto a tutti!!

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grazie per l'esaustiva risposta. faccio l'ultima domanda: ma se l'erede provvede alla voltura catastale, l'accettazione tacita non è più necessaria? questo perchè: con la richiesta di voltura fatta dall'erede si manifesta la volontà di accettare l'eredità (cassazione civile Sentenza n. 7075 del 07/07/1999). pertanto non si ravvisa più la necessità di "formalizzare" l'accettazione dell'eredità.....

bisognerebbe dire al genio che ha emesso quella sentenza che la voltura catastale, non è titolo per la trascrizione in conservatoria e quindi anche se per lui importa accettazione tacita dell'eredità, non è idonea a far rispettare il principio della continuità delle tras. di cui all'art. 2650 c.c., che costituisce il motivo principe per cui si fa la trascrizione dell'accettazione tacita dell'eredità.

fino a poco tempo fa molti notai se ne infischiavano altamente di tale principio, eccezion fatta per il caso in cui la banca mutuante dell'acquirente non chiedesse che la continuità fosse certificata nella relazione notarile.

A quel punto venivano spessissimo fuori, e vengono fuori tutt'ora, le magagne.

:D

ps. la tacita compete di solito al venditore, a meno che, la successione non sia la provenienza più recente, in tal caso rivolgersi al notaio del primo atto dispositivo immediatamente successivo alla successione.

pps. il costo è di circa 400 euri, se gli immobili in oggetto si trovano nella circoscrizione di una sola conservatoria, altrimenti aggiungi 170 circa per ogni nota.

:wacko:

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un paio di appunti in materia:

- sarebbe opportuno che il notaio, in sede di predisposizione della dichiarazione di successione, consegnasse alla parte due righe in cui si spieghi che alla prima vendita potrà essergli chiesto di effettuare l'accettazione tacita.

So di notai che si fanno controfirmare una copia della dichiarazione per evitare che il cliente gli dica "dotto non me l'aveva detto".

In più aggiungo che è sempre molto difficile, a distanza di anni, far capire ad una persona che ha fatto predisporre la dichiarazione di successione da un notaio, che la pratica è per così dire incompleta e necessita dell'accettazione.

- in precedenza a volte si tendeva a non effettuare l'accettazione tacita perchè non era espressamente prevista (ora la prevedono i protocollli).

- la facciamo sempre pagare al venditore. Cerchiamo per questo di avere un colloquio prima dell'atto per spiegargli la cosa (alcuni capiscono, altri no, in genere però è sempre meglio che non farglielo scoprire solo in sede di vendita).

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ho notato che la questione in argomento non è una sciocchezza: non sono quindi l'unico che, dopo aver chiuso la successione, si è sorprendentemente imbattuto in una ulteriore spesa da sostenere.

per tutti i dotti che mi hanno risposto: se riuscirete a diventare notai (oppure se lo siete già) cercate il più possibile di comprendere i vostri clienti (soprattutto nelle pratiche di successione dove già è difficile digerire la perdita di una persona cara in più bisogna pure affrontare delle spese che oggettivamente sono rilevanti per una persona con poco reddito), poichè per un soggetto che non è ferrato in materia è veramente difficile capire tutte la burocrazia.

fortunatamente oggi c'è internet (fra cui questo forum che per me è stato utilissimo) dove, con un pò di buona volontà, si riesce a capire qualcosina per affrontare meglio le cose.

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Caro Yalp,

il principio della continuità delle trascrizioni è sancito dal succitato art. 2650.

Purtroppo come tutte le norme prive di sanzione è stata applicata per così dire a macchia di leopardo, e l'esempio tipico è quello della trascrizione tacita dell'eredità ove spesso si procedeva alle vendita senza effettuarne l'adempimento.

Nel tuo caso specifico, non mi sento di dire che il Notaio abbia fatto male il proprio mestiere: t'ha fatto risparmiare il costo dell'atto notarile! al massimo s'è dimenticato di avvisarti dell'ulteriore formalità da adempiersi in caso di vendita dell'immobile.

Quello dalle trascrizione tacita dell'eredità è' un argomento che noi praticanti/collaboratori di notai, affrontiamo quotidianamente con i clienti ed i loro venditori, i quali ultimi accettano loro malgrado quando gli si fa presente che il loro notaio, al momento della predisposizione della successione, gli ha fatto risparmiare dei soldini come è stato spiegato su.

Ovviamente, di fronte alla nostra richiesta di spesa nei loro confronti, il 99% di loro va a chiedere numi al notaio in questione, il quale non può far altro che confermare.

E' stato lodevole al riguardo l'autosanzione datasi di recente dai notai attraverso una norma deontologica che punisce disciplinarmente chi effettua una vendita con provenienza successoria mancando la trascrizione dell'accettazione tacita.

Il costo di tale adempimento grava sul venditore, il quale ha l'onere di vendere il proprio immobile in generale privo di gravami o problematiche di ogni genere, (per es. dal punto di vista catastale o urbanistico).

Nulla toglie che, questa spesa, ripeto in genere del venditore, venga, su accordo delle parti, accollata all'acquirente.

Modificato da tiraemolla

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per chiarire ulteriormente:

vi sono altri motivi per cui non viene effettuata immediatamente l'accettazione:

- perchè l'accettazione espressa costa di più;

- perchè se l'immobile non viene venduto per dieci anni (e/o nel frattempo viene trascritta la successione) alcuni notaio potrebbero non richiedere l'accettazione tacita;

- perchè se l'immobile non viene venduto ma cade a sua volta in successione, non a volte non viene richiesta l'accettazione tacita;

- perchè a volte le parti stesse si riservano il diritto di decidere se accettare ovvero impugnare;

- perchè spesso la successione viene sottoscritta alla presenza di alcuni soggetti e non necessariamente di tutti, non è sempre possibile effettuare l'accettazione contestualmente alla successione;

- spesso il cliente è più propenso a pagare 300/400 euro al momento in cui rivende il bene (e cioè intasca una somma a volte considerevole) che al momento della successione (quando spesso i conti correnti del defunto sono bloccati);

- la successione spesso non è predisposta dai notai ma da CAF, geometri, sindacati, ecc. i quali non hanno il potere di far effettuare le accettazioni (che spesso non sanno nemmeno cosa sono);

certo una maggiore informazione non farebbe male, tuttavia...

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Noi ci comportiamo così:

- informiamo il venditore della necessità di procedere alla tx accettazione tacita;

- precisiamo che le spese saranno a suo carico e non dell'acquirente;

- inseriamo in atto (a scanso di equivoci) la seguente clausola:

".... precisandosi che l'accettazione dell'eredità non è stata trascritta (a tale proposito gli alienanti autorizzano la trascrizione ai sensi dell'art.2648 3° comma Cod.Civ. dovendosi intendere il presente atto quale accettazione tacita di eredità ai sensi dell'art. 476 Cod.Civ.)"

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".... precisandosi che l'accettazione dell'eredità non è stata trascritta (a tale proposito gli alienanti autorizzano la trascrizione ai sensi dell'art.2648 3° comma Cod.Civ. dovendosi intendere il presente atto quale accettazione tacita di eredità ai sensi dell'art. 476 Cod.Civ.)"

mi sembra un'ottima soluzione :ok:

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