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anna poli

TRASCRIZIONE

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cari colleghi,

                in questi giorni si è discusso sul Forum Quid Iuris? delle eventuali sanzioni in caso di mancata menzione della condizione nella nota di trascrizione: inopponibilità ai terzi o risarcimento del danno, ricordate?

Qualcuno di voi citava l'opinione di L. Ferri e P. Zanelli, ebbene qui di seguito ne è riportato un estratto.

Rielaborazione da “Commentario del codice civile Scialoja Branca di F. Galgano” libro IV  -Della trascrizione – p. 410

Il conservatore deve verificare la corrispondenza tra l’atto e la nota e rifiutarsi di trascrivere ove su quest’ultima non fossero richiamati la condizione o il termine presenti nell’atto. Se tuttavia la trascrizione dovesse egualmente avvenire senza che di questi elementi sia fatta menzione, si porrebbe il problema, anche dopo la legge 27 febbraio 1985 n. 52, che ha novellato l’art. 2674 c.c., delle sanzioni conseguenti a tale omissione.

La legge non contiene al riguardo disposizioni espresse. Inizialmente si era pensato di porre, come sanzione. della mancata menzione, l’inopponibilità ai terzi del termine o della condizione. Poi questa sanzione apparve eccessiva, dal momento che i terzi erano in grado di conoscere gli elementi accidentali dell’atto, consultando il titolo. Pure eccessiva apparve l’idea di considerare nulla la trascrizione. Si pensò invece di lasciare all’apprezzamento del giudice la decisione se la mancata o difettosa menzione della condizione o del termine fosse tale da produrre incertezza sul rapporto giuridico, secondo quanto stabilisce l’art. 2665, e quindi invalidità della trascrizione.

Secondo tale soluzione non si potrebbe rispondere a priori, ma occorrerebbe caso per caso vagliare la concreta situazione.

La logica indurrebbe ad escludere l’eventualità di far derivare, dalla mancata menzione della condizione o del termine, la nullità della trascrizione. Una sanzione così grave non poteva non essere espressamente prevista. Nè sembra logico desumerla dall’art. 2665. Il rapporto è ben individuato anche senza l’indicazione della condizione o del termine. La condizione pone in forse l’esistenza del mutamento giuridico che dal negozio condizionato dovrebbe scaturire, ma non la sua natura.

L’altra soluzione è quella di far discendere dalla mancata indicazione, l’inopponibilità ai terzi della condizione e del termine. A parte il fatto significativo che la relazione al codice civile espnima volontà contraria a questa grave sanzione, non è possibile desumerla nel silenzio della legge.

Non applicandosi nè la sanzione della nullità nè quella della inopponibilità, non resta che riconoscere ai terzi che subissero danni per una trascrizione incompleta (priva, cioè, della menzione della condizione) da cui fossero tratti in errore, un diritto al risarcimento dei danni stessi nei confronti delle parti. Non si può dire che il terzo doveva consultare il titolo da cui avrebbe preso conoscenza degli elementi accidentali perchè oggi la legge prescrive l’inserzione di questi elementi nelle note.

Anna

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