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anna poli

LA SOCIETA' ARTIGIANA

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Cari colleghi,

                vi sottopongo la sintesi di un articolo di A. Busani tratto dal “Sole 24 Ore” di oggi relativo ad alcune innovazioni legislative in tema di società artigiana.

ARTIGIANATO ED SRL PLURIPERSONALE

Con l’approvazione del disegno di legge sull’apertura e regolazione dei mercati collegato alla Finanziaria, viene meno la separazione tra l’artigianato e l’esercizio dell’attività imprenditoriale e si potrà esercitare l’impresa sia mediante società a responsabilitata non più solo uninominale.

E’ consentita anche da parte dell’impresa artigiana l’assunzione della forma di Srl pluripersonale, seppur con alcuni limiti, e precisamente la prescrizione che la maggioranza dei soci (ovvero un socio, se la società è di due soci):

-svolga in prevalenza lavoro personale manuale, nel processo produttivo;

-detenga la maggioranza del capitale sociale e degli organi deliberanti

Quindi, anche l’impresa artigiana potrà accedere al mercato dei capitali e si riconosce sostanzialmente alla Srl il ruolo di società che, seppur ‘di capitali”, si presta a essere utilizzata sostanzialmente come società con numero di soci assai limitato (e spesso confinato nell’ambito di un unico gruppo familiare).

Pertanto, se anche l’esercizio dell’artigianato avvenga sotto questa specie societaria, ne rimarrebbe pur sempre integra la natura e lo scopo, così come d’altronde già si era riconosciuto ammettendo l’utilizzo della Srl unipersonale e la sua compatibilità con l’esercizio della impresa artigiana.

Nel testo originario dell’ articolo 3 della legge 8 agosto 1985 n.443, dopo aver definito l’impresa artigiana come quella che ha per scopo lo svolgimento di un’attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, escluse le attività agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali e accessorie all’esercizio dell’impresa», se ne consentiva l’esercizio pure in forma di società, anche cooperativa (ma con rigida ed esclusione esplicita delle società a responsabilità limitata e per azioni e in accomandita semplice e per azioni) a condizione però che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolgesse in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che avesse funzione preminente sul capitale.

Con la legge 20 maggio 1997 n.133, invece, ferma restando la definizione dell’impresa artigiana, venne ammesso che la qualità di impresa artigiana fosse compatibile con l’adozione di forme societane prima vietate, e precisamente venne consentito che l’impresa artigiana fosse:

a) costituita ed esercitata in forma di società a responsabilità limitata con unico socio sempreché il socio unico fosse in possesso dei requisiti di legge e non fosse unico socio di altra società a responsabilità limitata o socio di una società in accomandita semplice;

b) costituita e esercitata in forma d società in accomandita semplice, sempreché ciascun socio accomandatario fosse in possesso dei requisiti di legge e non fosse unico socio di una società a responsabilità limitata o socio di altra società in accomandita semplice.

Anna

(Edited by anna poli at 12:41 am on Mar. 6, 2001)

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