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legato di ereditÓ non ancora aperta


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18 risposte a questa discussione

#16 luigim77

luigim77

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Pubblicato 08 febbraio 2008 alle ore 16:35

Il problema, penso, Ŕ anche un altro.
Il testamento produce effetto al momento dell'apertura della successione.
Sicuramente, disporre di beni di una ereditÓ(in quanto tali) non ancora aperta implica l'integrazione di un patto successorio dispositivo vietato dalla legge.
Il problema Ŕ:
Quando pu˛ considerarsi violato il 458?A quale momento occorre far riferimento per verificare la suddetta violazione?

Al momento del ricevimento della disposizione testamentaria(-quando la clausola ricevuta non produce alcun effetto-)?e quindi si tratta sicuramento di un patto successorio

oppure

al momento dell'apertura della successione del testatore(ovvero quando la clausola de quo produce effetto) nel qual caso ben potrebbe verificarsi l'ipotesi che la successione relativa ai beni dei quali si Ŕ disposto si Ŕ aperta?

Messaggio modificato da luigim77 il 08 febbraio 2008 alle ore 16:36


#17 pinturicchio81

pinturicchio81

    Sapete chi sono!!!!

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Pubblicato 09 febbraio 2008 alle ore 16:44

al momento dell'apertura della successione del testatore(ovvero quando la clausola de quo produce effetto) nel qual caso ben potrebbe verificarsi l'ipotesi che la successione relativa ai beni dei quali si Ŕ disposto si Ŕ aperta?

Bisogna riferirsi a tale momento secondo me...
iN QST momento non ho fonti attendibili con me..
Appena torno a casa vi faccio sapere qlk di pi¨ specifico!!!
A presto. ;)
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#18 Paulinho

Paulinho

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Pubblicato 10 febbraio 2008 alle ore 10:59

Direi che conta il momento dell'apertura della successione, in quanto coincide con quello dell'efficacia della volontÓ testamentaria.
Nel caso dell'atto inter vivos costituente patto successorio, mi pare che la nullitÓ ex 458 si avrebbe pure se l'efficacia del negozio si producesse al tempo (o anche dopo il tempo) della morte del disponente in virt¨ di una condizione o di un termine.
Deve farsi riferimento infatti non tanto all'efficacia c.d. finale del negozio ma a quella c.d. negoziale, che negli atti inter vivos coincide con il vincolo dell'irrevocabilitÓ del consenso prestato.
Siccome ante mortem il testamento pu˛ sempre essere revocato, la disposizione pu˛ violare il 458 solo una volta divenuta efficace con la morte del testatore.

#19 Amadeus Mozart

Amadeus Mozart

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Pubblicato 10 febbraio 2008 alle ore 14:53

Concordo con Paulinho: a mio parere tale disposizione Ŕ valida.

Ritengo che un legato del genere non sia valido perchŔ il testatore pu˛ disporre con efficacia reale di soli diritti attuali e non anche potenziali al momento di redazione del testamento (fatte salve le ipotesi di relatio formale).

Non sono d'accordo.
Il caso di specie potrebbe inquadrarsi nell'ambito dei patti successori dispositivi. Stiamo dimenticando, per˛, che tali patti sono negozi inter vivos e non mortis causa: il "veicolo" di tali patti sono contratti o negozi unilaterali inter vivos e non mortis causa, come invece Ŕ il testamento.
Patti con tale contenuto, oltre ad essere irrevocabili, sarebbero anche nulli (nel caso di causa gratuita) ex art. 771 c.c.

Ma ci˛ non avviene nel testamento, atto mortis causa revocabile e che ben pu˛ contenere disposizioni aventi ad oggetto beni non attuali del testatore: vedi infatti, ad esempio, gli artt. 651, 652 e 653.




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