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anna poli

CONVERSIONE IN EURO

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Cari colleghi,

               vi è mai capitato di sentirvi richiedere di convertire in Euro il capitale di una società di persone? Traendo spunto da un caso pratico, mi sono interrogata sulla disciplina applicabile in tale ipotesi. :smile:

Rielaborazione da Studio Cnn n. 2649 del 22 marzo 2000

CONVERSIONE IN EURO NELLE SOCIETA’ DI PERSONE

Ci si chiede se le disposizioni espressamente riferite a società di capitali e cooperative dal d.lgs. 24 giugno 1998, n. 213  siano norme speciali non applicabili, estensivamente o analogicamente, alla conversione del capitale delle società di persone e se tale conversione debba essere governata dai generali principi di ridenominazione contenuti nei regolamenti comunitari .

Per quanto riguarda la conversione del capitale e il valore nominale delle partecipazioni di società già esistenti (e quindi espresso in lire) bisogna stabilire se il meccanismo semplificato di ridenominazione in euro, previsto dall’art. 17 d.lgs. n. 213 del 1998, possa (per analogia) applicarsi anche alle società di persone, ed in particolare alla società in nome collettivo ed in accomandita semplice. (nella società semplice può mancare qualsiasi forma di determinazione del valore globale del capitale sociale nominale non essendo richiesta una valutazione iniziale dei conferimenti; arg. ex art. 2263, comma 1, c.c. )

Ci si deve interrogare sulla possibilità per gli amministratori (art. 17, commi 1-5, d.lgs. n. 213 del 1998) di modificare l’indicazione del valore dei conferimenti recata dall’atto costitutivo (art. 2295, n. 6, c.c.).  Si propende per la soluzione negativa non soltanto per la indubbia e nettissima specialità delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 dell’art. 17 d.lgs. cit. insuscettibili di interpretazione estensiva o integrazione analogica ma anche perchè l’adeguamento all’euro si può realizzare attraverso il meccanismo proprio della ordinaria modificazione del contratto sociale. Discorso radicalmente diverso è naturalmente a farsi con riguardo alle discipline: della tenuta della contabilità (artt. 2302 e 2214 c.c.); della redazione del rendiconto (art. 2261 c.c.); e della redazione del bilancio (artt. 2302 e 2217 c.c.). A quelle discipline si applicano sicuramente le norme degli artt. 4, comma 4, e 16 d.lgs. n. 213 del 1998: la prima in virtù del rinvio alle regole sul bilancio della società per azioni operato dall’art. 2217, comma 2, c.c.; la seconda in ragione dell’ ampia portata della sua lettera, che si riferisce genericamente a tutte le imprese.

Anna

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